DEPRAVITY – Figli della vendetta

Pubblicato il 09/10/2018 da

Chi è solito scandagliare con una certa frequenza l’underground death metal, non si sarà sicuramente lasciato sfuggire “Evil Upheaval”, prima prova sulla lunga distanza degli australiani Depravity. Cinque ragazzi (non più giovanissimi) con il pallino per quanto avvenuto nella scena dai Nineties fino ai giorni nostri, alle prese con un sound che non si preoccupa di risultare ‘vecchio’ o ‘nuovo’ alle orecchie dei seguaci del filone. Musica che oseremmo definire senza tempo, sospesa in un limbo dove antiche leggende (Immolation, Morbid Angel) e nomi più recenti (Decapitated, Hour of Penance) si affrontano a colpi di soluzioni diaboliche e ispiratissime; un vero e proprio toccasana per chi è ormai stanco dei soliti, abusati omaggi old school…

I DEPRAVITY SONO UN GRUPPO ‘GIOVANE’ E ANCORA POCO CONOSCIUTO. TI ANDREBBE DI PRESENTARE LA BAND AI NOSTRI LETTORI?
– I Depravity nascono ufficialmente nel 2016, ma tutti noi bazzichiamo la scena underground dagli anni ’90. Se sommi le nostre esperienze puoi arrivare a circa tredici band. Sotto questo punto di vista, i Depravity sono forse il miglior assembramento di musicisti dell’area di Perth. Suoniamo puro e semplice death metal, anche se non disdegniamo contaminare la nostra musica con influssi black e thrash metal.

REPUTO IL VOSTRO DEBUT ALBUM SIA UNA DELLE SORPRESE DEATH METAL DELL’ANNO. IN MEZZO A TANTI DISCHI, PERCHE’ PENSI CHE GLI ASCOLTATORI DEBBANO DARE UNA CHANCE A “EVIL UPHEAVAL”?
– Concedetegli una chance se amate il death metal di qualità suonato da ‘veterani’ con un’autentica passione per il genere. Riponiamo la massima attenzione nei dettagli e diamo a certa musica il rispetto che merita. Suoniamo veloci e brutali, al meglio delle nostre capacità. Non perdiamo tempo in stronzate!

COME NASCE UNA CANZONE DEI DEPRAVITY? VI SPARTITE TRA VOI IL SONGWRITING O E’ TUTTO FRUTTO DI UNA SOLA MENTE?
– La musica viene scritta da me e dai chitarristi Lynton e Jarrod. Ognuno lavora alle proprie canzoni, le quali vengono poi portate in sala prove per essere rifinite tutti insieme. Jamie, il nostro vocalist, scrive la maggior parte dei testi, anche se è capitato anche a me di scriverne qualcuno. Solo le idee veramente buone superano i vari step del processo, a prescindere da quale sia la loro natura o da chi provengano. Dopo 25 anni di gavetta, abbiamo abbastanza fiducia in noi stessi per permettere alla musica di essere quella puoi sentire. Tutto ciò si traduce in uno stile di death metal aggressivo, oscuro e non ossessionato dalla tecnica.

COS’E’ PIU’ IMPORTANTE PER VOI, LA TECNICA O L’ATMOSFERA?
– Direi entrambe in egual misura. Come ti dicevo poco fa, siamo una band piuttosto ‘musicale’, quindi la tecnica e la capacità di suonare il proprio strumento sono molto apprezzate, ma anche un elemento come l’atmosfera gioca un ruolo importante. Vogliamo che il nostro suono si mantenga oscuro, selvaggio, pesante e il più possibile opprimente, con una buona dose di agilità nelle sue strutture. Questo è il tipo di metal che ci piace ascoltare e, di conseguenza, scrivere.

COSA PUOI DIRCI A RIGUARDO DEI TESTI? LEGGENDO I TITOLI, SEMBRATE INTERESSATI AI CLASSICI ARGOMENTI DEL GENERE…
– Assolutamente sì. Non stiamo cercando di reinventare la ruota con i nostri testi perché pensiamo che le idee classiche vadano bene per questo tipo di musica. O forse ci piacciono certi argomenti perché siamo vecchi (ride, ndR). Il nostro repertorio comprende terrorismo, satanismo, omicidi, schiavitù, nichilismo, barbarie, violenza, perversione e – naturalmente – depravazione! Concetti elementari, vero, ma attribuiamo comunque importanza alla scrittura e pensiamo che questo si rifletta in modo interessante sulla musica.

PER L’ARTWORK E LA PRODUZIONE VI SIETE AFFIDATI A NOMI NOTI DELLA SCENA. COM’E’ STATO LAVORARE CON ALEXANDER TARTSUS E I FRATELLI WIESLAWSKI?
– Collaborare con quei ragazzi è stato davvero fantastico. Abbiamo ammirato per anni la qualità del loro lavoro, per cui la scelta è avvenuta in modo del tutto naturale. Non ci sono mai stati problemi di comunicazione, e sono stati in grado di fornirci dei risultati incredibili. Persone molto professionali ed efficienti, altamente consigliate! Dopo l’esperienza con i Depravity, sono stato negli Hertz Studio in Polonia per registrare il nuovo album degli Impiety, dove ho avuto modo di verificare con mano le capacità dei fratelli Wiesławski. Un grandissimo duo.

