DEPTHS OF DEPRAVITY – Classe Ungherese

Pubblicato il 06/04/2011 da

 

I Depths Of Depravity vengono dall’Ungheria e riescono ad arrivare alle nostre orecchie nonostante la loro nazione non offra un supporto tecnicamente adeguato per le varie scene musicali, in particolare quella death metal. Si tratta di un gruppo che ha volto il suo sguardo all’evoluzione, facendo della complessità la sua principale arma vessatrice, memori della lezione dei Suffocation e Cryptopsy; tuttavia, dopo un primo album all’insegna della tradizione, ed un secondo forse troppo sbilanciato sull’aspetto strutturale dei pezzi, riescono ad offrirci un terzo lavoro assai bilanciato in tutti gli aspetti che rendono appetibile un disco death metal: songwriting, suoni devastanti e assalto frontale ben diretto. Cari appassionati (e non), avete l’obbligo morale di seguire questa intervista e di procurarvi “Inspirritation”!

 



PARLATECI DELLA BAND: QUANDO E’ NATA? COME VI SIETE CONOSCIUTI? 

“Abbiamo iniziato nel 1996 con un diverso monicker. La formazione era composta da Peter Jakab (voce), Laszlo Spirk (chitarra) e Zsolt Menyhart (basso). Dopo pochi mesi abbiamo deciso di cooperare con un altra band locale, di nome Zombie Holocause. I loro batterista (Sagi Hubert) e chitarrista (Valentin Noszov) si unirono a noi in cambio di Peter (il nostro cantante), perché all’epoca gli ZH erano senza cantante. Questa formazione ha funzionato fino settembre 1998: registrammo un EP ma con questa formazione avevamo opportunità limitate, così abbiamo deciso di tornare alla formazione originale. All’inizio del 2000 David Gregus entrò nella band come batterista e iniziammo ad usare ‘Depths of Depravity’. Poiché nel periodo precedente avevamo registrato le parti di chitarra per un intero album, ci fu solo il bisogno di comporre e registrare le ritmiche per quello che è stato il nostro primo album ‘Into the Decay’, del 2002. Nelle settimane successive abbiamo fatto anche qualche data in giro e, soprattutto, molte prove, con il risultato del nostro secondo album ‘Insensible Extinct Mechanical World’ del 2006. Durante gli anni abbiamo avuto un altro cambio di formazione: Csaba Gurdon al posto di Zsolt al basso nel 2007. Infine, nel 2010 abbiamo registrato ‘Inspirritation’, il nostro ultimo album”. 

 

PRESENTATE I VOSTRI ALBUM AI NOSTRI LETTORI ED INVOGLIATELI AD ASCOLTARLI! 

“2002: ‘Into the decay’ è stato autopubblicato e poi ripubblicato come contenuto bonus del nostro secondo album. Abbiamo scritto questo disco interamente a casa mia, cosa che ha coinvolto tutti i membri nella scrittura delle canzoni. Si sente ancora molto pesantemente l’influenza dei Suffocation. Oggi, se mi capita di ascoltare quel disco, mi interrogo sempre sul modo in cui scrivevo le canzoni all’epoca. 

2006: ‘Insensible Extinct Mechanical World’ – Terranis Productions. Con quest’album siamo migliorati molto, sotto tutti gli aspetti. Questo album ha rappresentato per noi una grande sfida poiché, essendo un concept, abbiamo dovuto comporre la musica conformandoci a testi già scritti. Ci abbiamo lavorato molto. Le canzoni sono molto particolari, avendoci noi inserito aspetti innovativi (per il nostro sound) come chitarre acustiche, armonie dissonanti e cambi di tempo insoliti. Gran parte della musica è nata in casa mia, con un maggior coinvolgimento degli altri ragazzi. L’unico limite che quest’album comporta è che, durante i concerti, non possiamo muoverci quanto vorremmo, poiché l’estrema complessità della musica ci impone di essere continuamente concentrati su di essa. Quest’album ci ha portato un po’ di stima in giro e aperto qualche porta… 

