DENNER/SHERMANN – I Signori del Male

Pubblicato il 19/07/2016 da

Hank Shermann e Michael Denner, le due storiche chitarre dei Mercyful Fate, hanno realizzato un disco di grande impatto che farà la gioia dei fan dell’heavy metal più classico e tradizionale. “Masters Of Evil” possiede tutte le carte in regola per diventare una delle uscite più infuocate del 2016 grazie a composizioni ispirate, piene di energia e di quel tocco diabolico a cui i due musicisti sono sempre stati tanto cari. Un cordiale Hank Shermann non si è sottratto alle nostre domande, è papabile il suo entusiasmo per questa nuova uscita discografica. E per la gioia dei fan di King Diamond e dei Mercyful Fate, il chitarrista ci ha svelato che in un futuro non molto lontano si incontrerà con il Re per decidere del futuro della band.

DennerShermann - band - 2016

HANK, DUE ANNI FA HAI DATO VITA ALLA BAND INSIEME A MICHAEL DENNER. TI ASPETTAVI UN INTERESSE COSI’ ELEVATO DA PARTE DI FAN E MEDIA?
“Lasciami dire che sono rimasto molto soddisfatto per tutte le attenzioni che la band ha ricevuto. Il nostro primo EP ‘Satan’s Tomb’ ha ricevuto un sacco di ottime recensioni da parte della stampa ed ha suscitato un notevole interesse nei fan di tutte le generazioni, sia i più giovani sia chi ci conosceva già dai tempi dei Mercyful Fate. Devo ammettere che non mi sarei mai immaginato dei feedback così importanti, quando io e Michael Denner abbiamo deciso di formare una nuova band per riportare in vita quel sound heavy metal anni Ottanta divenuto famoso con i Mercyful Fate, siamo stati letteralmente sommersi da mail di fan entusiasti. Tutto questo ci ha sorpreso piacevolmente, la cosa che più ci ha colpito sono stati proprio i fan che hanno subito capito la filosofia della band senza fare i soliti paragoni con quanto abbiamo realizzato in passato”.

ANCHE SENZA VOLER FARE PARAGONI CON I MERCYFUL FATE, TU E MICHAEL DENNER SIETE DUE PILASTRI DEL METAL, NEL MOMENTO DI ENTRARE IN STUDIO AVETE SENTITO LA PRESSIONE E L’ONERE DI DOVER ONORARE A DOVERE IL VOSTRO NOME?

“No, da parte mia nessuna pressione, tieni conto che ormai scrivo canzoni da oltre trentacinque anni, su ‘Masters Of Evil’ mi sono occupato di tutta la musica, della scrittura dei pezzi. L’esperienza maturata in tanti anni di carriera mi ha reso abbastanza sicuro delle mie capacità. In questo disco ho voluto inserire brani abbastanza diversi fra loro, alcuni episodi veloci, altri più heavy, altri ancora un po’ più complessi, un po’ come accadeva ai tempi dei Mercyful Fate”.

SO CHE PARAGONARE LA TUA BAND AI MERCYFUL FATE POTREBBE SEMBRARE OVVIO E SCONTATO, MA E’ INNEGABILE CHE LA COPERTINA DI “MASTERS OF EVIL” ABBIA NOTEVOLI SOMIGLIANZE CON QUELLA DI “DON’T BREAK THE OATH”, DAL SOGGETTO ALLA SCELTA DEI COLORI.

“Non posso certo darti torto, ma credimi, non è stata affatto una cosa voluta. Si tratta di una vera coincidenza, ricordo che quando abbiamo contattato l’artista (Thomas Holm, ndR) per dirgli del nostro nuovo disco in produzione, lui ci ha mandato un paio di disegni. Io non sapevo nulla di cosa avesse in mente, ma tra i due soggetti che ci ha inviato c’era anche quello che poi è diventato la copertina ufficiale del disco. Quando io e gli altri ragazzi della band abbiamo visto la copertina, siamo rimasti tutti a bocca aperta, la ritenevamo davvero bella ed efficace, riassumeva alla perfezione la filosofia della band. Certo, anche noi abbiamo visto le somiglianze con la cover di ‘ Don’t Break The Oath’, ma ci piaceva talmente tanto che abbiamo voluto tenerla a tutti i costi”.

