DESULTORY – Blast From The Past

Pubblicato il 02/03/2011 da

Abbiamo dovuto aspettare quindici anni prima che i Desultory si decidessero a tornare insieme per scrivere del nuovo materiale, ma dobbiamo dire che l’attesa é stata ripagata nel migliore dei modi. Il nuovo “Counting Our Scars” infatti é un lavoro pregevolissimo e dotato di una certa eleganza e va a ricollegarsi ai primi due album degli svedesi, quegli “Into Eternity” e “Bitterness” che li imposero all’attenzione generale vent’anni orsono. Membri storici di quell’ondata svedese eccezionale che verso la fine degli anni ottanta contribuì a cambiare per sempre le sorti della musica estrema (parliamo di Dismember, Entombed e compagnia ovviamente), i nostri si sono sempre differenziati dalle altre band di swedish death in virtù di un songwriting più articolato e di melodie darkeggianti e crepuscolari che ne hanno fatto un “unicum” sulla scena. Abbiamo avuto la possibilità di scambiare quattro chiacchiere con il chitarrista Hakan Morberg, che ci ha guidato nei meandri della band e della loro musica.

POTRESTI INTRODURRE LA BAND A BENEFICIO DI COLORO CHE ANCORA NON LA CONOSCONO?
“I Desultory sono composti da Klas Morberg alla voce e alla chitarra, Thomas Johnson alla batteria, Jojje Bohlin al basso e dal sottoscritto all’altra chitarra. Nei nostri primi due album avevamo Stefan Pöge alla sei corde. Abbiamo pubblicato tre album tra il 1993 ed il 1996”.

CHI HA AVUTO L’IDEA DI RIFORMARE LA BAND DOPO QUASI QUINDICI ANNI?
“L’idea ci è venuta all’inizio del 2008, quando ci siamo riuniti per fare progetti per il futuro e quasi per scherzo ci siamo messi a suonare vecchi brani. La cosa si è subito evoluta in qualcosa di più serio ed abbiamo realmente iniziato a pensare di rimettere in piedi i Desultory. La reputavamo una buona cosa, che dovevamo fare. Abbiamo subito deciso che la band doveva avere il 100% della nostra dedizione e che dovevamo rientrare con una certa dignità”.

SIETE STATI PARTE DELLA PRIMA SCENA DELLO SWEDISH DEATH: COSA RICORDATE DI QUEI TEMPI?
“Sotto molti punti di vista è stato un periodo fantastico. Eravamo parte attiva ed integrante di un movimento che ha contribuito a sviluppare una nuova subcultura e delle forme musicali innovative. C’era un grandissimo fermenti e si tenevano concerti di death metal tutti i weekend. Abbiamo diviso il palco con band quali Entombed, Unleashed, Dismember, Unanimated, Therion e così via. Eravamo consapevoli di ciò che noi e le altre band stavamo facendo, anche perché ci conoscevamo tutti. Certo, c’era anche della sana competizione, ma eravamo una grande famiglia i cui membri si rispettavano reciprocamente e non facevano mai mancare il loro apporto quando qualcuno di noi suonava dal vivo”.

TORNANDO AGLI ANNI NOVANTA, COME MAI AVETE DECISO DI SCIOGLIERVI?
“Sul nostro terzo album ‘Swallow The Snake’ la musica ha iniziato ad evolversi con modalità differenti dal passato. Volevamo trovare nuove vie per esprimere la nostra musica, ma questo ci ha esposti ad un vero e proprio salto nel buio. A quel tempo abbiamo fatto ciò che sentivamo giusto fare, anche se questo ha significato mettere i Desultory in pausa per qualche anno. Comunque non abbiamo mai smesso di suonare insieme, solo che lo facevamo con un altro monicker e con altre modalità espressive. Credo che questo ci abbia reso più forti e ha fatto sì che oggi si possa ascoltare del nuovo materiale dei Desultory”.

DOPO LO SPLIT INFATTI AVETE CONTINUATO CAMBIANDO NOME E TRASFORMANDOVI NEGLI ZEBULON; ORA DOBBIAMO CONSIDERARE FINITA QUELL’ESPERIENZA?
“Sì, direi che gli Zebulon ormai sono da considerarsi un capitolo chiuso. Ora siamo concentrati al 100% solo sui Desultory”.

