DEVICE – Marchio di fabbrica

Pubblicato il 13/04/2013 da

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La crisi di mercato obbliga gli artisti a restare sempre impegnati per la mera sopravvivenza: è quindi frequente trovarsi di fronte a gruppi che sfornano un album ogni 2 anni, rimanendo costantemente in tour, o a progetti solisti e paralleli che prolificano come mai in questo periodo. Non è il caso di David Draiman: il cantante dei Disturbed potrebbe tranquillamente godersi un periodo sabbatico vivendo nel lusso, ma non è nella sua indole. Oltre a destreggiarsi come produttore, ecco arrivare uno sfogo artistico che va ad esaudire la sua vena industrial, il genere amato da sempre che è affiorato nei Disturbed solo come lontana influenza. Godetevi la presentazione del progetto dalle stesse parole dell’artista, nelle sue parole abili e nel suo atteggiamento affabile, cordiale e comunicativo.

device - band - 2013


HAI DICHIARATO PIU’ VOLTE CHE I DEVICE NON SONO METAL, DEFINENDOLI COME UN MIX TRA INDUSTRIAL ANNI ’90 E CLASSIC ROCK. A VOLTE PERO’ I PEZZI POGGIANO MOLTO SULLE CHITARRE, E SONO ANCORA PIU’ PESANTI E OSCURI DELLA TUA BAND MADRE. E’ NEI TUOI OBIETTIVI DIFFERENZIARE I DEVICE DAI DISTURBED?

“Se dobbiamo definirie i Device in base alla definizione di metal ai nostri giorni sono convinto che non sono nemmeno vicini all’essere metal. E’ una cosa diversa. Ci sono delle chitarre pesanti? Certo, non c’è dubbio. Per il resto c’è molta più melodia, c’è un approccio stilistico differente. Ti faccio un esempio: i Fear Factory sono una metal band che idolatra l’elettronica. I Device non suonano come i Fear Factory, sono più vicini a rock e hard rock che al metal”.

SE C’E’ UN BRANO CHE SI DIFFERENZIA DAGLI ALTRI E’ SICURAMENTE IL DUETTO CON LZZY DEGLI HALESTORM, PER ME TOTALMENTE INASPETTATO. PERCHE’ QUESTA CANZONE E PERCHE’ LZZY?
“Lzzy è la migliore, la più forte voce femminile nell’hard rock di oggi. Nessuno può avvicinarsi a lei. L’ho vista esibirsi moltissime volte e la seguo da anni, la sua voce è a prova di proiettile, quindi se dovessi scegliere l’incarnazione moderna di Lita Ford direi che è sicuramente lei. Ho sempre amato ‘Close My Eyes Forever’ di Ozzy e Lita, ed è davvero tanto tempo che volevo registrarne una cover con Lzzy. Sono contento di averla realizzata per ‘Device’ perchè ci ha permesso di raggiungere una dimensione e un’atmosfera che gli altri brani non sono riusciti a toccare. Ovviamente è anche un tributo alla grandezza della canzone e agli artisti che l’hanno scritta e sia chiaro, non mi azzardo e non pretendo paragonare me stesso a Ozzy, anzi spero che la nostra canzone possa piacergli. Io e Lzzy abbiamo già fatto sentire la nostra versione a Lita e lei l’ha adorata! Abbiamo la sua benedizione”.

CONDIVIDI LA TUA PASSIONE PER L’INDUSTRIAL CON GENO LENARDO: VUOI NOMINARE QUALCHE GRUPPO CHE VI HA ISPIRATO IN MANIERA PARTICOLARE IN QUESTO PROGETTO?
“Certo che sì: i Ministry di ‘The Mind Is A Terrible Thing To Taste’, i Nine Inch Nails di ‘Broken’ e ‘The Downward Spiral’, KMFDM, Skinny Puppy… Adoro l’industrial anni ’90, ho vissuto quegli anni appieno e ricordo ancora l’atmosfera dei club dove suonavano quel genere di musica, la scena goth e anche qualche serata bondage dell’epoca erano eccitanti ai miei occhi, non ho dimenticato le vibrazioni del rock mischiato all’elettronica. Se oggi entro in una serata goth duro al massimo 30 secondi”.

SO CHE COMINCERETE PRESTO A ESIBIRVI DAL VIVO, COME FARETE CON LE TRACCE CHE HANNO GUEST VOCALS?
“Ci penserò io! Ci sarebbero un paio di casi in cui potremmo unirci al gruppo che abbiamo ospitato sul disco, facendo festival o radio shows assieme. In genere me la caverò da solo, ovviamente non posso portarmi tutti quei ragazzi in tour… sarebbe bellissimo ma tutti loro hanno il loro bel da fare”.

SIETE DISPOSTI ANCHE A SUONARE COME GRUPPO SPALLA?
“Assolutamente sì! Non ho alcuna pretesa, sono più che disposto e ho voglia di esibirmi da supporter, e i miei compagni sono sulla mia stessa lunghezza d’onda. Sono consapevole che suonare da spalla è difficile a volte, ma non vedo l’ora di mettermi alla prova, è una sfida che mi piace. Voglio essere in quel gruppo di cui tutti sono curiosi a riguardo”.

