CALIFORNIA GUITAR TRIO – Tecnica e cuore

Pubblicato il 09/12/2003 da

L’uscita del greatetst hits “The First Decade” è l’occasione ideale per approfondire la conoscenza di una formazione relativamente sconosciuta qui in Italia, o meglio, conosciuta dal ristretto cerchio dei chitarristi acustici. Dieci anni di sacrifici, di ricerca a tutto campo, approdata in un prodigioso melting pot sonoro, quasi un richiamo a quella promiscuità geografica che i tre virtuosi incarnano. Transfughi della navicella King Crimson, il California Guitar Trio è oggi un’entità unica nel panorama della musica strumentale, mirabile sintesi di tecnica sopraffina ed espressività a tutto tondo. La conversazione telefonica con Bert Lams si è rivelata molto più che un tradizionale obbligo promozionale…

TI VA DI RACCONTARE QUALCOSA IN MERITO AI PRIMI PASSI DEL CGT?
“Incontrai Paul e Hideyo durante un seminario di chitarra, nel 1987. Abbiamo studiato e siamo stati in tour con  Robert Fripp and the League of Crafty Guitarists (un ensemble di virtuosi coordinati dal leader dei King Crimson nda). Si trattò allora di semplici esibizioni di studenti che militavano alla corte di Robert. Quindi nel 1990 andai a Los Angeles, ed invitai  Paul e Hideyo a continuare a lavorare insieme come trio. La storia dei  California Guitar Trio parte da qui”.

C’E’ UNA RAGIONE PARTICOLARE DIETRO LA VOSTRA SCELTA DI SUONARE STRUMENTI ACUSTICI PIUTTOSTO CHE ELETTRICI?
“Essenzialmente ci sono tre ragioni:
A-Musicale: c’è fascino, fragilità ed innocenza in una chitarra acustica. Parla direttamente al cuore, e stimola l’immaginazione, favorendo un contatto molto più diretto con il pubblico durante i concerti.
B-Convenienza: suonando degli strumenti elettrici entreremmo in un mondo differente, necessitando di una sezione ritmica vera e propria, nonchè del personale specializzato per il palco. Attualmente invece siamo un’entità piccola e mobile, l’aspetto logistico e gli spostamenti non rappresentano un problema per noi tre.
C-Finanziaria: non so quante band riescano effettivamente a trarre beneffici economici dall’essere spesso on the road, considerando le ingenti spese che una electric band comporta. Noi invece riusciamo a vivere con la nostra musica, in quanto le spese per un nostro tour sono minime”.

“THE FIRST DECADE” CONTIENE UNA SERIE DI BRANI RELATIVI AL VOSTRO PERIODO DISCIPLINE RECORDS. COME MAI AVETE DECISO DI ABBANDONARE QUELL’ETICHETTA, CONSIDERANDO ANCHE LE ECCELLENTI CONDIZIONI CONTRATTUALI CHE ESSA RISERVA AI PROPRI ARTISTI?
“Non abbiamo mai abbandonato la DGM, se è vero che ancora oggi siamo in ottimi rapporti con loro, e continuiamo a consultarli. La Discipline è un’etichetta anomala, in quanto non prevede nessuna condizione contrattuale per i propri artisti, ed infatti non abbiamo firmato alcun contratto con loro. Ci ha aiutato nel renderci popolari, e si è occupata di negoziare il contratto con la Inside Out, che ci ha offerto delle condizioni contrattuali molto vantaggiose, un’opportunità irripetibile per far conoscere la nostra musica nel mondo”.

PUOI ENTRARE NELLO SPECIFICO DELLA STRUMENTAZIONE DA VOI USATA?
“Tre chitarre Martin (nonostante Paul stia attualmente usando una chitarra artigianale della Somogyi). Paul ed io usiamo pickups B-band e EMG, mentre  Hideyo usa un pickup esafonico per il suo  VG8 guitar synth.
Uso inoltre un Roland GT-6 (acquistato da pochi giorni, e non so ancora come suona);  Paul usa un  Line 6 looping pedal, un multieffetto a pedale della Boss, un pedale del volume, uno slide ed un ebow.
La nostra unità più importante è senza dubbio il rack che abbiamo on stage: consiste in un Eventide  H-3000, un mixer BBEe uno della  Mackie. Misceliamo il segnale del palco e lo inviamo in stereo all’impianto ( PA.)”.

