DARKANE – Chaos rising!

Pubblicato il 07/07/2005 da
 
Con “Layers Of Lies” i Darkane hanno confezionato il loro miglior album dai tempi del mitico debut “Rusted Angel”. Il quintetto svedese – da sempre maestro nel coniugare tradizione death-thrash e sperimentazioni assortite – si conferma quindi anche nel 2005 su altissimi livelli e la speranza è che questa volta il pubblico se ne accorga e premi finalmente tutti i suoi sforzi! All’indomani dell’arrivo nei negozi del platter, siamo stati contattati telefonicamente dal frontman Andreas Sydow, ragazzo simpaticissimo e più che mai disponibile!
 
 

PER QUALE MOTIVO AVETE ASPETTATO BEN TRE ANNI PER REALIZZARE IL SUCCESSORE DI “EXPANDING SENSES”?
“A dire il vero noi avremmo voluto tornare sul mercato molto prima, almeno lo scorso autunno! Purtroppo Peter, il nostro batterista, ha avuto negli ultimi tempi dei seri problemi fisici, precisamente un dolore ai polsi che non gli permetteva affatto di suonare. Siamo dunque stati costretti ad aspettare che lui si rimettesse prima di iniziare a provare i nuovi pezzi e a registrarli. ‘Layers Of Lies’ è inoltre il primo album dei Darkane ad essere totalmente autoprodotto: questa volta non ci siamo rivolti ad un produttore esterno e in studio abbiamo quindi lavorato da soli, cercando di donare al disco i suoni più competitivi della nostra storia. Questo processo – come potrai facilmente immaginare – ci ha portato via moltissimo tempo, addirittura sei mesi, quindi ecco spiegato il perché ci siano voluti tre anni per rivedere i Darkane sulle scene”.

MA SE PETER NON SI FOSSE RIPRESO CHE COSA AVRESTE FATTO? AVRESTE CERCATO UN SOSTITUTO?
“Assolutamente no, lo avremmo aspettato per tutto il tempo necessario a riprendersi… e se non fosse proprio più stato in grado di suonare la batteria – c’era infatti anche questo rischio – allora ci saremmo sciolti. Peter è  fondamentale per i Darkane: non solo è uno dei membri fondatori della band e uno dei migliori batteristi in circolazione ma è anche e soprattutto uno dei nostri principali compositori… i nostri brani migliori sono stati scritti da lui in collaborazione con Christofer (Malmstrom, chitarrista solista e leader della band, ndR). Sostituirlo sarebbe dunque stato impossibile… l’idea non ci ha sfiorato minimamente”.

TORNANDO AL DISCORSO SULLA PRODUZIONE DELL’ALBUM, COME MAI AVETE DECISO DI NON COLLABORARE PIÙ CON DANIEL BERGSTRAND? LA COSA ONESTAMENTE APPARE STRANA, SI TRATTA DI UNO DEI PRODUTTORI PIÙ BRAVI E PIÙ RICHIESTI SULLA PIAZZA…
“Detto sinceramente, non volevamo più che qualcuno al di fuori della band e dei nostri amici più stretti mettesse becco nel nostro modo di comporre e lavorare. Daniel è un bravo produttore – lo dimostra ciò che ha fatto per gli In Flames, i Soilwork o i Behemoth – però negli ultimi tempi fra noi e lui c’erano state diverse incomprensioni e non ti nascondo che durante le registrazioni per ‘Expanding Senses’ eravamo finiti spesso a litigare. Non a caso il suono di quell’album ci soddisfa poco: è troppo pulito e freddo per i nostri gusti. Con ‘Layers Of Lies’ abbiamo infatti cercato di dare ai brani un taglio un poco più grezzo ed ‘in your face’… l’ideale per una band che, sino a prova contraria, suona thrash-death metal, non pop!”.

“LAYERS OF LIES”, A MIO AVVISO, HA NON POCHI PUNTI IN COMUNE CON IL VOSTRO DEBUT ALBUM, SOPRATTUTTO A LIVELLO DI STRUTTURE E DI FEELING. SEI D’ACCORDO?
“Assolutamente sì, infatti considero ‘Layers Of Lies’ il nostro miglior lavoro dal 1999 ad oggi! Le nuove canzoni sono dirette e più heavy che mai ma contengono aperture atmosferiche, tecnicismi e parti progressive… proprio come quelle contenute in ‘Rusted Angel’! Inoltre questa volta abbiamo curato meglio gli arrangiamenti e le linee vocali, in modo da rendere le composizioni più fluide ed orecchiabili. La cosa che più mi piace del disco è poi la sua varietà: ci sono brani veloci, altri che viaggiano su midtempo e altri ancora – come, ad esempio, la titletrack – che contengono sia sezioni tirate che lente. Nonostante io sia il cantante della band, sono infine particolarmente soddisfatto delle tracce strumentali presenti nella tracklist: sono davvero ispirate ed avvincenti, tutto fuorché dei riempitivi!”.

