COLDCELL – Disgusto psicotico

Pubblicato il 01/03/2018 da

Dalla Svizzera, i ColdCell propongono un black metal gelido e caustico, sulla falsariga di band come Uada e Mgła. Una visione della società e del mondo cupa e nichilista, un gelo notturno dove mai filtrano luce e speranza. Al terzo disco di altissimo livello, la band nata dalle ceneri dei seminali Atritas, sta focalizzando l’attenzione di molti appassionati di black metal e così abbiamo colto l’occasione di scambiare due chiacchiere con aW, batterista del gruppo e con lui abbiamo parlato della scena svizzera, della pesante eredità rappresentata dai Celtic Frost e, naturalmente, di “Those”, ultima fatica in studio dei cinque di Basilea. Buona lettura!

INIZIAMO PARLANDO DEI COLDCELL. COME SI É FORMATA LA BAND E QUALI SONO LE VOSTRE INFLUENZE PRICNCIPALI?
– I ColdCell si sono formati dalle ceneri degli Atritas, una delle prime e più vecchie band black metal di Basilea. Da allora ci sono stati molti cambi di line-up importanti e la volontà di creare qualcosa di diverso sia per quel che riguarda la musica che per quanto riguarda il concept: il momento era, quindi, giusto per cambiare nome e battere nuovi sentieri. La nostra influenza principale è, più di ogni altra cosa, la nostra vita quotidiana, ciò che ci circonda, la nostra società e il nostro degenerato mondo moderno. Ne facciamo parte, ma non ci sentiamo davvero parte di tutto ciò, quindi abbiamo una prospettiva dall’interno e dall’esterno. Quindi la nostra quotidianità e tutta la merda che ne fa parte sono la nostra infinita fonte di ispirazione e creatività.

ORA CHE “THOSE” È USCITO, VI SENTITE SODDISFATTI DAL RISULTATO FINALE E DEI RISCONTRI DI PUBBLICO E STAMPA?
– Siamo molto soddisfatti del disco, se così non fosse non lo avremmo pubblicato così come è. So che è una frase retorica, ma questa volta sentiamo che tutto – o quasi tutto – sia riuscito come doveva riuscire e penso che “Those” sia il nostro disco più personale e interessante. “Generation Abomination” era ancora molto legato al vecchio sound degli Atritas; “Lowlife” ha avuto un approccio nella giusta direzione ma era un po’ frammentario. “Those”, finalmente è LA dichiarazione che vogliamo dare come band. I riscontri della stampa sono stati piuttosto impressionanti, molto positivi, votazioni alte e davvero belle parole. Spero che anche ai nostri “fan” piaccia, ma – onestamente – questo per me è secondario; per prima cosa NOI dobbiamo essere soddisfatti e orgogliosi del risultato. Se alla stampa piace il disco, bene; se piace ai fan, ottimo. Se non piace, beh… va bene uguale. Non mi importa.

SU QUESTO TERZO DISCO HO NOTATO UN SOUND PIÙ MATURO; MI SEMBRA CHE, CON OGNI DISCO, FACCIATE PASSI VERSO UNO STILE SEMPRE PIÙ PERSONALE E ORA ABBIATE RAGGIUNTO UN SOUND CHE NON SI PUÒ RITROVARE IN ALTRE BAND…
– Sicuramente questa volta siamo molto vicini alla visione che abbiamo dei ColdCell. come dicevo prima, questo disco è il terzo da quando abbiamo dato vita alla band e sicuramente quello che ci soddisfa di più. abbiamo attraversato molti confini musicali e integrato molti differenti elementi da altri generi nel nostro sound, aggiungendo anche alcune sfumature eclettiche. il tocco psicotico è più presente di prima e ci sono anche alcune nuove sperimentazioni. immagino che queste siano le ragioni che lo rendono più maturo e vario. Il nostro scopo principale non è suonare come nessun altro, ma se questo è quello che viene fuori da un’evoluzione naturale, direi che è eccellente.

DI COSA PARLANO I VOSTRI TESTI? AVETE UNO STILE O UN CONCEPT DOMINANTI?
– C’è un concept dominante che ha uno spettro molto ampio che può essere rafforzato in moti modi. Sin dal primo giorno dei ColdCell, i nostri testi trattano di noi stessi, del nostro mondo (come microcosmo e macrocosmo), della nostra società, della degenerazione del genere umano e dell’epoca di merda e da ritardati in cui viviamo. Così, direi che abbiamo un approccio molto “terra terra”, perchè i nostri testi sono direttamente connessi a quella che chiamiamo la nostra realtà. Gli argomenti sono infiniti: la perdita di spiritualità, l’illusione digitale e l’isolamento; il potere di Mammona, la ridondanza della profondità, la celebrazione della vacuità, l’abuso sotto vari aspetti… “Those”, metaforicamente, riflette su differenti aspetti negativi dell’essere umano, per esempio la nostra grande volontà di non imparare mai e fallire sempre, di perpetrare sempre gli stessi errori, gli stessi comportamenti sbagliati e la stessa disgustosa stupidità.