COSA MI DITE A PROPOSITO DELLA VOSTRA FORMAZIONE MUSICALE?
“Io nasco come chitarrista elettrico, da giovanissimo ero un fans dello stile chitarristico di John Fogerty, e mi divertivo a jammare con i miei amici nella mia cittadina in Belgio. Poi è iniziato un periodo di studio intenso presso il conservatorio di  Brussels, dove mi sono diplomato con lode nel  1984. Sempre a Brussels, ho insegnato chitarra classica per dieci anni, prima di unirmi ai CGT.
Paul invece ha suonato la chitarra elettrica in diverse rock band di  Salt Lake City, e poi nello Utah Jazz ensemble, ai tempi dell’Università. Ha studiato con  Don Ayers, che lo ha introdotto al  Guitar Craft di Robert Fripp.
Hideyo invece ha iniziato a suonare sotto l’influenza dello stile chitarristico surf ((the Ventures, Dick Dale,..). A metà degli anni ’80 è andato in America per studiare al  Berklee College of Music di Boston. Ha una grande ammirazione per i Beatles, ed in particolare per John Lennon”.

HO LETTO DA PIU’ PARTI CHE ENTRARE A FAR PARTE DEL GUITAR CRAFT SIGNIFICA ABBRACCIARE UNA VERA E PROPRIA FILOSOFIA DI VITA. POTRESTI ESSERE PIU’ PRECISO IN MERITO?
“Molto semplice: il principio base del Guitar Craft ha a che fare con la relatività dei nostri atti quotidiani. Tutte le nostre attività sono collegate fra di loro: in pratica, l’impegno e la dedizione che mettiamo  nelle attività quotidiane hanno un riflesso immediato sulla qualità delle noste esecuzioni, e viceversa. Nel Guitar Craft attività quali il pulire il proprio piatto, sciacquarlo, sbucciare le cipolle, devono essere fatte con cura. L’impegno profuso in tali atti ha un riflesso sulla musica che si va a comporre”.

IN CHE MODO LAVORATE, IN FASE COMPOSITIVA, AI VOSTRI BRANI?
“Il processo compositivo può variare a seconda delle circostanze, ma in ogni caso l’input arriva da uno di noi tre, che espone il groove agli altri. A quel punto ci sediamo e cerchiamo di estendere l’idea al terzetto. Non occorrono molte discussioni, in quanto abbiamo acquisito una certa dimestichezza nel capire se un brano può andare o meno. Alcuni brani sono facili da scrivere, altri invece possono richiedere anche un anno di prove, spesso perfezionati nel corso dei nostri concerti”.

CI SONO ALTRE ATTIVITA’ CHE VI VEDONO COINVOLTI, OLTRE I CGT?
“Ultimamente ho curato sette trascrizioni dei  soundscapes di Robert Fripp. Lo scorso Luglio la Metropole Orchestra si è basata su queste trascrizioni per una performance all’  Holland Festival di Amsterdam. Sto inoltre portando avanti la mia collaborazione con  Andrew Keeling, un compositore inglese, con il quale stiamo preparando un concerto per il  2006. Paul ed io faremo anche dei seminari entro fine anno. Tra un tour e l’altro insegno e suono la chitarra classica, e ovviamente mi prendo cura di mio figlio”.

CI SONO GRUPPI DEL PANORAMA ROCK CHE TROVI INTERESSANTI?
“Ci sono molte formazioni che mio figlio, ora quattordicenne, mi ha fatto ascoltare, e che trovo molto interessanti: Radiohead, Foo Fighters, Linkin Park, No Doubt, Audioslave, ecc..”.

QUANDO POTREMO DI NUOVO AMMIRARVI IN ITALIA?
“Il mese scorso abbiamo tenuto una serie di concerti in Europa in compagnia di  Spock’s Beard ed Enchant, formazioni sotto contratto con la Inside Out. Abbiamo girato praticamente in tutta Europa, Italia escluso. Ne stiamo discutendo con il nostro agente italiano, in modo da suonare la prossima estate in qualche festival”.

OK BERT, TI RINGRAZIO PER LA DISPONIBILITA’, E TI INVITO A CONCLUDERE COM MEGLIO CREDI
“Spero di venire presto in Italia, amo il vostro paese ed il vostro cibo”.

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