E’ sempre un piacere introdurre un’intervista ad una band che è riuscita, facendo tesoro delle proprie “incertezze” mostrate all’esordio, a rivoluzionare il proprio stile, creando un’effervescente cocktail musicale in grado di strabiliare l’ascoltatore. Questo è il caso dei Cydonia, combo conosciuto per un debut album che vedeva al suo interno la partecipazione di membri illustri della scena metal tricolore ( Olaf Thorsen e Matt Stancioiu dei Labyrinth), oggi tornato a nuova vita grazie al nuovissimo “The Dark Flower”, disco che lascerà l’amaro in bocca a chi si aspettava l’ennesimo capitolo di power metal, ed allo stesso tempo stupirà per il suo approccio intelligente verso stili musicali sì diversi, ma in grado di suonare tutti insieme in maniera convincente! Proprio con il leader della band, Dan Keying, abbiamo l’onore ed il piacere di parlare della nuova fatica targata Cydonia.

“Siamo molto soddisfatti dell’impatto che ha avuto il primo album, soprattutto all’estero. Siamo altrettanto soddisfatti per come suona il disco; credo inoltre che rispetto ai classici brani power, possegga molta più aggressività ed elementi sonori atipici, sicuramente più vicini ad uno speed/thrash.”
LA PRIMA COSA A RISALTARE DURANTE L’ASCOLTO DI “THE DARK FLOWER” E’ IL VOSTRO ALLONTANAMENTO DAL CLASSICO POWER METAL. E’ STATA UNA SCELTA STUDIATA A TAVOLINO?
“Certamente! Il mio intento era esattamente ottenere un sound come quello che ora puoi ascoltare in “The Dark Flower”, ma soprattutto non è nella mia logica di composizione ripetermi in uno stile musicale; credo che debba essere essenziale e fondamentale, per un musicista, sentire questa voglia di tastare nuove dimensioni.”
SU DISCO SI NOTA UNA SERIE DI INFLUENZE: DALL’HARD ROCK DI “MIDNIGHT MAN” A RICHIAMI MOLTO PIU’ VICINI ALLE MODERNE SONORITA’ OGGI IN vOGA. SE TI CHIEDESSI DI ETICHETTARE LA VOSTRA MUSICA, COSA RISPONDERESTI?
“Personalmente non so dare un’esatta definizione allo stile globale della band, ma è chiaro che se il primo era considerato power, ora siamo orientati, anzi immersi nelle tendenze thrash/elettroniche. Ci sono anche tante influenze dark/new wave nelle tastiere oltre agli effetti elettronici…Bhè…visto che mi ci fai pensare, la prima definizione che mi salta nella mente è un thrash/darkeggiante un po’ cyber-melodico…Allora consideriamo “The Dark Flower” uno stile: cyber-thrashadow…;-)”
ALTRO ELEMENTO “DISCORDANTE” E’ L’UTILIZZO DI TASTIERE E PARTI ELETTRONICHE UNITE A RIFFS DAL SAPORE THRASH: COME AVETE STUDIATO QUESTO TIPO DI ABBINAMENTI?
“All’inizio le tastiere le avevo pensate molto più di tendenza dark, rispetto a quelle registrate, ma poi in studio abbiamo valutato soluzioni che potessero supportare al meglio i riffs di chitarra, spingendoci su quelle, appunto, che ora puoi ascoltare.”
COSA NARRATE SU “THE DARK FLOWER”?
“Non so quanto spazio ci darai per questa intervista (tutto quello che serve, ci manca solo che iniziamo a fare gli avari!! ndJR), ma proverò a ridurre in poche parole, una spiegazione senza fine: Il Fiore Oscuro (The Dark Flower) è il mondo virtuale dove tu stai vivendo, un inganno per la tua mente, schiava di un peccaminoso sistema genetico, controllato da soldati di luce, dove puoi trovare la risposta solo nei tuoi sogni. È il mio modo di intendere la possibile connessione tra la vita, intesa come materia, e la dimensione nascosta, da noi definita morte. Tutto ruota attorno ad un ingegnoso gioco, dove ogni essere vivente è completamente libero di muoversi a seconda dei propri voleri, ovviamente dentro regole impartite dall’uomo; siamo identificabili a seconda di come madre natura ci crea…ma chi è in realtà “madre natura?” Il concept spiega in diverse chiavi la connessione tra realtà e sogni, tra civiltà terrestri ed extraterrestri, tra Dio e l’uomo, tra la vita e la morte…sta a noi cominciare a vedere l’invisibile nascosto dietro a ciò che è visibile, staccarsi completamente da qualsiasi influenza politico-religiosa, ed aprire la porta ai sensi a noi nascosti. Le canzoni trattano temi differenti tra loro, ma ruotano tutte dentro al concetto cui tengo narrare;
Midnight Man, ad esempio, parla di una situazione da noi definita paranormale, ‘l’Uomo della Mezzanotte’ non è altro che un caso di scontro tra dimensioni opposte tra loro, una di materia, l’altra di antimateria, narra, in chiave psycho-drammatica, una storia d’amore divisa dalla tragica morte di lui. Egli compie il suo ultimo crimine suicidandosi di fronte allo specchio (vedi One Last Crime) provocando così un’enorme sofferenza e il vuoto totale nell’animo della sua amata donna, che perdendolo in un modo così assurdo, non si dà pace per il dolore; al tempo stesso lui sconta la propria pena sospeso nella dimensione nascosta, aspettandola senza risposte; ed attraversando la porta del tempo, riesce a vederla, tutte le notti. Prigioniero della mezzanotte, da oltre lo specchio prova a parlarle invano, vivendo così la peggiore delle pene, il ‘rimorso’. ‘The Dark Flower è il confine della mente, il buio negli occhi, la prigione creata sotto forma di processo genetico…il mondo in cui cresciamo e moriamo, è un fiore incantevole…ma oscuro, nostro solo all’apparenza…il confine del pensiero.”
