DE PROFVNDIS CLAMAVI – L’arte del morire

Pubblicato il 10/03/2003 da

Una nuova realtà dell’underground nostrano è pronta a diventare un punto di riferimento nella scena black metal: i De Profvndis Clamavi, già recensiti come top demo sulle nostre pagine, sono un gruppo dalle idee chiare e capace di sferrare un micidiale attacco sonoro, come quello contenuto nel mini cd “Artes Moriendi”. La band bolognese, tramite i suoi due alfieri Hingest e Lord ci istruisce su quali siano le vere arti del morire in questa chiacchierata a tutto tondo.

ALLORA HINGEST, LA CLASSICA DOMANDA DI RITO: INTRODUCI AI NOSTRI LETTORI LA STORIA DELLA TUA BAND DAGLI ESORDI SINO AD OGGI.
Hingest: “All’inizio eravamo in due, io e il deceduto Nexus, e subito dopo è arrivato Lord; poi, con l’arrivo di Glimmen, la situazione ha preso tutta un’altra più produttiva nonché devastante direzione… infine è stato accolto Forlorn, Gehammer (fratello di Glimmen) ed infine Madrigal (chitarra). Dal 1997 al 2001 questa è stata sostanzialmente la tanto tribolata evoluzione di De Profvndis Clamavi”.

IL VOSTRO DEMO “ARTES MORIENDI” HA RACCOLTO OTTIMI PARERI DAGLI ADDETTI AI LAVORI E NON. QUALE CREDI SIA LA VERA FORZA DEI CINQUE BRANI DA VOI PROPOSTI?
Hingest: “Hai ragione, il nostro primo Mcd è stato accolto molto bene sia dalla critica (anche se ogni tanto fatta da persone totalmente incompetenti) che dal pubblico. Il perché di tale successo? Penso che la grande dote di questo mcd è che sia stato concepito praticamente dopo due anni di prove e con sacrifici tali da portarci in sala di incisione con inni molto ben studiati, arrangiati e, per quel che è possibile, maturi. Tanti gruppi fanno tutto in sei mesi, rischiando così di dare alle stampe un prodotto musicalmente approssimativo, ma questo in ‘Artes Moriendi’ non è stato assolutamente fatto. Inoltre c’è un continuo saliscendi di tempi e di emozioni, all’interno prima di tutto dell’intero ‘Artes Moriendi’ inteso come unità complessiva, e poi all’interno di
ogni singolo brano. ‘Sephulcre’ rappresenta il pezzo più diretto, ma ha allo stesso tempo una ‘pausa’ evocativa molto importante, ‘They’re Calling’ alterna una prima parte non troppo veloce ad una seconda piuttosto claustrofobica, ‘River of Blood’ (musica del ’98 e testo del ’97) alterna arpeggi e distorti, parti un po’ più trash ed altre più tipicamente Black, e poi la anomala ‘Correndo giù per un abisso mi accorsi di non avere le ali’, totalmente in italiano, su una base fatta solo di tastiere che producono un notevole impatto malinconico. Tutto questo credo sia il punto di forza di questi 26 minuti costati non pochi sacrifici e ulcere”.
Lord: “Il nostro cd è stato accolto molto bene perché fortunatamente sono ancora parecchi quelli che sanno distinguere tra qualcosa fatto perché vissuto con passione e prodotti fatti tanto per essere fatti o per noia. Come ha detto precedentemente Hingest questo cd è stato bramato e sofferto da tutti noi, a lungo impossibilitati per vari motivi a crearlo. Quando finalmente abbiamo avuto la possibilità di entrare in studio, seppur in condizioni limitate, abbiamo riversato in esso tutto quelo che siamo stati, nel bene e nel male, negli ultimi anni, facendo le scelte da noi preferite, senza preoccuparci del mercato e del modo ideale di proporre la nostra musica. Il nostro è black metal canonico e classico. Siamo contenti che la critica lo apprezzi, ma se anche così non fosse di certo non cambieremmo per compiacere essa o chicchessia”.

