COMPLETE FAILURE – Odio A Prima Vista

Pubblicato il 17/12/2010 da

Che sia solo la musica a parlare. Sembra questo il leit-motiv dei Complete Failure, realtà grindcore dalle forti connotazioni underground, che sino a pochi mesi fa era nota solo ai più attenti conoscitori del sottobosco statunitense. Il contratto con la Relapse per la ristampa dell’ultimo full-length “Heal No Evil”, originariamente auto-prodotto e dopo breve tempo reso disponibile sul sito ufficiale, non sembra aver cambiato la band, che, come facilmente intuibile dalle parole del frontman Joe Mack, continua a essere totalmente oltranzista e sprezzante. Forse a qualcuno certe dichiarazioni potranno sembrare fuori luogo, ma a noi la cosa importa poco: fino a quando i Complete Failure continueranno a sfornare album del calibro di “Heal No Evil”, sarà sempre un piacere dare loro spazio.


PER INIZIARE, POTRESTI INTRODURRE BREVEMENTE I COMPLETE FAILURE, VISTO CHE MOLTI POTREBBERO NON ESSERE FAMILIARI CON LA VOSTRA BAND?
“I Complete Failure sono una band di Wilkinsburg, probabilmente il peggior luogo della Pennsylvania… e non sto affatto esagerando. I Complete Failure non sono carini, non hanno idea di cosa sia il fashion, nè un’idea precisa di cosa la musica abbia prodotto e ingurgitato prima di noi. I Complete Failure sono anti-arte, anti-uomo, anti-religione, anti-positività. I Complete Failure sono solo musica. Niente di modaiolo”.

COME VANNO LE COSE PER VOI ORA CHE “HEAL NO EVIL” È STATO PUBBLICATO IN TUTTO IL MONDO DALLA RELAPSE?
“Non è successo niente di spettacolare. La Relapse ha espresso interesse nell’album e lo ha ristampato abbinandolo a una t-shirt. Abbiamo ricevuto qualche migliaio di contatti in più sui nostri siti, dopodichè ogni cosa è tornata a essere grigia e senza vita”.

PUOI RACCONTARCI COME È NATO L’ALBUM?
“Abbiamo impiegato sette mesi a scrivere e provare le canzoni. Non volevamo registrare – nè mai lo vorremo – con un altro essere umano la cui opinione non ci interessa minimamente, quindi abbiamo deciso di auto-produrci le registrazioni, impiegando una settimana intera, 15 ore al giorno. In questa maniera ci siamo assicurati un prodotto che suona perfetto. Sarebbe stato impossibile sbagliare. La versione della Relapse è invece stata rimasterizzata da qualcuno di cui non ricordiamo il nome. Qualcuno che probabilmente non merita di essere menzionato. Il nostro nuovo album verrà registrato nella stessa identica maniera, con la sola differenza che impiegheremo ancora più tempo per farlo”.

“HEAL NO EVIL” È PIUTTOSTO VECCHIO ORA. CAMBIERESTE QUALCOSA A LIVELLO MUSICALE O DI PRODUZIONE?
“Assolutamente no, abbiamo raggiunto la perfezione sotto ogni punto di vista. Non cambieremmo niente in quel disco”.

AVETE DECISO DI RENDERE IL DISCO SCARICABILE DAL VOSTRO SITO UNA VOLTA CHE LA PRIMA STAMPA DEL CD È ANDATA ESAURITA. PUOI DIRE QUANTE PERSONE LO HANNO SCARICATO O ASCOLTATO ONLINE DA ALLORA?

“La prima edizione di ‘Heal No Evil’ era numerata a mano, venne stampata da noi e pubblicata in concomitanza con il nostro tour con gli Antigama nel 2009. Alcune copie sono state vendute al Maryland Deathfest di quell’anno, mentre la maggior parte è stata consegnata a mano a persone che pensavamo potessero apprezzarlo o comunque capirlo. Per quanto riguarda il download, abbiamo cercato in tutti i modi di rendere il disco disponibile con un virus nascosto. Purtroppo però le cose non sono andate secondo i piani e non siamo riusciti a rovinare nemmeno un computer”.

ORA SIETE SU RELAPSE, MA PRIMA CHE VI CONTATTASSERO STAVATE PENSANDO DI CONTINUARE CON L’AUTOPRODUZIONE?
“Non siamo ‘con’ la Relapse. La Relapseè gestita da rispettabili uomini e donne d’affari. Avevamo un prodotto che interessava loro. Ci hanno offerto un contratto e abbiamo raggiunto un accordo. Tutto molto semplice. Continueremo ad auto-produrci e, in seguito, a vedere se qualcuno è in grado di farci una proposta sensata per distribuire ciò che facciamo. Al momento però ho dei seri dubbi che qualcosa di sensato possa arrivare…”.

QUANDO ASCOLTO LA VOSTRA MUSICA RIMANGO INTRIGATO PERCHÈ A VOLTE È DIFFICILE PARAGONARVI AD ALTRE BAND GRINDCORE. DAL CANTO VOSTRO, A CHI VI SENTITE VICINI MUSICALMENTE?
“Non siamo un grindcore qualcosa. Nessuna influenza. Nessuna ispirazione. Gli ZZ Top non erano male. Mike ascolta i Deathcab For Cutie”.

NON SEGUI NEMMENO LA SCENA GRINDCORE?
“No, non mi interessa. Non vi è più sincerità, l’integrità artistica è stata gettata dalla finestra. Cliff Burton sta facendo i salti nella sua tomba. E non c’è niente che possiamo fare”.

QUANTO SONO IMPORTANTI I TESTI PER I COMPLETE FAILURE? CONTENGONO UN MESSAGGIO O SONO SOLTANTO UNA VALVOLA DI SFOGO?
“Scrivo di esperienze che riguardano me e persone reali. E scrivo tutto in una maniera che soddisfi me prima di tutto. Per molti non hanno alcun senso, è impossibile capire di che cosa stia parlando. Personalmente trovo i testi importanti, ma forse solo perchè io ne sono l’autore”.

AVETE IN PROGRAMMA DEI TOUR? E A QUANDO DELEL DATE EUROPEE?

“Sì, dovremmo imbarcarci in un lungo tour a breve. Si è parlato anche dell’Europa. Quando e come non lo so. Ma non è importante, tanto non verrete a vederci”.

GRAZIE PER L’INTERVISTA. VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA?

“No, grazie”.

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