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LA TRANSCENDING OBSCURITY? E COME GIUDICATE IL LAVORO DELL’ETICHETTA FINORA?
– Conosco Kunal, il proprietario dell’etichetta, dal 2005, quando inviai l’album di una mia band per una recensione. Lo scorso anno ha pubblicato “Cavalries of the Occult” dei The Furor, un altro gruppo in cui suono, e poco tempo dopo si è interessato al progetto Depravity. Si concentra molto sulla promozione, una cosa che non sempre abbiamo il tempo o il modo di fare adeguatamente. Per una band come la nostra è difficile ottenere visibilità al di fuori dell’Australia, ma Kunal sa con chi parlare. Rispetto a tanti altri, ci dà un effettivo vantaggio. La nostra musica non ha mai raggiunto così tante persone, e questo è tutto ciò che abbiamo sempre voluto. Senza la Transcending Obscurity, esportare il nome dei Depravity sarebbe stata molto più difficile.

PROVENITE DALL’AUSTRALIA, UNA NAZIONE CHE HA VISTO NASCERE MOLTI GRUPPI DEATH METAL NEGLI ULTIMI ANNI. IN POCHI, TUTTAVIA, ADOTTANO UNO STILE CLASSICO COME IL VOSTRO, PREFERENDOGLI UN SUONO CRIPTICO E DISTORTO SULLA SCIA DEI VARI PORTAL E ULCERATE… COME TE LO SPIEGHI?
Penso che le band australiane abbiano uno stile distintivo, ma non sono certo che i Depravity ne siano un riflesso diretto. Suoniamo molto più ‘all’americana’… per come la vedo io, il vero sound australiano è personificato da formazioni come Destroyer 666, Gospel of the Horns, Nocturnal Graves, Bestial Warlust, Sadistik Exekution e Abominator. Uno stile crudo, anticonformista, selvaggio, barbaro e senza pretese. Non cerchiamo di sembrare australiani; ascoltiamo metal da tutto il mondo, sia vecchio che nuovo, e penso che questa cosa mantenga la nostra musica ‘universale’.

PENSI SIA POSSIBILE SUONARE DEATH METAL OGGIGIORNO SENZA RIPETERE QUANTO FATTO NEGLI ULTIMI VENTICINQUE ANNI? CREDI CHE IL GENERE ABBIA ANCORA QUALCOSA DA DIRE?
– Credo ci sarà sempre spazio per la musica rilevante e di qualità. Nel corso degli anni, è stato dimostrato che non è necessario suonare super-progressivi o anticonvenzionali per lasciare il segno. Ancora più importante, i musicisti dovrebbero concentrarsi sui loro punti di forza e sul loro carisma per creare qualcosa di fresco e stimolante, basato su feeling e atmosfera.

COSA SIGNIFICA PER TE SUONARE DEATH METAL? QUAL E’ IL TUO PRIMO RICORDO LEGATO A QUESTO GENERE?
– Il primo album death metal che ho ascoltato è stato “Blessed are the Sick”, nel 1993. Poco dopo ho scoperto Napalm Death, Cannibal Corpse, Bolt Thrower, Carcass, Darkthrone, Immortal e Mayhem. Quel tipo di musica mi sconvolse sotto ogni punto di vista ed entrò nella mia vita quando ne avevo più bisogno, intorno ai 13 anni. Nel ’94 formai la mia prima band con alcuni compagni di scuola, e furono sicuramente dei gran bei momenti. Scrivere, sperimentare, mettere alla prova le nostre capacità divenne l’obiettivo principale delle nostre vite, e ci tenne su una strada positiva, lontana dagli aspetti monotoni e pericolosi della gioventù. Ho cominciato ad esibirmi intorno al ’97, venendo così introdotto agli aspetti ‘sociali’ dell’essere musicista, come l’interazione con gli altri gruppi, la promozione e i tour. Da allora ho avuto la possibilità di suonare in molti paesi del mondo, e non riesco a pensare ad emozione più grande. E’ un onore far parte della scena death metal e spero di continuare ad offrire musica di qualità ai fan del genere. È meglio che fare sport!

QUALI SONO I VOSTRI PIANI PER IL FUTURO? AVREMO MAI LA POSSIBILITA’ DI VEDERVI DALLE NOSTRE PARTI?
Ci piacerebbe portare la musica dei Depravity in Europa. Abbiamo suonato molte volte da quelle parti con altre band, ed è sicuramente la Mecca del metal, con anche un rapporto qualità-prezzo migliore rispetto all’Australia. Non appena riusciremo ad organizzarci, passeremo a trovarvi. Anche un tour in America e in Asia sarebbe grandioso.

PER FINIRE, QUALI SONO SECONDO TE GLI ALBUM ESTREMI PIU’ IMPORTANTI DI SEMPRE?
Mmm… non mi considero un’enciclopedia, ma così su due piedi ti dico:

Morbid Angel – “Altars of Madness”
Cannibal Corpse – “Eaten Back to Life”
Bolt Thrower – “The 4th Crusade”
Deicide – “Deicide” e “Legion”
Angelcorpse – “Exterminate”
Napalm Death – “Scum”
Mayhem – “De Mysteriis Dom Sathanas”
Darkthrone – “A Blaze in the Northern Sky”
Dissection – “Storm of the Light’s Bane”
Marduk – “Those of the Unlight”

…solo alcuni classici verso cui provo un fascino senza tempo. Grazie mille per il supporto e l’intervista!

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