A tre anni dal convincente ritorno di “Dawn Of The Axe”, i Cruel Force proseguono il proprio percorso evolutivo con “Haneda”, album che conferma la volontà della formazione tedesca di guardare oltre le coordinate del black-thrash degli esordi senza rinnegare le proprie radici.
Abbiamo raggiunto il chitarrista Slaughter per parlare della rinascita della band, dell’evoluzione del suo sound verso forme sempre più personali di speed/heavy metal, del valore dell’approccio analogico nell’epoca dei suoni digitali e dell’intelligenza artificiale, e dello stato di salute dell’attuale underground tedesco.
VI SIETE FERMATI PER UN DECENNIO E POI SIETE TORNATI IN GRANDE STILE CON DUE ALBUM CELEBRATI E ACCOLTI MOLTO POSITIVAMENTE COME “DAWN OF THE AXE” E “HANEDA”. COSA È CAMBIATO NEL VOSTRO PUBBLICO E NELLA SCENA IN CUI SIETE CRESCIUTI?
– La maggior parte dei fan è rimasta con noi, dato che i nostri sostenitori sono generalmente veri metalhead appassionati delle stesse cose che piacciono a noi, dai Venom agli Exciter, passando per Powerlord e Jag Panzer.
Forse abbiamo perso alcuni fan provenienti dall’ambiente black metal, perché a volte tendono ad ascoltare esclusivamente black metal. Non tutti, ovviamente, ma questa tendenza esiste.
Da quando abbiamo riportato la band in vita, abbiamo sicuramente guadagnato molti nuovi fan, e questo è fantastico. La scena oggi è cambiata, le persone sembrano giudicare molto, ma non più la musica: piuttosto chi ha detto cosa e in quale momento. Sembra che alcuni aspettino soltanto l’occasione per poter puntare il dito contro qualcuno, naturalmente in nome della ‘morale’, ma si tratta solo di una minoranza molto rumorosa.
Per il resto, sembra essere rimasto tutto più o meno uguale. Fortunatamente i nostri fan sembrano essere più affini a noi e maggiormente concentrati sulla musica che su qualsiasi altro circo mediatico.
È CAMBIATO QUALCOSA NEL VOSTRO APPROCCIO CREATIVO RISPETTO AGLI ESORDI DEI CRUEL FORCE? MI RIFERISCO NON SOLO AI METODI DI COMPOSIZIONE E REGISTRAZIONE (DIGITALE, ANALOGICO, DAL VIVO IN SALA PROVE O IN STUDIO), MA ANCHE A QUELL’ISPIRAZIONE QUOTIDIANA CHE UN ARTISTA O UN MUSICISTA ASSORBE OGNI GIORNO.
– Siamo diventati più grandi, più consapevoli e con una maggiore esperienza sia nella vita sia nel metal. Questo inevitabilmente influenza tutti noi. Per il resto siamo ancora una vera band, che prova in una sala prove e cerca di fare le cose il più possibile alla vecchia maniera, in modo analogico.
Suoniamo amplificatori veri, casse microfonate, tutto ad alto volume, senza click track e senza sistemi in-ear. Più grezzo di così non si può. Crediamo sia importante mantenere viva questa tradizione il più a lungo possibile. Per il resto continuiamo a essere ispirati dai nostri dischi e dalle band rock e metal originali degli anni Settanta e Ottanta.
IL VOSTRO SUONO DEGLI ESORDI ERA RADICATO NEL BLACK-THRASH, ISPIRATO DA BAND COME BATHORY (DI CUI AVETE REGISTRATO DUE SPLENDIDE COVER NEI PRIMI DUE ALBUM!), VENOM E CELTIC FROST, PER CITARNE ALCUNE. COSA VI HA SPINTO VERSO UNO SPEED METAL PIÙ ‘MELODICO’ E VICINO AI MODELLI DELL’HEAVY METAL CLASSICO E TRADIZIONALE (PERSINO RAINBOW O DIO)? VEDETE QUESTA EVOLUZIONE COME DEFINITIVA NEL SUONO DEI CRUEL FORCE O SIETE PRONTI A COLORARE LA VOSTRA PROPOSTA CON SFUMATURE SEMPRE DIVERSE?
