DEATH. VOID. TERROR. – Il Grande Monolite ci istruisce

Pubblicato il 20/05/2020 da

Nuovi maestri di un esacerbato avanguardismo sonoro, gli svizzeri Death. Void. Terror di “To The Great Monolith II” sono andati ad aprire un nuovo intrigante capitolo nelle commistioni fra death-black metal e spunti noise ed ambient. Abbandonata in parte l’astrattezza cacofonica del comunque valido “To The Great Monolith I”, la band se n’è uscita con un secondo album sorprendentemente coeso, trascinante, disseminato di perversioni come di andamenti più canonici e affini in qualche maniera a forme death e black metal tradizionali. Un caleidoscopio di negatività richiamante, a seconda dei casi, nomi di rilievo quali Abyssal, Portal, Mitochondrion, Blut Aus Nord, perfino Svartidauði e Misþyrming, dei quali i Death. Void. Terror. sono ben più che pallidi imitatori. A intuito, lo studiato nascondersi nell’ombra di questi musicisti – ignote le loro identità e trascorsi artistici – ci faceva pensare ad individui guidati da una filosofia di fondo radicale, quasi una fede in qualcosa a noi ignoto. Quanto prontamente verificato in sede di intervista: alcuni concetti potranno sicuramente apparire come minimo strambi e destare qualche perplessità, ma se servono a creare musica di tale fattura, chi siamo noi per contraddirli?


I DEATH. VOID. TERROR. SONO UN GRUPPO MOLTO MISTERIOSO, NON SAPPIAMO NULLA DI VOI FUORCHÈ LA NAZIONALITÀ. COSA VI HA SPINTO A FORMARE LA BAND E QUALI SONO GLI OBIETTIVI CHE VOLETE PERSEGUIRE CON ESSA?
– I Death. Void. Terror. esistono soltanto per ricercare la gloria insita nella purezza del Grande Monolite. Questa ricerca è condotta attraverso l’astrazione da ogni esperienza personale o processo cognitivo, così da rendere le forme convenzionali di composizione e creazione della musica qualcosa senza significato. In termini più semplici, i praticanti di questa forma di astrazione debbono spegnere la loro consapevolezza, per ricevere l’energia del Grande Monolite e trasmetterla in espressioni visuali e musicali.

“TO THE GREAT MONOLITH II” È TITOLO CHE SUGGERIREBBE UNA PROSECUZIONE DI QUANTO SUONATO NEL PRIMO CAPITOLO: IN VERITÀ NELL’ULTIMO ALBUM SUONATE MOLTO DIVERSAMENTE DAL PRIMO DISCO. STAVOLTA VI SIETE AVVICINATI A FORME PIÙ TRADIZIONALI DI DEATH E BLACK METAL, FUSE AD AMBIENT E NOISE. LE QUATTRO TRACCE POSSONO ESSERE CONSIDERATE CANZONI VERE E PROPRIE, NON DEI SEMPLICI CONTENITORI DOVE SFOGARE I VOSTRI ISTINTI. QUALI SONO LE RAGIONI DI QUESTO CAMBIAMENTO?
– Non c’è alcuna ragione. I generi musicali, le classificazioni, non hanno importanza nella creazione della musica dei Death. Void. Terror., non sono aspetti presi in considerazione quando andiamo a canalizzare quello che ci trasmette il Grande Monolite. I ‘praticanti’ eseguono quello che ricevono dal Grande Monolite, è un modo di rappresentare una certa entità andando oltre quella che può essere la comprensione consapevole. Arriviamo così a quella che può essere definita una ‘improvvisazione guidata’. Guidata, perché qualsiasi influenza sui movimenti di un praticante deriva da quanto emanato dal Grande Monolite, non da uno sforzo consapevole della singola persona. Naturalmente, questo procedimento non è facile ad instaurarsi né a mantenersi. Perché avvenga, vi deve essere l’astrazione totale da parte del praticante, risultante in una pura espressione della gloria del Grande Monolite.

