DEFILED – Tradizione e Follia

Pubblicato il 05/04/2011 da


Chi non muore si rivede! Abbiamo proprio pensato questo quando ci è stata recapitata la copia promozionale di “In Crisis”, nuova fatica dei Defiled! Dopo ben otto anni dall’ultimo “Divination” non speravamo ormai più di ascoltare qualcosa di nuovo dal gruppo giapponese, invece Yusuke Sumita e soci, grazie al supporto della Season Of Mist, ce l’hanno finalmente fatta, dando alle stampe un nuovo pulsante album di death metal che sposa numerose finezze tecniche con l’impatto dei primi anni ’90. Purtroppo queste domande sono state inviate via email a Yusuke ben prima che lo tsunami colpisse il Giappone, altrimenti sarebbe stata nostra premura chiedere al diretto interessato qualcosa in merito. Dovrete quindi accontentarvi di un’intervista prettamente “musicale”, basata sul nuovo disco e su quanto i Defiled hanno sulla rampa di lancio per i prossimi tempi.

 

SONO TRASCORSI BEN OTTO ANNI FRA LA PUBBLICAZIONE DI “DIVINATION” E QUELLA DEL NUOVO “IN CRISIS”. COME SPIEGHI QUESTA LUNGA PAUSA? IMPIEGATE MOLTO TEMPO A COMPORRE?
“No, a dire il vero, dopo la pubblicazione di ‘Divination’ il songwriting stava procedendo a gonfie vele. Purtroppo però dopo il 2004 abbiamo dovuto far fronte a dei cambi di lineup che hanno seriamente minato la stabilità della band. Ci è voluto del tempo per riorganizzarci e per trovare il giusto affiatamento”.

PRESENTACI ALLORA IL NUOVO “IN CRISIS”…
“Il disco è stato registrato in Giappone e mixato e masterizzato a Los Angeles con la leggenda vivente Bill Metoyer. Le registrazioni vere e proprie sono iniziate addirittura nel 2008, ma purtroppo abbiamo commesso vari errori e fatto degli esperimenti che non sono andati a buon fine. Comunque, tutta la musica è stata composta da me. Ho anche curato i testi e l’idea dell’artwork”.

COME PENSI CHE VI SIATE EVOLUTI RISPETTO A “DIVINATION”?
“Siamo sempre i Defiled, anche se ovviamente i nuovi membri hanno portato il loro stile all’interno delle composizioni. Tutto sommato, penso che il nuovo album suoni un po’ più old school rispetto ai precedenti, anche se non mancano i cambi di tempo e quelle soluzioni molto tecniche che sono da sempre uno dei nostri marchi di fabbrica”.

HAI ACCENNATO ALLA PRODUZIONE DI BILL METOYER. PER QUALE MOTIVO VI SIETE RIVOLTI A LUI? È NOTO PER ESSERE UN PRODUTTORE DELLA VECCHIA SCUOLA…
“Sì, assolutamente, ed è proprio per questo motivo che lo abbiamo scelto. Come dicevo, questo disco è un po’ più tradizionale, quindi abbiamo pensato che sarebbe stato fantastico affidarlo a colui che ha lavorato su album come ‘Show No Mercy’ o ‘Hell Awaits’. È comunque una persona che si tiene costantemente aggiornata e che conosce il mondo del metal estremo”.

IL VOSTRO SOUND È DA SEMPRE INFLUENZATO DALLA SCUOLA DEATH METAL STATUNITENSE, SEI D’ACCORDO? QUALI ALTRE INFLUENZE TI SENTIRESTI DI CITARE?
“All’inizio eravamo sicuramente influenzati da quella scena, ma oggi non più di tanto. Credo che i Defiled abbiano un loro stile… tutto sommato, i gruppi americani sono più catchy di noi, mentre quelli europei molto più melodici. Generalmente, cerchiamo di utilizzare riff death e thrash su strutture e progressioni ritmiche tipiche del progressive rock. I cambi di tempo sono frequenti e il lavoro di chitarra è spesso tutto fuorchè armonico, quindi non è semplice entrare subito in sintonia con la nostra musica. Non è raro leggere brutte critiche nei nostri confronti, ma la cosa non ci importa. Comunque, tornando alla tua domanda, le nostre influenze sono molto classiche. Citerei Slayer, Possessed, Nasty Savage, Revenant, Acrophet, Vital Remains, Incantation, Immolation, Cannibal Corpse, Deicide, Solstice, Monstrosity e Morbid Angel”.

SIETE SPESSO ANDATI IN TOUR IN ASIA. COME È STATO SUONARE IN PAESI COME TAIWAN, LE FILIPPINE, SINGAPORE O IL VIETNAM?
“Si è trattato di esperienze fantastiche. La scena metal asiatica è in ottima forma… il problema è che spesso queste band fanno fatica a farsi notare nel mondo occidentale. In particolare, ci è piaciuto molto suonare in Vietnam. È stato molto difficile ottenere i permessi, ma siamo stati ricompensati… i fan da quelle parti sono caldissimi”.

COSA PUOI DIRCI INVECE DELLA SCENA DEATH METAL GIAPPONESE?
“Anche questa sta vivendo un buon momento di salute. Credo che parecchie giovani band si faranno strada in Europa nel giro di un paio d’anni. Non mi sento di citarne qualcuna in particolare perchè non voglio fare un torto a nessuno, ma provate a dare uno sguardo al sito Metal Archives per farvi un’idea. Ad alcune di queste mancano ancora un po’ di costanza e un pizzico di professionalità, ma il livello si sta alzando in maniera esponenziale”.

PENSI CHE IL GIAPPONE ABBIA INFLUENZATO IN QUALCHE MODO LA VOSTRA MUSICA?
“Non saprei… forse la tipica vita stressante giapponese ci porta a suonare questa musica strana (ride, ndR)!”.

DOPO QUASI VENTI’ANNI DI CARRIERA, COME VEDETE LO SVILUPPO DELLA SCENA DEATH METAL INTERNAZIONALE?
“Penso che basti dare un ascolto al nostro nuovo album per capire come la pensiamo. Siamo un gruppo legato alla vecchia scuola… non ci ritroviamo tanto nelle sonorità attuali. Tuttavia, abbiamo rispetto per tutti: ognuno ha i propri gusti e finchè suona con passione e onestà non può che fare bene”.

QUALI SONO I PIANI PER IL FUTURO DEI DEFILED? COSA POSSIAMO ASPETTARCI DA VOI?
“Saremo in tour in Europa assieme a Hate Eternal, Obscura e Beneath The Massacre nella tarda primavera. Vi invitiamo a venire a vederci quando saremo in Italia! Inoltre stiamo già pensando al prossimo album: le registrazioni sono già iniziate e di certo non dovrete attendere altri otto anni per ascoltare qualcosa di nuovo da parte nostra!”.

CONOSCI QUALCHE BAND ITALIANA? HAI FAMILIARITÀ CON LA SCENA MUSICALE DEL NOSTRO PAESE?
“Certo, amo in particolare Bulldozer, Sadist, Natron e Hour of Penance… avete parecchie ottime band in Italia! E non va dimenticata la mitica scena progressive rock! Sono sicuro che sappiate di cosa sto parlando (ride, ndR)!”.

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