DEADSOUL TRIBE – Un puzzle di emozioni

Pubblicato il 20/01/2006 da
 
È difficile entrare in sintonia con un albumcome “The Dead Word”, con le sue nenie elettriche, le sue percussioniarabe e il suo appeal oscuro. Tuttavia, superata la sorpresa iniziale,soprattutto per tutti coloro che considerano erroneamente i DeadsoulTribe come la continuazione degli Psychotic Waltz, il nuovo full-lengthdi Devon Graves, accompagnato dal solo Adel Moustafa alla batteria ealle percussioni, si rivela come un lavoro affascinante e di stile. Nonci resta, quindi, che lasciare la parola proprio al leader dei DeadsoulTribe.

 

CIAO DEVON! HO AVUTO IL PIACERE DI ASCOLTARE “THE DEAD WORD” E DEVO DIRE CHE SI TRATTA DI UN LAVORO DAVVERO INTERESSANTE!
“Ciao! Quando dici ‘interessante’ è un complimento, vero? (ride, ndR)”.
CERTO CHE È UN COMPLIMENTO! ANZI, INIZIAMO PROPRIO A PARLARE DELNUOVO ALBUM. HO LETTO SUL VOSTRO SITO UFFICIALE CHE SEI MOLTOSODDISFATTO DEL RISULTATO FINALE: PUOI PRESENTARE IL TUO LAVORO AILETTORI? COME SI È EVOLUTA LA VOSTRA MUSICA RISPETTO AL PRECEDENTE “THEJANUARY TREE”?
“È un lavoro più sperimentale, con un numero maggiore di strumenti.Molte canzoni sono basate su riff di basso, suonati su linee ritmichepiuttosto oscure, con in più l’utilizzo di autentiche percussionitribali. Ci sono questi grossi tamburi, chiamati bambos e taikos chesono davvero magnifici: si riesce a creare la giusta atmosfera anchesolo con la sezione ritmica. In seguito ci aggiungo i miei riff dichitarra e il risultato è uno stile strano ma potente”.

IN QUEST’ALBUM TI SEI OCCUPATO DI TUTTI GLI STRUMENTI, ECCETTO LABATTERIA. DATO CHE ESISTE UNA LINE-UP DEI DEADSOUL TRIBE, CHE POI ÈQUELLA CHE TI SEGUE IN TOUR, COME MAI QUESTA SCELTA? È UN MODO PERAVERE MAGGIOR CONTROLLO SUL RISULTATO FINALE?
“Più o meno. Sai, la maggior parte delle composizioni nasce nella miatesta e io sono davvero il solo che può interpretare quello che stoimmaginando con un determinato strumento. Che poi, in realtà, l’unicostrumento che ho dovuto imparare a suonare è il basso, ma così è piùsemplice, dato che ho già in mente la struttura ritmica del pezzo: soesattamente di cosa ho bisogno e, semplicemente, lo suono. Per il restonon c’è niente di strano in un musicista che suona la chitarra e canta.Anche Hendrix lo faceva: suonava la chitarra, cantava e, ogni tanto,rimpiazzava anche le linee di basso di Noel Reddings con altre scritteda lui. E se c’era bisogno di un pianoforte, imparava le note e lesuonava. Ecco, io faccio lo stesso, solo un po’ più deliberatamente”.

SEI UN MUSICISTA AUTODIDATTA?
“Principalmente sì. Ho preso qualche lezione di chitarra quando avevo14 anni. Ho studiato gli accordi da solo ma questo non mi ha maiintralciato durante la composizione. Diciamo che la base teorica miaiuta soprattutto quando si tratta di improvvisare con la band o negliassoli”.

HO APPREZZATO MOLTO IL LAVORO ALLA BATTERIA DI ADEL MOUSTAFA, CON ILSUO STILE ‘TRIBALE’. COSA PUOI DIRMI IN PROPOSITO? È STATA UN’IDEA TUAO DI ADEL?
“Io, fin dall’inizio, volevo un suono di questo tipo, ma è una cosa cheabbiamo scoperto assieme, quando gli diedi i miei bongo da aggiungerealla sua batteria. Erano quelli che suonavo io in ‘Butterfly’, con gliPsychotic Waltz, e, proprio come un talismano, avevano una sorta di‘potere’. Da allora gli venne spontaneo usare questo genere disoluzioni e li usammo molto anche in ‘The January Tree’, anche seadesso abbiamo fatto un ulteriore passo avanti, aggiungendo altri tipidi percussioni”.
 
PERSONALMENTE MI HANNO RICORDATO LE ATMOSFERE DI “PASSION”, LACOLONNA SONORA DE “L’ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO”, COMPOSTA DA PETERGABRIEL. LA CONOSCI?
“Sono un grande ammiratore di Peter Gabriel e, sebbene non abbia i suoialbum, conosco abbastanza bene il suo lavoro. Questo in particolare nonlo conosco, ma lo ascolterò. Non ho mai visto nemmeno il film…”.

