BLIND ILLUSION – Si è ribaltata tutta la situazione

Pubblicato il 29/11/2022 da

I Blind Illusion sono rimasti per anni un oggetto di culto del thrash metal più eclettico, con il fantasioso esordio “The Sane Asylum” rimasto solitario a testimoniare l’estro della formazione. Una band dalla vita breve e dall’eredità inestimabile quanto ai musicisti che vi hanno fatto parte, perché da qui sono passati Les Claypool e Larry Lalonde dei Primus, assurti al rango di vere leggende del proprio strumento. Per Mark Biedermann, unico superstite della prima era dei Blind Illusion, le luci della ribalta sono invece rimaste assai lontane. Era difficile ipotizzare potesse esserci ancora un futuro per il gruppo, già un tentativo di ripartenza nel 2010, con la pubblicazione del secondo disco “Demon Master”, era naufragato miseramente. Nel 2022 eccoci invece ad apprezzare “Wrath Of The Gods”, album di ottima fattura, che riprende gli stilemi dell’esordio dandogli coloriture non dissimili, filtrando il thrash con il gusto ritmico e melodico del funk e dell’alternative rock. Il risultato, complice una line-up di tutto rispetto dove spicca l’ex Death Angel Andy Galeon alla batteria, è di quelli che possono portare nuovi fan alla band, forte di un’interpretazione sui generis al thrash che oggi possono vantare. È un Mark Biedermann un po’ troppo stringato nelle risposte – ma ben contento di parlare dei nuovi Blind Illusion – quello che ci dà un piccolo spaccato sui californiani, la loro storia e il loro presente.

“WRATH OF THE GODS” ARRIVA A TRENTAQUATTRO ANNI DI DISTANZA DA “THE SANE ASYLUM”: COME AVETE LAVORATO PER RECUPERARE IL FEELING DI QUEL DISCO E ALLO STESSO TEMPO SUONARE IN MODO DIFFERENTE, SENZA CHE “WRATH OF THE GODS” GUARDASSE CON NOSTALGIA E TROPPA RIVERENZA AL PASSATO?
– Lavoro duro affinché si riesca a tenere un bilanciamento tra il presentare nuovi riff alla band e accogliere le idee che gli altri ragazzi mi propongono. Così produciamo musica che piace a tutti quanti e che, spero, possa essere gradita pienamente anche da chi ci ascolta.

QUALE SAREBBE ‘L’IRA DEGLI DEI’ CITATA NEL TITOLO?
– Tocca all’ascoltatore decidere! Diciamo che mi sono rifatto all’idea di questo concetto rappresentata nella mitologia, nella fantascienza e in alcuni eventi storici.

IL NUOVO ALBUM RITORNA ALLO STILE DI “THE SANE ASYLUM”, PROPONENDO UNA FORMA PIUTTOSTO CONTAMINATA DI THRASH: POSSIAMO APPREZZARE L’APPROCCIO CROSSOVER DEL VOSTRO DEBUT, OGNI CANZONE È ELABORATA IN MODO PERSONALE E NON CONVENZIONALE. COME AVETE LAVORATO AL SONGWRITING DI “THE SANE ASYLUM”?
– Non abbiamo cercato di scrivere un album che rispecchiasse i contenuti di “The Sane Asylum”, volevamo al contrario creare un disco che ‘rovesciasse’ quanto puoi sentire in quel disco lì. Almeno, questa è la sensazione che provo mettendo a confronto i due album.

COME SI È GIUNTI A QUESTA LINE-UP E QUANDO VI SIETE ACCORTI CHE ERAVATE NELLE MIGLIORI CONDIZIONI PER REGISTRARE NUOVA MUSICA?
– Doug (Piercy, chitarrista, ndR) e Tom (Gears, bassista, ndR) sono nella band da poco prima del nostro primo tour in Germania. Durante il periodo della pandemia si è unito a noi anche Andy, a quel punto eravamo pronti per realizzare finalmente nuova musica come Blind Illusion.

IN LINE-UP AVETE APPUNTO MUSICISTI COME DOUG PIERCY, CON UN PASSATO NEGLI HEATHEN, E SOPRATTUTTO ANDY GALEON, EX BATTERISTA DEI DEATH ANGEL. COME HANNO CONTRIBUITO A FORGIARE IL SUONO DI “WRATH OF THE GODS”?
– Assieme a Tom hanno lavorato attivamente per scrivere le strutture principali e gli arrangiamenti. Mi hanno inoltre incoraggiato a scrivere testi che andassero in una certa direzione e a loro volta hanno aggiunto qualcosa nelle liriche. Tom e Doug si sono inoltre occupati della pianificazione del lavoro in studio di registrazione.

