DALKHU – Solo il nulla fuori dal nulla

Pubblicato il 16/04/2016 da

“Descend… Into Nothingness” è uno dei tipici frutti proibiti nascosti che la scena estrema ci ha saputo regalare con piacevole abbondanza nel corso degli ultimi anni. Inutile ripetere quali benefici abbia portato internet nel farci arrivare con grande facilità anche alla release più oscure e come la rete abbia accorciato i tempi che portano un combo di talento, ma sconosciuto, a farsi conoscere  da quanta più gente possibile e arrivare a conquistare i cuori di centinaia, se non migliaia, di persone nel mondo. I Dalkhu, nonostante l’interessamento della Satanath per pubblicare l’edizione in cd e della Iron Bonehead per quella in vinile dell’ultimo album, sembrano per ora rimanere ai margini della scena, anche a causa di un’attività live finora nulla e di una promozione abbastanza scarsa. Guardando invece ai contenuti del loro secondo full-length, ci troviamo al cospetto di un duo che all’interno del vasto comprensorio di death e black metal, sia quello novantiano che quello di più recente concezione, si prodiga in feroci scorrerie, amalgamando con grande competenza eccessi di brutalità e idee atmosferiche molto ricercate. Un compendio sonoro che prende un posto a sé nella scena extreme metal contemporanea e del quale abbiamo parlato in lungo e in largo col principale songwriter del progetto sloveno, J.G..

Dalkhu - immagine band intervista - 2015

L’ANNO SCORSO AVETE RILASCIATO IL SECONDO ALBUM “DESCEND… INTO NOTHINGNESS”, A CINQUE ANNI DALL’ESORDIO “IMPERATOR”. COME AVETE LAVORATO NELLA FASE DI SCRITTURA DEL NUOVO ALBUM E QUALI CAMBIAMENTI SONO INTERVENUTI NELLA VOSTRA MUSICA TRA IL 2010 E IL 2015?
“Per scrivere nuova musica parto sempre da delle jam in solitaria con la mia chitarra. Scrivo i riff e i testi e quindi andiamo a provare i pezzi assieme. Cerco di avere l’intera song completa prima di provarla assieme a P.Ž., per sapere dove le lyrics dovranno essere inserite. Qualche volta tutto funziona subito, altre volte no. In questo secondo caso, modifichiamo ciò che abbiamo per le mani in sala prove. Comporre una canzone è un po’ come modellare una scultura. Procedendo col lavoro tiri fuori poco per volta la forma definitiva. I cambiamenti tra il primo e il secondo disco sono arrivati naturalmente, non abbiamo deciso nulla premeditatamente. Mi piace evolvere e sperimentare in ogni album, provare cose diverse, ma senza spingere esasperatamente su questo punto. Ora ho già iniziato, lentamente, a scrivere per il terzo album e mi accorgo che stiamo prendendo una direzione ancora una volta leggermente differente dal passato”.

QUAL È IL “NULLA” DI CUI PARLATE NEL TITOLO? SARESTI IN GRADO DI DESCRIVERE COSA RAPPRESENTI PER VOI QUESTO CONCETTO SECONDO UNA DEFINIZIONE PIÙ DETTAGLIATA?
“Tu sai bene che ci sono molte regole, definizioni, esempi di come dovresti vivere la tua vita. Mi pare che la maggior parte delle persone siano nate per seguire qualcuno, essere succubi di questi dogmi. Di questi tempi ognuno è un filosofo e pensa di sapere tutto della sua persona. In molti leggono libri o i testi delle canzoni se ne hanno voglia, ma non li leggono veramente, non sono in grado di penetrarne il vero significato, se capisci cosa intendo dire. Non c’è alcuno scopo nel leggere/ascoltare qualcosa se non utilizzi sul serio la mente intanto che compi questa operazione. ‘Nothingness’ rappresenta quello che penso del mondo attuale. Devi arrivare a un punto nella tua vita dove senti il bisogno di liberare la tua mente da tutte le insensatezze che il mondo ti ha buttato addosso, filtrare le informazioni che ricevi e costruire una tua mentalità, una tua idea di ciò che ti circonda. Puoi scegliere se scendere nel nulla ed essere un altro ‘follower’, pensare secondo le linee guida imposte da qualcun altro, oppure prendere consapevolezza di questo situazione, reagire e decidere se essere come la massa o ribellarti ai modelli imperanti. Io credo che il mondo stia andando alla deriva nel nulla, spero che tutto ciò possa avere un senso”.

