DARKANE – L’ arte Del Diavolo

Pubblicato il 07/12/2008 da

Dopo una serie strepitosa di grandissimi album, gli svedesi Darkane con il nuovo “Demonic Art” sembrano arrivati ad un punto di svolta: il nuovo singer ed un songwriting decisamente più lineare hanno fatto si che gli alfieri del technical thrash death optassero stavolta per soluzioni più dirette ed in your face, come ci conferma anche Christofer Malmström, da sempre uno dei leader della band. Se questo sia un cambio di direzione congiunturale o definitivo ancora non è dato saperlo e probabilmente molto dipenderà dal successo che l’album otterrà, però i ragazzi sembrano convinti di quello che fanno e portano avanti la scelta con decisione. Malmström si sofferma su queste scelte e sulla descrizione dell’album e di ciò che ne sta dietro, soffermandosi anche a parlare del tour che li ha portati in Italia. L’intervista si è svolta a fine ottobre, quindi per sapere come è andato il concerto rimandiamo al report pubblicato su queste stesse pagine.

COSA PENSI DEL VOSTRO NUOVO DISCO?
“E’ una album tipicamente Darkane ma con qualche differenza rispetto al passato. Penso che ci siamo staccati parzialmente dal Goteborg sound ed ora suoniamo più thrashy. Il lavoro è piuttosto brutale e pieno di energia: siamo molto soddisfatti”.

DOVE AVETE REGISTRATO?
“Le registrazioni sono avvenute a febbraio nel nostro studio, chiamato Not Quite Studio. ‘Demonic Art’ è stato prodotto dai Darkane stessi e mixato da Peter Wildoer assistito da Klas Ideberg. Insomma, è un prodotto Darkane al 100%”.

A LIVELLO DI SONGWRITING E REGISTRAZIONE CI SONO STATE DELLE MODIFICHE RISPETTO AL VOSTRO USUALE MODUS OPERANDI?
“Sui precedenti album Peter ed io scrivevamo le canzoni insieme, mentre Klas lavorava da solo: stavolta tutti abbiamo lavorato per conto nostro. Eccetto questo non è cambiato niente. Anche per ciò che concerne le registrazioni siamo andati sul sicuro, lavorando prima su batteria, chitarre e basso e successivamente sulla voce. Nulla di innovativo”.

COME MAI AVETE SCELTO DI INTITOLARE L’ALBUM “DEMONIC ART”?
“Peter ha scritto il testo della canzone omonima ed abbiamo pensato che poteva essere un buon titolo anche per l’album. La traccia peraltro è la continuazione di ‘Organic Canvas’, presente su ‘Layers Of Lies’, e parla di un uomo che crea arte utilizzando altri uomini “.

HAI ACCENNATO AL FATTO CHE “DEMONIC ART” E’ PIU’ THRASH E DIRETTO DEGLI ALTRI VOSTRI LAVORI: E’ STATA UNA SCELTA PRECISA?
“Non ci ho mai pensato veramente, ma direi di no… no davvero. Non pensiamo mai a queste cose prima di iniziare a scrivere. Si potrebbe dire che questo è quello che sono i Darkane in questa precisa fase della nostra carriera. Per noi l’importante è non diventare troppo soft”.

COME SIETE ARRIVATI A SCEGLIERE JENS BROMAN COME FRONTMAN? HA CONTRIBUITO AL SONGWRITING?
“Jens era una nostra vecchia conoscenza, dato che abita nella nostra stessa città. Sapevamo quello che era in grado di fare, quindi non abbiamo esitato molto a chiedergli se voleva unirsi a noi. Dal canto suo nemmeno lui ha avuto tentennamenti nell’accettare. Peraltro aveva già un ottimo rapporto con Klas, dato che entrambi fanno parte dei The Defaced. Ha scritto un paio di testi per ‘Demonic Art’ e probabilmente in futuro avrà più spazio”.

DI COSA TRATTANO I TESTI?
“Non ci sono concept particolari. Le liriche trattano diversi temi. ‘Execution 44’ parla della gente che viveva nei campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale e ‘Wrath Connection’ è ispirata ad un libro di Dean Koontz che narra di due persone che vedono i propri crimini attraverso le loro teste. Ci consideriamo musicisti e non poeti, quindi i nostri sforzi si concentrano maggiormente sulla musica che non sui testi”.