NEL NUOVO ALBUM POSSIAMO APPREZZARE LINEE VOCALI PULITE, VOLTE A UN’INTERPRETAZIONE LITURGICA, DECLAMATORIA. COME SIETE GIUNTI A QUESTO TIPO DI VOCALIZZI E QUALI SONO GLI ARTISTI CHE VI HANNO PORTATO A INTRODURLI NELLA MUSICA DI DEATH. VOID. TERROR.?
– Ogni espressione di Death. Void. Terror., musicale o sotto un’altra forma, è un riflesso del Grande Monolite. Non vi sono altre influenze.

SIETE AFFILIATI ALL’HELVETIC UNDERGROUND COMMITTEE, ASSIEME A BAND COME UNGFELL, DAKHMA, KVELGEYST, SOLO PER NOMINARNE ALCUNE. QUALI SONO GLI SCOPI DI QUESTA ORGANIZZAZIONE E QUALI SONO I PUNTI IN COMUNE DELLE BAND CHE NE FANNO PARTE?
– L’Helvetic Underground Committee è dedicato allo sviluppo delle espressioni musicali più tormentate e perverse provenienti dalla Svizzera. Quando soggetti deboli e vili diffondono la loro incapacità, spetta a chi pratica un certo tipo di arte sprigionare quanto di più feroce e distorto siano in grado di produrre. Nel momento in cui scatenano la loro spregevolezza, consentono agli spiriti liberi di emergere, mentre il seme della deformità viene piantato nelle loro anime. L’obiettivo di Helvetic Underground Committee è di promuovere e diffondere le creazioni dei suoi affiliati, per coloro che sono abbastanza depravati da volersi esporre a queste efferatezze sonore. I gruppi partecipanti al sodalizio collaborano sotto vari aspetti, legati ai processi di registrazione e produzione della musica o alla condivisione delle attrezzature. Inoltre, alcune band condividono alcuni membri sotto diversi progetti.

COSA RAPPRESENTA L’IDEA DEL GRANDE MONOLITE? PERCHÉ NEI VOSTRI ALBUM NON SONO DATI DEI TITOLI VERI E PROPRI ALLE TRACCE E PER IDENTIFICARLE UTILIZZATE SOLTANTO SEQUENZE DI LINEE E PUNTI?
– Un’approssimazione di cosa sia il Grande Monolite la puoi sentire nei nostri dischi e rappresentazioni visuali, sue descrizioni possono essere ammirate nei dettagliati disegni che compongono l’artwork di “To The Great Monolith II”. Sta all’ascoltatore, a chi osserva le immagini, decidere cosa venga rappresentato. I praticanti servono da mero tramite per l’essenza del Grande Monolite: pertanto, ogni sua astratta definizione non avrebbe alcun significato. La notazione usata per distinguere le singole tracce serve come rappresentazione di come si muove la musica in ognuna di esse, similmente ai diversi movimenti che si susseguono nei componimenti di classica. Considerando che le registrazioni di Death. Void. Terror. non costituiscono canzoni ‘convenzionali’, crediamo non fosse appropriato utilizzare titoli di canzoni scritti in un linguaggio comune.

DEATH, BLACK, NOISE, AMBIENT SONO GLI INGREDIENTI DEI VOSTRI ALBUM. COME LAVORATE PER MISCHIARLI E CREARE QUALCOSA CHE EVOCHI UNA SENSAZIONE DI PAURA, INCUBO, ATROCITÀ, PUR SENZA CADERE NEL CAOS?
– Non lavoriamo consapevolmente per mischiare alcun elemento. Ripeto, quanto puoi sentire in Death. Void. Terror. è solo un riflesso del Grande Monolite. Ogni associazione sensoriale o emotiva indotta dalla nostra musica dovrebbe essere interpretata come una reazione alla gloria racchiusa nel Grande Monolite, trasmessa all’ascoltatore attraverso le azioni dei suoi praticanti.