“THOSE” È UN ALBUM BLACK METAL AL 100%, CON UN CERTO TOCCO NICHILISTA E MISANTROPICO CHE RICORDA LE VECCHIE BAND, MA CON UN SUONO MODERNO. SEI D’ACCORDO?
– Si, sull’aspetto nichilista e su quello misantropico, ma non sono del tutto d’accordo sul fatto che “Those” sia un album black metal al 100%. La nostra varietà musicale va molto oltre; è davvero difficile per me renderlo in termini brevi e chiari, ma – comunque – non importa. Naturalmente le nostre radici sono chiaramente black metal, ma per essere al 100% direi che non c’è abbastanza Satana su questo disco. Concordo sul suono moderno, invece, dato che l’album rappresenta la modernità, ma non moderno nel modo in cui molte band “metal” producono oggi la loro roba, con una guerra rumorosa che vorrebbe scatenare la morte e la loro merdosa inadeguatezza dozzinale. Viviamo in tempi duri e disagiati, quindi la produzione è anche grezza e stridente e dovrebbe dare un senso di inquietudine: essere inquietante, disturbante e ostile.

IN QUALCHE MODO “THOSE” HA ALCUNE ATMOSFERE SIMI A BAND COME UADA O MGŁA EPPURE NON È SIMILE A QUESTI GRUPPI IN ALCUN MODO. COSA VOLETE OTTENERE CON LA VOSTRA MUSICA?
– Posso darti solo una risposta molto noiosa: la nostra musica è l’espressione di noi stessi, dei nostri sentimenti e del nostro essere. È una catarsi, una terapia; trattiamo aspetti negativi della nostra razza e li trasformiamo in qualcosa di piuttosto soddisfacente. Quindi quello che vogliamo ottenere con la nostra musica è creare qualcosa in cui tuffarsi, lasciarci cadere, dimenticare, pulire e fuggire dalla realtà che descriviamo nei nostri testi. I Mgła riescono a suscitarmi le stesse cose, in effetti.

IL BLACK METAL È UN GENERE CHE HA DATO ORIGINE A MOLTE MESCOLANZE TRA DIVERSI APPROCCI (DAL FOLK ALLO SHOEGAZE CON TUTTO CIÒ CHE STA NEL MEZZO). RITIENI CHE LA VOSTRA MUSICA SI SIA MESCOLATA CON ALTRI STILI?
– Assolutamente! Ci sono molte differenti influenze nella nostra musica. Doom, roba psicotica e psichedelica, noise, ambient ed elettronica, solo per dirne alcune. Questa era proprio una delle idee durante la composizione di “Those”: allargare la diversità musicale e provare alcuni esperimenti, ignorando ogni regola e confine. Ma non includeremo mai il folk nel nostro sound (ride, ndR).

MI SEMBRA CHE LE CANZONI MIGLIORI DI “THOSE” SIANO ANCHE LE PIÙ LUNGHE (“TAINTED THOUGHTS”, “HERITAGE”, “GROWING GIRTH”). COME SUCCEDE CHE CREIATE CANZONI DA TRE O QUATTRO MINUTI E ALTRE DA NOVE O DODICI MINUTI?
– Normalmente facciamo canzoni lunghe; “Entity I” e “Entity II”, invece, sono parte del lato sperimentale di “Those” e una connessione per tenere le parti differenti del disco insieme, mantenendo l’arte drammatica dall’inizio alla fine. Più di tutte, “Entity II” è qualcosa che non avevamo mai fatto prima: un collage di dark ambiente ipnotica, poche percussioni e un’atmosfera angosciante ma anche maestosa. “Entity I”, per me, ha un tocco alla Nachtmystium, un groove monotono e industrial, aggressivo e raffinato. La quinta essenza potrebbe essere che entrambi gli aspetti sono parte del nostro stile, le epiche lunghezze e anche i brevi intermezzi.