PARLIAMO ORA DELLA REALIZZAZIONE DI “MASTERS OF EVIL”.
“Sin da quando il nostro precedente EP è stato pubblicato, non ho mai smesso di scrivere musica e canzoni perché stavo vivendo un periodo di grande ispirazione. I primi brani scritti sono stati ‘The Wolf Feeds At Night’ e ‘Masters Of Evil’, io mi sono occupato di tutta la musica, mentre Sean Peck ha lavorato molto intensamente sulle linee vocali, testi e su tutte le sue parti. La scorsa estate ci siamo trovati con tre canzoni complete già pronte, poi dopo una breve pausa a novembre ci siamo rimessi al lavoro per scrivere tutti gli altri pezzi del disco. Non è stato un processo sempre veloce e spedito, ad esempio ho trascorso due intere settimane a lavorare unicamente alla canzone ‘Son Of Satan’, perché la ritenevo davvero molto bella e volevo che tutto fosse perfetto. Anche su ‘The Baroness’ ho speso molto tempo ed energie sebbene avessi esattamente in mente le melodie e la direzione da intraprendere. Diciamo che i lavori sul disco sono stati lunghi, intensi, ma anche molto divertenti. Tutti noi abbiamo lavorato senza fretta e senza alcun tipo di pressione, ci interessava solo realizzare il miglior disco possibile”.

HANK, QUANDO SCRIVI UNA CANZONE TI RITIENI UN PERFEZIONISTA CHE VUOLE AVERE OGNI MINIMO DETTAGLIO AL SUO POSTO O QUALCHE VOLTA TI CAPITA UN “BUONA LA PRIMA”?

“Non mi ritengo un perfezionista o un meticoloso allo sfinimento, ma mi fido molto del mio orecchio, se scrivo qualcosa che all’ascolto non mi suona come voglio, mi ci rimetto al lavoro, cambio parti, stravolgo e riprovo il tutto fino a quando il mio orecchio non è soddisfatto. Quando sono in studio a registrare, la prima cosa a cui do importanza è il feeling, il mood che trasmette un brano, senza perdere troppo tempo con i dettagli. Una volta che sono soddisfatto di questo aspetto, allora mi metto a fare tutti i fiocchetti del caso. Lavoro in questo modo da trentacinque anni e sono rimasto sempre contento dei risultati, per cui credo che continuerò sempre a viaggiare su questo binario”.

DOPO AVER PASSATO TRENTACINQUE ANNI A SCRIVERE CANZONI, HAI TROVATO UNA TUA FORMULA PER SCRIVERE DELLE HIT O TI LASCI ANCORA TRASPORTARE DALL’ISPIRAZIONE?
“Credo che l’ispirazione sia ancora la componente principale della mia musica. Come ti dicevo prima, non ho smesso di scrivere nemmeno quando il nostro precedente EP è stato pubblicato perché ero in un periodo molto ispirato. Mi piace molto sedermi ed iniziare a suonare la chitarra, faccio delle vere jam e mi capita di registrare un riff, un giro melodico o qualsiasi altra cosa mi piaccia sul momento. Posso decidere a tavolino se scrivere un brano veloce o uno più quadrato ed heavy, ma il resto lo lascio all’ispirazione, ho sempre lavorato in questo modo”.

IL VOSTRO CANTANTE SEAN TI HA AIUTATO A COMPORRE I BRANI?
“Il nostro modo di scrivere musica è praticamente lo stesso che seguivo ai tempi dei Mercyful Fate, ovvero io mi occupo di tutte le parti musicali, mentre il cantante cura le vocals. Su disco quasi il cento per cento delle parti vocali sono opera di Sean. In alcuni casi ci siamo confrontati per un testo o per alcuni dubbi, ma è tutta farina del suo sacco. Per me è importante che Sean mantenga la sua libertà come musicista, anche perché ha saputo integrarsi perfettamente con il mio stile di lavoro, mi fido ciecamente di lui”.

“MASTERS OF EVIL” CONTIENE SOLO OTTO BRANI, AVETE TENUTO NEL CASSETTO QUALCHE CANZONE DA RIPROPORRE POI IN FUTURO SOTTO FORMA DI BONUS TRACK?
“Sì, è rimasta una canzone che abbiamo deciso di non includere nel disco. Credo che gli otto pezzi presenti sul disco siano più che sufficienti, ora vedremo che fare di questa canzone, magari la utilizzeremo nel prossimo album, oppure come bonus track per il mercato giapponese, ancora non ci abbiamo pensato. Siamo giunti alla conclusione che ‘Masters Of Evil’ avrebbe dovuto contenere otto tracce, per la loro qualità e perché erano abbastanza per dar vita a un disco. Se ci pensi anche ‘Melissa’ dei Mercyful Fate conteneva solo sette canzoni, ma è stato un disco che indubbiamente ha lasciato il segno. Non serve un numero esagerato di tracce per dar vita a un album, meglio poche, ma di grande qualità”.

