CATARACT – Caught in a mosh!

Pubblicato il 22/06/2006 da
 
Al di là delle varie considerazioni che si possono esprimere a proposito dei Cataract e del loro ultimo capitolo discografico (“Kingdom”, album non epocale, ma pienamente godibile), l’impressione essenziale ricavata discorrendo con il frontman Federico è stata quella di trovarsi di fronte un gruppo convinto di sè stesso, giustamente ambizioso, ma con i piedi ben piantati per terra. E, al giorno d’oggi, avere le idee chiare e sapere quali obiettivi si vogliono raggiungere – con determinazione e un’ottima conoscenza della materia trattata – è requisito indispensabile al fine di evitare di naufragare ancor prima di cominciare a fare sul serio. Ecco quindi che quella che potrebbe essere una normale band di thrash-metalcore si trasforma in una formazione capace di scrivere canzoni veramente coinvolgenti e accattivanti, pur senza quasi mai oltrepassare i confini del genere. Di questi tempi, ci accontentiamo… eccome!
 
 

 
PRIMA DI TUTTO COMPLIMENTI PER “KINGDOM”, UN ALBUM VERAMENTE DEVASTANTE. SIETE SODDISFATTI DEL RISULTATO FINALE?
“Assolutamente, è 100% Cataract! Per la prima volta siamo completamente soddisfatti di un nostro album. Ciò è soprattutto dovuto dalle nuove song, che sono senz’altro le migliori della nostra carriera. Ci sono più cambi di tempo, più riff, assoli migliori e un ottimo drumming. Sono molto soddisfatto anche della mia performance vocale. Dal lato artistico siamo quindi davvero contenti, ma ci tengo a sottolineare che anche dal punto di vista della resa sonora abbiamo fatto un bel passo in avanti: Tue Madsen ha fatto un lavoro grandioso. Infine anche la veste grafica è venuta meglio di quanto sperassimo. Ripeto, questa volta il disco è 100% Cataract. Ne siamo proprio orgogliosi”. 
 
HAI ACCENNATO ALLA PRODUZIONE DI TUE MADSEN… EFFETTIVAMENTE IL DISCO SUONATO POTENTISSIMO! COME VI SIETE TROVATI A LAVORARE DI NUOVO CON LUI?
“Come dicevo, siamo stra-contenti di come suona ‘Kindom’. Tue sa cosa vogliamo fare, sa cosa possiamo fare e soprattutto sa che cosa non vogliamo fare! Lo sa persino più di noi, tanto che ogni giorno ci spremeva sino all’inverosimile per farci dare il meglio di noi stessi. Tante volte è capitato che registrassimo un riff e che tutta la band fosse convinta di aver fatto bene, ma Tue ci costringeva a registrare tutto da capo sino a quando non era contento pure lui… e alla fine aveva sempre ragione! Ci ha inoltre dato tantissimi input su come elaborare gli arrangiamenti: delle volte si è trattato di piccoli accorgimenti, ma in altre circostanze i suoi consigli hanno quasi totalmente fatto cambiare in meglio un’intera canzone. Si tratta di un vero professionista, ma per noi ora è praticamente divenuto il sesto membro del gruppo nonchè un vero amico!”.
 
OGGI IL VOSTRO SOUND E’ DAVVERO METAL, EPPURE NON CREDO SIANO IN MOLTI A CONOSCERVI AL DI FUORI DEL CIRCUITO HARDCORE. TI ANDREBBE DI PRESENTARE IL GRUPPO E RIASSUMERE LA SUA STORIA PER I METALHEAD ITALIANI?
“Beh, siamo un gruppo di ragazzi e soprattutto di amici che amano il metal a l’hardcore! Suoniamo insieme da parecchi anni e oggi la band è formata da Simon e Gregor alle chitarre, da Michi al basso, da Ricky alla batteria e da me, Federico, alla voce! Prima di ‘Kingdom’ abbiamo pubblicato tre album: il primo, ‘Golem’, sull’etichetta americana Ferret, il secondo, ‘Great Days Of Vengeance’, su Lifeforce e ‘With Triumph Comes Loss’ su Metal Blade! Inoltre abbiamo anche registrato un demo nel 1997, due 7″ e un mini CD. Io canto nei Cataract dal 2001, il che vuol dire che non faccio parte del gruppo dall’inizio!”.
 
UNA CURIOSITÀ: PERCHÈ SCIEGLIESTE IL NOME CATARACT?
“Cataract, oltre ad essere un malattia oculare, è anche una forma di cascata molto potente. Come dicevo, io non ero nel gruppo agli esordi, ma credo che questo nome venne scelto in quanto evoca una forza impressionante!”.
 
COME RITIENI CHE I CATARACT SI SIANO EVOLUTI DAGLI INIZI AD OGGI?
“Penso che il primo album, ‘Golem’, fosse un lavoro 100% mosh hardcore. Con ‘Great Days…’ abbiamo invece cercato di avvicinarci molto alla sfera metal, mentre trovo ‘With Triumph…’ una via di mezzo tra i primi due! Con ‘Kingdom’ siamo però riusciti a realizzare il nostro miglior album di sempre: è più vario, più melodico e, allo stesso tempo, più potente”.
 
