La ridente Olanda non si è mai distinta per una scena metal particolarmente ricca di talenti; piuttosto sono sempre state band geniali ed incomprese a portare il nome della terra dei fiamminghi alla ribalta dei magazine di settore. Penso a Pestilence o Whitin Temptation, gruppi che non hanno mai brillato per notorietà, ma, in generi del tutto antitetici, si sono distinti per freschezza ed intelligenza compositiva. Dai paesi bassi ci giunge una nuova voce; è quella arrabbiata e potente dei Callenish Circle, band con una discografia ragguardevole alle spalle, ma pronta a spiccare il balzo verso la notorietà solo ora, alla luce del travolgente “Flesh_Power_Dominion” e di un contratto di tutto rispetto con la Metal Blade. Ecco cosa ne pensa il gruppo…
“Niente di particolare, stavo guardando una partita, ma ora c’è l’intervallo, quindi facciamo in fretta…non vorrei perdermi il secondo tempo…”
OK, ALLORA SI POTREBBE COMINCIARE CON UNA BIOGRAFIA…
“Tutto ha avuto inizio nel 1992, quando io e quello che è stato il nostro chitarrista fino a qualche anno fa abbiamo messo in piedi un gruppo per suonare qualche cover delle nostre band preferite. Facevamo pezzi dei Death, Pestilence, Obituary e molti altri ancora. Dopo un paio di cambi di line-up, nel 1994 abbiamo deciso di cominciare a scrivere musica nostra e l’anno dopo abbiamo stampato un demo che è andato benissimo ed è stato un grosso incoraggiamento per noi ad andare avanti. Questo tape ci ha anche permesso di firmare un piccolo contratto per dare alla luce il nostro debutto. Da allora abbiamo avuto tantissimi problemi con decine di case discografiche che ci hanno lasciato con culo per terra sempre sul più bello. Alla fine abbiamo trovato la DSFA che ci ha permesso di registrare il nostro secondo album chiamato “Graceful Yet Forbidding”. A quel punto anche quell’etichetta fallì e quindi ci mettemmo di nuovo alla ricerca di una label, che si è poi rivelata essere la Metal Blade.”
FINO AD ARRIVARE A “FLESH_POWER_DOMINION”…
“Esatto. Ogni musicista che intervisti ti dirà che il suo nuovo album è il migliore che abbia mai fatto. Nel nostro caso, è quello che davvero pensiamo. Se senti la produzione o guardi l’artwork ti renderai conto che “Flesh_Power_Dominion” è il prodotto migliore che potessimo fare. All’inizio suonavamo un death metal abbastanza doomy, poi con il passare del tempo abbiamo reso il nostro suono sempre più aggressivo e veloce, fino a sfociare nel nuovo lavoro; penso sia un disco veramente intenso!”
ANCHE IL TITOLO DEL DISCO E’ MOLTO DIRETTO…CARNE, POTERE, DOMINIO, COSA SIGNIFICANO PER TE QUESTE PAROLE?
“Non c’è un concept particolarmente profondo dietro questo titolo, abbiamo semplicemente pensato che fosse necessario scegliere delle parole che suonassero potenti e rappresentassero la nostra musica. Il titolo ha anche un riferimento ad “Obey Me”, canzone che apre l’album, che in effetti parla proprio di carne, potere e dominio.”
COSA SIGNIFICA PER TE QUESTO DISCO? DOPO TANTA SFORTUNA CON CASE DISCOGRAFICHE POCO ONESTE, FINALMENTE AVETE UN CONTRATTO IMPORTANTE; IMMAGINO CHE RIPONIATE MOLTE SPERANZE IN “FLESH_POWER_DOMINION”, E’ UNA SPECIE DI PROVA DEL FUOCO…
“Sì, sicuramente siamo stati molto sfortunati e questo album così aggressivo e diretto è il modo migliore per dire alla gente che i Callenish Circle non si sono abbattuti e sono ancora qui, pronti a suonare con tutta la passione possibile…”
ANCHE I TESTI SONO MOLTO “IN YOUR FACE”…
“I testi sono scritti perlopiù dal nostro chitarrista. Ha un feeling particolare nello scrivere liriche molto poco astratte, incisive direi. Per lo più si tratta di emozioni vissute di persona, e dal momento che la vita non è fatta solo di bei momenti, è inevitabile che la rabbia e le frustrazioni si debbano sfogare. Per fortuna c’è chi lo fa con i testi delle canzoni anziché con un mitra. Per me è piuttosto facile cantare quei pezzi, anche se sono scritti da un’altra persona, perché si tratta di cose che tutti viviamo, quindi mi trovo piuttosto a mio agio ad immedesimarmi nei testi di Ronnie.”
