CREMATORY – Virus letale

Pubblicato il 09/03/2014 da

Difficile avere qualcosa di nuovo da dire dopo 23 anni di carriera e 12 album alle spalle, a maggior ragione in un genere codificato come il gothic metal. Ben venga dunque un disco come ‘Antiserum’, capace di riportare in auge, dopo una serie di prove non propriamente esaltanti, il nome dei Crematory, per effetto di una riuscita contaminazione tra ritmiche metal e pattern EBM. A raccontarci la genesi dell’ultimo lavoro il batterista Markus, tanto sintetico nelle risposte quanto orgoglioso del ritrovato stato di forma della gothic metal band più popolare di Germania…

crematory - band - 2014

TRA “INFINITY” E “ANTISERUM” SONO PASSATI BEN 4 ANNI, L’INTERVALLO PIU’ LUNGO DAI TEMPI DELLA REUNION DEL 2003: VI SIETE PRESI UNA PAUSA, OPPURE IL PROCESSO DI SONGRWITING HA PORTATO VIA PIU’ TEMPO DEL SOLITO?
“Abbiamo cominciato a scrivere un paio di anni fa, ma il tempo per le prove e le registrazioni è quello che è, dato che tutti noi abbiamo un lavoro e una famiglia. Di fatto siamo riusciti a lavorare solo nei week end in cui non eravamo impegnati a suonare dal vivo, e in quest’ultimo periodo abbiamo fatto parecchi show”.

IN QUEST’OCCASIONE AVETE COLLABORATO CON UN ARTISTA DELLA SCENA EBM, LA CUI INFLUENZA APPARE IN MANIERA ABBASTANZA EVIDENTE ASCOLTANDO CANZONI COME “VIRUS” E “INSIDE YOUR EYES”: QUANTO E’ IMPORTANTE, PER UNA BAND RODATA COME LA VOSTRA, INCORPORARE DELLE INFLUENZE ESTERNE IN UN PROCESSO DI SCRITTURA ORMAI CONSOLIDATO? E COME QUESTO HA INFLUITO SUL VOSTRO MODO DI COMPORRE?
“L’idea di fondo alla base di ‘Antiserum’ era proprio quella di unire il suono dark delle ambientazioni EBM con la pesantezza delle ritmiche metal. E’ un percorso al quale abbiamo iniziato a lavorare già dai tempi di ‘Revolution’, dove per la prima volta abbiamo incorporato dell’elettronica in maniera pesante, ma all’epoca erano sonorità più dance/trance, mentre stavolta abbiamo voluto provare qualcosa di più oscuro, per questo abbiamo scelto l’EBM. Il processo di scrittura in effetti è stato un po’ più difficile del solito, in questo caso siamo partiti da delle basi EBM, alle quali ha collaborato il nostro amico Elmar della EBM band Centhron. Dopodiché Katrin ha completato gli arrangiamenti e inserito le melodie di tastiera, mentre io ho inserito le parti di batteria. Poi sono arrivati basso e chitarra, e infine le parti vocali, registrate da Felix e Matthias”.

STAVOLTA AVETE INCLUSO MOLTI PEZZI CANTATI IN LINGUA MADRE, COME AI TEMPI DI “KLAGEBILDER”: CREDI CHE IL CANTATO IN TEDESCO SI ADATTI MEGLIO ALLE RITMICHE EBM?
“Non necessariamente, ma ci piace mescolare le due lingue, così come mescolare il growl di Felix con le clean vocals di Matze”.

AVETE GIA’ PENSATO COME REPLICARE I PATTERN ELETTRONICI DURANTI GLI SHOW DAL VIVO? SOPRATTUTTO PER UN BATTERISTA, L’UNIONE DELL’ELETTRONICA E’ UNA SFIDA NON DA POCO, CONCORDI?
“EBM – Metal per noi significa Electronic Blast Metal, e sicuramente è la nuova frontiera per molti gruppi della scena metal. E’ una grossa sfida per me come battersista, ma mi piacciono le sfide. Dal vivo comunque Katrin suonerà in diretta tutte le parti elettroniche, sarà sicuramente molto potente. In generale, vogliamo che la nostra musica evolva insieme a noi, non vogliamo suonare le stesse cose per 30 anni come gli AC/DC. Abbiamo sempre cercato di evolvere la nostra musica di album in album, dato che amiamo tutti metterci alla prova e spingerci ogni volte oltre quelli che sappiamo essere i nostri limiti e le nostre influenze”.

QUANTO E’ DIFFICILE SCEGLIERE LA SETLIST, AVENDO DODICI ALBUM DA CUI ATTINGERE? E QUAL E’ LA CANZONE PIU’ VECCHIA CHE NON PUO’ MAI MANCARE AI VOSTRI SHOW?
“Non è facile, ma in genere scegliamo uno o due hit per ogni album, che mischiamo al materiale più recente. Tra i pezzi più datati, suoniamo ancora ‘Eyes of suffering’, dal nostro primo album”.

ASCOLTANDO “ANTISERUM”, L’IMPRESSIONE E’ DI TROVARSI DI FRONTE AD UNA VERSIONE PIU’ FOCALIZZATA DELLA FASE SPERIMENTALE INIZIATA CON “REVOLUTION”, E’ COSI’?
“Si può dire che ‘Antiserum’ sia uno sviluppo di ‘Revolution’, una versione più moderna, fresca e registrata con le tecniche disponibili nel 2014. Con questo disco abbiamo dimostrato a tutti cosa siamo capaci di fare quando vogliano: i Crematory sono sempre stati e sono ancora una trend-setting band”.

COME BAND, SIETE INSIEME DA ORMAI PARECCHI ANNI…QUAL E’ IL SEGRETO DEL VOSTRO SUCCESSO?
“Questo è il nostro segreto, per scoprirlo devi chiedere ai nostri fan, dato che sono loro a decretare il successo di una band, e quanto a lungo sopravviverà”.

CHE PROGRAMMI AVETE DAL PUNTO DI VISTA LIVE? C’E’ QUALCHE POSSIBILITA’ DI RIVEDERVI IN ITALIA?
“Cominceremo il tour a Marzo, e andremo avanti a suonare per i prossimi due anni in giro per il mondo quindi sono sicuro passeremo anche dall’Italia, anche perchè siamo tutti innamorati della vostra cucina”.

PENSI CHE L’EVOLUZIONE DEL MUSIC BUSINESS NEGLI ULTIMI ANNI ABBIA CREATO UN AMBIENTE PIU’ FAVOREVOLE PER LA VOSTRE ARTE?
“Credo la mentalità della gente sia cambiata, per cui sono certo sapranno apprezzare questo nuovo genere musicale, molto più moderno e fresco”.

BENE MARKUS, GRAZIE PER ESSERE STATO CON NOI, A TE LE ULTIME PAROLE…
“Grazie a tutti voi per il supporto da 23 anni a questa parte, speriamo di riuscire a venire in Italia quanto prima”.

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