DEVIANT SYNDROME – Russian Hate Breeders

Pubblicato il 30/11/2011 da

Se già non capita di frequente di avere a che fare con band in arrivo dalla grande madre Russia, ancora più raro è il fatto che queste si facciano portatrici di autentici masterpiece in grado di rivaleggiare con i più blasonati act europei: è questo il caso però di “Inflicted Deviations”, opera prima di quelli che possiamo definire, se saranno in grado di confermarsi su questi livelli, come gli eredi designati dei cinque bambini di Bodom. Ai nostri microfoni il mastermind George “Wildchild” Shchelbanin…

CIAO RAGAZZI, BENVENUTI SU METALITALIA.COM! VISTO CHE SIETE NUOVI SULLA SCENA, CHE NE DITE DI INIZIARE CON LE PRESENTAZIONI?
“Ciao a tutti! L’idea di formare i Deviant Syndrome risale alla fine del 2005, ci sono però poi voluti un paio d’anni per assestare la line up ed essere pronti a calcare le assi di un palco. Abbiamo subito rilasciato un demo autoprodotto e poi ci siamo concentrati sul rodaggio dal vivo, finchè nel 2009 non abbiamo iniziato a registrare il nostro primo album, uscito ora anche in Europa e non solo in Russia. Al momento la nostra line up è composta alla sezione ritmica da Konstantin Kalkatinov (batteria) e Nikita Kharitonov (basso); Olga Orekhova alle testiere garantisce le parti atmosferiche; Eugene Sibirskiy è il secondo chitarrista, responsabile per quasi tutte le ritmiche portanti e qualche assolo; ed infine ci sono io, George Shchelbanin, che mi occupo delle linee vocali, delle parti ritmiche e di quasi tutti i soli”.

“INFLICTED DEVIATIONS” E’ PROBABILMENTE IL MIGLIOR DISCO DI MELODIC DEATH METAL USCITI QUEST’ANNO, TUTTAVIA SONO PUR SEMPRE EVIDENTI LE SOMIGLIANZE CON IL SOUND PORTATO ALLA RIBALTA DA FORMAZIONI SVEDESI O FINNICHE COME CHILDREN OF BODOM E DARK TRANQUILLITY…ERANO QUESTI I TUOI RIFERIMENTI QUANDO HAI MESSO IN PIEDI LA BAND?
“Grazie per i complimenti! Non posso dire di aver cercato ispirazione in qualche band in particolare ma nella loro diversità. Ho provato a trovare il giusto mix tra la melodia e l’heavy metal classico da una parte e l’aggressione estrema del black e death metal dall’altra. Quindi dalla combinazione di tutti questi stili è nato il cosidetto melodic death metal (risate, ndA)!”.

VISTO CHE STIAMO PARLANDO DI BAND CHE HANNO CAMBIATO RADICALMENTE IL LORO STILE, COSA NE PENSI DEGLI ULTIMI ALBUM DEI CHILDREN OF BODOM E DEI DARK TRANQUILLITY?
“Per quanto riguarda i Children Of Bodom ho perso interesse nei loro confronti album dopo album. Apprezzo molto i loro primi lavori, ma gli ultimi tre dischi sono solo volti al successo commerciale. Non c’è nulla di male a fare soldi nel music business, ma non riesco davvero a trovare l’anima in questa musica. I Dark Tranquillity invece fanno ancora buona musica, anche se i loro ultimi album suonano abbastanza simili gli uni agli altri, per questo non li seguo più molto”.

IL VOSTRO ALBUM DI DEBUTTO E’ USCITO INIZIALMENTE PER UN’ETICHETTA RUSSA SALVO POI GUADAGNARE L’ATTENZIONE DELLA NUCLEAR BLAST CHE LO HA AGGIUNTO AL SUO CATALOGO DI DISTRIBUZIONE: VI SENTITE PRONTI A FIRMARE CON UN DEAL CON UNA MAJOR E, QUALORA CIO’ AVVENISSE, NON TEMI CHE QUESTO VI POSSA FAR PERDERE UN PO’ DI QUEL “FASCINO UNDERGROUND” (ALTRIMENTI DETTO “EFFETTO SORPRESA”) CHE SICURAMENTE HA CONTRIBUITO A RENDERE “INFLICTED DEVIATIONS” UN GIOELLINO?
“Innanzitutto diciamo subito che il fatto di firmare per un’etichetta europea (e magari americana in futuro) è sempre stata una nostra priorità, dato che la scena russa non è per niente sviluppata e penso sia molto meglio per noi portare in Europa la nostra musica. Non siamo preoccupati di perdere il nostro fascino underground ma vorrei continuare a fare musica come mi sento, se poi questo dovesse suscitare interesse per il grande pubblico saremo ben contenti di poter firmare per una major”.

VISTO CHE “INFLICTED DEVIATIONS” E’ STATO REGISTRATO NEL 2009, SIETE GIA’ AL LAVORO SU NUOVO MATERIALE? E COME MAI CI SONO VOLUTI DUE ANNI PER AVERE IL DISCO NEI NEGOZI?
“La registrazione in sé è durata un anno, poi però abbiamo dovuto aspettare l’ingegnere del suono per cominciare a lavorare sulla produzione e poi altri mesi per trovare un’etichetta interessata e finalmente far uscire il disco. Nel frattempo sì, nel secondo anno di lavorazione del debut album ho già iniziato a scrivere per il suo successore, che è quasi pronto. Stavolta speriamo che ci voglia meno di due anni per completare il tutto”.