CREDO ABBIATE CONCEPITO UN ALBUM CHE PRESTA UNA GRANDE ATTENZIONE AL DEATH METAL OLD-SCHOOL, MA ANCHE MOLTO APERTO ALLE CONTAMINAZIONI CON ALTRE SONORITÀ HEAVY METAL “CLASSICHE”. C’È UN SENTIERO, UN METODO, CHE AVETE UTILIZZATO PER METTERE  A PUNTO UN ALBUM DEL GENERE?
“No, nessun metodo, sentiero prestabilito, formula. Quello che senti nel disco è quanto sentivo in un determinato periodo della mia vita e ciò si è riflesso pienamente nella musica. Inoltre, non presto mai attenzione alle limitazioni imposte dai singoli generi e ritengo sia per questo motivo che puoi sentire idee tanto diverse all’interno di ‘Descend… Into Nothingness’”.

NEL VOSTRO SECONDO ALBUM CI SONO MOLTI ELEMENTI INTERESSANTI CHE CONTRIBUISCONO A DEFINIRE IL VOSTRO SPECIFICO STILE: UNO DEI PRIMI DETTAGLI CHE BALZA ALL’ATTENZIONE È IL GROWL MOLTO PROFONDO, SIMILE A QUELLO UTILIZZATO NEL COSIDDETTO BRUTAL DEATH. È ABBASTANZA SINGOLARE CHE ALL’INTERNO DI UNA MUSICA COMPLESSA, EPICA E MELODICA COME LA VOSTRA L’APPROCCIO VOCALE SIA COSÌ RUDE! QUAL È LA RAGIONE DI QUESTA SCELTA?
“Questo è attualmente il registro vocale di P.Ž.. Mi sono dovuto adattare ad esso, ho abbassato l’accordatura della chitarre per andare incontro alla voce, ma non volevo nemmeno andare troppo in basso con le tonalità, perché ne avrebbero sofferto le dinamiche delle singole canzoni. È vero comunque che la voce è piuttosto brutale e mixarla con tutto il resto è stato un incubo, ma alla fine ne sono soddisfatto, è un elemento che contribuisce all’unicità dei Dalkhu”.

UN ALTRO FATTORE IMPORTANTE È IL SUONO MOLTO PIÙ PULITO DELLA MAGGIOR PARTE DELLE RELEASE DEATH METAL ODIERNE, NELL’UNDERGROUN MOLTE BAND PREFERISCONO UN SUONO RUVIDO E CAOTICO, PER APPARIRE LE PIÙ CATTIVE POSSIBILI. COME SIETE RIUSCITI A OTTENERE IL PERFETTO BILANCIAMENTO FRA MALVAGITÀ E ATTENZIONE AI DETTAGLI STRUMENTALI?
“Fin dal principio avevo in mente quale sarebbe dovuto essere il suono del disco. È più semplice lavorare se sai cosa ottenere dalle registrazioni. Volevo avere una produzione potente, bilanciata e non troppo rozza, perché le chitarre giocano un certo ruolo nella musica e se la produzione fosse stata eccessivamente caotica le nostre sonorità sarebbero stata sbilanciate verso certe atmosfere e non avrebbero avuto il tipo di impatto che desideravo. Avevo intenzione di arrivare a un sound nostro, che ci distinguesse, e credo che alla fine ci siamo riusciti”.

PARLANDO DELLE VOSTRE INFLUENZE, NELLA RECENSIONE VI HO PARAGONATO A BAND MOLTO DIVERSE FRA LORO. PARTENDO DA UNA DELLE MIGLIORI RELEASE DEL 2015, “GATEWAY TO THE ANTISPHERE”, HO CITATO I SULPHUR AEON QUALE TERMINE DI PARAGONE, QUINDI BEHEMOTH, ROTTING CHRIST, DISSECTION, WATAIN, INFINE BOLT THROWER E TRIBULATION. SEI D’ACCORDO CON QUESTI ACCOSTAMENTI? QUAL È LA BAND CHE VI HA ISPIRATO MAGGIORMENTE PER “DESCEND… INTO NOTHINGNESS”?
“È sempre interessante leggere a chi vieni paragonato. Amo tutti i gruppi da te citati, non è un segreto che sia un loro fan e adoro in particolar modo i Dissection fin dai loro inizi, ma non c’è nessuno che mi abbia ispirato in maniera decisiva nella composizione del nostro secondo album. Sicuramente spezzoni, giri, melodie ti possono entrare in testa dopo aver sentito un certo disco e questo può influenzarti senza accorgertene, quello ci sta. Durante le registrazioni mi sono dedicato principalmente a Inquisition, Mgla, Sinmara, Cult of Fire, Bölzer, Death Fortress, Ataraxy, Cultes Des Ghoules, Domains, Morbus Chron, Thantifaxath, Dead Congregation, Lvcifyre, Cruciamentum, Lantern e Desolate Shrine, può darsi che questi act abbiano in qualche modo influito nella fase finale della lavorazione”.

