Giunti al terzo full lenght della loro carriera e oramai accasatisi stabilmente nel roster di una label nota come la Metal Blade, gli olandesi Callenish Circle si stanno facendo notare per la loro abilità nel produrre death-thrash di qualità. Protagonista di un’evoluzione ultimamente un po’ fuori dai canoni, che curiosamente li vede indurire il proprio sound disco dopo disco, la band ora punta a fare il definitivo salto di qualità e notorietà con il nuovo “My Passion // Your Pain”, lavoro uscito da pochi giorni che permetterà loro di intraprendere il prossimo autunno un prestigioso tour in compagnia di vecchie glorie come Exodus, Agent Steel e Nuclear Assault. Abbiamo parlato di questo e altro nel corso di una telefonata con un gentilissimo Ronny, chitarrista del gruppo.
CIAO RONNY, ALLORA… SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA!
“Già , proprio così! Anche questa volta abbiamo registrato il disco negli Stage One studios tedeschi con Andy Classen dietro la console, persona che aveva fatto un ottimo lavoro per noi in passato. Le registrazioni sono andate avanti per circa quattro settimane, periodo in cui abbiamo dato tutti noi stessi affinché il disco venisse fuori nel miglior modo possibile. La copertina è stata poi disegnata da Niklas Sundin e credo che anche questa volta abbia fatto un bel lavoro. Come ha detto tu, abbiamo lavorato con le medesime persone dell’anno scorso, quando avevamo concepito ‘Flesh_Power_Dominion’, e anche oggi siamo tutti molto soddisfatti di quanto hanno fatto”.

“Sì, siamo davvero contentissimi dei risultati che abbiamo ottenuto. La Metal Blade ha dimostrato di essere un’etichetta all’altezza della propria fama, facendo un lavoro splendido. Abbiamo fatto più di duecento interviste, è stata fatta pubblicità sui maggiori magazine e, soprattutto, molti fan hanno dimostrato di gradire il disco, cosa che ci ha davvero ripagati di tutti i sacrifici fatti gli anni precedenti”.
TORNIAMO ORA AL NUOVO: MI SEMBRA CHE ABBIATE ESTREMIZZATO ANCORA IL VOSTRO SOUND, TU CHE NE PENSI?
“Sì, è innegabile che le nuove composizioni siano un poco più dirette, aggressive e tecniche rispetto a quelle vecchie. E’ tutto venuto fuori in modo molto spontaneo, siamo cresciuti come persone e come musicisti, e questo è quel che sentivamo di suonare ora”.
MA DA DOVE ARRIVA TUTTA QUESTA AGGRESSIVITA’? PRIMA ERAVATE MOLTO PIU’ DOOM E MELODICI, ORA INVECE SEMBRA CHE VOGLIATE FAR CONCORRENZA A BAND CHE SONO SEMPRE STATE BEN PIU’ ESTREME DI VOI!
“Vedi, le nostre prime composizioni ci piacciono molto tutt’ora ma le abbiamo scritte in gioventù, quando ancora non avevamo un’idea chiara di cosa voler suonare. Quando abbiamo iniziato a riscuotere un certo successo e, di conseguenza, a suonare in giro, ci siamo accorti che dal vivo le cose che più ci piaceva suonare erano quelle più dirette. In seguito, quando si è trattato di scrivere del nuovo materiale, ci è venuto spontaneo muoverci in quella direzione, tutto qui!”.
“DWELLING IN DISDAIN” E’ SICURAMENTE IL PEZZO PIU’ HEAVY CHE ABBIATE MAI SCRITTO!
“Sì, sono d’accordo. E’ molto veloce, tecnica e violenta. Non vediamo l’ora di suonarla dal vivo! Non so dirti se in futuro ci muoveremo nella direzione tracciata da questo pezzo, però è sicuramente uno degli highlight della nostra carriera”.