2010: ‘Inspirritation’ – Terranis Productions/Sevared Records. Prendendo spunto dalle esperienze precedenti, abbiamo provato a scrivere canzoni più agili da suonare, evitando però di limitarci a due accordi. Questa volta abbiamo scritto le canzoni in sala prove. Il tempo trascorso da questa pubblicazione non è molto ma abbiamo imparato già diverse cose: speriamo che ci sia un prossimo album dove poter avvantaggiarci di questo”.LA VOSTRA NAZIONE NON E’ 

 

MOLTO FAMOSA PER LA SUA COMUNITA’ METAL. POTRESTE DESCRIVERCI LA SCENA UNGHERESE E, IN PARTICOLARE, LA SCENA DEATH? CI CONSIGLIERESTE QUALCHE NOME INTERESSANTE? 

“La scena metal è piccola ma esiste: qualche gruppo è decisamente noto in tutta Europa ma, onestamente, si tratta di musica che non m’interessa (ogni riferimento agli Ektomorf è puro caso, ndR). La scena death è anche più piccola: si fondano molti gruppi, ma si pubblicano pochi album. Noi siamo tra i pochi che hanno più di un LP! Un’altra grande band ungherese sono i Gutted: hanno appena pubblicato il loro terzo disco ed è buono, vale l’acquisto (tenete a mente!, ndR)”. 

 

IL NOME DELLA BAND E’ LO STESSO DI UNA CANZONE DI “PIERCED FROM WITHIN” DEI SUFFOCATION: SONO PER VOI PIU’ DI UNA SEMPLICE ISPIRAZIONE? 

“Quando nel 2000 abbiamo cambiato il nostro nome in DOD, i Suffocation mi piacevano molto. Ovviamente mi piacciono ancora e possiamo dirci molto fortunati ad aver condiviso con loro un palco a Budapest. ‘Pierced From Within’ è per me il loro migliore disco al punto che, come detto, il nostro primo album risente molto della sua influenza. Quando siamo entrati per la prima volta in studio ce lo siamo portati dietro, dicendo che volevamo lo stesso suono!”. 

 

IL VOSTRO ULTIMO ALBUM, “INSPIRRITATION”, CI HA FATTO VENIRE IN MENTE I CEPHALIC CARNAGE, SPECIALMENTE PER L’APPROCCIO AUDACE AL SONGWRITING: POTREMMO DIRE CHE SI TRATTA DI UN GRUPPO CHE APPREZZATE? 

“Come detto prima i Suffocation sono stati una grande influenza per me, cui poi si sono aggiunti Cryptopsy e, appunto, Cephalic Carnage. Il primo album dei CC mi ha semplicemente impressionato: milioni di idee, cambi tra i riff, che puoi percepire come una sorta di caos, mentre le canzoni si dirigono verso una totale anarchia. Non sono riuscito ancora a togliere ‘Lucid Interval’ dal mio lettore CD perché quell’album non mi ha mai annoiato; stessa cosa accade coi Cryptopsy. Questi tre gruppi sono l’influenza più evidente per la nostra musica. Nei Cryptopsy ho sempre sentito un feeling jazz, specialmente in ‘And Then You’ll Beg’. Ci sono un sacco di persone cui non piace ‘Whisper supremacy’ a causa di Mike DiSalvo, ma secondo me era Lord Warm a non aggiungere alcun extra agli album in cui è presente, mentre Mike rendeva le parti vocali più aggressive. Mentre ‘None so Vile’ è un capolavoro di un gruppo death metal, ‘WS’ e ‘ATYB’ sono dischi più complessi, tali da ispirare – spero – l’intera scena death metal”. 

 

LE VOSTRE CANZONI SONO TUTTE COMPLESSE E BEN STRUTTURATE: COME AVVIENE IL PROCESSO DI SCRITTURA DEI PEZZI? 

