CHAOSBRINGER – Il regno del Caos

Pubblicato il 21/02/2018 da

Dopo avere largamente apprezzato il loro debut album “Turn Into Ruins”, il desiderio di sapere qualcosa in più su questa piccola realtà death metal chiamata Chaosbringer è stato forte. In tempi recenti non ci era mai capitato fra le mani un disco capace di ricreare la formula battagliera dei maestri Bolt Thrower tanto bene quanto “Turn Into Ruins”. Il giovane gruppo russo, pur essendo enormemente derivativo sotto il profilo stilistico, ha azzeccato praticamente tutto nel confezionamento del suo primo full-length, tanto da farci ridimensionare non poco l’impressione favorevole lasciata dall’esordio dei Memoriam, ovvero la band che da più parti viene spesso definita la naturale erede dei compianti maestri britannici. La potenza e la spontaneità di “Turn…” sono merce rara in questo particolare filone e, dopo ripetuti ascolti, sapevamo che dovevamo metterci in contatto con i ragazzi di San Pietroburgo. Alle nostre domande hanno risposto il chitarrista/cantante Eugene e il bassista Zitz.

PARLIAMO DELLA GENESI DEI CHAOSBRINGER: SIETE ANCORA UNA BAND DECISAMENTE UNDERGROUND E NON SI CONOSCE MOLTO SUL VOSTRO CONTO.
Eugene: – Abbiamo iniziato a suonare insieme nell’autunno del 2013. In quel momento sapevamo cosa ottenere: l’idea era di suonare metal-punk, una sorta di death metal con un’influenza crust. Inizialmente ci sarebbe piaciuto avere una cantante, ma col tempo ho dovuto abbandonare l’idea e diventare il frontman. Perchè abbiamo deciso di suonare questo genere di death metal? Amiamo un certo sound britannico: metal filosofico con energia punk. Nutriamo anche una forte passione per il death metal finlandese, che per certi aspetti è molto simile a quello britannico, soprattutto nello spirito. Non si tratta di musica tecnica, ma possiede un’atmosfera maestosa.
Zitz: – Sostanzialmente, cerchiamo di mantenere le cose semplici qui. Siamo punk che amano il death metal.

IN EFFETTI SEMBRA ESSERCI UNA BUONA RICERCA DELL’IMPATTO NEL VOSTRO SONGWRITING: NON AVETE NULLA A CHE FARE CON QUELLE BAND CHE AMANO SFOGGIARE LA PROPRIA TECNICA.
Zitz: – Per quanto mi riguarda, nella musica non ci dovrebbe essere mai spazio per alcun tipo di esibizionismo, indipendentemente dal genere che si decide di suonare. Noi semplicemente suoniamo ciò che ci piacerebbe ascoltare. Tuttora mi stupisco quando apprendo che piacciamo a qualcuno oltre a me!
Eugene: – Ad ognuno il suo. Per me il death metal è qualcosa di più profondo che un semplice sfoggio di doti tecniche. Sono molto legato alla sua componente filosofica.

VI E’ UN BRANO CHE CONSIDERATE PARTICOLARMENTE RAPPRESENTATIVO DELLA VOSTRA PROPOSTA?
Eugene: – Credo che per comprendere a pieno il nostro messaggio un ascoltatore dovrebbe ascoltare il nostro intero album.
Zitz: – Non abbiamo ancora composto un brano simile.

PARLATECI ALLORA DELLA COMPONENTE LIRICA DEI VOSTRI BRANI.
Eugene: – L’argomento principale dei nostri testi è la guerra; la guerra come condanna della civiltà, come sofferenza e dolore. Siamo ispirati dalla storia antica, soprattutto da quella greca e romana, ma nei testi puoi trovare anche elementi di cosmogonia e riflessioni su sete di potere e corruzione.
Zitz: – In pratica ci ispiriamo alla storia dell’umanità.