ESAMINANDO LE SINGOLE TRACCE, VOLEVO CHIEDERTI COME SONO USCITI FUORI ALCUNI PASSAGGI: MI HA COLPITO L’ATTACCO MELODIC DEATH METAL DI “IN THE WOODS”, IL CATACLISMA TECHNO-THRASH DI DI “ACCEPTING THE BURIED SIGNS”, IL DOOM SOFFOCANTE DI “SOULKEEPERS”. PUOI RACCONTARCI COME SIETE RIUSCITI A CATTURARE QUESTI SINGOLI MOMENTI NEL FLUSSO DELL’ISPIRAZIONE, E INSERIRLI NELLA VOSTRA MUSICA CREANDO UN’ARMONIA FRA TUTTI I DIVERSI STILI UTILIZZATI?
“Mi piacerebbe riuscire a darti una risposta ben ponderata, ma se devo essere onesto fino in fondo, non saprei bene cosa risponderti. Provo con la mia chitarra e tento di creare riff che suonino buoni secondo il mio parere personale, che mi scuotano nel profondo. Non cerco di lavorare sulla musica cercando di ‘coprire’ questo o quell’altro genere, le cose accadono per conto loro e la musica fuoriesce libera da costrizioni. La varietà che puoi sentire corrisponde semplicemente al modo che ho di scrivere. Di solito, quando scrivo un riff che mi piace vado avanti a suonarlo finché non azzecco l’atmosfera o le diverse variazioni sullo stesso riff, per verificare cosa funzioni meglio. Una volta che hai ‘quel’ riff che tiene in piedi la linea principale, l’intera canzone prende forma e le cose iniziano ad andare ognuna al suo posto”.

COME ULTIMA TRACCIA, AVETE DECISO DI PORRE LA COMPOSIZIONE PIÙ AMBIZIOSA, , “E.N.N.F”. PROGRESSIONI, ATMOSFERA, UNA SPECIE DI MOOD TRAGICO INVADONO IL BRANO DALL’INIZIO ALLA FINE. QUALI SONO I FEELING EVOCATI QUA DENTRO? AVEVATE UNO SPECIFICO OBIETTIVO DA CENTRARE CON QUELLO CHE È IL PEZZO PIÙ LUNGO E COMPLESSO DELL’INTERO ALBUM?
“Non avevo l’obiettivo di scrivere una canzone da dieci minuti. Quando ho messo in fila i singoli riff e li ho uniti alle lyrics ho realizzato che questa sarebbe stata la traccia più lunga. Ho tentato di accorciarla, ma quando ci ho provato non suonava bene, era come se avessi tranciato un organo vitale da un corpo. È stata l’ultima traccia che ho scritto per ‘Descend… Into Nothingness’, va a compendiare tutti gli elementi presenti nel resto del disco, in aggiunta vi sono alcune sfumature e dettagli che l’hanno resa una naturale conclusione dell’opera. L’atmosfera indotta dalle note combacia perfettamente con l’aspetto lirico, le emozioni suscitate vanno da quelle da te elencate, quindi molto tragiche e sofferte, ad altre decisamente più violente e brutali, che mi appartenevano nel momento in cui stavo scrivendo ‘E.N.N.F.’. Il titolo completo sarebbe Ex Nihilo Nihil Fit, che tradotto volgarmente sarebbe: ‘Fuori dal nulla c’è il nulla’”.

LA SLOVENIA NON È MOLTO FAMOSA PER LA SUA SCENA METAL. QUALI SONO LE BAND PIÙ IMPORTANTI PROVENIENTI DAL VOSTRO PAESE? QUAL È LA PIÙ IMPORTANTE ESPRESSIONE MUSICALE SLOVENA?
“Per quanto riguarda le metal band, posso dirti Thraw, Cvinger, Dekadent, Grimoir, Somrak, Hellsword, Vulvathrone, Penitenziagite, Negligence, Morost, Mist. Per la seconda parte della domanda, non sono in grado di fornirti alcuna risposta”.