COME DESCRIVERESTI LA MUSICA DEI CATARACT? QUALI SONO LE VOSTRE PRINCIPALI INFLUENZE? CREDO CHE LA METAL BLADE NON SBAGLI NEL CITARE SLAYER E HATEBREED, CHE NE DICI?
“Per quanto riguarda le influenze, penso che per ognuno del gruppo siano diverse. Sicuramente Simon e Ricky, che hanno piu di trent’anni, sono stati influenzati dal metal degli anni Ottanta. Io invece sono stato molto influenzato dai gruppi hardcore anni Novanta come gli Integrity, gli Strain, i Cro Mags. Tutti noi comunque adoriamo colossi del metal come Slayer, Metallica e Testament: li ascoltiamo con piacere quasi tutti i giorni. Dovendo citare invece delle realtà più recenti, allora direi sicuramente The Haunted, Hatesphere, At The Gates, Hatebreed e Terror!”.
 
VI DA’ FASTIDIO ESSERE DEFINITI UN GRUPPO METALCORE?
“No, direi che a grandi linee rientriamo in questo genere. Un genere che esiste da tempo ma che è di recente diventato una moda. Ciò ci dà un po’ fastidio, ma è innegabile che questa esplosione ci abbia aiutato ad emergere ulteriormente. Ma vogliamo che sia chiaro che noi non ci sentiamo nè parte di un trend, nè parte di un fenomeno… noi siamo i Cataract dall’inizio del 1997 e facciamo la musica che vogliamo da sempre: non ci interessa cosa vogliono sentire i kids oppure cosa si vende di più”.
 
DOVE CREDI CHE SIA RINTRACCIABILE L’HARDCORE NELLA VOSTRA PROPOSTA ATTUALE?
“Io direi che l’hardcore nella nostra musica è rintracciabile sopratutto nel nostro atteggiamento, nei testi e nell’ideologia dietro di essi. Il metal è invece il media per trasportare i nostri messaggi”.
 
DI CHE COSA PARLANO I TESTI DEI CATARACT?
“I testi per noi sono importanti quanto la musica e la veste grafica. Trovo essenziale esprimere le nostre paure, frustrazioni, emozioni e pensieri tramite il sound dei Cataract. Si tratta di testi fortemente critici nei confronti della nostra società e dell’attuale situazione mondiale. Parlo di guerra, politica, di ciò che stiamo facendo alla natura e di come l’umanità sia in grado di fare enormi passi in avanti sul fronte della tecnologia e, allo stesso tempo, non sia in grado di risolvere i problemi più elementari che affliggono la nostra società. Gli argomenti che tratto sono essenzialmente questi… tutte cose che a me stanno molto a cuore”.
 
SE NON SBAGLIO I CATARACT ADERISCONO ALLO STRAIGHT EDGE. CE NE VUOI PARLARE? CHE COSA RAPPRESENTA PER VOI?
“I Cataract non sono un gruppo straight edge, ma è vero che tre di noi seguono questo stile di vita da più di dieci anni. Per me personalmente essere straight edge non ha nulla a che fare con il gruppo: questa decisione di vivere senza droghe – fumo, alcol e altre sostanze tossiche – è una mia scelta personale, una cosa che mi fa stare bene con me stesso. Questa però non è assolutamente una cosa che voglio predicare, non mi sento di giudicare le altre persone: io sono straight edge per me stesso e quello che fanno gli altri non mi interessa. L’importante è essere rispettosi nei confronti del prossimo”.
 
ANDRETE IN TOUR PER SUPPORTARE IL NUOVO DISCO? SE SI’, QUANDO E CON CHI?
“Siamo già stati confermati per il prossimo Hell On Earth festival, che credo avrà luogo a settembre 2006. Dopo ci imbarcheremo nel X-Mass festival e, nella primavera 2007, cercheremo di fare un tour per conto nostro. Ci piacerebbe poter continuare a suonare spesso come negli ultimi due anni, quando abbiamo girato l’Europa con gruppi validissimi come, ad esempio, Maroon, Six Feet Under, Nile e Amon Amarth!”.
 
QUAL’E’ IL PIU’ GRANDE OBIETTIVO CHE VOLETE RAGGIUNGERE CON LA BAND?
“Noi vogliamo soltanto divertirci, se poi avremo modo di realizzare qualche nostro sogno… beh, tanto meglio! Per ora abbiamo soltanto il desiderio di lavorare sodo e di far ascoltare la nostra musica a più persone possibili… le soddisfazioni poi arriveranno di certo. L’anno scorso, ad esempio, siamo andati in tour con gli Amon Amarth ed è stato grandioso! Noi siamo praticamente dei fan che suonano per altri fan… quindi per noi è normale esaltarci per questo tipo di opportunità. L’unica cosa che vogliamo è divertirci agli show e conoscere i nostri idoli!”.
 
GRAZIE FEDERICO! LASCIO A TE LA CONCLUSIONE…
“Grazie a te per l’intervista! Spero di tornare in Italia a suonare davanti a miei connazionali molto presto. Ciao e forza Milan!”.
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