NEL DISCO SI NOTANO MOLTE INFLUENZE THRASH E SEMBRA CHE QUESTO SIA UN PERIODO MOLTO POSITIVO PER TALE GENERE. CHE NE DICI?
“Il Thrash sta decisamente vivendo un momento di buona esposizione presso il pubblico. Noi amiamo il thrash e penso che questo si senta nelle nostre composizioni. Amiamo contaminarlo con altre cose, è vero, ma il nostro cuore è molto legato ad album fondamentali come “Bonded By Blood” o “Among The Living”. Non stiamo cercando di seguire nessun trend, il suono che abbiamo sviluppato è assolutamente sincero, per noi suonare thrash, o avere delle influenze thrash è tutt’altro che una moda.”
PENSI CHE ESISTA IL RISCHIO CHE I CALLENISH CIRCLE VENGANO PRESI PER UN GRUPPO DI NOVELLINI CHE SUONA THRASH/DEATH COME QUELLI CHE STANNO VENENDO FUORI DALLA SCENA SVEDESE SULLA SCIA DI SOILWORK O THE HAUNTED?
“C’è molta gente che non ha mai sentito il nostro nome, perché siamo sempre stati un gruppo underground ed in effetti non escludo che qualcuno, sentendo il nostro disco, possa dire “hey, un altro di quei gruppi che si è buttato sul carrozzone del thrash/death!”. Penso che comunque il pubblico non sia così miope da fermarsi al disco, ma piuttosto sia invogliato ad andare a visitare il nostro sito o leggere la biografia, in modo da rendersi conto che i Callenish Circle sono in giro dal 1992 e non possono essere accostati a gruppi che esistono da due o tre anni!”
LA SCENA OLANDESE NON E’ MAI STATA SOTTO I RIFLETTORI DEL PANORAMA METAL. COSA STA SUCCEDENDO ATTUALMENTE NELL’UNDERGROUND DEL TUO PAESE?
“Se ben ricordi all’inzio dei ’90 il death aveva avuto ottimi esponenti in Olanda, gente come Gorefest, Pestilence o Sinister era davvero in grado di dire ottime cose. C’era molta voglia di emergere ed anche una sorta di “competitività” veramente positiva tra le band. Ultimamente le cose si sono un po’ sopite ed i gruppi che hanno dimostrato le potenzialità per emergere sono davvero pochi. Negli ultimi anni però mi pare che le cose stiano tornando a funzionare come un tempo, anche se ci vorrà un po’ di tempo prima che la scena ritorni ad essere prolifica come in passato.”
LA BELLISSIMA COPERTINA DI NIKLAS SUNDIN (DARK TRANQUILLITY) HA UN SIGNIFICATO PARTICOLARE O DOBBIAMO GODERCELA SOLO COME OPERA ESTETICA?
“Niklas ha fatto un lavoro grandioso, non trovi! E’ molto simbolico. Se guardi l’uomo al centro dell’immagine, vedrai che è seduto su una specie di trono, come se si trovasse in una posizione di potere, ma al contempo ha dei cavi e dei trasmettitori tutto attorno a sé ed addirittura nel suo corpo, quindi significa che in qualche modo è anche un essere assoggettato. Tutti pensiamo di essere liberi ed indipendenti, ma molti di noi non si rendono conto che la loro libertà è solo fittizia e che in realtà spesso si dipende da moltissime cose o persone.”