I DPC SEGUONO LE VIE DELL’OCCULTO, DELL’ESOTERISMO O DI COS’ALTRO? IL CONCEPT È MOLTO IMPORTANTE PER VOI?
Hingest: “Niente di tutto questo, per ora. Seguiamo la via che riteniamo la più importante per noi tutti, cioè l’istinto. Nessuna convenzione dettata da dèi, semidèi o dèi-super. L’importante è essere sempre quel che la natura ci dice di essere, il resto può bruciare. Il concept è importante se è qualcosa di interessante e, per quel che è possibile, innovativo; sarebbe inutile continuare a fare concept sulla vita e sulla morte, sul bene e sul male, su quanto Odino è più forte di Osvaldo ed Osvaldo più debole di Iside. Lo hanno già fatto migliaia di gruppi. Un concept sull’occulto o sull’esoterismo invece sarebbe una cosa interessante, a patto che sia visto come un viaggio personale e non come la ricopiatura di concetti e frasi per nulla metabolizzate”.

MI SPIEGHI LA SCELTA DI UTILIZZARE DIVERSE LINGUE ALL’INTERNO DELLE VOSTRE PARTI CANTATE? LA SCELTA DI USARE UN CERTO IDIOMA IN UN DATO MOMENTO È STUDIATA A TAVOLINO? QUALI SIGNIFICATI SI CELANO DIETRO QUESTA SCELTA?
Hingest: “Non c’è stata alcuna scelta presa a tavolino: è capitato che nel suonare ‘Sephulcre’ mi venissero alla mente certe immagini e determinate visioni… è bastato dunque trascriverle e basta, senza tante preoccupazioni, paranoie o quant’altro. Siamo italiani e detentori della lingua più espressiva e ricca del mondo, quindi perché non sfruttare questa occasione? Inoltre i testi vengono sempre scritti prima in italiano e poi in inglese, e questo perché penso che sia molto meglio esprimermi prima con la mia lingua naturale e poi tradurla per renderla comprensibile anche a chi non ha la fortuna di conoscerla”.

LE TEMATICHE RIGUARDANTI LA MORTE SEMBRANO DOMINARE IL VOSTRO ORIZZONTE MENTALE… QUAL È IL PRINCIPALE SIGNIFICATO DELLA MORTE NELLA VOSTRA ESISTENZA?
Hingest: “E’ tutto! Semplicemente tutto! Ma è anche il punto di partenza per crescere nella consapevolezza e nel pensare”.
Lord: “E’ il fulcro dell’esistenza di qualunque essere. Prendere consapevolezza di essa significa prenderla di se stessi e del proprio ruolo. Portare avanti un discorso del genere come gruppo, e specialmente con alcuni membri spiritualmente molto preparati, è per me e per noi occasione di grande crescita”.

VI SENTITE PORTATORI DI UN CERTO FILONE OCCULTO DI RODATA TRADIZIONE ITALIANA O VI RIFATE A QUALCHE SCENA INTERNAZIONALE?
Hingest: “Non ci sentiamo portatori di nulla. Ogni band deve avere il proprio messaggio e deve portarlo avanti con il massimo del coraggio e della forza. Non ci interessa il messaggio di nessuno, siamo cresciuti ascoltando tante voci (anche e soprattutto al di là dalla musica) e la loro somma ha portato allo sviluppo del nostro pensare contemporaneo. Ora tocca a noi camminare!!!”.
Lord: “Nessuno ha da insegnarci nulla riguardo a nulla. Tutto quello che possiamo fare per elevarci sempre di più dal viscido termitaio umano, anche in campo occulto, è accrescere la nostra cultura, cercare, provare, nonostante le terribili conseguenze che a volte affrontiamo. Anche dal punto di vista della soddisfazione personale, è meglio arrivare a certi risultati da soli piutosto che seguire ciceroni ed antiquari che ti impongono metodi e ideali non tuoi”.

