DARKTRIBE – L’età moderna e le sue angosce

Pubblicato il 27/12/2015 da

I Darktribe hanno pubblicato quest’anno il loro secondo full-length, intitolato “The Modern Age”, eppure si sono già riusciti a mettere in evidenza grazie al loro stile melodico ma allo stesso tempo di grande impatto, con buone qualità tecniche e soprattutto un songwriting accattivante e di buon livello. Ne abbiamo parlato con il bassista Bruno Caprani, il quale ci ha presentato meglio la band, parlandoci delle sue influenze e dei progetti per il futuro.

Darktribe - band - 2015

CIAO BRUNO, INNANZITUTTO CI VUOI BREVEMENTE PRESENTARE LA BAND?
“Ciao Elio, grazie a te per quest’intervista! Certo, il gruppo è stato creato nel 2004, ma esiste con questa line-up (dunque realmente esiste) dal 2009. All’inizio è stato Julien che ha creato il gruppo, poi siamo entrati io e suo fratello Anthony, per finire nel 2009 con la venuta di Loïc. L’idea principale era sempre di divertirsi insieme e di condividere la nostra musica con il pubblico. Il nome del gruppo è stato pensato con il chitarrista originale e l’abbiamo immediatamente adottato perché rappresenta bene il nostro gruppo, siamo una famiglia, una ‘Tribe’ con i legami che ci uniscono e il ‘Dark’ side mostra che la vita non è semplice tutti giorni”.

“THE MODERN AGE” E’ IL TITOLO DEL VOSTRO SECONDO ALBUM: COSA CI RACCONTI RIGUARDO LA SUA REALIZZAZIONE E LE SESSIONI DI REGISTRAZIONE?
“L’idea principale delle canzoni viene da Loïc, e le parole sono opera di Anthony. Il processo è lo stesso del primo album: Loïc viene con dei riff e Anthony con le lyrics. Poi lavoriamo tutt’insieme sui temi e le atmosfere delle canzoni e poi facciamo la struttura. Per la batteria e il basso il lavoro è di Julien e mio. L’album è stato registrato nell’ArtMusic studio a Nizza (Francia) con Sebb Camhi. Abbiamo già lavorato con lui per ‘Mysticeti Victoria’, nostro primo album. E’ sempre un piacere lavorare con un tecnico come lui, talentuoso, appassionato e gentile. Adesso lui fa parte della  famiglia Darktribe, lui comprende esattamente quello che cerchiamo. Poi, ci siamo diretti verso la Danimarca all’Hansen Studio per il mix e il mastering con il talentuoso Jacob Hansen che ha fatto un lavoro incredibile sull’album. Lui ha ascoltato quello che vogliamo e ha trovato esattamente la migliore combinazione per il suono”.

RIGUARDO IL TITOLO DELL’ALBUM, COSA INTENDETE PER “THE MODERN AGE” E QUALI SONO LE PRINCIPALI FONTI D’ISPIRAZIONE PER I VOSTRI TESTI?
“The Modern Age”, come titolo, rappresenta la società attuale con le sue sofferenze, i suoi errori, la sua angoscia di un’umanità che si asfissia poco a poco. In questo album descriviamo la situazione del mondo in cui viviamo. Riguardo i testi, trattano della condizione umana, della guerra, dei bambini soldato, di tristezza, solitudine, morte, etc.”.

COME DESCRIVERESTI IL SOUND DEI DARKTRIBE?
“Il nostro stile è basato su vari principi come melodia, potenza e una parte di tecnica. Proviamo a mostrare la nostra visione del power metal del 2015 con profondi riff, un lato un po’ più oscuro, delle parole che parlano di attualità”.

QUALI SONO LE MIGLIORI QUALITA’ NELLA VOSTRA MUSICA?
“Posso dire… è dinamica, varia ma omogenea allo stesso tempo, begli assoli e soprattutto il nostro cantante”.

QUALI SONO I TUOI ALBUM PREFERITI DI SEMPRE?
“Domanda difficile… se dovessi sceglierne tre per andare su un’isola deserta, direi ‘Ghost Reveries’ degli Opeth, ‘From Mars To Sirius’ dei Gojira e ‘Seventh Son Of A Seventh Son’ degli Iron Maiden!  Recentemente ho comprato il nuovo ‘Meliora’ dei Ghost che è diventato un masterpiece per me”.

 LEGGENDO SUL SITO DELLA BAND QUALI SONO LE PRINCIPALI INFLUENZE DEI VARI MEMBRI DEI DARKTRIBE, SONO RIMASTO UN PO’ SORPRESO DAL FATTO CHE AL CHITARRISTA MANUELLO PIACCIONO ANCHE ALCUNE BAND PUNK LONTANE DAL METAL COME GREEN DAY, THE RAMONES E LES SHERIFF. ASCOLTANDO L’ALBUM, MI VIENE DA PENSARE CHE MAGARI SI POTREBBE AVVERTIRE PURE QUALCHE LORO INFLUENZA, SPECIALMENTE NEL MODO DI REALIZZARE ED ARRANGIARE LE MELODIE: CHE NE PENSI?
“Abbiamo diverse influenze nei Darktribe, dobbiamo scegliere quale influenza inserire nelle nostre canzoni per essere coerenti. Loïc è un grande fan degli Stratovarius, dunque il suo stile di composizione si avvicina al loro. L’ispirazione viene naturalmente, avendo tante influenze questo viene da sola”.

NELLA VOSTRA MUSICA FATE AMPIO UTILIZZO DI TASTIERE, PENSO CHE IN FUTURO POTRESTE INSERIRE UN TASTIERISTA?
“Penso di no, infatti abbiamo trovato un equilibrio con l’arrivo di Loïc tanti anni fa. Perlopiù usiamo dei sample, dunque non abbiamo tanto bisogno di un tastierista”.

AVETE GIA’ PIANIFICATO DELLE DATE DAL VIVO?
“Recentemente abbiamo firmato un contratto con l’agenzia di booking Norrland Booking Agency in Finlandia, per il momento stiamo discutendo per organizzare un tour in Europa nei primi mesi del 2016 e un mini-tour a fine 2015 e poi dei concerti nella nostra zona”.

I VOSTRI PROGETTI PER IL FUTURO?
“La nostra attenzione principale è quella di supportare ‘The Modern Age’ on stage durante i concerti con il massimo di gente possibile e fare un tour in Europa”.

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