C’E’ UN BRANO CHE PREDILIGI ALL’INTERNO DELLA TRACKLIST?
“Sì, si tratta della title track, che a mio avviso è una delle nostre canzoni più belle di sempre. Come ti dicevo, il disco mi soddisfa molto perchè è vario e ‘Layers Of Lies’ in questo senso è un ottimo biglietto da visita: inizia in midtempo, poi diventa veloce e si conclude lenta… credo che ogni ascoltatore ne rimarrà affascinato”.

PER QUALE MOTIVO ALLORA AVETE SCELTO “SECONDARY EFFECTS” COME PRIMO SINGOLO E NON “LAYERS OF LIES”?
“Esclusivamente perchè ‘Secondary Effects’ è una canzone più diretta e memorizzabile, l’ideale per farne un videoclip. Se però riusciremo a realizzarne un altro la scelta ricadrà probabilmente sulla title track”.

IL DISCO – PROPRIO COME I PRIMI DUE DELLA VOSTRA DISCOGRAFIA – SI APRE CON UN INTRO DECISAMENTE EVOCATIVO DOMINATO DA CORI E STRUMENTI CLASSICI… POSSIAMO ORMAI CONSIDERARLO UN TRADEMARK DEI DARKANE?
“Credo di sì, ‘Expanding Senses’ non conteneva nulla di tutto ciò, ma solo perché in quel periodo non ci sentivamo sufficientemente ispirati per ritentare un esperimento del genere. Noi tutti amiamo la musica classica, soprattutto Peter, e non ci dispiace affatto contaminare la nostra proposta con influenze di questo tipo. Puoi quindi star certo che se in futuro riusciremo a comporre dei validi intro o degli intermezzi di musica classica non esiteremo ad inserirli negli album, questo perchè non farebbe altro che rendere la nostra musica ancora più personale”.

COME AL SOLITO IL TITOLO DELL’ALBUM È ALQUANTO ENIGMATICO… QUAL’È IL SIGNIFICATO CHE SI CELA DIETRO DI ESSO?
“Il titolo dell’album – e quindi il testo della titletrack – è stato ispirato dalla trilogia cinematografica di ‘Matrix’. Come credo saprai, in questi film i protagonisti vivono in un mondo che in realtà non esiste, un mondo che è stato creato da un agente esterno, il quale muove come dei burattini coloro che hanno la sfortuna di viverci. Christofer ha cercato di immaginare come si sentirebbe se si trovasse in una situazione del genere e ha scritto il testo. L’album avrebbe potuto intitolarsi anche ‘Layers Of Reality’ ma poi abbiamo optato per ‘Layers Of Lies’, che a nostro avviso suonava meglio”.

DI QUESTI TEMPI QUANTO È DIFFICILE PER UNA BAND ESSERE ORIGINALE, SIA A LIVELLO MUSICALE CHE LIRICO?
“Penso che sia estremamente difficile, soprattutto per noi, che teniamo a questo aspetto quasi in modo maniacale. Noi con ogni album cerchiamo di progredire e di suonare in modo diverso – questo ovviamente senza rinnegare quanto fatto in precedenza – però ci rendiamo conto che prima o poi, essendoci migliaia di band là fuori, finiremo per comporre qualcosa che è già stata scritta. E tutto ciò non ci dà pace (ride, ndR)…”.

COSA PUOI DIRMI SULLA COPERTINA DI “LAYERS OF LIES”? COME SEMPRE AVETE OPTATO PER UN’IMMAGINE ASSAI PARTICOLARE!
“La copertina è semplicemente fantastica! L’autore è un ragazzo che si diletta con il disegno e la fotografia… non aveva mai lavorato con una band prima di essere contattato da noi. Peter ha avuto modo di visitare una sua mostra ed è rimasto affascinato dai lavori esposti, tanto che gli ha chiesto se fosse intenzionato ad occuparsi del nostro artwork. Inizialmente volevamo rivolgerci all’artista che aveva curato la copertina di ‘Expanding Senses’ ma dopo aver visto le opere del ragazzo abbiamo scelto di affidare tutto a lui. Non so da dove tragga l’ispirazione per fare quello che fa… quel che è certo è che ha un talento innato e delle idee folli! Tutti credono che la copertina di ‘Layers Of Lies’ sia un disegno, invece si tratta di una fotografia solo lievemente ritoccata al computer. Non sappiamo come abbia fatto a ricreare una tale ambientazione ma il risultato finale è eccezionale!”.