HO APPREZZATO MOLTO DEL NUOVO ALBUM LE LINEE DI BASSO, PER QUANTO SONO CENTRALI NEL DEFINIRE IL SUONO DEL DISCO E LA LORO IMPRONTA FUNK. PUOI DIRCI QUALCOSA IN PIÙ SU TOM GEARS E SU COME ABBIA PLASMATO IL SUO STILE?
– A Tom piace raccontare che suona il basso un po’ alla Steve Harris, incrociando uno stile metal con la musica fusion e molti altri generi affrontati nel corso degli anni. Ha qualità tecniche notevoli, non ha avuto difficoltà ad affrontare il materiale di “Wrath Of The Gods”.

LA FORZA DELLA CONTAMINAZIONE È EVIDENTE IN OGNI CANZONE E PARTICOLARMENTE DURANTE “SPACED”. È LA TRACCIA PIÙ VICINA ALL’ALTERNATIVE ROCK, COME L’AVETE COMPOSTA?
– Abbiamo molte influenze, tante al di fuori del metal, per questo il nostro suono appare così contaminato, come dici tu. Tom ci ha presentato le linee di basso per “Spaced” e da lì siamo partiti, riempiendo gli spazi lasciati dal suo strumento. La ciliegina sulla torta è rappresentata dall’intro di batteria di Andy, fondamentale.

IN QUESTI TRENTAQUATTRO ANNI TRASCORSI DA “THE SANE ASYLUM” VI SONO STATI ALCUNI TENTATIVI DI RIPARTIRE PER I BLIND ILLUSION. COME DESCRIVERESTI QUESTI PERIODI, CULMINATI CON IL VOSTRO SECONDO DISCO “DEMON MASTER” DEL 2010?
– Nel periodo precedente “Demon Master” avevo reclutato alcuni musicisti a dire il vero poco interessati a suonare le canzoni di “The Sane Asylum”. Allora siamo andati avanti come terzetto e ci siamo gettati su una strada diametralmente opposta, suonando una specie di stoner rock, che è poi grosso modo lo stile rappresentativo di “Demon Master”.

I BLIND ILLUSION SUONANO UNA FORMA DI PROGRESSIVE THRASH METAL CHE NON SEGUE IL GROSSO DEI CANONI DI SOLITO ASSOCIATI AL THRASH PROGRESSIVO. COSA SIGNIFICA PER VOI SUONARE QUALCOSA CHE POSSA ESSERE DEFINITO PROGRESSIVE?
– Per me significa che manifestiamo influenze musicali che vanno al di là di quelle strettamente metal.

LA STORIA DEI BLIND ILLUSION PARTE MOLTO PRESTO, IL VOSTRO PRIMO DEMO ARRIVA ADDIRITTURA NEL 1981. PERCHÉ, NEL CORSO DEGLI ANNI OTTANTA, AVETE PUBBLICATO SOLO UN ALBUM E QUALI SONO LE RAGIONI CHE VI HANNO IMPEDITO DI AVERE SUCCESSO ALL’EPOCA?
– Non sono mai stato molto bravo a gestire tutte le problematiche economico-manageriali connesse alla musica. A questo si è aggiunta l’instabilità della line-up, un po’ di sfortuna ci ha sempre seguito nel tempo.

ASCOLTANDO ADESSO “THE SANE ASYLUM”, QUALI PENSI SIANO LE RAGIONI CHE GLI HANNO CONSENTITO LONGEVITÀ E DI ESSERE CONSIDERATO UN CLASSICO DEL BAY AREA THRASH?
– Suonava in modo diverso dalla maggior parte della musica del tempo e ancora oggi rappresenta qualcosa di unico.

SUONARE THRASH NEL 2022 È UN ESERCIZIO PER NOSTALGICI, OPPURE PENSI CHE QUESTO GENERE ABBIAMO ANCORA UNA SUA FRESCHEZZA?
– Ci sono band che hanno creato questo tipo di suono e lo portano avanti ancora oggi con successo, ma penso ci sia ancora possibilità dire qualcosa di interessante al suo interno, senza dover per forza rifarsi sempre a idee passate.

I BLIND ILLUSION SONO ANCHE CONOSCIUTI PER AVER AVUTO TRA LE LORO FILA LARRY LALONDE E LES CLAYPOOL DEI PRIMUS. COSA NE PENSI OGGI DI QUELLO CHE È STATO IL LORO CONTRIBUTO ALLA BAND? LI HAI SEGUITI NEL TEMPO NELLA LORO AVVENTURA NEI PRIMUS?
– Larry ai tempi proveniva dai Possessed. Per Les i Blind Illusion sono stati il primo gruppo durante le scuole superiori, ha fondato i Primus poco tempo prima di ritornare con noi per registrare “The Sane Asylum”. Ho visto i Primus dal vivo tante volte, soprattutto nei loro primi anni di carriera. Ho un grande rispetto per tutto quello che hanno fatto.

COSA CI POSSIAMO ASPETTARE DAI BLIND ILLUSION NEI PROSSIMI MESI? CI SONO PIANI PER UN POSSIBILE TOUR EUROPEO?
– Suoneremo al festival tedesco Stormcrusher nel 2023 e ci sarà un tour costruito attorno alla data di questo festival. Abbiamo in mente anche altre cose, non vediamo l’ora di venire in Europa nel 2023!

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