CONGRATULAZIONI PER IL NUOVO ALBUM “COUNTING OUR SCARS”! LE REAZIONI DELLA CRITICA SEMBRANO TUTTE MOLTO BUONE, COME HA REAGITO INVECE IL PUBBLICO?
“Innanzitutto grazie! In effetti per ora le recensioni che abbiamo ottenuto sono molto positive ed anche i fan che hanno ascoltato il lavoro si dicono estremamente soddisfatti. Siamo stati molto contenti di poter offrire loro questo nuovo album”.

IL NUOVO LAVORO HA UN SOUND VICINO A QUELLO DEI VECCHI “INTO ETERNITY” E “BITTERNESS”. A QUINDICI ANNI DI DISTANZA COSA PENSATE DI “SWALLOW THE SNAKE”? C’ERA QUALCOSA DI SBAGLIATO IN QUELL’ALBUM?
“‘Swallow The Snake’ è stato un album che ha diviso e del quale si è molto dibattuto. Il lavoro suscita pareri discordanti, molto disaccordo e parecchie speculazioni. Un grande fraintendimento è stato che l’avremmo pubblicato per vendere più album e diventare una grossa band. Nulla di più falso, in quanto già sapevamo che così facendo molta gente ci avrebbe voltato le spalle, compresa la Metal Blade che era la nostra etichetta in quel periodo. La cosa più opportunista che avremmo potuto fare era registrare un altro album identico ai precedenti”.

QUANTO CI AVETE MESSO A SCRIVERE “COUNTING OUR SCARS”? INOLTRE, CHI E’ IL PRINCIPALE COMPOSITORE IN SENO ALLA BAND?
“Le nove tracce dell’album sono state composte in circa un anno. Abbiamo iniziato alla fine del 2008 e siamo entrati in studio a novembre 2009. Ho scritto le musiche di sei dei nove brani. Jojje e Thomas hanno fatto il resto. Poi Klas ha buttato giù le parti vocali ed io mi sono occupato della maggior parte dei testi”.

COME DESCRIVERESTE LA VOSTRA EVOLUZIONE NEL CORSO DEGLI ANNI E QUALE DIREZIONE VOLETE DARE ALLA VOSTRA MUSICA IN FUTURO?
“Con il nuovo album volevamo avere una stretta connessione con i primi due lavori. Volevamo costruire un ponte tra passato e presente, ma più di ogni altra cosa volevamo pubblicare un grande album a nome Desultory. Parlando di evoluzione, credo che siamo maturati nel processo compositivo ed abbiamo imparato a seguire e ad esternare i nostri istinti musicali. Le prossime uscite probabilmente conterranno un po’ più di tutto quanto fatto fino ad ora”.

DA DOVE HAI TRATTO SPUNTI PER I TESTI?
“I nostri testi sono molto introspettivi ed hanno a che vedere con quello che succede all’interno della mente. Parlano di pensieri dubbiosi e disperati, il tutto visto sotto un’ottica molto cupa. Traiamo ispirazione dalla vita di tutti i giorni e cerchiamo di filtrare la realtà tramite una mentalità oscura”.

AVETE FIRMATO UN CONTRATTO PER LA PULVERIZED RECORDS: COME VI TROVATE CON LORO?
“Credo che il supporto che ci stanno dando vada al di là di ogni nostra aspettativa. La label non ha grossi mezzi finanziari, quindi non fa promozione a tappeto, ma sentiamo di avere la loro piena attenzione e loro stanno facendo il possibile per promuoverci al meglio delle loro possibilità. Ora come ora, ad esempio, stiamo facendo un sacco di interviste con la stampa europea”.

COSA PENSI DELLE RISTAMPE DI “INTO ETERNITY” E “BITTERNESS”, EDITE PROPRIO DALLA PULVERIZED?
“Sono delle eccellenti ristampe! Il sound è molto migliorato rispetto agli originali, Dan Swanö ha fatto davvero un grandissimo lavoro. Ci sono anche delle tracce demo e foto esclusive, oltre a delle note esaustive con la nostra storia completa. Credo che proprio per questo siano da avere anche se si possiedono già gli originali”.

STATE PREPARANDO QUALCHE TOUR QUI IN EUROPA?
“Non siamo in grado di organizzare un grosso tour europeo, ma stiamo preparando dei mini tour e prendendo contatti per qualche festival estivo. Al momento abbiamo prenotato il Getaway Rock ed il Nordfest, entrambi in Svezia, e stiamo vedendo di riuscire a partecipare anche ad un paio di grossi eventi tedeschi”.

ABBIAMO FINITO, VUOI AGGIUNGERE QUALCOSA IN CHIUSURA?
“Solo ringraziare per l’interessamento e per l’intervista”.

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