DARK FORTRESS – Black metal uber alles!

Pubblicato il 07/02/2006 da

Maestri del thrash e dell’heavy/power, i tedeschi ora stanno anche scoprendo una insolita attitudine per il black metal, e finalmente riescono a produrre validissimo lavoro. I Dark Fortress sono un esempio, uno dei molti in realtà, ma loro ce l’hanno fatta e sono riusciti a strappare alla Century Media un contratto importante. Che la label si stia aprendo nuovamente all’underground e al black metal? Forse è un po’ presto per dirlo, ma la scelta su questi talentuosi teutonici non sembra azzardata. Resisi famosi con un debutto che li avvicinava ai grandi Dissection, nel corso degli anni i Dark Fortress sono maturati, fino a realizzare il personale “Séance”, in uscita in questi giorni. Abbiamo raggiunto il simpaticissimo chitarrista V. Santura per saperne qualcosa di più…

ALLORA V. SANTURA, MI HAI DETTO CHE ORA STAI RILASCIANDO DIRETTAMENTE LE INTERVISTE MENTRE SEI AL LAVORO? DOVE LAVORI?
“Faccio il tecnico del suono in uno studio di registrazione. Ora mi trovo ad Amburgo e stiamo registrando il nuovo album dei Metalium, band heavy metal. Ma non vivo qui, ci rimangono solo un paio di settimane, io sono del sud della Germania, vivo a 70 km ad est di Monaco”.

SUONI LA CHITARRA RITMICA O QUELLA SOLISTA NEI DARK FORTRESS?
“Mah, in realtà i ruoli nella nostra band non sono così distinti, però sull’ultimo CD mi occupo io degli assoli di chitarra, tranne nella canzone ‘To Harvest The Artefacts Of Mockery’. Non sono molto bravo tecnicamente (non è vero, troppo modesto!, ndR), ma cerco di dare al brano un giusto feeling con le parti soliste di chitarra”.

CREDO INVECE TU SIA UN ABILE CHITARRISTA, CAPACE DI SCRIVERE RIFF VELOCI ASSAI INTERESSANTI. SONO UN VOSTRO FAN, VI SEGUO FIN DAGLI ESORDI E MI PIACCIONO TUTTI I VOSTRI ALBUM, ANCHE SE “STAB WOUNDS” E’ QUELLO CHE MI PIACE MENO…
“Davvero? Credo che il nostro nuovo album sia assai più variegato di ‘Stab Wounds’, che sembrava quasi un album di depressive black metal. La nostra intenzione dell’epoca era quella di fare un album depressive!”.

VI SIETE FORMATI NEL 1994, MA IL VOSTRO PRIMO FULL LENGTH E’ USCITO SOLTANTO NEL NUOVO MILLENNIO, COS’ERA SUCCESSO IN QUEGLI ANNI?
“Quando la band si formò in quegli anni i suoi membri erano forse troppo giovani e i Dark Fortress erano la loro prima esperienza in assoluto, non avevano esperienza, come dimostra il primo demo registrato nel 1996. Poi entrò nel gruppo il tastierista, e l’anno seguente i Dark Fortress registrarono uno split assieme ai Barad-Dûr, li conosci?”.

SI’, SONO UNA BLACK METAL BAND TEDESCA MOLTO UNDERGROUND, MA NON TROPPO ESALTANTE…
“Bene. Quella fu un’esperienza davvero negativa. All’inizio un’etichetta ci contattò e ci chiese se eravamo interessati a fare uno split. Noi ovviamente accettammo con l’entusiasmo che hanno i bambini; ci dissero che l’altra band sarebbero stati i blackster Barad-Dûr e per noi non ci furono problemi. I problemi invece sorsero quando lo split venne pubblicato perché nella copertina compariva soltanto il nostro nome e non quello dell’altro gruppo, mentre all’interno del booklet c’era soltanto un testo e apparteneva ai Barad-Dûr, gruppo notoriamente vicino all’ideologia nazista che quel testo non nascondeva di certo, e così passammo per essere una band nazista! Noi siamo contrari all’uso della politica nella musica, credo che molti gruppi inizino a parlare di politica quando musicalmente hanno ormai davvero poco da dire. Molti gruppi nel black metal parlano di politica, ma non ne vedo il motivo perché agli inizi il black metal era ben altro e la politica rimaneva fuori, era una musica estrema che voleva shockare; ora si cerca di attirare l’attenzione con un qualcosa di diverso e questo lo trovo molto triste (parole sante! ndR)!”.

ORA CON LA CENTURY MEDIA NON CREDO AVRETE ANCORA PROBLEMI SIMILI A QUELLI INCONTRATI ALL’EPOCA DELLO SPLIT! COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON QUESTA GROSSA ETICHETTA?
“Soprattutto qui in Germania le critiche a ‘Stab Wounds’ furono principalmente molto buone, così come lo furono negli U.S.A. Ci fu però poca promozione. Poi, sia con la Red Stream che con la Black Attakk, abbiamo avuto dei problemi piuttosto seri e per questo abbiamo voluto cambiare label. Siamo ancora sorpresi per aver firmato con la Century Media: all’interno c’è un ragazzo, Philip, a cui piaceva moltissimo il nostro ‘Stab Wounds’ e propose il nostro nome al boss dell’etichetta. Grazie a lui abbiamo ottenuto un contratto con un’etichetta minore per la realizzazione di ‘Stab Wounds’ su vinile. Siamo davvero onorati di far parte di questa etichetta in cui ci sono grandi gruppi come Naglfar, Nevermore e altri. Poi ci sono anche band come Old Man’s Child che non mi piacciono tanto, mi annoiano. Anche i Celtic Frost, tra i padri del black metal, hanno firmato per la Century Media! Non credo però che la Century Media ristamperà i nostri lavori passati perché per i prossimi sette anni i diritti dei primi due CD sono ancora in mano alla Red Stream”.

SONO CAMBIATE LE VOSTRE INFLUENZE MUSICALI IN QUESTI ANNI?
“Penso che ora subiamo meno le influenze degli altri gruppi. All’inizio volevamo suonare come i Dissection, per fare un esempio, ora invece cerchiamo di andare avanti per la nostra strada ed essere più originali!”.

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