“Estremamente lento. Come dicevo, negli ultimi anni abbiamo scritto le nostre canzoni in sala prove. Le idee vengono, in qualche modo, e noi scriviamo ‘a parti’, che noi mettiamo insieme e, quando abbiamo abbastanza idee, la canzone è pronta. Per ‘Inspirritation’ avevamo pochi riff provenienti dalla scrittura dell’album precedente, ma alla fine non hanno trovato posto sul disco. Diciamo si formano in noi pezzetti di canzone finché non siamo in grado di adoperarli per scrivere un pezzo intero: perché è un processo così lento? Non ne ho idea. Per quest’album pensavamo che non sarebbe mai stato pronto: il suo titolo iniziale era ‘Inspiration Lost’…”. 

 

QUALI SONO, SECONDO VOI, I PIU’ EVIDENTI SEGNALI DI EVOLUZIONE DAGLI ALBUM PRECEDENTI A QUEST’ULTIMO? 

“Le strutture sono diventate più dirette. Quest’album è stato scritto in sala prove (eddaje, ndR). Tutti noi assieme abbiamo contribuito a scriverlo, aggiungendo ognuno qualcosa, così abbiamo potuto creare qualcosa dal feeling ‘live’: queste canzoni risultano più potenti quando le suoniamo dal vivo. Ogni canzone, infine, ha una sua personalità, delle sue caratteristiche precise: non sai mai cosa succederà negli istanti successivi”. 

 

POSSIAMO IMMAGINARE CHE SIATE FAN DELL’HEAVY METAL MOLTO APPASSIONATI: QUALI SONO I GRUPPI CHE VI PIACCIONO DI PIU’? QUALI INVECE I GRUPPI CHE ASCOLTATE DI PIU’ IN QUESTO PERIODO? 

“E’ impossibile fare una lista di tutti i gruppi che ascoltiamo. Negli anni ci siamo evoluti dall’ascoltare ‘solo’ death metal: per quanto mi riguarda, mi piace anche musica jazz/fusion e, generalmente, qualsiasi cosa sia jazz. Oggi come oggi sto ascoltando ‘Jupiter’ degli Atheist, e lo trovo molto bello”. 

 

IL DEATH METAL E’ UN GENERE MUSICALE OSTILE E OFFRE POCHE SODDISFAZIONI ECONOMICHE: POTETE DIRCI SE RIUSCITE A VIVERE DELLA VOSTRA MUSICA OPPURE AVETE DEI LAVORI? E, SE SI’, QUALI? 

“Non riusciamo a vivere con quello che guadagnamo dalla musica, così ognuno di noi ha lavoro: manager della qualità, ingegnere elettrico, ecc.”. 

 

CHE TIPO DI RAPPORTI INTRATTENETE COL VOSTRO PUBBLICO? VI PIACE TENERE CONTATTI CON I FAN VIA INTERNET, ECC.? 

“Non abbiamo un gruppo di fan molto grande. Di sicuro ce ne sono un po’ che incontriamo sempre alle esibizioni dal vivo ed alcuni di loro sono diventati nostri buoni amici. Per essere onesti, non siamo quel tipo di gruppo egoista che si comporta da stele affermate. Sulla nostra pagina MySpace pubblichiamo notizie solo ogni sei mesi, ma comunque non sono molti i gruppi che scrivono di continuo sui blog, ecc. Io, specialmente, non seguo nessuna band ora come ora: è sufficiente che sappia quando pubblicherà il prossimo album. Qualcuno ha scritto che siamo usciti dalla tana per pubblicare un disco dopo quattro anni… adesso ci ritorniamo per i prossimi quattro-cinque anni…”. 

 

AVETE INTENZIONE DI FARE UN TOUR PER PROMUOVERE IL VOSTRO ULTIMO DISCO? VERRETE IN ITALIA? 

“Se ci saranno dei tour, saranno solo entro l’Ungheria, al momento non riesco a vedere opportunità tali da fare un tour internazionale. Non siamo mai stati a suonare in Italia, qualche volta ci piacerebbe venire. 

 

SPERIAMO DI VEDERVI PRESTO DAL VIVO, PER VEDERE COME I VOSTRI PEZZI FUNZIONANO. PRIMA DI FINIRE, VOLETE FARE UN SALUTO AI NOSTRI LETTORI? GRAZIE! 

“Grazie per l’opportunità, speriamo di non venire solo per una vacanza ma per suonare dal vivo!”.

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