BY THE PATIENT – Musiche da un paziente psichiatrico

Pubblicato il 31/05/2015 da

I danesi By The Patient sono giunti al traguardo della terza release con un album decisamente più maturo, evoluto e con le idee chiare, insomma un deciso passo in avanti per cercare di inserirsi nella scena del metal che conta. E’ chiaro che la strada sia lunga e piena di difficoltà, ma la loro proposta, un misto tra groove metal moderno in aria di black metal, è un bel viaggio tra vecchio e nuovo che avanza. Noi di Metalitalia.com, dopo esserci piacevolmente impressionati ascoltando “Gehenna” abbiamo intercettato i ragazzi via mail per conoscerli un po’ meglio.

By The Patient - band - 2015

 

CIAO RAGAZZI, BENVENUTI SU METALITALIA.COM, VISTO CHE QUESTA E’ LA VOSTRA PRIMA INTERVISTA PER IL NOSTRO PORTALE, VI ANDREBBE DI INTRODURRE LA VOSTRA BAND PER I NOSTRI LETTORI CHE ANCORA NON VI CONOSCONO?
“Allora, nel 2004, 2005, Troels (basso) e Simon (chitarra) vollero dar vita a una band quindi si unirono con alcuni altri ragazzi e lo fecero. A quanto mi risulta non erano particolarmente bravi a suonare, tranne Simon che aveva studiato alla Accordion. In quei tempi vivevano nella piccola isola danese di Bornholm, quindi non c’erano molte altre cose da fare. Conobbero Theis (chitarra) che sapeva a memoria qualsiasi cosa dei Metallica, quindi ovviamente entrò a far parte del gruppo. Hanno provato con svariati batteristi e cantanti, scrivendo cose anche molto strane. Nel 2008 io vivevo a Svendborg sull’isola di Fyn ed ero praticamente l’unico ragazzo interessato al metal quindi cercavo una band in cui entrare. Ho scoperto i ragazzi su internet quando stavano per rilasciare il loro primo demo intitolato ‘The Carcass Monologue’. Mi ricordo che rimasi molto impressionato dalla batteria, ma presto mi accorsi che si trattava di una drum machine. In ogni caso li contattai e viaggiato verso Bornholm per provare con loro. Dopo poco tempo i ragazzi si trasferirono a Copenhagen, e un paio di anni dopo mi unii a loro. Nel frattempo avevamo trovato un vocalist permanete in Tan, che è di Copenaghen: questo è stato circa nel 2009. Da quel momento in poi le cose hanno iniziato ad essere un po’ più stabili e abbiamo pubblicato due album e due EP e ottenuto qualche esperienza suonando concerti e andando in tour sia in Danimarca che in Europa. Alla fine del 2014, Tan ha deciso di lasciare la band, noi abbiamo firmato un contratto con la Lifeforce e pubblicato ‘Gehenna’, il nostro terzo full length, e finora le recensioni che abbiamo ricevuto sono state ben al di là di quelle che erano le nostro più rosee aspettative!”.

QUANDO LA VOSTRA BAND SI E’ FORMATA, C’ERA UN PIANO SPECIFICO SUL SUONO CHE VOLEVATE AVERE?
“Il nostro suono e le nostre influenze sono cambiate moltissimo durante la nostra storia. All’inizio suonavamo principalmente deathcore, perché eravamo adolescenti ed era il 2008, hai presente? Più avanti abbiamo cambiato e ci siamo concentrati su un death metal più tecnico e poi piano piano siamo divenuti più melodici e con influenze black metal. Davvero ci siamo sempre concentrati sullo scrivere musica che a noi piacerebbe ascoltare quindi ci siamo sempre in qualche modo limitati in un certo genere”.

TOGLIMI UNA CURIOSITA’, COME MAI AVETE SCELTO IL NOME “BY THE PATIENT”?
“Hah, questa è una bella domanda! Io non c’ero quando il nome è stato scelto, da quanto ho capito il precedente nome era ancor piu stupido: Broadmoor. Comunque penso che l’idea fosse di musica scritta “da un paziente psichiatrico”, ma in realtà oggi come oggi preferisco pensare che abbia a che fare con la pazienza. Ad ogni modo siamo tutti d’accordo che è un nome terribile, ma è quello che abbiamo e ormai non lo cambieremo”.

QUANDO SCRIVETE I VOSTRI BRANI, LO FATE TUTTI INSIEME OPPURE VENGONO SCRITTI DA UNO SOLTANTO DI VOI? COSA CI PUOI DIRE DEL VOSTRO METODO COMPOSITIVO?
“Beh, Simon è il principale compositore. La maggior parte delle volte lui ha le idee di base, i primi riff e ce li porta in sala prove, dove il resto della band le rimodella, le riorganizza e alle volte aggiunge qualcosa di nuovo. In pratica Simon porta il materiale primitivo e poi lo perfezioniamo insieme”.

QUALI IDEE E SENSAZIONI ISPIRA LA VOSTRA MUSICA?
“Questa è una domanda difficile alla quale rispondere. In realtà è la vita in generale che ispira a fare qualcosa di creativo. Potrebbe essere qualsiasi cosa – da un libro di scuola a una brutta giornata al lavoro, un film o una canzone o qualsiasi altra cosa. Uno riceve degli input, e talvolta si innesca qualcosa nella tua mente anche se a volte la reazione arriva giorni, settimane o addirittura mesi dopo”.