E CHE MI DICI DELLA TITLE TRACK? APPARE DIVISA IN TRE PARTI MA A ME SEMBRA UN’UNICA CANZONE…
“In effetti è così, è stata concepita come un’unica canzone ma siccome ci siamo accorti quanto fosse lunga abbiamo deciso di dividerla in tre parti in modo da renderla più semplice da ascoltare. E’ comunque un altro ottimo pezzo, forse il mio preferito dopo l’opener”.
IN “WHAT COULD HAVE BEEN…” RITROVANO INVECE SPAZIO LE SONORITA’ PIU’ PACATE DEI VOSTRI ESORDI…
“Sì, quel pezzo dimostra che certe sonorità ci sono ancora rimaste nel cuore. Penso che sia un’ottima cosa il fatto di essere in grado di scrivere brani così diversificati, il disco ne acquista in varietà e completezza e l’ascoltatore di certo non si annoia. ‘What Could Have Been…’ è un brano che pur essendo lento è molto dinamico, e stiamo pensando di riproporlo dal vivo nel prossimo tour”.

“Inizialmente, come penso saprai, dovevamo prendere parte all’ultima edizione del No Mercy festival ma poi, per motivi indipendenti dalla nostra volontà, non se ne è fatto più nulla. Siamo però stati inseriti in un altro festival itinerante che partirà il prossimo ottobre e che ci vedrà sul palco con nomi storici quali Exodus, Agent Steel e Nuclear Assault e altre ottime band come i Carnal Forge e i polacchi Behemoth. Nell’attesa inganneremo il tempo con uno show in compagnia dei Destruction, un mini tour nei paesi bassi in compagnia dei Dismember, e prendendo parte a due noti festival estivi: il Wacken Open Air e il Summer Breeze”.
FANTASTICO! E STATE GIA’ PENSANDO AL SUCCESSORE DI “MY PASSION // YOUR PAIN”?
“No, è davvero troppo presto. Nelle prossime settimane saremo impegnati nella promozione per questo nuovo album, magari riusciremo a scrivere qualcosa negli intervalli tra un concerto e l’altro”.
IN UN PAIO DI PEZZI COMPAIONO DEGLI INTERESSANTI EFFETTI ELETTRONICI, PENSATE DI UTILIZZARLI ANCHE IN FUTURO?
“No, non credo. Questa volta ne abbiamo fatto uso perché ci servivano per ricreare determinate atmosfere ma non credo che diverranno una parte integrante del nostro sound. Mi piacciono loop e sample, ma non penso si addicano molto al nostro tipo di musica”.
NON ABBIAMO ANCORA PARLATO DEI NUOVI TESTI: COSA PUOI DIRMI A RIGUARDO? C’E’ UN CONCEPT DIETRO DI ESSI?
“Non parlerei di concept, anche se tutti i testi parlano più o meno delle stesse cose, ovvero di emozioni umane come l’invidia, la gelosia e l’odio. Alcuni trattano di mie esperienze personali, altri invece sono delle storie inventate che ho scritto quando magari provavo proprio quegli stati d’animo che ti dicevo”.
MI PIACEREBBE SAPERE QUALI SONO I VOSTRI GRUPPI PREFERITI E QUELLI CHE PIU’ VI HANNO INFLUENZATO.
“Ascolto un sacco di cose diverse, ultimamente nel mio lettore stazionano Soilwork e Rush, la mia band preferita di tutti i tempi! Comunque le band che ad inizio carriera ci piacevano di più erano Dismember, Entombed, Autopsy e Dream Theater. Si tratta di gruppi molto diversi tra loro che però ci hanno influenzato molto, credo che ciò si possa sentire ascoltando la nostra musica, che è infatti una combinazione di tanti elementi differenti”.
OK RONNY, IO HO CONCLUSO. VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA?
“Vorrei ringraziarti per lo spazio che ci concederai sul tuo sito, e salutare tutti i fan italiani che lo scorso anno ci hanno sostenuto durante il nostro concerto con gli Amon Amarth e i Vomitory. Ricordate di ascoltare il nostro nuovo cd, spero vi piaccia!”.
