BONDED BY BLOOD – Questa volta fanno sul serio

Pubblicato il 05/09/2012 da

Dopo un esordio che aveva fatto destare i più dalla sedia e un secondo album non all’altezza del debutto, l’attesa per il terzo lavoro dei Bonded By Blood, giovane combo californiano di Pomona, che già dal nome dichiara il genere musicale praticato, era indubbiamente tanta. I giovani thrasher, fra i migliori delle nuove leve che stanno contribuendo a riportare attenzione al genere, hanno pubblicato “The Aftermath”, finito direttamente fra gli Hot Album sulle nostre pagine. Un lavoro decisamente migliore rispetto al precedente, frutto anche di alcuni cambi avvenuti in formazione, fra cui l’innesto di un nuovo cantante che ha allargato lo spettro delle potenzialità del gruppo. Tanti, quindi, gli interrogativi da porre agli americani. Il batterista Carlos Regalado, uno dei due membri fondatori assieme al chitarrista Juan Juarez, ha risposto esaurientemente a tutte le nostre curiosità, per una bella chiacchierata all’insegna del thrash metal. Ecco a voi il resoconto!


“THE AFTERMATH” È STATO HOT ALBUM SULLE NOSTRE PAGINE. ABBIAMO SCRITTO CHE, DOPO UN OTTIMO DEBUTTO E UN NON ALTRETTANTO OTTIMO SECONDO ALBUM, SIETE TORNATI CON UN LAVORO DURO, FRESCO E PIÙ MATURO. COSA PENSI DELLA NOSTRA DISAMINA?

“Penso che il nostro nuovo album sia fantastico. Abbiamo avuto diversi problemi di registrazione con i lavori precedenti, in aggiunta ad altri problemi di missaggio. Ma con questo disco ci siamo sentiti a posto in tutto ed è per questo che ‘The Afthermath’ è il nostro miglior lavoro di sempre”.

A NOSTRO GIUDIZIO, “THE AFTERMATH” PRESENTA CANZONI PIÙ STRUTTURATE E BILANCIATE; MATURE, TANTO PER USARE UNA SOLA PAROLA. TUTTO CIÒ È STATO PIANIFICATO?
“No. Sapevamo di essere capaci di creare un album serio, visto che i nostri precedenti lavori non erano stati presi troppo sul serio: gli addetti ai lavori pensavano che noi stessimo scherzando. Abbiamo chiarito con questa pubblicazione che siamo capaci di sfornare un lavoro solido, e l’abbiamo fatto!”.

PARLIAMO ALLORA DEL NUOVO CANTANTE, AUTORE DI UN’OTTIMA PERFORMANCE. HA MESSO IN MOSTRA IN ALCUNE PARTI DEGLI STILI RICONDUCIBILI ADDIRITTURA ALL’ HEAVY METAL CLASSICO...
“Pensiamo che Mauro (Gonzales, ndR) abbia molto altro da offrire: il suo stile vocale spazia all’interno di un range molto ampio e inoltre sa essere creativo e aggressivo. Ad esempio, ha usato almeno quattro stili vocali sul nostro nuovo lavoro. Ha portato aria fresca all’interno della band e questo ci ha fatto piacere. Inoltre ha molta energia da usare dal vivo”.

COSA CI DICI DELLA PRODUZIONE? CI SEMBRA PIÙ PULITA RISPETTO ALLE PRECEDENTI…
“Lo è. Ma noi abbiamo sempre voluto il suono migliore possibile ad ogni album. Abbiamo impiegato tempo per capire come ottenere ottimi suoni e per trovare la persona giusta per il lavoro. Inoltre siamo anche migliorati come musicisti. Per una volta, alla fine, possiamo dire di essere soddisfatti del risultato finale”.

DATO PER SCONTATO CHE NESSUNO DI VOI VA ANCORA A SCUOLA, AVETE UN LAVORO O SIETE MUSICISTI A TEMPO PIENO?
“Siamo musicisti a tempo pieno e cerchiamo di fare il meglio per trovare qualche lavoretto durante il tempo libero dalla musica. Nessuno di noi va più a scuola”.

QUANTE VOLTE PROVATE A SETTIMANA? LA BAND QUANTO TEMPO VI ASSORBE?
“Se abbiamo degli show in programma, come per un tour o per gli show del weekend, allora suoniamo ogni giorno. Delle volte la band ci prende tutta la giornata, ma ultimamente la stiamo prendendo più alla leggera”.

SIETE ATTUALMENTE IN TOUR (O LO SIETE STATI DI RECENTE) CON GRUPPI DEL CALIBRO DI DEATH ANGEL E LAZARUS A.D.. MA AVETE SUONATO, INOLTRE, CON FORBIDDEN ED EXODUS. COSA AVETE IMPARATO DALLE BAND CHE HANNO SICURAMENTE ISPIRATO LA VOSTRA FORMA MENTIS MUSICALE?
“Abbiamo imparato qualcosa di nuovo ad ogni tour. Penso che nessuno sappia veramente tutto sulla vita di strada. È un onore condividere il palco con le band che hai nominato; si diventa amici con loro in tour, poiché con loro ci si relaziona nella routine quotidiana, ci si dividono i lavori duri, le malattie e le frustrazioni occasionali, nonché la rabbia. Ma non c’è niente di più fantastico che incontrare gli idoli della tua musica!”.