COSA STATE PROGRAMMANDO SUL FRONTE LIVE?
“Per ora non molto, visto che tra pochi mesi sia Peter che Christofer diveranno padri. Probabilmente riusciremo ad andare on the road da novembre, oppure da gennaio 2006. Ci piacerebbe molto poter stare in tour per diverso tempo questa volta: sarebbe l’ideale poter supportare una band molto grossa nel suo tour europeo, in modo da tenere decine di concerti di fronte ad una platea piuttosto ampia. E’ poi nostro desiderio andare finalmente in tour negli Stati Uniti… le richieste non ci mancano ma per un motivo o per l’altro non siamo mai riusciti a prendere parte ad un tour in quella nazione”.

NONOSTANTE SIANO PASSATI ORMAI DIVERSI ANNI DAL TUO INGRESSO IN FORMAZIONE, CONTINUI AD ESSERE CONSIDERATO IL “NUOVO” MEMBRO DEI DARKANE… SECONDO TE PER QUALE MOTIVO?
“Non lo so, forse perchè non canto su ‘Rusted Angel’, che continua ad essere il nostro album più amato sia dalla critica che dai fan. Molti però non sanno che io ero già entrato nella band prima che quel disco venisse pubblicato! Lawrence infatti decise di lasciare il gruppo per concentarsi sui suoi progetti musicali poco dopo le registrazioni… io venni reclutato poche settimane dopo la sua dipartita e in men che non si dica mi ritrovai a suonare in giro per l’Europa. I Darkane con Lawrence non hanno praticamente mai tenuto un solo concerto, lui compare nelle primissime foto promozionali e ha inciso le voci del debut album ma in realtà ha fatto parte della band per pochissimo tempo”.

ALL’EPOCA COME SEI ENTRATO IN CONTATTO CON LA BAND?
“Io suonavo con Christofer in un gruppo rock… facevamo soprattutto cover di Jimi Hendrix! Quando i Darkane si sono ritrovati nella situazione di dover cercare un nuovo cantante, Chris mi ha chiesto se mi andasse di provare… io non avevo mai cantato in un gruppo del genere ma a loro è piaciuto il mio stile, quindi, dopo alcune attente valutazioni da parte mia, sono entrato in pianta stabile in line up. Ricordo che dopo pochi giorni di prove partimmo per un mini tour in Olanda e Belgio… ero emozionatissimo!”.

QUINDI NON SEI AFFATTO UN TIPICO METALHEAD!
“Mmm… no, non direi (ride, ndR)! In effetti io ascolto principalmente rock e pop… nel metal apprezzo soprattutto il thrash anni Ottanta, certo death metal e ovviamente i gruppi classici. Grindcore e black non riesco ad ascoltarli, sono troppo rumorosi (ride, ndR)!”.

PROBABILMENTE NON SEI LA PERSONA PIU’ ADATTA A CUI CHIEDERLE… MA HAI ANTICIPAZIONI SUI NON-HUMAN LEVEL, IL PROGETTO CHE VEDE IMPEGNATI PETER E CHRISTOFER?
“A quanto ne so le registrazioni del debut album sono quasi terminate e la pubblicazione è stata fissata per il prossimo autunno su Listenable Records. Ho avuto modo di sentire parte del materiale e posso dirti che si tratterà di un disco di death metal tecnicissimo, con svariati assoli e cambi di tempo. Peter, anzichè suonare la batteria, canta e sta facendo un ottimo lavoro. Credo che il risultato finale sarà più che interessante…”.

OTTIME NEWS! OK, PETER, SIAMO IN CHIUSURA… GRAZIE MILLE PER L’INTERVISTA!
“Grazie a te e grazie ai fan italiani, i quali si sono sempre dimostrati molto calorosi nei nostri confronti. Speriamo di poter tornare presto dalle vostre parti per presentarvi ‘Layers Of Lies’, nel frattempo comprate l’album e ascoltatelo con attenzione. Ciao!”.

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