IL RAPPORTO NATURA – SATANISMO È SEMPRE STATO IN CONFLITTO, COSA PENSATE A TALE RIGUARDO? SUL VOSTRO SITO HO NOTATO UNA VOSTRA PRECISA POSIZIONE NELL’ACCUSA SULLE VIOLENZE FATTE SUGLI ANIMALI: CE LA POTETE SPIEGARE NEI DETTAGLI?
Hingest: “Se satanismo vuol dire (tra le altre cose, ovviamente) sacrificare polli, uccelli per glorificare il supremo e quant’altro, spero vivamente che un giorno tocchi a loro la stessa fine! Se Black Metal vuol dire mettere la testa di un maiale (INDIFESO ALL’ATTO DEL SUO MASSACRO) sull’asta di un microfono per fare i gradassi, i cattivoni o per seguire un trend, mi vergogno io stesso di suonare tale genere che ritengo, invece, abbia le proprie radici più nobili proprio nel rispetto e nella contemplazione sconfinata verso il mondo naturale. Ti basti sapere che siamo tutti molto sensibili rispetto al problema dell’ambiente e degli animali, abbiamo infatti tra noi un futuro biologo, un ingegnere ambientale, un vegetariano (io) e tre persone che quando c’è da lottare e picchiare qualche bastardo che maltratta animali non si tira mai indietro! Quindi direi che le nostre non sono solo immagini o parole. Perché tutto questo? Personalmente perché penso che l’animale sia istinto e non cattiveria, e che sia un essere puro e senza coscienza temporale o esistenziale. Massacrare la purezza incontaminata di tali esseri è il più grande delitto di cui l’inetto essere umano si possa macchiare! Allevamenti intensivi, maiali castrati con una semplice lametta e senza anestesia, vivisezione, esperimenti inutili fatti su animali inermi… tutto questo viene fatto mentre ormai è assodato che l’unico modo per fare esperimenti veramente utili sarebbe quello di provare e riprovare su esseri umani vivi o deceduti… si potrebbe andare avanti per ore su questo argomento!!! Il Dottor Morte del blocco 10 ha insegnato ed insegna tutt’ora…ed i frutti dei suoi studi (per esempio sui principi di congelamento) sono ancora oggi seguiti dai grandi scienziati del ventunesimo secolo. Quindi, o si prova sugli esseri umani oppure è inutile commettere stragi consapevoli pur sapendo che il topo non è uomo e che, se un prodotto su di lui produce determinati effetti, non è detto che altrettanto debba accadere all’uomo. E’ una logica perversa, antiquata e forzata dalle regole di mercato: un cadavere preso all’obitorio, infatti, ha costi e clausole burocratiche decisamente più onerose rispetto a quelle relative ad un animale privato di ogni diritto, compreso quello riguardante la vita!”.
Lord: “Gli animali sono esseri superiori e meravigliosi…che dall’alba dei secoli hanno privilegiato la forza e le caratteristiche fisiche rispetto all’intelletto, che invece dà debolezza e mortifica la poesia dell’azione pura. Un Uomo che si possa definire tale è, sì, quello che cerca di farsi spazio sulla terra e di espandere la sua potenza , ma è quello che lo fa a scapito degli altri uomini, e non certo degli animali. Idealismi inutili e dannosi stanno riducendo la terra ad una brodaglia di esseri umani che non riusciranno più a sostentarsi in una maniera che il nostro ecosistema possa sostenere… individui spesso inutili e affetti da tare genetiche che non hanno utilità al fine della futura armonica e perfetta continuazione della loro specie e di quelle animali. Bisogna quindi che quelli storicamente migliori, quelli che nel corso di una storia meschina e brutale sono riusciti a far sopravvivere i propri geni, prendano di nuovo consapevolezza del loro ruolo per un nuovo ordine mondiale, e facciano quella pulizia che permetta al mondo di respirare grazie ad una nuova grande opera scientifica su più larga scala (quale quella del professor Mengele, da Hingest già citato) che garantisca risultati scientifici certi e definitivi senza inutilmente distruggere milioni di vite animali”.

DA QUALI BAND VI SENTITE INFLUENZATI O VERSO QUALI NUTRITE STIMA E AMMIRAZIONE?
Hingest: “I grandi di un tempo sono senza dubbio le maggiori fonti di ispirazione, ma la vera ed alta ispirazione arriva da noi e da chi ci guida. In ambito italiano ed in riferimento al filone Black sicuramente Spite Extreme Wing, Aisling e pochi altri gruppi”.
Lord: “Quelle della scena  black della prima metà degli anni Novanta… sarebbe inutile scrivere la solita lista… comunque non posso non citare, almeno a titolo personale, gli SLAYER. Per quanto riguarda la scena attuale bisogna guardare verso est per scoprire centinaia di gruppi black e death degni di questo nome, mentre per l’Italia mi associo ad Hingest nel citare Spite extreme wing, Aisling e anche i nostri concittadini Sigma Draconiis e alcuni altri gruppi black che ci credono seriamente”.

