DEATHBOUND – La cura è l’inferno

Pubblicato il 07/04/2010 da


Dopo aver recensito tutti gli album pubblicati sino a oggi, è finalmente giunto il momento di fare quattro chiacchiere con i Deathbound, ormai divenuti una solida realtà della scena death-grind scandinava. Spesso considerati i cugini dei più celebri Rotten Sound, i nostri hanno in verità sempre avuto un sound più vicino al death metal, la cui influenza è particolarmente evidente proprio su “Non Compos Mentis”, ultimo parto del terzetto, uscito pochi mesi fa per Dynamic Arts. Il gruppo, tuttavia, non sembra affatto infastidito da certi paragoni e, anzi, ammette che qua e là l’influenza dei colleghi finlandesi si faccia sentire. Ne abbiamo discusso con il chitarrista Pete Seikkula!

È PROBABILE CHE CI SIANO ANCORA PERSONE CHE NON HANNO MAI SENTITO PARLARE DEI DEATHBOUND. VUOI INTRODURRE BREVEMENTE LA BAND PER FARE UN PO’ DI LUCE SUL VOSTRO PASSATO?
“Abbiamo fondato la band in Svezia nel 1995 con il nome di Twilight e realizzato qualche demo, ma nel 2000 io e Kai ci siamo trasferiti in Finlandia. La nostra line-up per forza di cose è cambiata e abbiamo iniziato a suonare un tipo di musica differente da quella dei Twilight, così abbiamo cambiato nome in Deathbound, in modo da ripartire con qualcosa che rappresentasse meglio la nostra proposta. Ora abbiamo già pubblicato 4 album e la nostra attuale line-up è composta da Kai alla voce, io alla chitarra e Sami alla batteria”.

RIFERENDOMI ALLA VOSTRA MUSICA, PARLEREI DI DEATH-GRIND. TU CHE NE PENSI? VI INTERESSA ESSERE INSERITI IN UN CERTO FILONE?
“Direi che suoniamo death-grind con molto groove, ma non diamo troppo peso al genere… ci basta che il materiale suoni bene per noi, non ci interessa trovare una definizione”.

IL NUOVO “NON COMPOS MENTIS” È GIÀ IL VOSTRO QUARTO ALBUM. SIETE SODDISFATTI DELLA VOSTRA CARRIERA SINO A OGGI?

“Ci sono sempre cose che potrebbero essere cambiate e realizzate meglio, ma non possiamo farci nulla, i vecchi album ormai sono fuori. Sono un perfezionista quando si parla di musica, non sono mai soddisfatto! Tuttavia, trovo che l’evoluzione e la maturazione dei Deathbound siano evidenti… basta ascoltare il primo album e quello nuovo in successione”.

RISPETTO AL PRECEDENTE “WE DESERVE MUCH WORSE”, CI SONO DELLE COSE CHE VOLEVATE FARE IN MANIERA ASSOLUTAMENTE DIVERSA SUL NUOVO ALBUM?
“Direi che per ‘Non Compos Mentis’ l’obiettivo principale è stato quello di ottenere un suono più corposo e definito. L’album suona più death metal di ‘We Deserve Much Worse’, quindi volevamo che le parti groovy e le melodie risaltassero il più possibile questa volta”.

ESISTE UN CONCEPT ALLA BASE DEL DISCO? VI È UN MESSAGGIO IN PARTICOLARE CHE DESIDERATE DIVULGARE CON LA VOSTRA MUSICA?
“Questo disco parla in particolare di menti disturbate. I temi sono la paranoia, la schizofrenia e la violenza. La pazzia ha sempre rappresentato una grossa influenza per noi”.

SAMI, IL VOSTRO BATTERISTA, SUONA ANCHE NEI ROTTEN SOUND. QUESTO SUO COINVOLGIMENTO STA AVENDO UN’INFLUENZA SUI DEATHBOUND?

“Sami ha iniziato a suonare con loro nel 2006 e devo ammettere che ogni tanto questa cosa si fa sentire nel nostro sound. Tuttavia cerchiamo di evitare che esistano troppe affinità fra noi e loro, siamo due band nate in maniera completamente diversa e ci teniamo a mantenere una certa identità”.

COME SPIEGHI LA CONTINUA CRESCITA DELLA SCENA GRIND IN NORDEUROPA E SCANDINAVIA? GRUPPI COME ROTTEN SOUND, THE ARSON PROJECT, EXHALE, SPLITTER, AFGRUND E VOI STANNO DA TEMPO CONFEZIONANDO OTTIME COSE. SENZA PARLARE DEI NASUM, ORMAI UNA LEGGENDA…
“Sai che non so cosa risponderti? Questa è una domanda difficile (ride, ndR)! Forse tutto ciò deriva proprio dal grande successo dei Nasum. Hanno rappresentato un’influenza importantissima per tutti gli appassionati di grindcore da queste parti e probabilmente invogliato molti a imbracciare gli strumenti”.

AVETE DA POCO PORTATO A TERMINE UN TOUR EUROPEO. COSA PUOI DIRMI RIGUARDO A QUESTA ESPERIENZA?
“Sì, abbiamo partecipato all’Accession To The Throne Tour assieme a Demonical e My Own Grave. Il tour è stato un successo… tanti show, tanta birra, tanta distruzione. Abbiamo lo stesso genere di umorismo delle altre band, quindi è stato un piacere trovarsi on the road con loro!”.

QUALI SONO I VOSTRI PIANI PER IL FUTURO? CONCERTI, UN NUOVO ALBUM…?
“Terremo alcuni show in Finlandia nel prossimo futuro. Poi abbiamo un paio di pezzi delle session di ‘Non Compos Mentis’ che non sono finiti sull’album, quindi magari penseremo a uno split o a un EP…”.

QUAL È LA COSA MIGLIORE CHE POTREBBE CAPITARE AI DEATHBOUND IN QUESTO PRECISO MOMENTO?
“Riuscire a prendere parte a un nuovo tour ed essere invitati a quanti più festival possibile. Inoltre, anche un nuovo contratto discografico non sarebbe male, dato che questo era il nostro ultimo album per la Dynamic Arts Records (ride, ndR)!”.

GRAZIE PER L’INTERVISTA! LE TUE ULTIME PAROLE?
“Grazie a voi! Ascoltate le tracce su www.myspace.com/deathboundspace e se vi piacciono procuratevi gli album!”.

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