LA COVER E’ COME SEMPRE MOLTO BELLA: CE NE VUOI PARLARE?
“E’ stata creata da Fredrik Ödman. Inizialmente si è presentato con degli schizzi e noi abbiamo scelto le parti che ci piacevano e abbiamo segnalato quello che a nostro parere andava cambiato. Lui ha ascoltato le nostre idee ed ha capito cosa avevamo in mente: non vogliamo prenderci dei meriti sull’idea, Fredrik ha svolto un lavoro incredibile e gli applausi vanno fatti esclusivamente a lui. Il disegno rappresenta come un paesaggio biblico con un cielo da tragedia greca e si capisce che c’è qualcosa che non va. Come se un demone si infuriasse in cielo, strappasse le ali agli angeli e li buttasse in un dirupo. Adoro tutto questo!”.

COME MAI AVETE SCELTO DI INCIDERE CON LA MASSACRE? SIETE SODDISFATTI DEL LORO LAVORO FINO AD ORA?
“Mettiamola così: non abbiamo lasciato la Nuclear Blast. I diritti dell’album sono ancora loro, e infatti in America uscirà sotto la loro egida, ma hanno ceduto alla Massacre l’uscita europea. La Nuclear ha talmente tante uscite previste per l’autunno che non riusciva a focalizzarsi a dovere sui Darkane e quindi ci ha ‘parcheggiati’ alla Massacre, per la quale siamo una priorità e per questo siamo molto contenti. Per ora va tutto per il meglio con loro”.

AVETE TENUTO UN DIARIO DALL STUDIO DURANTE LE REGISTRAZIONI: DI CHI E’ STATA L’IDEA?
“Non ricordo esattamente, ma credo di Peter. Abbiamo pensato che potesse essere interessante lasciare che la gente estrasse nel nostro lavoro ed in qualche modo qualcuno ci ha anche spronato tramite dei commenti positivi mentre stavamo registrando”.

CHE FINE HA FATTO IL VOSTRO DVD “LAYERS OF LIVE”?
“E’ completo in ogni sua parte, ma la Nuclear Blast non vuole immetterlo sul mercato ancora per un po’ di tempo, quindi approssimativamente si potrebbe trovare sugli scaffali attorno a maggio 2009. Non è una cosa bella, ma l’importante è che prima o poi il DVD venga sicuramente messo in vendita”.

A NOVEMBRE SUONERETE IN ITALIA CON I SUBLIMINAL CRUSHER (L’INTERVISTA SI E’ SVOLTA AD OTTOBRE, NDR.): COSA PENSATE DI LORO?
“Sono una band estremamente promettente ed abbiamo già suonato con loro a Roma. Ho anche registrato un assolo di chitarra per il loro nuovo album che credo sia uscito abbastanza bene. Procuratevelo, mi raccomando”.

GUARDANDO INDIETRO, QUALE PENSI SIA STATO IL PUNTO PIU’ ALTO DELLA VOSTRA CARRIERA?
“Ce ne sono diversi, per fortuna. Abbiamo realizzato un sogno suonando al Dynamo Festival nel 1999. Poi volevamo fare un tour in Giappone e ci siamo andati nel 2002. Abbiamo anche suonato negli States nel 2005. Dovunque siamo stati ci siamo divertiti. E’ stato grande anche esibirsi in Italia, il pubblico è molto caloroso ed accogliente. Non vediamo l’ora di tornare. Non dovete mancare”.

COSA STAI ASCOLTANDO ATTUALMENTE?
“Ieri ho comprato il nuovo album di Yngwie Malmsteen ma già sapevo che ne sarei rimasto deluso e così è stato. Adoro quanto ha fatto negli eighties ma ora è pessimo, tutto già sentito. Mi auguro che prima o poi incontri un produttore che gli dia una strigliata e gli faccia creare ottima musica come solo lui sa fare… possibilmente con un suono migliore di quello che è il suo standard! Ora suona davvero come un demo registrato in sala prove. Yngwie, non sei affatto un buon tecnico del suono ma sei un grande chitarrista… se solo non fossi così stressato mentre suoni”.

GRAZIE PER L’INTERVISTA: VUOI DIRE QUALCOSA IN CONCLUSIONE?
“Grazie a te. Ascoltate ‘Demonic Art’ e venite a vederci!”.

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