CALLISTO – Slow-motion Apocalypse

Pubblicato il 18/01/2005 da
 
I Callisto sono una band molto strana, difficile ma al tempo stesso davvero affascinante! Il loro debut album, “True Nature Unfolds”, si è rivelato una piccola e graditissima sorpresina, mettendo in mostra un sound ancora non perfetto ma particolare, che abbraccia il meglio del post hardcore e del doom metal. Freschi ora di un contratto per la nota Earache Records – che presto ristamperà il disco – e di un breve tour europeo che purtroppo non ha toccato l’Italia, ecco qua questi finlandesi raccontarci la loro storia. Parla il chitarrista Jani!
 
 

PRIMA DI TUTTO COMPLIMENTI PER IL VOSTRO DEBUT ALBUM, L’HO TROVATO MOLTO INTERESSANTE. VI ANDREBBE DI PRESENTARVI AI NOSTRI LETTORI?
“Grazie mille per i complimenti! I Callisto sono ufficialmente nati all’inizio del 2002, prima avevamo un altro nome ma la line-up era la stessa. Nell’agosto del 2002 abbiamo registrato il nostro primo EP intitolato ‘Ordeal Of The Century’, che è stato pubblicato dalla Fullsteam Records. Esattamente un anno dopo abbiamo invece realizzato un singolo 12″ per la Kireru Records mentre il nostro debut album ‘True Nature Unfolds’ è infine uscito nel 2004 e per ora è stato davvero ben accolto in tutta Europa. Ora l’album verrà ristampato dalla Earache e perciò riteniamo che possa raggiungere ulteriori traguardi. Al momento siamo appena tornati a casa dal nostro primo tour europeo, dunque posso affermare che per i Callisto le cose stanno andando davvero bene!”.

PARLIAMO DEL VOSTRO DEBUT ALBUM: COME E’ NATO?
“Abbiamo impiegato molto tempo per scrivere questo lavoro. Una song come ‘Cold Stare’ è più vecchia di almeno un anno di tutte le altre contenute nel disco. Nonostante questo però sono molto sorpreso dell’omogeneità dell’album, siamo riusciti a trovare uno stile preciso già alla nostra prima esperienza. Comunque il disco è nato principalmente da noi in Finlandia, dove con il nostro amico Jonas Olsson abbiamo fatto della pre-produzione prima di entrare in studio. Quando siamo arrivati ai Soundlab studios di Mieszko (il leader dei Nasum, ndR) certe cose erano già state registrate, comprese le parti di tutti i guest, così abbiamo potuto risparmiare un po’ di soldi. Abbiamo lavorato sodo e l’unica cosa che non mi soddisfa del tutto è il mixaggio: cinque giorni per cinquantotto minuti di musica così complessa sono forse troppo pochi. Avremmo dovuto curarlo di più ma purtroppo non avevamo ulteriore tempo. Comunque sia Mieszko che Jonas hanno fatto un ottimo lavoro e gli siamo grati”.

CHE MI DICI DELLA VOSTRA MUSICA? IO L’HO TROVATA UN MIX DI POST HARDCORE E DOOM METAL…
“Sì, sono d’accordo, anche se ci tengo a sottolineare che si tratta di post hardcore, non di hardcore puro e semplice. Ci sono poi anche delle atmosfere doom, quindi la tua descrizione è corretta. In ogni caso trovo che nella nostra musica ci sia molto di più e che a volte sia davvero arduo catalogarla. Noi per primi non sappiamo mai come definirla ma, a dire il vero, non è che ci si pensi troppo. Suoniamo solo ciò che sentiamo nostro”.

QUALI SONO LE BAND CHE PIU’ VI HANNO INFLUENZATO? NEUROSIS, ISIS, BURST…?
“Ci piacciono tutte le band che hai menzionato ma penso che agli inizi la nostra primaria influenza fossero i Breach e magari anche gli Zao. I Neurosis sono arrivati un po’ dopo, il primo loro disco che ho realmente amato è ‘Times Of Grace’. Comunque ci ispira tutta la musica che ascoltiamo, non solo la roba heavy. E’ difficile essere creativi se si ascolta solo un unico genere musicale”.
 
POTETE AFFERMARE DI ESSERE ISPIRATI ANCHE DA FONTI COME LIBRI, FILM O LA NATURA QUANDO COMPONETE? “Assolutamente sì, molti dei nostri titoli e dei nostri testi sono ispirati più o meno direttamente da libri che abbiamo letto. Poi anche la natura finlandese gioca un grosso ruolo, soprattutto l’inverno ha un forte impatto emotivo su alcuni di noi: componiamo la maggior parte del nostro materiale proprio in quel periodo. Questa è una cosa comune a molti gruppi scandinavi: pensa a Kent, Sigur Rós, Breach, etc… hanno tutti un feeling speciale, capisci subito che non sono americani ascoltandoli”.
 
APPROFONDIAMO L’ARGOMENTO TESTI? MAGARI PARTENDO DAL TITOLO…
“Stavamo cercando un titolo adatto per il nostro album, qualcosa che rappresentasse bene i contenuti, e ad un certo punto ci è venuto in mente che la cosa migliore da fare era quella di estrapolare un verso da uno dei testi. Alla fine abbiamo dovuto scegliere tra ‘True Nature Unfolds’, che è una frase presente nell’ultimo brano che però non viene cantata, e ‘Embrace The Aftermath’, tratta da ‘Worlds Collide’. Ora sono molto contento che abbiamo scelto la prima, l’altra suona un po’ troppo gothic e non avrebbe calzato benissimo. Venendo ai testi veri e propri devo subito precisare che l’album non è un concept. Le song affrontano tutte argomenti diversi anche se c’è un certo feeling apocalittico che le accumuna. Alcune parlano di argomenti religiosi e potrei affermare che l’intero disco è un’analisi delle debolezze dell’uomo viste da un punto di vista umano, da uno spirituale e dal punto di vista della natura. Comunque lascio che sia l’ascoltatore ad interpretare tutto”.
   
COME NASCE SOLITAMENTE UNA VOSTRA CANZONE?
“Di solito tutto inizia quando qualcuno porta un riff in sala prove. La maggior parte del nostro materiale viene composta con una chitarra acustica e tutti gli arrangiamenti vengono studiati in sala prove mentre jammiamo”.

AVREMO MODO DI VEDERVI IN TOUR IN EUROPA?
“Come ti dicevo siamo appena tornati dal nostro primo tour: abbiamo toccato nove nazioni in due settimane. Noi speriamo di farne uno nuovo al più presto ma per ora di confermato c’è solo un mini tour in Inghilterra a marzo, dove probabilmente supporteremo un act più grosso”.

COME VI TROVATE NELLA SCENA FINLANDESE? UN’OPINIONE SU DI ESSA?
“Non abbiamo molti rapporti con le altre band però trovo che la scena hardcore stia crescendo bene, forte di ottimi e giovani gruppi. Quella metal la vedo invece un po’ sottotono, ritengo validi e apprezzo solamente Total Devastation, Omnium Gatherum, Mokoma, Deathchain e Swallow The Sun”.

OK, SIAMO ALLA FINE, GRAZIE PER L’INTERVISTA!
“Grazie a te, ho molto apprezzato il tuo interesse nei nostri confronti!”.

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