– Non sono del tutto d’accordo con questa affermazione. Il nostro sound iniziale era radicato nel primo black metal, ma anche nel thrash e nello speed metal. Tra le influenze principali c’erano i primi Kreator, Sodom, Violent Force, Deathrow, Exciter, Razor, Piledriver e così via.
Se abbiamo registrato due cover dei Bathory, abbiamo anche inciso “Heavy Metal Mania” degli Holocaust e “Metal Inquisition” dei Piledriver, oltre ad aver suonato dal vivo moltissimo altro materiale. Quindi siamo stati influenzati da tutto il metal fin dal primo giorno. E se ascolti “Victim Of Hellfire” e poi “Whips Are Swinging”, direi che a livello chitarristico lo stile è piuttosto simile.
Sono scomparsi l’immaginario satanico e il vecchio approccio vocale, sostituiti da una produzione migliore e da una maggiore maturità musicale. Già all’epoca dedicammo “Under The Sign Of The Moon” a Ronnie James Dio.
Perciò, dal nostro punto di vista, non è cambiato molto. L’identità è la stessa, è soltanto cambiato l’approccio. Chi può sapere come suoneremo tra dieci o vent’anni? O se la band esisterà ancora? Non lo sappiamo. Quello che sappiamo è che finché questa band esisterà resteremo fedeli e autentici rispetto al suono che amiamo: tutte le forme del vero metal. Metal vecchia scuola, metal autentico. Non quella roba moderna e detestabile che gira oggi.
“HANEDA” SEMBRA LA NATURALE PROSECUZIONE DI “DAWN OF THE AXE”: È STATA UNA SCELTA CONSAPEVOLE O UN’EVOLUZIONE SPONTANEA? QUALI ESPERIENZE HANNO DETERMINATO QUESTO CAMBIAMENTO DI SUONO E DI APPROCCIO? NUOVI ASCOLTI, ESPERIENZE DI VITA O COLLABORAZIONI CON ALTRI PROGETTI MUSICALI?
– Come hai detto tu stesso, è la logica continuazione di “Dawn Of The Axe”. È semplicemente un altro capitolo nella storia della band. Non ci sediamo a tavolino per pianificare queste cose. Si tratta di uno sviluppo naturale derivante dalle canzoni che vengono scritte e dalle scelte che vengono fatte in studio: tutto contribuisce al risultato finale.
Avremmo potuto optare per una produzione più carica di riverberi e il disco avrebbe probabilmente suonato più vicino a “Dawn Of The Axe”, più sinistro e oscuro. Ma non volevamo rifare lo stesso album, volevamo realizzarne uno diverso.
SIA “DAWN OF THE AXE” CHE “HANEDA” PRESENTANO COPERTINE E TEMATICHE LEGATE A IMMAGINARI ANTICHI E RITUALISTICI. DA DOVE NASCE QUESTO INTERESSE? ARTE, MUSICA E TESTI SEMBRANO ESSERE SEMPRE PIÙ COESI NELLA VOSTRA PRODUZIONE.
– È semplicemente il tipo di cose che ci piace. Si adatta molto bene alla nostra musica: è qualcosa di mistico, mitologico e oscuro. Ci siamo stancati dei testi satanici. È già stato detto e fatto tutto.
Naturalmente amiamo il satanismo originale delle vecchie band, ma quanti altri cloni dei Venom servono che utilizzano esattamente lo stesso tipo di liriche? All’inizio può essere divertente, ma lentamente finisce per diventare una parodia.
Per questo vogliamo fare qualcosa di nostro: al momento questa direzione ci sembra fresca e si sposa perfettamente con l’atmosfera che stiamo cercando di creare.
L’ALBUM SI APRE CON ELEMENTI ATMOSFERICI ED ESOTICI. QUANTO È IMPORTANTE L’ATMOSFERA NELLA VOSTRA MUSICA OGGI?
– È molto importante. Cerchiamo di creare delle immagini nella mente dell’ascoltatore. Pur non essendo un concept album, dà comunque una sensazione di unità concettuale. Tutto ruota attorno all’aura e all’atmosfera complessiva.
