DARKNET – Dalle profondità del web

Pubblicato il 02/03/2021 da

“Tutti coloro che leggono dovrebbero ascoltare questi tre gruppi: Loser, Jinx e Darknet”. E’ il ‘props’ di Frankie Palmeri degli Emmure ad introdurci direttamente nell’universo Darknet, una band totalmente anticonvenzionale che a parer nostro, e anche dell’attento musicista newyorkese, è pronta al grande salto nel probabile ritorno delle sonorità nu metal. I Darknet non sono nemmeno una band nel senso più classico del termine: si tratta infatti del progetto di due individui che restano al momento anonimi, due avatar digitali che lasciano consapevolmente parlare la musica. Un’incarnazione vera e propria e una line-up è al momento inesistente, i Darknet infatti non hanno mai nemmeno suonato dal vivo. Eppure il livello a cui si esprimono e con cui presentano la propria visione, rigorosamente all’interno dei canali digitali, è disarmante nella sua maturità, freschezza e complessità. E’ proprio attraverso la rete e i social media che li abbiamo contattati, ed in maniera diretta abbiamo proposto loro di approfondire il discorso Darknet. Come singola entità hanno risposto alle nostre domande, andando a gettar luce almeno sul mixtape “TSP” e sul futuro prossimo del progetto. 

POTETE RACCONTARCI BREVEMENTE LA STORIA DELLA BAND?
– Avevamo collaborato in alcuni progetti in passato e nel 2015 abbiamo deciso di dar vita ai Darknet. Nel 2016 abbiamo pubblicato “Self-Titled”. Non avevamo grosse aspettative da questa pubblicazione, ma col tempo il disco è cresciuto e i Darknet sono diventati il progetto più importante di entrambi, così abbiamo deciso di dedicarci più tempo. Proseguendo, invece di scrivere un altro disco come “Self-Titled”, volevamo allargare la portata di ciò che erano i Darknet. Abbiamo guardato nel passato, ai dischi che per primi ci hanno fatto appassionare di questo genere musicale, traendone influenza. Da questo è nato “Morally Flexible”. Quando il nostro secondo disco è stato pubblicato abbiamo iniziato a scrivere il disco successivo. E’ stata la prima volta che abbiamo lavorato insieme nella stessa stanza, prima ci scambiavamo il lavoro via internet. Il tarzo album è stato registrato qualche tempo fa. Doveva essere pubblicato nel 2020 e seguito da un tour, ma sapete… 2020! Così abbiamo indirizzato il nostro percorso verso nuova musica, per colmare questo periodo che ci separa dal prossimo full. E’ qui che è nato il progetto “TSP”. Si tratta di un mixtape dove abbiamo sperimentato su singole canzoni. E’ uno spazio sicuro costruito per noi stessi, in cui provare cose nuove. “TSP” è stato il progetto targato Darknet che ha riscosso più successo ad oggi, e probabilmente avrà un seguito. Questo ci porta ai giorni nostri.

LA VOSTRA BIOGRAFIA E’ DAVVERO STRIMINZITA: SAPPIAMO SOLO CHE CI SONO DUE MEMBRI UFFICIALI CHIAMATI ‘NO1’ E ‘G.H0ST”. POTETE SVELARCI COME VI SUDDIVIDETE IL LAVORO?
– Siamo entrambi polistrumentisti e produttori, così condividiamo scrittura e produzione delle canzoni. g.h0st è il vocalist principale e no1 ha scritto la maggior parte delle canzoni, ma ci sono brani cantati da no1 e pezzi scritti da g.h0st. Anche se g.h0st è tecnicamente un chitarrista migliore, i toni dello stile di no1 si adattano alle vibrazioni dei Darknet. Questo è più o meno come lavoriamo in team. Si tratta più di cosa si incasella nella giusta visione piuttosto che ciò che è oggettivamente migliore. Produciamo la nostra musica insieme, dando solo il mixing in esterna, presso gli Hollowed Studios.

CHI E’ GARBAISTE (GAR BOSHTA)? E’ ANCORA COLLEGATO AL PROGETTO E SE SI’ COME?
– E’ un carissimo amico dei Darknet e ci ha aiutato a girare gran parte dei nostri video musicali. E’ stato di immisurabile aiuto averlo vicino. Sarà di nuovo coinvolto nei nostri lavori futuri, purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di girare negli ultimi mesi.

QUINDI TUTTA LA PRODUZIONE E’ IN CARICO A VOI? E IL LATO VISUALE?
– Musicalmente la produzione è interamente in carico a noi. La produzione è il fondamento del nostro progetto. Visualmente indirizziamo i nostri graphic designer nella giusta direzione e loro successivamente prendono il controllo. Abbiamo uno stile visuale molto specifico per ogni pubblicazione, riteniamo questo lato importante quanto la musica. Siamo pesantemente coinvolti in entrambi gli aspetti.