MOLTO BELLO ANCHE IL VOSTRO COVER ARTWORK, DAVVERO “SPAVENTOSO” E “VINTAGE” RISPETTO A QUELLO CHE SI VEDE IN GIRO OGGIGIORNO…HA A CHE FARE CON LE LIRICHE DELL’ALBUM OPPURE STAVATE SOLO CERCANDO QUALCOSA DI “OLD SCHOOL METAL”?
“L’artwork è molto vicino alle liriche e tutto il tema di fondo dell’album ha molto a che fare con i disegni fantasy di Zdzislaw Beksinski che con l’arte moderna, anche se ci potrebbe essere qualche influenza di H.R.Giger. Il tema portante del disco è il declino e l’auto distruzione della razza umana per colpa dei suoi comportamenti che stanno gradualmente portando alla morte del pianeta. Le liriche del disco sono state scritte da Maksim Zuev e dal nostro bassista Nikita Kharitonov, insieme abbiamo pensato al concept delle cenzoni e loro hanno trovato le parole partendo dalla musica che ho composto io. L’artwork è invece opera dell’artista russo Pablo the Elephant e dell’Art-s-Kill team. All’inizio della nostra collaborazione li abbiamo chiesto quello che avremmo voluto fosse il tema dell’artwork, dopodichè hanno avuto carta bianca e hanno fatto davvero un ottimo lavoro”.

SENTENDO LA VOSTRA MUSICA SENZA SAPERE DA DOVE VENITE E’ DIFFICILE INDOVINARE LA VOSTRA PROVENIENZA, MA AL TEMPO STESSO SI AVVERTE QUALCOSA DI DIVERSO RISPETTO AL TIPICO SOUND SVEDESE O FINLANDESE: AVETE MAI PENSATO DI PORTARE QUALCHE ELEMENTO DELLA TRADIZIONE RUSSA PER RENDERE LA VOSTRA MUSICA ANCORA PIU’ RICONOSCIBILE?
“Sì, abbiamo anche uno striscione sul palco per presentarci come melodic death metal russo (risate, ndA)! Siamo cresciuti con una cultura differente e non è così strano che abbiamo qualcosa di diverso da aggiungere. Sicuramente avremo qualche elemento di folklore russo nel nostro secondo album, spero vi piaccia!”.

SIETE PROBABILMENTE LA PRIMA BAND CHE RIESCE A FARMI ASCOLTARE D’UN FIATO NOVE MINUTI DI CANZONE STRUMENTALE SENZA UN PIZZICO DI NOIA: QUAL E’ IL VOSTRO SEGRETO E COME AVETE FATTO?
“Mentre scrivevamo questa strumentale avevo in mente i grandi capolavori dei Metallica come ‘The Call of Ktulu’, ‘Orion’ e ‘To Live is to Die’ e l’idea era proprio comporre qualcosa che potesse reggere il confronto, qualcosa di monumentale con dei riff aggressivi, assoli di chitarra, basso e chitarre acustiche. Credo che il fatto di avere una canzone interamente strumentale su ogni disco sia una buona cosa e penso continueremo con questa tradizione anche nei prossimi album”.

CHE PIANI AVETE SUL VERSANTE LIVE? RIUSCITE A PORTARE LA VOSTRA MUSICA IN GIRO PER L’EUROPA O, NON AVENDO UN’ETICHETTA UFFICIALE, NON E’ FACILE VIAGGIARE FUORI DALLA RUSSIA?
“Oggi come oggi è sicuramente un problema, Non siamo quel tipo di band che può permettersi ancora uno show da headliner, ma spero che avremo l’occasione di fare qualche tour di supporto ad una band affermata. Siamo ancora nelle condizioni di gestire da soli i nostri spettaoli, ma per fare un tour europeo serve un contratto con una booking agency o un’etichetta che abbia questo tipo i contatti, quindi stiamo cercando contatti di questo tipo. Non appena li troveremo sono certo verremo dalle vostre parti, per ora abbiamo solo fatto qualche data in Olanda grazie a dei nostri amici olandesi ma questo è tutto per quanto riguarda i nostri show fuori al di fuori dei confini russi e ucraini”.

UN SOUND COME IL VOSTRO DOVREBBE FARE SCINTILLE ANCHE IN GIAPPONE…A QUANDO UN TOUR DEL SOL LEVANTE?
“Oh, noi abbiamo voglia di andare in tour in tutto il mondo! E naturalmente faremo del nostro meglio per poter calcare i panchi giapponesi e braisliani. Sarebbe davvero un sogno poter suonare in questi paesi, speriamo di poterlo fare un giorno”.

COM’E’ LA SCENA METAL RUSSA? A PARTE VOI E GLI ICON IN  ME NON MI NON MI VIENE I MENTE NESSUN ALTRA METAL BAND RUSSA, MA IMMAGINO CI SIA ALTRO DALLE VOSTRE PARTEI A PARTE LA MUSICA POP DELLE T.A.T.U….
“Gli Arkona, una band folk metal, sono abbastanza famosi in Europa, per il resto il nostro paese ha alcune buone band ma le loro possibilità di farsi sentire in Europa sono pari a zero perchè ci sono troppi problemi con la scena metal in Russia. L’unico mercato musicale sviluppato è quello della musica pop, mentre la scena estrema è ancora in uno stato embrionale. Abbiamo pochi musicisti professionisti, e quindi anche se ci sono tante band la maggior parte di esse suonano male. Non abbiamo nemmeno produttori, promoter e altre figure nell’ambiente che non siano musicisti, anche se spero le cose possano cambiare presto”.

BENE RAGAZZI, E’ TUTTO PER ORA: COME D’ABITUDINE, A VOI LE ULTIME BATTUTE…
“Grazie a voi per lo spazio e le domande! Spero che ognuno di voi abbia un sacco di musica da ascoltare e di concerti da vedere. Auguro ad ogni band di stare unita e di tenere duro per portare a termine il nostro sogno – quello di fare del metal la nostra vita!”.

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