VI CAPITA MAI DI PENSARE AL POTENZIALE LIVE DI UNA CANZONE MENTRE LA SCRIVETE?
“Certamente, capita di pensare a come potrebbe funzionare dal vivo un brano, ma non stiamo nello specifico a scrivere o riscrivere un riff con lo scopo specifico di farlo suonare in un certo modo dal vivo. Diciamo che quando una canzone è pronta, o comunque vicino ad esserlo, allora è possibile dire se si tratterà di un grande pezzo dal vivo oppure se questo è più adatto ad un ascolto a casa mentre si fuma la pipa o facendo qualsiasi altra cosa per rilassarti”.
CHI SI OCCUPA DEI TESTI DELLA BAND? QUALI ARGOMENTI TRATTANO? TI ANDREBBE DI PARLARCENE?
“Storicamente è Tan il responsabile dei testi del gruppo. Gli argomenti trattati sono stati davvero molti e sono cambiati parecchio da album ad album. ‘Servants’ ad esempio era molto anti-religioso e trattava questioni sociali e politiche, mentre ‘Premonitions’ affrontava principalmente temi personali in una sorta di narrazione. Ora che Tan ha lasciato il gruppo sarà interessante vedere come faremo con i testi in futuro”.

CHE COSA SIGNIFICA IL VOSTRO ARTWORK? COME MAI AVETE SCELTO QUESTO PARTICOLARE SOGGETTO?
“La cover è tratta dal trittico del pittore italiano del rinascimento, Fra’ Angelico, e raffigura l’inferno e Satana. Volevamo chiamare l’album ‘Gehenna’ e quindi cercavamo un’opera d’arte che riflettesse il nome. Non volevamo che fosse un artista contemporaneo a creare la copertina del nostro album in quanto volevamo che avesse un aspetto medievale, e quindi dovevamo scegliere qualcosa di quel periodo. Simon ha scovato il dipinto online, come abbia fatto non lo so, ma per fortuna è registrato su Wikimedia Commons, quindi abbiamo potuto usarlo”.

CI SONO MOLTE GRANDI METAL BANDS IN DANIMARCA DI VARI GENERI, PENSO A NOMI SIA DEL PASSATO COME KING DIAMOND, MERCYFUL FATE, KONKHRA, OPPURE DEL PRESENTE COME HATESPHERE, MNEMIC, RAUNCHY… CREDI CHE SI POSSA PARLARE DI UNA “SCENA” DANESE? E VOI CREDETE DI FARNE PARTE?
“Non lo so, credo che ci sia una buona scena metal in Danimarca, ma sicuramente molto meno definibile che, ad esempio, quella svedese o quella norvegese. Ad essere onesti, penso che sia da un po’ che una band danese non ottiene alcun riconoscimento internazionale. Voglio dire, le band che hai menzionato sono per lo più gruppi con più di vent’anni di carriera sulle spalle. Sento che sta nascendo una nuova ondata di band proveniente dal mio paese, ma in questo momento di crisi economica è davvero difficile accumulare anche una massa critica in un paese così piccolo”.

C’E’ IN PARTICOLARE UNA BAND DANESE CHE TI SENTI DI RACCOMANDARE AI NOSTRI LETTORI?
“Ce ne sarebbero varie, ma i Solbrud sono la band che in questo momento mi esalta maggiormente”.

NON VI HO MAI VISTO ALL’OPERA DAL VIVO. CHE COSA MI POSSO ASPETTARE DA UN VOSTRO CONCERTO? QUANTO E’ IMPORTANTE LA DIMENSIONE LIVE PER VOI?
“Il passaggio dall’essere una band da cinque a quattro elementi senza un frontman ci ha costretto a ripensare completamente il nostro live show. Fino ad ora abbiamo ricevuto feedback davvero positivi con le vocals affidate ai tre alle corde. Visto che tutti cantano, il nostro non è un concerto che ci permetta di saltare o fare altre cose, ci concentriamo maggiormente sulle dinamiche musicali dei tre cantanti e sull’energia che la nostra musica trasmette”.

CHE PIANI AVETE PER IL 2015? TOUR? PASSERETE ANCHE DALL’ITALIA?
“Stiamo cercando di fare qualsiasi cosa possibile per cercare di promuovere ‘Gehenna’ e stiamo programmando moltissimo show in Danimarca, e stiamo anche cercando la giusta agenzia di booking per un tour in Europa. Sfortunatamente per il momento non abbiamo piani di passare dall’Italia, ma speriamo comunque di riuscire a passare dalle vostre parti il prima possibile!”.

BENE, ABBIAMO FINITO, GRAZIE MILLE PER QUESTA INTERVISTA, LASCIO A TE I SALUTI.
“Grazie a voi per questa intervista e per aver ascoltato il nostro disco! Abbiamo assolutamente bisogno di tutto il supporto e l’esposizione possibile perché crediamo che ‘Gehenna’ meriti almeno un ascolto o due da parte di ogni fan del metal degno di questo nome. Infine ai lettori dico di continuare a sostenere i vostri gruppi, le vostre riviste e le vostre zines preferite, economicamente o in altro modo, tutti ne abbiamo bisogno!”.

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