PARLIAMO DI SUONARE DAL VIVO.
– Come dicevamo, suonare dal vivo è una delle cose in programma per il futuro. Prenderemo la cosa in considerazione quando ci sarà la possibilità, inutile fare programmi in questo momento. Ora siamo concentrati sul produrre più materiale possibile.

CREDI CHE LA PANDEMIA ABBIA DATO UNA SPINTA ALLA VOSTRA CREATIVITA’?
– Più che una spinta creativa, ci siamo sentiti nella necessità di tenere le cose in movimento. Scriviamo nuova musica costantemente. In un progetto dove entrambi i membri sono producer è normale che siamo sempre con qualcosa in ballo, sempre al lavoro. La pandemia ha comunque ispirato “Blurring”, brano che parla di vivere in isolamento.

POSSIAMO SPERARE DI ASCOLTARE IL PROSSIMO DISCO NEL 2021?
– Puntiamo a pubblicare la nostra prossima release nel 2021. Come “Morally Flexible”, quest’album sarà diverso dalle nostre produzioni precedenti. Cerchiamo sempre di espandere i nostri orizzonti e incorporare tutte le nostre influenze. Non vediamo l’ora di farvelo ascoltare.

LA SERIE DI MIXTAPE “TSP” AVRA’ UN FILO CONDUTTORE?
– Vogliamo che “TSP” proceda parallelamente ai nostri album, una serie di mixtape in cui testiamo nuovi suoni e collaboriamo con altri artisti. I volumi di “TSP” riempiranno gli spazi tra i nostri dischi veri e propri.

IL BRANO “THINK AGAIN” E’ UN ECCELLENTE BIGLIETTO DA VISITA…
– E’ la prima canzone in assoluto che abbiamo scritto per il mixtape, ed è anche uno dei pochissimi pezzi nati lontano dal computer. Di solito scriviamo al pc con una chitarra o una tastiera a portata di mano, “Think Again” invece è nata al basso. Ciò che per noi è poco convenzionale per quasi tutti è la normalità. Il pezzo parla di come costruiamo una versione idealizzata di noi stessi da presentare al mondo sui social.

PER “GLASS SKIN” INVECE VI SIETE AVVALSI DEL CONTRIBUTO DEI VOSTRI FAN.
– E’ stata un’idea che ha avuto no1 qualche tempo fa. Il breakdown contiene un coro fatto dalle voci dei nostri fan: abbiamo postato l’idea sui social media e abbiamo ricevuto un incredibile numero di sottomissioni. Il risultato è esaltante, vorrei ringraziare di nuovo tutti coloro che hanno partecipato.

COME DESCRIVERESTE LA MUSICA DEI DARKNET SE DOVESTE METTERCI SOPRA UN’ETICHETTA? VI DA FASTIDIO ESSERE INSERITI IN UN DETERMINATO FILONE?
– Non etichettiamo la nostra musica con un singolo genere, ma non abbiamo nessun problema ad essere etichettati in qualche modo. Le definizioni più frequenti sono ‘metalcore’, ‘tech metal’, ‘nu metal’ ma siamo stati definiti da una moltitudine di etichette da ‘deathcore’ a ‘chill hop’, quindi non abbiamo paura di essere messi in un qualsiasi contenitore. Ci siamo sempre impegnati per incorporare più influenze possibili per ottenere un sound allargato.

COME AVETE TROVATO CASA ALLA HOLLOWED RECORDS? SI DEFINISCE “UN’ETICHETTA PER ARTISTI, DAGLI ARTISTI”: COS’HA DI DIVERSO DALLE ALTRE ETICHETTE E SIETE PARTE ANCHE VOI DI ESSA?
– Siamo stati scelti da Hollowed Records al nostro primo disco e non abbiamo intenzione di lasciarla nel futuro prossimo. Sono stati una grande squadra con cui lavorare e ci hanno sempre supportato nel dare alla luce le nostre visioni. Il roster dell’etichetta è un gruppo di artisti molto compatto ed unito a cui siamo fieri di appartenere. Hollowed aiuta davvero a costruire una band dalle fondamenta, in una struttura DIY che apprezziamo moltissimo. Abbiamo libertà creativa totale per fare quello che vogliamo quando vogliamo.

IL VOSTRO ALBUM PREFERITO DEL 2020 E QUELLO CHE STATE ASCOLTANDO IN QUESTO MOMENTO?
no1: 2020 AOTY – clipping. – “Visions of Bodies Being Burned”.
Ascoltando – Bring Me the Horizon – “Post Human: Survival Horror” / Bilmuri – “Eggy Pocket”.
g.h0st: 2020 AOTY – Mood Killer – “Solidify”.
Ascoltando: Sophie – “Oil Of Every Pearl’s Un-Insides”.

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