Il grind/gore, un sottogenere del death metal più estremo che nel tempo si è ritagliato un proprio spazio vitale e una sua codifica precisa in fatto di regole sonore, liriche e attitudine, qualche volta riesce a sorprenderci ancora.
Stavolta l’hanno fatto i Brutal Sphincter, band belga arrivata al terzo album dopo ben sette anni dal precedente “Analhu Akbar”: più ancora che in passato, “Sphinct-Earth Society” è un disco che volutamente scavalca i confini proprio di questo stile mescolandolo musicalmente con altro e liricamente occupandosi con una certa ironia di temi decisamente meno scatologici del solito.
Umorismo di grana grossa, certo, ma allo stesso tempo qualcosa di fresco rispetto alla classica band che viene ricoperta di gloria ad un festival come l’Obscene Extreme ma poi fatica ad uscire dal proprio ‘ghetto’ musicale.
I Brutal Sphincter sembrano voler invece muoversi verso direzioni altre – pur non tradendo le loro origini – e quindi hanno la nostra attenzione!
CIAO! NELLA MIA RECENSIONE HO SOTTOLINEATO IL FATTO CHE IL VOSTRO È UN DISCO CHE TESTIMONIA UNA VERA EVOLUZIONE: PARTITE DA UN GENERE BEN DEFINITO, MA VI MUOVETE AL DI FUORI DI ESSO, AGGIUNGENDO DIVERSI ALTRI ELEMENTI NON TIPICI DEL GRIND-GORE. COSA NE PENSATE?
– Ho appena letto la recensione che hai scritto per il nostro album. Abbiamo trovato l’analisi estremamente accurata.
Con questo terzo album, abbiamo voluto superare i confini del genere e aprirci a un pubblico più ampio. Questo è probabilmente legato alle nostre abitudini di ascolto che si sono gradualmente allontanate dal gore/grind. La maggior parte di noi ama il metal moderno, quindi ci è sembrato naturale incorporare questi elementi pur mantenendo i codici fondamentali dello stile da cui proveniamo.
Ciò che conta di più per noi è mantenere il groove al centro della nostra musica. Con il quarto album molto probabilmente continueremo su questa strada.
ALLO STESSO TEMPO, NON VI STATE ALLONTANANDO COMPLETAMENTE DAL GENERE, COME GLI EXCREMENTORY GRINDFUCKERS E ALTRE BAND CHE SONO ANDATE BEN OLTRE I CONFINI FINENDO PER FARE TUTT’ALTRO. SE CERCO BLAST-BEAT BRUTALI E VOCI IN GROWL, POSSO ANCORA TROVARNE PARECCHI NELLE VOSTRE CANZONI. COSA NE PENSATE?
– I blast-beat sono alla base dei generi death metal e goregrind, non serve dire molto di più! Vogliamo continuare ad evolverci all’interno di quelle scene, ma anche essere una porta d’accesso per chi ancora non le conosce.
Non abbiamo alcuna intenzione di rinnegare le nostre radici! Amo ancora molte band della nostra scena come Gutalax, Spasm, Cock and Ball Torture, Rectal Smegma, Jig-Ai e molte altre. Continuano ad influenzare il mio modo di scrivere musica, quindi perché no?
UNO DEGLI ELEMENTI DI CAMBIAMENTO E PER ME DI MAGGIOR INTERESSE È L’UMORISMO. OSCURO E FORTEMENTE SARCASTICO, MA ALLO STESSO TEMPO NON DEL TUTTO INCENTRATO SUL GORE O SUI SERIAL KILLER… O NO?
– Ad essere sinceri, era già così nel nostro album precedente, “Analhu Akbar” (2018). Con “Sphinct-Earth Society”, il concetto è stato portato ancora più in là. Personalmente, crediamo che i temi gore/porno/scat siano diventati noiosi: all’interno della scena, non scandalizzano più nessuno.
Crediamo che il goregrind debba continuare a essere provocatorio, e quale modo migliore per far incazzare la gente se non parlare di politica, sociologia, argomenti medici e altro ancora? Siamo orgogliosi dei temi che esploriamo, perché possono stimolare la riflessione, a patto che l’ascoltatore si interessi ai nostri testi.
IL VOSTRO SENSO DELL’UMORISMO È LEGATO ALLA SOCIETÀ CONTEMPORANEA. ALCUNI DEI VOSTRI TESTI TRATTANO TEMI CONTROVERSI: VACCINI, MOVIMENTI PRO-CHOICE… È DIFFICILE INFONDERE UMORISMO IN ARGOMENTI SCOTTANTI COME QUESTI NELL’ERA DEI SOCIAL MEDIA?
– Sì e no. La maggior parte degli argomenti trattati in questo album provengono da conversazioni che abbiamo avuto in macchina mentre viaggiavamo per andare ai concerti.
Tutti i temi che esploriamo sono scelti di comune accordo. Lo stesso vale in generale per la direzione complessiva dei testi.
I titoli delle nostre canzoni sono effettivamente provocatori, ma il contenuto dei testi si basa su fonti reali e cerchiamo di incoraggiare gli ascoltatori a pensare in modo critico. Se qualcuno critica il titolo di una canzone, gli chiediamo semplicemente se ha letto il testo: il più delle volte, chi fa queste critiche ha letto solo il titolo e non è andato oltre.
E se alcune persone sono ancora infastidite dalle nostre idee – che ovviamente non piacciono a tutti – non è un problema. Nel peggiore dei casi, ne parleranno con i loro conoscenti e ci faranno un po’ di pubblicità (sorride, ndr).
