DEVOTION – Smottamenti alternativi

Pubblicato il 04/07/2016 da

Quattro album in sette anni sono un buon traguardo per una band saldamente radicata nella scena alternative del Nord-Est, ma capace di farsi conoscere anche al di fuori del Belpaese con un sound riconoscibile ma in continua e costante evoluzione. In occasione dell’uscita dell’ultimo “Words And Crystals”, apice artistico di una carriera discografica particolarmente gradita ai discepoli di Chino & co, abbiamo raggiunto la band vicentina per fare quattro chiacchere a tutto tondo…

devotion - band - 2015

SIETE ORMAI ARRIVATI AL TRAGUARDO DEL QUARTO ALBUM: PER PRESENTARVI A CHI ANCORA NON VI CONOSCE, CHE NE DITE DIRIASSUMERE BREVEMENTE CIASCUN DISCO CON UN AGGETTIVO?
“‘Sweet Party”: istintivo. ‘Venus’: dinamico. ‘Videostreet’: transitorio. ‘Words And Crystals’: sperimentale”.

IN QUESTI SETTE ANNI IL VOSTRO STILE SI E’ EVOLUTO: SIETE UNA DI QUELLE BAND CHE IN SEDE LIVE PREDILIGE ORMAI QUASI ESCLUSIVAMENTE IL MATERIALE PIU’ RECENTE, OPPURE AMATE MESCOLARE VECCHIO E NUOVO?
“A noi piace che la scaletta abbia sempre almeno un brano di ognuno dei dischi precedenti, principalmente perché ci piace ancora molto suonarli”.

IN OCCASIONE DI “WORDS & CRYSTALS” AVETE FIRMATO PER LA PAVEMENT RECORDS, MANTENENDO IL LEGAME CON LA BAGANA SOLO PER LA DISTRIBUZIONE…COME SIETE ARRIVATI A LORO?
“Giunti al nostro quarto disco, volevamo estendere sia la distribuzione del disco in sé ma anche e soprattutto provare ad arrivare ad un maggior numero di persone anche fuori da Italia ed Europa e, come credo gran parte delle band underground, abbiamo scritto a quasi tutte le principali etichette soprattutto legate in qualche modo al genere. Fortunatamente è arrivata Pavement che ha deciso di credere in noi e con cui stiamo lavorando bene”.

ORA CHE SIETE SU UN’ETICHETTA AMERICANA, SARA’ PIU’ FACILE SUONARE ANCHE NELL’ESTERO?
“A dir la verità probabilmente no, la firma con un’etichetta, americana o meno, spesso non incide più di tanto nella programmazione di live e tour, speriamo che possa servire quantomeno a suscitare un maggior interesse anche in altri paesi”.

DI RECENTE SIETE STATI A SUONARE IN RUSSIA, UN PAESE CHE SEMBRA VEDERE DI BUON OCCHIO LE SONORITA’ ALTERNATIVE ROCK MADE IN ITALY (OLTRE A VOI, RICORDO NEGLI ULTIMI ANNI I TOUR DI MELLOWTOY IN RUSSIA E SEVERAL UNION IN UCRAINA): COME VI SIETE TROVATI?
“Sì, ci siamo stati nell’estate 2014 ed è stata un’esperienza eccezionale: locali mediamente ben attrezzati e pubblico molto reattivo, cosa che, purtroppo, spesso non riscontriamo nei concerti in Italia. Nel complesso, un’esperienza da ripetere!”.

SUONARE ALTERNATIVE ROCK-METAL IN ITALIA NON E’ ESATTAMENTE SINONIMO DI SUCCESSO IN MADREPATRIA: COME VANNO LE COSE SUL FRONTE LIVE? SIETE TUTTI IMPEGNATI SOLO CON I DEVOTION, O AVETE ALTRI PROGETTI MUSICALI?
“Effettivamente in Italia non è sempre così facile suonare, pur essendoci abbastanza locali e band con cui organizzare date. Come Devotion non ci possiamo lamentare più di tanto, dato che riusciamo a fare parecchi concerti con risultati mediamente buoni in termini di affluenza di persone e trattamento da parte dei gestori, con qualche piccolo intoppo di qua e di là, ma crediamo faccia parte del ‘gioco’. Al momento siamo tutti coinvolti praticamente solo con questo progetto che comunque ci impegna non poco”.

IN PASSATO AVETE CALCATO LO STESSO PALCO DEI DEFTONES, UNO DEI PRIMI NOMI CHE VIENE IN MENTE PENSANDO ALLO STILE CHE SUONATE: AVETE AVUTO MODO DICONOSCERLI? E, IMMAGINANDO ABBIATE AVUTO MODO DI SENTIRLO, COSA NE PENSATE DI “GORE”?
“Vero, abbiamo anche avuto modo di scambiare quattro chiacchere, principalmente con Chino, che si è rivelato un persona veramente alla mano e disponibile. Per quanto riguarda l’ultimo disco dei Deftones credo siamo tutti d’accordo che si tratti di un album da ascoltare più volte perché, a differenza di altri loro lavori, secondo noi risulta un disco con un impatto meno diretto rispetto al passato, forse più maturo e comunque con un’evoluzione del songwriting che richiede più attenzione; la qualità dei suoni e dei brani rimane di altissimo livello, il resto rimane una questione di gusti, a noi comunque piace!”.

IL VOSTRO STILE INCORPORA DIVERSE SFUMATURE ANCHE ALL’INTERNO DELLA STESSA CANZONE: IN GENERE NASCE TUTTO DALLA STESSA PENNA, OPPURE QUESTA CONTAMINAZIONE E’ FRUTTO DI UN LAVORO CORALE?
“Di base le nostre canzoni hanno come comune denominatore un riff di chitarra dal quale poi sviluppiamo tutti assieme il brano. Abbiamo alcune influenze musicali comuni, ma al tempo stesso ognuno poi mette del suo finchè il risultato finale non soddisfa tutti”.

APRIAMO UN ATTIMO IL LIBRO DEI SOGNI: POTENDO SCEGLIERE UN PRODUTTORE E UN OSPITE PER IL PROSSIMO DISCO, LA SCELTA CADREBBE SU…?
“Terry Date e Page Hamilton! Ma la lista potrebbe davvero essere infinita …”.

DALLO STREAMING AI SOCIAL, IL MUSICISTA DEL XXI SECOLO NON PUO’ PIU’ PRESCINDERE, COME DEL RESTO TUTTI NOI, DAL DIGITALE: QUAL E’ IL VOSTRO RAPPORTO CON LE NUOVE TECNOLOGIE?
“Siamo d’accordo con te che al giorno d’oggi non si possa praticamente più fare a meno del digitale, in qualsiasi accezione lo si intenda e per quanto riguarda la gestione di un proprio progetto personale. L’importante secondo il nostro modestissimo parere e farne buon uso e non portare la cosiddetta ‘immagine’ in primo piano rispetto al contenuto, dove per contenuto intendiamo la credibilità stessa della band”.

IL DIALETTO VICENTINO DI SICURO NON E’ L’IDIOMA PIU’ ADATTO PER IL VOSTRO GENERE, MA AVETE MAI PENSATO DI CANTARE QUALCOSA IN ITALIANO, ANCHE PER MARCARE IN MANIERA PIU’ FORTE L’APPARTENENZA AL BELPAESE?
“Sinceramente ci abbiamo anche pensato più volte, solo che per il momento ci viene tuttora più facile e ‘musicale’ la scrittura in inglese. Probabilmente riprenderemo in mano la cosa in futuro, chi lo sa…”.

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