NEGLI ANNI OTTANTA I MERCYFUL FATE HANNO LASCIATO UN GROSSO SEGNO E TERRORIZZATO I FAN GRAZIE AI TESTI ED ALL’IMMAGINE OSCURA E SATANICA DI KING DIAMOND. OGGI E’ ANCORA POSSIBILE SHOCKARE IN QUESTO MODO LA GENTE?
“Oggi è molto difficile perché la gente ha visto praticamente tutto. Su internet si possono trovare filmati molto più spaventosi di ciò che mostravamo noi con i Mercyful Fate. Nel 1981 avevamo King Diamond con il suo face painting, bruciavamo vere croci sul palco e tutto era qualcosa di nuovo, mai visto prima. Oggi ci sono band teatrali come Slipknot o Ghost, oppure le band di black metal, tutte si travestono e usano il face painting, ma non credo proprio che riescano a spaventare o a proporre lo stesso impatto dei Mercyful Fate. Erano tempi diversi…”.

ANCHE CON I DENNER/SHERMANN CONTINUATE A PROPORRE TESTI OSCURI, CHE AD INIZIO ANNI OTTANTA CON I MERCYFUL FATE VI COSTARONO ACCUSE DI SATANISMO…

“Ai tempi era King Diamond ad addentrarsi in queste tematiche, lui curava i testi dei brani, gli effetti on stage ed il suo make up. Era proprio King a dire per primo che tutto quel che faceva era finalizzato all’intrattenimento, per creare sul palco l’atmosfera dei vecchi film horror. Dall’altro lato King ha sempre creduto nella filosofia del fai ciò che vuoi e segui il tuo cuore, che è un po’ la base del pensiero satanico. Personalmente io non sono addentro a nulla di cristiano o satanico, sono soltanto un musicista che cerca di scrivere dischi sempre migliori e di intrattenere i fan che vengono a vederci dal vivo”.

PRIMA MI DICEVI CHE TU SCRIVI SEMPRE, NON PERDI UN’OCCASIONE PER MACINARE RIFF. HAI GIA’ PRONTO DEL MATERIALE PER IL PROSSIMO DISCO?
“No, al momento sto concentrando tutte le mie energie nella promozione di ‘Masters Of Evil’. E’ vero, io scrivo e suono tutti i giorni, raccolgo idee, ma al momento non ho materiale pronto per il futuro. Ci penserò una volta che tour e promozione saranno finiti”.

CONSIDERI “MASTERS OF EVIL” IL MIGLIOR DISCO DELLA TUA CARRIERA?
“Sai quando un artista realizza un nuovo disco è sempre molto entusiasta e tende magari a considerarlo il suo miglior lavoro di sempre. Dopo trentacinque anni all’interno del music business ho prodotto tanto materiale da cui poter scegliere, ancora oggi considero ‘Melissa’ dei Mercyful Fate uno dei miei dischi preferiti di sempre. Ricordo con molto piacere anche il disco che ho realizzato con la band Demonica, ma ‘Masters Of Evil’ sicuramente è un disco che mi piace moltissimo”.

L’ULTIMA VOLTA CHE HAI SUONATO CON KING DIAMOND E’ STATA NEL 2011 DURANTE LO SHOW DEL TRENTESIMO ANNIVERSARIO DEI METALLICA. POTREMO MAI RIVEDERVI INSIEME ED ASCOLTARE UN NUOVO DISCO DEI MERCYFUL FATE?
“Sai, King al momento è molto attivo con la sua band solista, ora è in tour, poi so che ha intenzione di scrivere un nuovo disco. Anche io e Michael Denner al momento siamo presi con la nostra band, ma credo che ci troveremo con King Diamond in un futuro non troppo lontano per discutere della possibilità di scrivere un nuovo disco o tenere qualche concerto selezionato in Europa e negli States. Al momento non posso dire nulla di più, so che i nostri fan vorrebbero rivederci quanto prima insieme e credo sarebbe scortese non accontentarli. Vedremo”.

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