SO CHE SIETE AMICI DI ARGENTUM DEGLI ANTROPOFAGUS: IL VOSTRO RAPPORTO È ANCHE PROFESSIONALE? CI DOBBIAMO ASPETTARE UNA COLLABORAZIONE NELL’IMMEDIATO FUTURO?
Hingest: “No, nulla di tutto questo. C’è una grossa e radicata stima reciproca, ma per quel che riguarda la parte musicale non c’è nessun progetto in cantiere. Sì, il nostro rapporto è anche professionale in quanto lui è stato il produttore artistico di ‘Artes Moriendi’. Siamo legati da un’amicizia e una  stima davvero profonda, e il suo apporto è stato a mio avviso fondamentale. Al momento non so dirti se collaboreremo anche per i lavori futuri, però posso dire che abbiamo lavorato in un ambiente esemplare, e con delle persone altrettanto esemplari”.

QUANTO È DIFFICILE USCIRE DALLA SCENA UNDERGROUND? VOI VOLETE USCIRNE? PENSI DI CONOSCERNE LA CHIAVE?
Hingest: “Non è difficile… chi ha mai detto che sia difficile? E’ quantomeno un miraggio! Ci sono troppe band e troppi pochi ascoltatori, e la maggior parte degli ascoltatori è costituito da un ammasso informe di criticoni con poca esperienza musicale e concettuale, ecco perché sarà sempre più difficile riuscire ad emergere e trovare una discreta etichetta capace e desiderosa di puntare su di te. Certo che vorremo uscirne, ma non per poterci sputtanare e darci al business… quale, poi??? Se così non fosse avremmo già firmato per almeno un paio di etichette. Sarebbe però davvero una cosa molto gratificante, quanto meno per poter avere a disposizione i mezzi necessari per poter produrre buoni album, fare esibizioni importanti e tutto questo senza rimetterci per forza un sacco di soldi! Non esiste una chiave o un portale che possa permettere ad una band di emergere dal polverone dell’underground.
Ci sono però due metodi: o sei paraculato, e allora il mercato ti venderà come gruppo rivelazione mentre in realtà la tua musica poggia totalmente sul trend contemporaneo; oppure ti rompi le caviglie, e provi a camminare da solo dimostrando a tutti che le tue liriche, le tue sensazioni e la tua musica non sono frutto di deboli pensieri, ma l’espressione ultima della tua essenza! Il nostro caso è decisamente il secondo”.
Lord: “Non è difficile, dipende però da quali obiettivi ci si prefissa di raggiungere e a quali condizioni… certo, se si accetta di vedere la propria musica e la propria immagine STRAVOLTE e sacrificate sull’altare dell’innovazione e del bel vendere, si fa in fretta e bene, e anche noi abbiamo già rifiutato un paio di proposte di questo tipo… Se devo dirti la verità, però, io sto molto bene nella scena underground, anche perché anche l’interno della stessa è già talmente pieno di idioti da averne abbastanza. Per ‘idioti’ intendo specialmente tutti quei criticoni e trafficoni che nella maggioranza dei casi neanche suona, e che non fa altro che trafficare e complottare e organizzare per guadagnare e fare i brillantoni con le quindicenni che giocano a fare le vampirelle ma poi scappano spaventate quando capiscono che la gente come noi fa sul serio. E poi non fanno altro che ridere, scherzare, ridere! Io in questa gente non vedo altro che il classico PR da discoteca o il classico trafficone da centro sociale, con la sola differenza che costoro si vestono di pelle e borchie… la cosa triste è che in Italia spesso bisogna passare per queste persone per far qualcosa, e far loro favori per riceverne, nel pieno rispetto della regola radical-mafiosa dello stivale! Questo spiega perché gente come noi, gente seria che vuole i fatti e ride poco, oggi è ancora senza contratto, pur non avendo grandi pretese”.

 

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