AVETE RILASCIATO “DESCEND… INTO NOTHINGNESS” PER DUE DELLE PIÙ IMPORTANTI LABEL UNDERGROUND EUROPEE, SATANATH PER IL CD E LA IRON BONEHEAD PER IL VINILE. COME AVETE INCONTRATO LE PERSONE CHE GUIDANO QUESTE DUE LABEL? QUALI TIPO DI AIUTO VI HANNO DATO?
“Abbiamo parlato tramite mail e dopo aver sentito l’album entrambe le case discografiche hanno voluto collaborare con noi. Questo ha significato molto per noi, nessuna extreme metal band slovena aveva mai avuto un contratto con case discografiche di questo livello e ciò ci ha resi estremamente orgogliosi. Satanath e Iron Bonehead ci danno supporto, distribuiscono il disco, ci consentono di avere una buona promozione, fare interviste. Non dimentichiamo inoltre l’operato della Godz ov War/Third Eye Temple, che si sono occupate dell’edizione su cassetta e stanno facendo a loro volta un ottimo lavoro di promozione”.

SPULCIANDO NEI VOSTRI CANALI INFORMATIVI UFFICIALI MI SONO ACCORTO CHE NON AVETE DATE LIVE FISSATE E NON AVETE PER IL MOMENTO UN GROSSO SEGUITO, ANCHE SU UN PIANO STRETTAMENTE UNDERGROUND. IL RIMANERE SOTTO I RADAR È UNA VOSTRA SCELTA, OPPURE STATE SEMPLICEMENTE ASPETTANDO DI AVERE RISORSE SUFFCIENTI DA INVESTIRE NELLA PROMOZIONE E IN CONCERTI?
“No, è vero, non abbiamo concerti pianificati per ora. Non mi piace suonare dal vivo, non mi va di esibirmi davanti agli altri. A un concerto, preferisco essere colui che osserva piuttosto che chi sta sul palco a suonare. Se suonassimo dal vivo e ci imbarcassimo in qualche tour sicuramente la nostra esposizione ne gioverebbe, la mia scelta invece è quella di realizzare nuovi album e cercare di far conoscere il nome dei Dalkhu solo tramite questa strada”.

QUALI SONO GLI ASPETTI CHE PREDILIGI DELLA SCENA EXTREME METAL ODIERNA, E QUALI SONO LE COSE CHE NON RIESCI AD ACCETTARE DI QUANTO STA ACCADENDO OGGI NEL MONDO DELL’HEAVY METAL?
“Mi piace come black e death metal si sono evoluti. Sono un grande fan della prima e della seconda ondata black metal, ma penso che il modo in cui questa musica si sia modificata su livelli completamente differenti è davvero grandioso. Inoltre mi piacciono moltissimo alcuni eventi extreme metal underground (piccoli festival indoor) dove ci sono incredibili line-up e, anche se gli organizzatori potrebbero vendere tranquillamente duemila o più biglietti, limitano la capienza a cinquecento o mille persone. Questo per me è l’ideale. Non mi piace al contrario l’eccessiva crescita di popolarità dell’heavy metal in generale. La musica metal è ora un’industria e questo è un male dal punto di vista artistico. Se hai i soldi hai una migliore chance di farne altri rispetto a chi ha semplicemente il talento e tutto ciò è completamente sbagliato. Il metal mainstrema è il peggiore in circolazione e nonostante tutto le persone continuano a comprarlo, vai a sapere il perchè!”.

C’È ANCORA SPAZIO PER LA VERA INNOVAZIONE NEL DEATH E NEL BLACK METAL, OPPURE NON CI SONO NUOVE STRADE ESPRESSIVE CHE POSSONO ESSERE ESPLORATE?
“C’è sempre spazio per l’innovazione e l’innovazione è sempre la benvenuta. Chi non vede margine per l’innovazione è colui che vive venticinque anni indietro nel tempo e continua a crogiolarsi nella stagnazione. Penso che la Norvegia sia intrappolata da qualche anno in questa situazione, cioè nel ripercorrere la sua gloria passata, mentre il resto del mondo estremo è fuggito dalle convenzioni e si è spinto con coraggio a ridefinire i confini del black metal”.

QUAL È LA MIGLIORE METAL BAND CHE HAI ASCOLTATO NEL 2015?
“Non riesco a fornirti un nome solo, le prime release dell’ultimo anno che mi vengono in mente sono quelle di Misþyrming, Horrendous, Adversarial, Cruciamentum, Mgla, Chapel of Disease, Batushka, Serpents Lair, Akhlys, Awe, Sulphur Aeon, Death Karma, Katavasia”.

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