CI PRESENTI I NUOVI MEMBRI DELLA BAND?
“Dunque, i nuovi membri sono: Pete Daniels alla chitarra ritmica e Stefan Ray alla batteria. Ci conosciamo da qualche anno, avevo già lavorato con loro, quindi gli ho proposto di entrare nella band; fin da subito ho pensato che erano i musicisti tecnicamente più adatti per la realizzazione di questo album. Pete, ad esempio, è un chitarrista molto versatile, con la mano pesante a dovere; ha inoltre aggiunto un grosso contributo durante la fase di arrangiamento, arricchendo il sound dei Cydonia e differenziandolo notevolmente dal precedente. In quanto ai vecchi musicisti, non è successo nulla di negativo, siamo amici come prima, semplicemente loro hanno già le loro band, i loro impegni e il loro stile musicale. Io ed Olaf siamo buoni amici, è stata un’esperienza bellissima quella del primo album; inoltre, fin dall’inizio avevamo stabilito che prima o poi avremmo realizzato un lavoro insieme, questo è stato fatto nell’album di debutto. Forse un giorno torneremo a collaborare in un nuovo progetto…”
ASCOLTANDO IL BRANO “ONE LAST CRIME”, IN PARTICOLARE DURANTE IL REFRAIN, MI E’BALZATO ALLA MENTE “IT’S A SIN” DEI PET SHOP BOYS. IN PARTICOLARE RISALTA IL CONTRASTO TRA LE STROFE “TIRATE” ED IL RITORNELLO PESANTEMENTE MELODICO…
“Certo, come ti dicevo era mia intenzione ottenere questo tipo di impatto. Il ritornello di One Last Crime, ha qualcosa che si può paragonare sicuramente a tante canzoni pop/new-wave, infatti ha uno stile, unito alle tastiere, che può tranquillamente richiamare quello dei Pet Shop Boys, Depeche Mode, etc…”
COME CANZONE PIU’ RAPPRESENTATIVA DEL DISCO QUALE SCEGLIERESTI?
“‘One Last Crime è per me la canzone più rappresentativa e significativa. Il rifiuto della vita virtuale, la mancanza di un affetto impercepibile; ‘One Last Crime’ è: 1.Irruzione alla quiete (inizio strofa “mistake!”) 2.Rabbia (strofa) 3.Sfogo (bridge) 4.Disperazione (ritornello) 5.e la Morte (finale in fade/out)…tutto questo per una continua mancanza di risposte alla vita. C’è un enorme legame tra vita, morte, sogni ed universo, ma noi tutti non ci accorgiamo di cosa si nasconde dietro tutto ciò, siamo troppo abituati alla vita comune e comoda. Il vero start del concepì, è proprio ‘One Last Crime’!”
METAL BLADE STA GIA’ LAVORANDO AD UN VOSTRO TOUR?
“Per ora è ancora tutto da definire; credo che questo dipenderà molto dalle vendite del disco.”
UN GIUDIZIO SULLA SCENA METAL?
“Sicuramente cambiata. Ma a me piacciono i cambiamenti, anche se sono sempre legato ai tempi in cui ero ragazzino, quando forse, le band sapevano davvero farti sognare. Ti dirò…seguo davvero poco la scena metal in generale, sono un pantofolaio…amo il cinema, il basket NBA e gli spot pubblicitari. Sono sempre impegnato, lavoro molto (tecnico progettista disegnatore), e quando ho tempo mi faccio una giocata con X-Box…adoro il vino e la birra…;-)”
QUALI SONO LE VOSTRE INFLUENZE COME MUSICISTI?
“A parte l’influenza della settimana scorsa…(questa è brutta…) (ehm…abbastanza Dan! ndJR) mi piace molto Steve Vai, Pink Floyd, Eminem, Rammstein, Frank Zappa, Prodigy, Anthrax, Pantera, Jethro Tull, Soilwork e tanti altri. Al mio bassista piacciono molto i Kiss, AC/DC, mentre a Pete i Symphony X, Dream Theatre, al batterista Tullio de Piscopo ;-)..e poi c’è il chitarrista solista che è per cose davvero strane…e si sente.”
I CYDONIA SONO RIUSCITI AD OTTENERE UN DEAL CON UNA PRESTIGIOSA LABEL STRANIERA: CHE CONSIGLIO DARESTE ALLE GIOVANI BANDS PER FARE ALTRETTANTO?
“Di tenere duro e di crederci, ma soprattutto di non deviare mai i propri istinti, ascoltando consigli sbagliati.”
QUANTO E’ DIVERSO FAR PARTE DEL ROOSTER DI UN’ETICHETTA COME METAL BLADE PIUTTOSTO CHE INCIDERE PER UNA LABEL ITALIANA?
“Forse ti senti più coinvolto a livello internazionale, anche se, sicuramente, molte label italiane hanno buoni contatti esteri. Credo che la differenza sia proprio nello stato psicologico in cui ti senti…sapere che il tuo disco esce davvero in tutto il mondo.”
MI DIRESTI UN PREGIO ED UN DIFETTO DI “THE DARK FLOWER”?
“Suona molto bene, ma non si è davvero mai contenti sino in fondo. Ma il vero pregio, è indubbiamente il difetto di non conoscere cosa si nasconde realmente oltre l’Oscuro Fiore.”
E’ ARRIVATA L’ORA DEI SALUTI. ALTRO DA AGGIUNGERE?
“Parlerò solo in presenza del mio avvocato…;-)
Ciao a tutti dai Cydonia.”