ALL’INIZIO DELLA TUA CARRIERA CONSIDERAVI IDOLI I MEMBRI DEI GRUPPI CHE ATTUALMENTE I BONDED BY BLOOD SUPPORTANO IN TOUR. ORA, APPUNTO CHE SUONATE ASSIEME, SIETE SODDISFATTI DI COME VI HANNO ACCOLTO COME PERSONE E COME MUSICISTI?
“Ad oggi dico di sì. Ci sono state poche occasioni in cui ci siamo rimasti male per il trattamento ricevuto. Ma non ci aspettiamo che ogni gruppo ci dia il benvenuto a braccia aperte; ognuno ha i suoi obiettivi e delle volte non vuole perdere tempo per conseguirli. È comprensibile questo, ma fino al punto in cui uno non cerca di calpestarci i piedi. È triste ma molto difficile da capire il perché, visto che molti tour si basano sul lavoro di squadra, e quando invece un gruppo decide di fare di testa sua si ottiene una grossa delusione”.

IL VOSTRO NOME È CHIARAMENTE ISPIRATO DAGLI EXODUS. AVETE MAI PENSATO DI CAMBIARLO?
“Mai, in tutta onestà. Non abbiamo preso seriamente in considerazione l’ipotesi e credo che non lo faremo mai. Eravamo partiti come una band da non prendere sul serio, pensando che non avremmo mai abbandonato il garage. Ma ora che le cose sono diventate serie, non vogliamo cambiare il nostro nome solo perché delle persone potrebbero avere qualcosa da eccepire”.

SEMPRE A PROPOSITO DEGLI EXODUS, COME GIUDICHI LA DECISIONE DI GARY HOLT, CHE HA PREFERITO SUONARE IN TOUR CON GLI SLAYER INVECE DI ESIBIRSI CON LA SUA BAND IN EUROPA. QUESTIONE DI SOLDI, SECONDO TE?
“Non so, non conosco i dettagli. Ma credo che la soluzione sia stata di favore per entrambi i gruppi. Sono sicuro che loro sono amici e quando gli Slayer hanno chiesto a Holt di suonare con loro, come avrebbe potuto rifiutare Gary? Ha salvato gli Slayer dal cancellare qualche show e ha dato maggiore esposizione agli Exodus. Sebbene io pensi che ogni fan degli Slayer conosca anche gli Exodus”.

FAI PARTE DI UNA NUOVA GENERAZIONI DI METALLARI, SIA FAN CHE MUSICISTI. QUANDO HAI INIZIATO AD ASCOLTARE THRASH METAL C’ERANO TONNELLATE DI ALBUM DA ASCOLTARE E SCOPRIRE. DA DOVE HAI INIZIATO? CONOSCI IL PERCORSO GIUSTO DA SEGUIRE PER SCOPRIRE QUESTO GENERE?
“Ci sono diverse maniere per scoprire grandi band. Fortunatamente per me, mio padre, mio fratello e perfino mia madre mi hanno insegnato ad ascoltare tanti grandi gruppi fin da piccolo. Mio padre metteva spesso i Judas Priest, i Van Halen, gli Scorpions e i Led Zeppelin. Mio fratello mi ha introdotto alla scena grunge e al nuovo punk e ad altri generi come ska e rap, che penso mi abbiano aiutato nello sviluppare il mio stile alla batteria. Devo ringraziare veramente mia madre e mio zio Mick per la vera scoperta del metal. Mia madre mi ha regalato ‘Kill ‘em All’ dei Metallica in occasione del mio decimo compleanno e mio zio mi ha regalato l’album omonimo dei Metal Church e ‘The Number Of The Beast’ degli Iron Maiden, due dei miei album preferiti di sempre”.

OGGI L’UNICA POSSIBILITA PER UNA GIOVANE BAND DI RAGGIUNGERE LA GENTE È DI SUONARE QUANTO PIÙ POSSIBILE. QUESTO HA PORTATO ALLA NASCITA DEL FENOMENO NOTO COME PAY TO PLAY. SE UN PROMOTER O UN’AGENZIA TI CHIEDESSE DI PAGARE PER SUONARE, COSA RISPONDERESTI?
“Ce l’hanno già proposto in passato. Ad ogni modo noi preferiamo non considerare l’opzione di pagare per suonare: è senza senso per me. Questo metodo è più per gruppi con il giusto supporto, che così sono in grado di accedere a tour grandi e avere gli strumenti giusti per i loro show. Inoltre non è una cosa a buon mercato pagare per suonare”.

GRAZIE PER IL TUO TEMPO. ALTRO DA DIRE? 
“Grazie a voi, spero che ‘The Aftermath’ vi piaccia! Un saluto a tutti”.

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