BLOOD RED THRONE – Intervista a Tchort

Pubblicato il 16/02/2003 da

Che personaggio che è Tchort! Questo ragazzo norvegese ha dimostrato negli ultimi anni di essere un vero vulcano di idee e di essere una delle personalità di maggior spicco della scena nord europea. Sono davvero in pochi coloro che sarebbero capaci di passare dalle sonorità soft e dalle tentazioni psichedeliche dei Green Carnation al massacro totale che risponde al nome di Blood Red Throne, per poi cimentarsi con le flagellazioni dei black god Carpathian Forest… tutte band la cui qualità è a dir poco sensazionale! Ragazzo di poche parole che preferisce parlare con la musica, per me è impossibile non rispettarlo! Lo abbiamo raggiunto in concomitanza con la pubblicazione del nuovo devastante album dei suoi Blood Red Throne, death metal band ferocissima che, oltre a quaranta minuti di olocausto sonoro, ha saputo regalarci anche la copertina e la photo session dell’anno… grandissimi!
COME SONO STATE COMPOSTE LE CANZONI CONTENUTE IN “AFFILIATED WITH THE SUFFERING”?
“Come sempre: io e Død abbiamo preparato tutti i riff a casa, pensando agli arrangiamenti e alle parti di batteria. Poi abbiamo sottoposto il tutto al batterista, al bassista e al cantante. Død per il nuovo album ha scritto quattro brani mentre io ho scritto tutto il resto, compresa la bonus track sull’edizione digipack”.

COSA PUOI DIRMI INVECE DELLE REGISTRAZIONI?
“Abbiamo registrato e mixato nello stesso studio utilizzato per il demo e per il debut album. Volevamo avere un suono molto live così abbiamo scelto di non triggerare le parti di batteria e di limitarci a registrare solo due linee di chitarra e, ovviamente, il basso e la voce. Solo lo stretto necessario”.

OLTRE ALLA PRODUZIONE QUALI RITIENI CHE SIANO LE PRINCIPALI DIFFERENZE TRA “MONUMENT OF DEATH” E “AFFILIATED WITH THE SUFFERING”?
“Il nuovo album è senza dubbio molto più diretto ed aggressivo di ‘Monument Of Death’. Pensiamo proprio di aver fatto un ulteriore passo in avanti nella ricerca di un suono personale”.

POTRESTI PARLARMI DI “A DREAM OF DEATH”, “BLEEDERS LAMENT” E “MANDATORY HOMICIDE”? RITENGO CHE QUESTI SIANO I BRANI MIGLIORI DEL DISCO…
“‘A Dream Of Death’ è stato il primo brano che ho scritto per il disco, lo abbiamo suonato anche diverse volte dal vivo prima di inciderlo e posso assicurarti che è davvero massacrante. ‘Bleeders Lament’ è invece opera di Død e trovo anch’io che sia un gran pezzo. ‘Mandatory Homicide’ è invece stata scritta da me, addirittura la sera prima di entrare in studio. C’eravamo solo io e il batterista, i restanti membri del gruppo l’hanno registrata senza averla mai provata prima”.

LE TEMATICHE SPLATTER E GORE SEMBRANO APPASIONARVI MOLTO, SEI D’ACCORDO?
“Più che dal gore siamo attratti dalla morte. Siccome suoniamo death metal mi sembra molto naturale trattare di questo argomento nei nostri testi. Ci teniamo molto a questo concept, il quale deve essere sia lirico che visivo”.

DI CHI E’ STATA L’IDEA PER LA COPERTINA? ANCHE LA VOSTRA RECENTE PHOTO SESSION E’ MALATISSIMA!
“Le idee per tutte queste cose provengono dalla mia mente. Ho cercato di collegare visivamente tutte le nostre pubblicazioni: ‘Monument Of Death’ parlava di suicidio ed omicidi, il mini della sepoltura e di amputazione mentre il nuovo album di autopsie e resurrezione”.

COME VANNO LE COSE CON LA HAMMERHEART? AVETE IN PROGRAMMA UN TOUR?
“Le cose con la Hammerheart non stanno andando molto bene. Pretendevamo un tour ma non sono stati in grado di organizzarcelo. Al momento abbiamo in programma un paio di mini tour ma questi purtroppo non toccheranno la tua patria”.

PERCHE’ HAI FORMATO I BLOOD RED THRONE? COSA VUOI ESPRIMERE CON ESSI?
“Senza dubbio il mio lato più brutale. In passato ho suonato con Emperor e Satyricon ma non era la stessa cosa: per me non era divertente suonare un brano di sette minuti basato sui synth. Ho dato vita ai Blood Red Throne perché ho sempre adorato il death metal, molto più del black. E’ il mio genere musicale preferito, e dal vivo voglio divertirmi e fare headbanging!”.

IN SEDE DI SONGWRITING TI SENTI INFLUENZATO DAI MOSTRI SACRI DELLA SCENA O APPREZZI ANCHE QUALCHE NUOVA LEVA?
“Seguo poco gli sviluppi della scena metal, posso dire di essere influenzato solamente da Slayer, Suffocation, Cannibal Corpse, Gorguts e Deicide. La vecchia scuola, quindi”.

PUOI FARMI IL PUNTO DELLA SITUAZIONE IN CASA GREEN CARNATION? HO APPREZZATO MOLTISSIMO IL VOSTRO ULTIMO “LIGHT OF DAY, DAY OF DARKNESS”…
“Le cose per i Green Carnation stanno andando all grande. Abbiamo firmato per la Season Of Mist, una label più potente, e stiamo programmando un tour e dando gli ultimi ritocchi al nuovo album. Ci stiamo muovendo in una nuova direzione: non c’è più molto metal nella nostra musica, potrai sentire molti richiami agli anni Settanta e a band come The Doors e Deep Purple. Sono certo che non ne rimarrai deluso!”.

E IN CASA CARPATHIAN FOREST COSA STA ACCADENDO? PUOI DARMI QUALCHE ANTICIPAZIONE SULL’IMMINENTE “DEFENDING THE THRONE OF EVIL”?
“Credimi se ti dico che il nuovo album sarà qualcosa di monumentale. Molte persone mi chiedono spesso se sono orgoglioso di aver suonato su ‘In The Nightside Eclipse’ degli Emperor: ultimamente rispondo sempre che ne sono felice ma che sono molto più orgoglioso di aver contribuito a dar vita a ‘Defending The Throne Of Evil’… è un killer album!!!”.

OK TCHORT, HO FINITO. GRAZIE MILLE PER IL TEMPO CONCESSOMI, CONCLUDI PURE…
“Grazie a te per l’intervista, per le ultime news sui Blood Red Throne visitate www.bloodredthrone.tk. Ci vediamo a giugno con i Carpathian Forest, stay metal!”.

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