IN UN’EPOCA IN CUI SEMBRA CHE LE BAND, ANCHE NELL’UNDERGROUND, STIANO COMINCIANDO A UTILIZZARE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, A PUBBLICARE SINGOLI SOLO IN STREAMING E A SUONARE CON IL PROCESSORE DIGITALE E SIMULATORE DI AMPLIFICATORI PER CHITARRE E BASSI KEMPER, O ADDIRITTURA SENZA AMPLIFICATORI, REGISTRANDO TUTTO IN DIGITALE, AVETE PUBBLICATO UN 7” AUTOPRODOTTO DI “WHIPS-A-SWINGING”. PERCHÉ? ANCHE CON UN’ETICHETTA SOLIDA ALLE SPALLE, QUANTO È IMPORTANTE L’AUTOPRODUZIONE PER UNA BAND COME I CRUEL FORCE?
– Disprezziamo tutta questa roba dei Kemper. Non ha nulla a che vedere con la musica di una volta. L’heavy metal non è mai stato pensato per essere qualcosa di comodo, quindi perché cambiarlo? Che fine hanno fatto lo spirito DIY, il sangue, il sudore e le lacrime?
Più tutto diventa comodo, più lentamente perde la propria anima. Era già successo negli anni Duemila, quando tutte le band avevano la stessa produzione, gli stessi suoni di batteria e così via. Ora accadrà la stessa cosa con le copertine e con il suono delle chitarre. Una volta dovevi usare ciò che avevi a disposizione, e questo spingeva le persone a essere creative, a lavorare attivamente sul proprio suono per renderlo unico. Oggi scarichi un preset, lo modifichi leggermente e sei pronto a partire. Questo non ha più nulla a che fare con la creatività.
Anche se i Kemper e gli altri modeler possono suonare bene, rappresentano un ulteriore passo verso un mondo in cui tutto suona uguale. C’è un momento e un luogo per questi strumenti, ma non per registrare un album e nemmeno per suonare dal vivo, almeno secondo noi. Sappiamo che molte band del nostro livello lavorano in questo modo, ma di certo non noi.
LO SPEED METAL, ESSENDO LEGATO A MODELLI MUSICALI PIUTTOSTO RIGIDI, NON È UN GENERE FAMOSO PER LA SUA FLESSIBILITÀ. COME RIUSCITE A BILANCIARE IL RISPETTO PER DETERMINATI CODICI STILISTICI CON L’ORIGINALITÀ E LA PERSONALITÀ? ESISTONO ALTRE CARATTERISTICHE CHE UNA BAND DEVE POSSEDERE, OLTRE ALL’ORIGINALITÀ, PER DISTINGUERSI DAVVERO DALLA MASSA?
– Per certi versi hai ragione, ma per altri non siamo d’accordo. Pur restando fedeli al suono e all’estetica dello speed metal, siamo riusciti a incorporare molte influenze differenti nella nostra musica, creando atmosfere particolari. Non ci limitiamo a scrivere semplici canzoni di tre o quattro minuti con ritornelli accattivanti, ma cerchiamo davvero di mescolare il tutto con altri stili autentici del rock e del metal.
LA SCENA SPEED/THRASH TEDESCA STA VIVENDO UNA NUOVA FASE DI CRESCITA, CON BAND COME VULTURE, KETZER, WITCHING HOUR, DIABOLIC NIGHT, OLD, EURYNOMOS E SPHINX. COME VI COLLOCATE ALL’INTERNO DI QUESTO MOVIMENTO? AVVERTITE UNA FORMA DI COMPETIZIONE (NEL SENSO PIÙ POSITIVO DEL TERMINE) O PIUTTOSTO UNO SPIRITO DI COLLABORAZIONE TRA LE BAND DI QUESTA NUOVA ONDATA? VI CONSIDERATE DEI PIONIERI DI QUESTO ‘MOVIMENTO’, SE COSÌ POSSIAMO CHIAMARLO?
– L’underground è forte. Ci sono moltissime ottime band in questo momento, molto più forti di quante ce ne fossero quando abbiamo iniziato noi, e anche il livello qualitativo generale è aumentato.
Non credo esista alcuna competizione tra queste band. La maggior parte di quelle che hai citato sono nostre amiche e ognuna suona in maniera diversa dalle altre.
Noi cerchiamo semplicemente di essere ogni giorno la migliore versione possibile di noi stessi, e questo ci tiene già abbastanza occupati. Se iniziamo a guardare continuamente a destra e a sinistra, perdiamo la concentrazione, cioè la concentrazione sul suonare la musica che vogliamo davvero suonare.
Pensiamo che tutti traggano beneficio da un underground forte, ci spinge verso traguardi sempre più alti!