QUALI SONO LE INFLUENZE MUSICALI AL DI FUORI DEL GENERE GRIND-GORE CHE SECONDO VOI POSSONO DEFINIRE I BRUTAL SPHINCTER IN QUESTO MOMENTO?
– Penso che in questo momento suoniamo una sorta di ibrido tra goregrind, death metal e metal moderno, il tutto condito con groove e nu metal.
IL GRIND-GORE O BULLDOZER SOUND – O COMUNQUE LO SI VOGLIA CHIAMARE – È DIVENTATO IN UN CERTO SENSO UN SOTTOGENERE A SÉ STANTE CON I SUOI ELEMENTI DISTINTIVI ED ALCUNI DI ESSI SONO DIVENTATI DEI VERI E PROPRI STEREOTIPI: VEDI IL LOGO DI UNA NUOVA BAND DI QUESTO GENERE E SAI GIÀ COSA ASPETTARTI.
QUALCOSA CHE ANNI FA ERA SORPRENDENTE NEL GENERE ‘BRUTAL’ DEATH METAL ORA NON LO È PIÙ. CI SONO DOZZINE DI ‘PARTY BAND’ CHE COPIANO I GUTALAX. COSA NE PENSATE? COME VI RELAZIONATE CON QUESTO STILE ORA?
– Diciamo che sono ancora innamorato delle band originali come quelle citate sopra: Last Days of Humanity, Rectal Smegma, Rompeprop, Cock and Ball Torture, Gut, Spasm, Jig-Ai, ed altri ancora. Tuttavia, anche se vorrei che emergessero più band gore, sto iniziando a sentirmi un po’ stanco di questo stile. Come in ogni genere, molte band minori tendono ad assomigliarsi molto, il che rende il tutto un po’ noioso.
Un altro problema importante è che molte persone fondano band grind solo per scherzo: non lo prendono sul serio e, di conseguenza, la musica rimane molto elementare. Anche in uno stile come il nostro, credo sia importante concentrarsi sulla creatività musicale e sulla tecnica.
COSA VIENE PRIMA? I VOSTRI ALBUM IN STUDIO O IL VOSTRO ATTEGGIAMENTO SUL PALCO PER RAPPRESENTARE AL MEGLIO LA VOSTRA MUSICA? DOVE RISIEDE SECONDO VOI LA VERA ESSENZA DEI BRUTAL SPHINCTER?
– È una domanda piuttosto complicata! Direi che siamo principalmente una band dal vivo. Penso che siamo in grado di creare un’atmosfera in cui c’è una vera connessione con il pubblico e viceversa. Direi anche che le nostre esibizioni dal vivo sono un po’ più militanti, poiché affrontiamo certi argomenti in modo molto più diretto, con meno ironia.
Tuttavia, affinché una band sia completa, la musica – sia in formato fisico che digitale – deve essere solida. In un certo senso, la musica registrata è il fondamento del concept, mentre le nostre esibizioni dal vivo ne sono l’estensione. Sono anche convinto che sia attraverso i concerti che possiamo davvero fidelizzare il pubblico e creare dei veri fan.
COME VIVETE L’ERA DIGITALE DELLA DISTRIBUZIONE MUSICALE? L’ASCESA DEL MERCHANDISING, LA DIMINUZIONE DELLE COPIE FISICHE VENDUTE, L’AUMENTO DELLO STREAMING… DOVE STIAMO ANDANDO?
– Personalmente non la prendo troppo male. La mia posizione potrebbe in realtà andare un po’ contro le critiche solitamente rivolte alle piattaforme di streaming come Spotify o Apple Music. Negli anni 2000 (che ho vissuto in prima persona), il download illegale era in forte espansione e non portava alcun guadagno agli artisti.
In questo senso, le piattaforme di streaming sono un passo avanti perché garantiscono agli artisti un reddito. È vero che i compensi sono modesti, ma se accumulati possono diventare significativi.
Penso che i mercati fisici continueranno ad esistere, ma le vendite probabilmente continueranno a diminuire a causa della digitalizzazione del settore. Detto questo, i collezionisti continueranno ad esserci e i formati fisici avranno sempre più anima di quelli digitali.
COME VEDETE E COSA PROVATE ORA RIGUARDO AI PRIMI DUE ALBUM? COME LI CONSIDERATE?
– A nostro avviso, il nostro primo album “Dirty Jazz Bondage Club” è una schifezza. L’unico merito è stato quello di gettare alcune delle basi del nostro stile attuale e di aiutarci a muovere i primi passi a livello locale e nei paesi vicini.
D’altra parte, siamo ancora orgogliosi di “Analhu Akbar”. È un album fondamentale che ci ha permesso di costruirci una reputazione internazionale. Nel nostro repertorio attuale suoniamo ancora un numero considerevole di brani di quell’album: “Make Goregrind Great Again” e “Goregrind Number One” sono probabilmente le nostre canzoni più conosciute finora.
COSA POSSIAMO ASPETTARCI DA VOI NEI PROSSIMI DODICI MESI?
– Un buon numero di concerti per promuovere il nostro ultimo album “Sphinct-Earth Society”, alcuni contenuti per i social media e YouTube e nuovo merchandising. Presto dovremo iniziare a lavorare alla scrittura del nostro quarto album, che probabilmente richiederà ancora una volta molto tempo. Puntiamo alla qualità piuttosto che alla quantità!