DEEP PURPLE, BLACK SABBATH, JETHRO TULL, TOOL, FATES WARNING. TI VA DI DARMI LA TUA OPINIONE SU QUESTE BAND?
“Ritchie Blackmore è un idolo per me, in particolare per i suoi assolie per la sua presenza sul palco. Anche Ian Gillan è stata una grossainfluenza per me, soprattutto nelle note più alte, agli inizi della miacarriera. I Black Sabbath, poi, sono sicuramente una delle mie maggioriinfluenze in assoluto, in particolar modo per quanto riguarda ilriffing. I Jethro Tull, invece, sono stati importanti nella miacrescita oltre che per il flauto traverso, ovviamente, anche per l’usodella chitarra acustica e del piano (come anche i Queen). Dei Tool chedire? Hanno uno dei miei tre cantanti preferiti in assoluto (e sisente, ndR). Gli altri sono Chris Cornell e Tori Amos, nel caso te lostessi chiedendo. I Fates Warning, infine, li conosco solo nel loroperiodo con John Arch, anche se con gli Psychotic Waltz abbiamo suonatouna data con loro, dopo che lui aveva lasciato il gruppo. Ho sentitotanta gente parlare bene anche di questa line-up ma, onestamente, nonli ho mai seguiti molto”.

A PROPOSITO DI JETHRO TULL, DIMMI LA VERITÀ: TI SEI MAI MESSO SU UNAGAMBA SOLA MENTRE SUONI IL FLAUTO, CERCANDO DI ASSOMIGLIARE A IANANDERSON?
“Eccome! È stato ad un concerto degli Psychotic Waltz in Germania. Sonofinito con le chiappe a terra, rovesciando una bottiglia d’acqua con unpiede e staccando il jack dalla pedaliera della chitarra di Dan conl’altro! Da allora, almeno in pubblico, non l’ho più fatto…”.

I TUOI TESTI SONO OSCURI E CUPI. D’ALTRA PARTE QUESTO TIPO DIINTROSPEZIONE POTREBBE NON ESSERE NEGATIVA, ANZI, MAGARI È UN MEZZO PERVEDERE LA LUCE ALLA FINE DEL TUNNELL. COSA NE PENSI?
“L’hai già detto tu alla perfezione”.

DA DOVE È NATO IL TITOLO “THE DEAD WORD”?
“Il titolo è nato da solo: è stato il mio primo pensiero sull’album. Èstato così un po’ con tutti gli album dei Deadsoul Tribe: prima è natoil titolo, poi le musiche e le melodie e, infine, i testi dellecanzoni. L’artwork, poi, nasce a partire dal titolo. Tutti questielementi formano una specie di puzzle, che l’ascoltatore può capire ericostruire. La bellezza di questo puzzle è che funziona sempre, nonimporta come disponi i pezzi, dato che non c’è mai da parte mia lavolontà di imporre il mio punto di vista o i miei pensieri sugli altri.Ecco perché è importante che io non spieghi mai il significato diquesto o di quello: sta a te ascoltare e interpretare il messaggio comemeglio credi e, solo allora, saprai quello che significa per te”.
 
L’ALBUM GODE DI UN’OTTIMA PRODUZIONE, DAVVERO POTENTE. SEI SODDISFATTO?
“Grazie! Sono molto soddisfatto del risultato. Man mano che acquisiscoesperienza, il suono migliora. Come saprai, il primo album dei DeadsoulTribe è stato la mia prima esperienza come produttore. Per esempio erala prima volta che microfonavo una batteria, o che usavo unregistratore digitale. ‘A Murder Of Crows’ è stata la seconda e cosìvia. Ho imparato molto dalle registrazioni e cerco di tenermi sempreaggiornato, anche come strumentazione, al limite delle mie possibilità.Al momento direi che sta funzionando tutto bene”.

DAL VIVO INVECE COME TI ORGANIZZI? QUALI STRUMENTI SUONI?

“Suono la chitarra solista e canto. Poi c’è sempre un set acustico e,occasionalmente, suono anche un assolo di flauto. Io e i ragazziandremo presto in tour, quindi potresti venire a vederci”.

MA PASSERETE IN ITALIA?
“Non in gennaio, temo, ma io vivo piuttosto vicino all’Italia (inAustria, ndR) e quindi in futuro potremmo fare un paio di show dalletue parti”.

COS’ALTRO AVETE IN PROGRAMMA PER IL FUTURO?

“Come dicevo inizieremo il tour a gennaio. Finalmente potremo suonareun set completo, che attraversi tutti i nostri album e anche qualcheestratto degli Psychotic Waltz. Spero di poter registrare un live albumin questo tour. Poi vorrei fare un ‘Deadsoul Tribe Movie’, ma ci vorràancora un po’…”.

OK, GRAZIE, ABBIAMO FINITO. A TE LA CONCLUSIONE.
“Grazie a te! Ora che hai parlato con me puoi sentirti soddisfatto per il resto della giornata! (ride, ndR)”.

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