NELLO SPERIMENTARE FORMULE SONORE ECCESSIVE, ATROCI, PENSATE CHE LA MUSICA ESTREMA ABBIA RAGGIUNTO IL SUO APPRODO FINALE E SIA DIVENTATO IMPOSSIBILE SPINGERSI OLTRE CERTI LIMITI, OPPURE VI È ANCORA SPAZIO PER SPERIMENTARE VERSO QUALCOSA DI ANCOR PIÙ MALATO, MOSTRUOSO E INNOVATIVO?
– Non abbiamo alcuna idea da esprimere in relazione agli sviluppi della musica estrema, non ci interessa. Possiamo affermare, tuttavia, che troppa musica contemporanea è diventata derivata e priva di qualsiasi elemento caratteristico, col risultato che vengono prodotti troppi album dal suono debole e plasticoso. Uno degli obiettivi principali del Helvetic Underground Committee è, ad esempio, lavorare per andare contro questa deriva e far emergere la vera musica estrema, quella che porti con sé un vero carico di malvagità.

PASSANDO DAI FILE DIGITALI, AL CD E AL VINILE, PENSI CHE IL VOSTRO SUONO SI DIFFONDA IN MODO DIVERSO A SECONDA DEL SUPPORTO PRESCELTO? C’È UN FORMATO CHE PREFERITE PER ASCOLTARE I DEATH. VOID. TERROR.?
– A parte alcune differenze tecnologiche derivanti dal processo di riproduzione della musica nei diversi formati, è irrilevante in quale formato si ascolti la nostra musica. L’essenza del Grande Monolite può essere vissuta in vari modi. Per il formato fisico, direi che i dischi in vinile offrono l’esperienza più completa per l’ascoltatore, poiché il l’artwork può essere apprezzato in maniera più completa e questo può migliorare l’esperienza di ascolto, in particolare per “To The Great Monolith II”.

IL PRIMO ALBUM È USCITO PER IRON BONEHEAD, IL SECONDO PER REPOSE. QUANTO È IMPORTANTE COLLABORARE CON LABEL CHE SIANO CONNESSE AL PURO SPIRITO UNDERGROUND E QUANTO POSSONO PESARE NEL DARE FORMA A UN’ESPERIENZA SONORA COME LA VOSTRA?
– Apprezziamo molto le case discografiche che lavorano con noi e ci aiutano a produrre e distribuire quello che registriamo, così che possa essere udito e assimilato da tutti coloro che hanno il coraggio di avvicinarsi ad esso. Ogni label con cui abbiamo lavorato finora pone una forte enfasi sulla qualità del prodotto finale, che è poi la chiave delle nostre creazioni. Siamo particolarmente soddisfatti di “To The Great Monolith II” come prodotto, ha un forte impatto visuale che traduce magnificamente in immagini quanto contenuto nelle registrazioni. Repose ha capito il nostro messaggio e ci ha supportato come meglio non avrebbe potuto.

FUORI DALLO SCENARIO METAL, E PENSO SPECIALMENTE AL NOISE, ALL’AMBIENT, ALL’INDUSTRIAL, CI SONO ARTISTI CHE HANNO INFLUENZATO IL VOSTRO STILE?
– Nessuno.

LA VOSTRA MUSICA POTREBBE ESSERE INTERPRETATA COME UNA RAPPRESENTAZIONE DISTORTA DELLA REALTÀ, OPPURE COME UNA FUGA, UN MODO PER SCAPPARE DALLA ROUTINE, GLI IMPEGNI, LE NOISE ATTIVITÀ CHE MOLTE VOLTE FANNO SOLO ACCUMULARE ANGOSCIA E FRUSTRAZIONE ALLE PERSONE?
– Death. Void. Terror. non è una forma di ‘fuga cartatica’ per noi, o in generale per persone che non sono soddisfatte della loro vita di tutti i giorni. L’unico obiettivo di Death. Void. Terror. è di dare una rappresentazione il più fedele possibile della gloriosa essenza del Grande Monolite. Naturalmente, ogni ascoltatore è libero di fare con la nostra musica ciò che più desidera e di usarla per gli scopi che gli paiono appropriati: questo per noi è irrilevante.

AVETE ALTRI PROGETTI MUSICALI, O ARTISTICI IN ALTRI CAMPI, CHE VI TENGONO IMPEGNATI, OLTRE A DEATH. VOID. TERROR.? COME INFLUENZANO QUANTO SUONATE CON QUESTO GRUPPO?
– I praticanti sono impegnati in differenti entità affiliate all’Helvetic Underground Committee. Queste ultime non hanno alcuna influenza sulle creazioni di Death. Void. Terror..

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