“THOSE” È IL TERZO ALBUM DEI COLDCELL E OGNI DISCO È STATO FATTO CON UN’ETICHETTA DIVERSA. C’È QUALCHE MOTIVO?
– Nessuno in particolare. Non abbiamo mai avuto un vero contratto, così c’è sempre stata la possibilità di progredire dopo un’uscita, cambiare direzione e creare nuove sinergie. Czar of Crickets è la scelta perfetta per i ColdCell, dato che noi e i ragazzi dell’etichetta siamo amici di vecchia data e condividiamo molte idee su molti argomenti. E stanno facendo un grande lavoro con noi. Abbiamo più responsi dai media che nel passato, più recensioni e (ancora più importante) la comunicazione è eccellente e possiamo davvero fidarci di loro.

VOI SIETE SVIZZERI. PENSO CHE LE BAND ESTREME SVIZZERE ABBIANO SPESSO UNO STILE MOLTO PERSONALE, COME SE RIFUGGISSERO DALL’EREDITA’ DEI CELTIC FROST (I SAMAEL SONO L’ESEMPIO PIÙ IMMEDIATO). SEI D’ACCORDO?
– Concordo sul fatto che ci siano molte band estreme svizzere con uno stile davvero unico: Bölzer, Darkspace, Zatokrev e Sum of R, e naturalmente Schammasch (ride, essendo l’ altra band in cui suona, ndR). Ma non direi che queste band rifuggano dall’eredità dei Celtic Frost. È solo un’evoluzione naturale, costruita sulle fondamenta gettate dai Celtic Frost. Credo che nel caso dei ColdCell, i Celtic Frost non abbiano una grossa influenza diretta, Ma se non ci fossero stati i Celtic Frost, penso che non staremmo facendo questa intervista. In qualche modo sono un’ispirazione per ogni band metal estrema, perchè ogni gruppo si rifa a band che erano direttamente ispirate dai Celtic Frost. Oltre a questo, per me, “Monotheist” è uno dei cinque migliori dischi di metal estremo mai prodotti in Svizzera. Arte estrema nella sua perfezione. Ma c’è anche molto black metal spazzatura in Svizzera, te lo assicuro.

TRA L’ALTRO, DA QUANTO NE SO, NON C’È MAI STATA UNA VERA E PROPRIA SCENA BLACK METAL IN SVIZZERA, NONOSTANTE UN GRAN NUMERO DI BAND VENGA DAL VOSTRO PAESE. PENSI CHE SIA PER LE DIFFERENZE CHE CI SONO ALL’INTERNO DELLA SVIZZERA (SU TUTTE LE QUATTRO LINGUE DIVERSE) O PER QUALCHE ALTRO MOTIVO?
– Beh, non ci sarà mai stata una grossa scena black metal, ma l’origine e le radici sono proprio qua in Svizzera e direi che non è poi così male. È vero, quattro lingue diverse – in qualche modo – dividono il paese e quindi anche le scene locali. La parte francese della Svizzera, per esempio, ha molte grandi band che sono totalmente ignorate nelle altre parti del paese. E vice versa. In realtà non sono più così coinvolto nelle varie scene per darti una risposta accurata e precisa. La Svizzera è un paese piccolo, il che significa che ci sono meno persone con una visione forte rispetto ad altri paesi, il che porta anche a meno band e quindi una scena più piccola, per non dire nessuna scena. Non saprei… Tutto quello che posso dirti è che ci sono ancora alcune ottime band, nei vari generi e nelle varie scene. Per me questo è tutto ciò che conta.

SECONDO ME “THOSE” È UNO DEI MIGLIORI DISCHI BLACK METAL DELL’ULTIMO PERIODO. PENSATE DI AVER RAGGIUNTO IL VOSTRO APICE O SIETE GIÀ PRONTI A LAVORARE SU NUOVO MATERIALE?
– Grazie mille! No, dato che siamo esseri umani, potremo sempre progredire, evolverci e avvicinarci al risultato finale della nostra visione (che, ovviamente, non raggiungeremo mai). E si, penso che quelli che se ne occupano nei ColdCell stiano già lavorando su nuovo materiale.

QUAL È IL VOSTRO APPROCCIO LIVE? HO NOTATO CHE AVETE PRESTATO MOLTA ATTENZIONE SIA ALL’ARTWORK DEL DISCO CHE ALLE VOSTRE FOTO…
– Luci soffuse, molto fumo, silhouette e forme, volti nascosti. Che sia la musica a parlare, l’individuo non è importante sul palco. Sta tutto nel create quel particolare mood ColdCell, quell’atmosfera speciale in cui smarrirsi. Non si tratta di una band di cinque persone che suonano un concerto a caso, è un’immagine di insieme, un totale lavoro artistico.

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