PER UNA LUNGA SERIE DI MOTIVI, CREDO CHE VENIATE SPESSO PARAGONATI AI BOLT THROWER. COSA VI AFFASCINA TANTO DEL LORO “MONDO”?
Zitz: – I Bolt Thrower sono stati una grande band. Peccato che siano morti ora. L’atmosfera e l’attitudine senza compromessi sono da sempre gli elementi che più adoro di questa formazione.
Eugene: – Sì, veniamo accostati a loro, non c’è dubbio. E’ un bene o un male? Non so. Personalmente trovo i Bolt Thrower una band fantastica, una delle poche nate negli anni Ottanta che non è mai scaduta producendo letame.

COSA NE PENSATE DEI MEMORIAM? IN TUTTA ONESTA’, CREDO CHE IL VOSTRO PRIMO ALBUM “TURN INTO RUINS” SIA UN LAVORO MIGLIORE DEL LORO ESORDIO.
Zitz: – Grazie mille per il complimento. Li ho ascoltati poco tempo fa e non mi hanno impressionato. Tuttavia credo che a questo punto sia stupido aspettarsi da loro qualcosa sullo stesso livello dei Bolt Thrower.
Eugene: – Grazie per le belle parole e il supporto. I Memoriam sono una band moderna con un sound moderno. Sfortunatamente non sono riusciti a fare breccia nel mio cuore. Godono di tanta promozione, ma la musica non è allo stesso livello. E’ un peccato.

PENSATE CHE L’ORIGINALITA’ SIA UN FATTORE SOPRAVVALUTATO NELLA MUSICA DI OGGI?
Zitz: – Credo che tutto sia già stato inventato ormai duemila anni fa. Noi tutti prendiamo qualcosa che è già stato suonato e lo interpretiamo secondo mezzi attuali. Penso che la cosa più importante per un gruppo sia rimanere fedele ai propri principi ed essere sempre onesto con se stesso.
Eugene: – La parola ‘originalità’ è spesso un cancro nel mondo moderno. Vi è solo un numero limitato di note e tanto metal deriva comunque da generi come la musica classica e il jazz. Tutta la musica è stata creata migliaia di anni fa. Ognuno la interpreta alla propria maniera, ma nessuno è realmente originale.

OGNI ASPETTO DEL VOSTRO ALBUM APPARE MOLTO PROFESSIONALE. SIETE ANCORA SODDISFATTI DI “TURN INTO RUINS”?
Eugene: – Confezionare il tutto non è stato semplice: “Turn into Ruins£ è stato registrato piuttosto velocemente, ma chiunque ci abbia assistito, dalla produzione all’artwork, ha lavorato davvero ad alti livelli. Abbiamo speso tante energie e commesso qualche errore, ma ormai è andata così. Non credo che il risultato sia malvagio.
Zitz: – Non ci siamo fissati alcun obiettivo, ma se riusciremo a recuperare il denaro investito e magari a guadagnarne un po’ per il prossimo lavoro allora saremo felicissimi.

AVETE DEI PROGRAMMI SUL FRONTE CONCERTISTICO?
Zitz: – Al momento stiamo cambiando line-up e il nostro primo obiettivo è registrare un altro album verso la fine di quest’anno o all’inizio del prossimo. Purtroppo credo che un tour europeo per ora sia infattibile, ma se venissimo invitati a dei festival faremmo del nostro meglio per partecipare.
Eugene: – Stavamo progettando un tour europeo per il 2018, ma poi abbiamo avuto qualche problema di formazione. Speriamo di riuscire a realizzare questo sogno il prima possibile.

DOVE VEDETE I CHAOSBRINGER DA QUI A CINQUE ANNI?
Eugene: – Da qui a cinque anni spero di avere pubblicato almeno uno o due album!
Zitz: – Idealmente ci piacerebbe vivere in un’altra parte d’Europa. Ma non esageriamo: per il momento il piano è di registrare almeno un altro album e di andare in tour.

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