NELLA LISTA DEGLI OSPITI CI SONO NOMI DI PRIMA GRANDEZZA COME GLENN HUGHES, SERJ TANKIAN E TOM MORELLO, TUTTE STAR CHE NON MI ASPETTAVO DI SENTIRE IN UN ALBUM INDUSTRIAL: COME LI HAI COINVOLTI?
“Sono miei amici. E’ avvenuto tutto in maniera organica e naturale. Come ti ho già detto Lzzy e io parlavamo da tempo della cover di Ozzy e Lita. Gli altri ospiti sono arrivati anche loro tramite conoscenze e conversazioni: io e Tom dovevamo lavorare assieme per un progetto di beneficenza che non ha mai visto la luce. Glenn mi invitò a una sessione di autografi per il suo libro, e da lì restammo in contatto. Io e Geezer Butler ci siamo rivisti al Dimebash, e siamo andati a cena io e mia moglie con lui e sua moglie. E’ stata tutta una serie di fortunati eventi, amicizia e coincidenze. Non era programmato, l’album era già scritto con tutte le parti vocali eseguite da me, ma è valsa la pena aspettare, perchè abbiamo collezionato una serie di collaborazioni veramente eccezionali. Dimenticavo il giovane Matt: ho visto gli Avenged Sevenfold evolversi nel mostro di oggi, una delle hard rock band più dominanti del pianeta, sono molto fiero di loro e sono felicissimo che abbia voluto prestarsi”.

E’ STRANO TROVARE TUTTE QUESTI DUETTI IN UN DISCO ROCK O INDUSTRIAL…
“Hai ragione non è mai stato fatto, ho preso in prestito questo spirito dalla comunità hip hop: sono amici tra loro e uniscono le forze. Ho voluto che anche i Device mostrassero fratellanza e unità all’interno della scena rock”.

TI SEI MESSO ALLA PROVA ANCORA UNA VOLTA DIETRO ALLA CONSOLE, E SO CHE STAI PRODUCENDO ANCHE IL NUOVO TRIVIUM: HAI INTENZIONE DI DIVENTARE UN PRODUTTORE TERMINATA LA CARRIERA DI MUSICISTA?
“Nah, non sarò mai in grado di allontanarmi del tutto dal microfono. Dovranno abbattermi (risate, ndR)! Tenterò di cantare fin quando sarò in grado, fin quando reggeranno le mie corde vocali, fin quando sarò rilevante e sin quando la gente mi supporterà. Vedremo, non so se mi dedicherò maggiormente alla produzione in futuro, dipende dal tempo che avrò a disposizione”.

CHE MI DICI DELLA SCENA HARD ROCK E METAL ATTUALE? CHI TI HA COLPITO RECENTEMENTE?
“Non seguo molti gruppi esordienti ma adoro molti gruppi contemporanei: ascolto moltissimo l’ultimo Deftones, non vedo l’ora di sentire i lavori di Alice In Chains, Volbeat e Avenged Sevenfold. E vi dico una cosa: il disco dei Trivium è devastante. De-va-stan-te”.

PRENDERESTI IN CONSIDERAZIONE L’IDEA DI UN ‘DEVICE REMIXED’ AD OPERA DI ARTISTI DI MUSICA ELETTRONICA?
“Certo che sì, la dimensione dei Device è perfetta per questo tipo di operazioni”.

VORRESTI CHE SE NE OCCUPASSERO ANCHE ARTISTI DELLA SCENA DUBSTEP? CHE OPINIONE HAI DELLA RECENTE CONTAMINAZIONE TRA QUEL TIPO DI ELETTRONICA E IL METAL?
“Apprezzo i lavori di Deadmou5 e Skrillex, mi piace il disco dei Korn, ma i Device arrivano da un luogo diverso, sono animati da uno spirito molto differente. Non penso mi affiderei ad artisti della scena dubstep per remixare i Device, rispetto quegli artisti ma non è un sapore che vorrei fosse incluso nel materiale che abbiamo scritto”.

TI SEI SCHIERATO IN MANIERA MOLTO APERTA IN DIFESA DI RANDY BLYTHE: IL PROCESSO CHE L’HA VISTO PROTAGONISTA HA CAMBIATO IL MODO IN CUI AFFRONTI I CONCERTI DAL VIVO?
“Nulla cambierà mai l’attitudine con cui salgo sul palco. Quello che ha cambiato la prospettiva degli artisti, qualche anno fa, è la tragedia capitata a Dimebag. Prima di allora nessuno credeva possibile che qualcuno saltasse sul palco e iniziasse a sparare. Non l’avremmo mai potuto immaginare, invece da quel giorno ci pensano tutti, spessissimo. L’accusa mossa a Randy è ridicola perchè io stesso, lo ammetto sinceramente, ho spinto centinaia di ragazzi dal palco in centinaia di occasioni diverse, e non c’è alcun motivo di farne una colpa. Fa parte del gioco. Quei ragazzi eludono volontariamente la linea di sicurezza, saltano sul palco per cinque secondi di gloria fino a quando sono braccati e spinti giù dal palco. Fa parte di ogni singolo concerto hardcore, di ogni singolo concerto metal, ed è successo un milione di volte ad altrettante persone. Quello che ha fatto Randy è quello che facciamo tutti regolarmente, le persone nel pubblico sanno di sottoporsi a dei rischi quando lo fanno. Il risultato di tutto questo è un’accusa di omicidio colposo? Date la colpa a coloro che saltano sul palco, alla sicurezza che ha permesso che accadesse, ma non potete puntare il dito esclusivamente sull’artista che sta tentando di continuare a suonare e che è preoccupato di ciò che può accadere alla sua persona, visto che è possibile che l’avventore sia armato. E’ un ragionamento assurdo, una caccia alle streghe. Penso sia disgustoso e ridicolo. Sono molto preoccupato per Randy, lo applaudo perchè ha affrontato la cosa da uomo, affrontando un processo in terra straniera, ma temo fortissimamente una strumentalizzazione di tutta la faccenda (Randy sarà prosciolto dalle accuse qualche giorno dopo l’intervista, ndR)”.

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