DISGUISE – I Segnali Dell’Avvento

Pubblicato il 31/03/2012 da

Non vi tragga in inganno il titolo dato a questa intervista. Non aspettatevi dai Disguise un Avvento in foggia cristiana. “Second Coming”, il nuovo album della band nostrana, riceve infatti il nome dalla poesia del mistico poeta irlandese Yeats, come rivelato in questa sede dalla stessa band. L’avvento sonoro dei Disguise è regolato da diverse forze che, lottando tra loro, emergono alternandosi: death metal, black metal soprattutto, ma anche momenti avantgarde e persino accenni industrial. Il gruppo è maturato nel corso di tutti questi anni ed il terzo album non può essere che il sigillo perfetto a questa evoluzione del sound. E’ tempo per i Disguise di affermarsi come una delle migliori realtà del panorama extreme metal italiano, un panorama che finalmente inizia ad essere inflazionato perché negli ultimi tempi i gruppi della nostra penisola hanno raggiunto livelli davvero considerevoli, pronti a confrontarsi con le ben più affermate realtà internazionali ed europee in particolare. Conosciamo meglio questo gruppo black metal dal sound personale!  

BENTORNATI SULLE PAGINE DI METALITALIA.COM! E’ BELLO NOTARE DOPO UNA DECINA D’ANNI CHE SIETE ANCORA QUI, CON UN NUOVO ALBUM DAVVERO MATURO COME “SECOND COMING”…
“Ciao Paolo e ben trovato! E’ un piacere anche per noi essere qui dopo tredici anni di onorata carriera. Non sono molte le band underground che possono vantare una simile longevità e per noi è un onore rappresentare il sottosuolo italico estremo”.

SIETE SEMPRE UNA BLACK METAL BAND, MA I TEMPI DI “HUMAN PRIMORDIAL INSTINCT” SEMBRANO DAVVERO LONTANI. VOLETE RACCONTARCI COME E’ MATURATO IL VOSTRO SOUND DURANTE QUESTI ANNI?
“Sì, hai ragione, di acqua sotto i ponti ne è passata tanta dai tempi del nostro primo lavoro. Come prima cosa siamo cresciuti ed abbiamo ampliato i nostri ascolti ed i nostri gusti. Quando abbiamo composto ‘HPI’ non avevamo nemmeno vent’anni e siamo riusciti a mettere in musica tutta la nostra rabbia incontaminata e tante idee ancora non ampiamente sviluppate. ‘HPI’ suona sicuramente come il più granitico dei nostri album, composto da brani aggressivi e caratterizzati da ben pochi rallentamenti. Alcune delle idee precedenti sono state poi riprese in ‘Late’, nostro lavoro successivo, che a mio parere è il più oscuro e prettamente black metal da noi composto. Anche in ‘Late’, comunque, sono presenti differenti influenze, principalmente una matrice corposa di death metal. Naturalmente il tutto è arricchito dalle tastiere e dalla componente prettamente ‘melodica’, finalizzata maggiormente a sottolineare in maniera più marcata i passaggi aggressivi o evocativi piuttosto che creare vere partiture sinfoniche. Con ‘Second Coming’ abbiamo creato il nostro CD più variegato, completo e maturo. Come giustamente hai scritto, c’è ancora il lato black metal come caratteristica principale, arricchito però da influenze death metal, thrash metal, death’n’roll e, in certi momenti, addirittura industrial. Anche l’utilizzo delle tastiere è ancora meno sinfonico, ma maggiormente personale con passaggi vicini all’avantgarde. Si tratta di un disco moderno come produzione e ‘concezione’, ma allo stesso tempo contiene riff old school e molto live oriented”.

PER UN GRUPPO EMERGENTE RIMANERE FERMI PER BEN CINQUE ANNI SIGNIFICA IN PRATICA RICOMINCIARE TUTTO DA CAPO. COME MAI AVETE IMPIEGATO COSI’ TANTO TEMPO PER PUBBLICARE “SECOND COMING”?
“Hai ragione ed è sicuramente una cosa deleteria per la nostra ‘carriera’. In tredici anni abbiamo composto un demo e tre full length e tra un album ed il successivo sono trascorsi sempre 4-5 anni. In realtà si può dire che abbiamo ricominciato tutto da capo almeno tre volte! Non c’è una vera scelta dietro questa lunga attesa, semplicemente non siamo una band in grado di sfornare un album all’anno. Abbiamo un processo di scrittura e arrangiamento lento ed accurato e non ci siamo mai dati limiti di tempo nella realizzazione di un nostro lavoro. Inoltre, viviamo in tre regioni diverse e logisticamente è molto difficile incontrarci. Aggiungi anche lavoro e famiglia ed il tutto avrà molto senso! Nonostante questo, i Disguise sono sempre stati e resteranno una nostra priorità. Il solo fatto di essere ancora qui dopo tutti questi anni e nella nostra situazione non agevole dimostra quanta forza e convinzione abbiamo sempre messo in questo progetto. Spero vivamente che non dovrete aspettare altri 5 anni per il nostro prossimo lavoro, ma lo dicevo anche nelle interviste promozionali per ‘Late’, quindi…”.

SE NON ERRO, DIVERSI TESTI SEMBRANO ESSERE ORIENTATI SU TEMATICHE INERENTI LO SPAZIO…
“In realtà, la componente del nostro lavoro che richiama maggiormente lo spazio è la nostra copertina. Raffigura l’eclisse, con una luce accecante che sta per sorgere alle spalle del pianeta in primo piano. Abbiamo pensato che questa immagine fosse particolarmente suggestiva e rappresentasse il ‘secondo avvento’ raccontato nei nostri testi. Inoltre nel pianeta è presente un’ecografia con il pianeta stesso a simboleggiare un simbolico grembo ad accogliere un bambino prossimo alla nascita. I nostri testi, come anche quelli dei lavori precedenti, vertono sempre su un’analisi antropologico-psicologica del genere umano. Mentre in ‘HPI’ era contenuto un appello a riscoprire l’istinto umano primordiale perso in secoli di false etiche morali e religiose, in ‘Late’ c’era una fredda analisi su come ormai questa via salvifica per il genere umano non fosse più opzionabile, in ‘Second Coming’, invece,  è contenuto un messaggio maggiormente positivo. L’uomo può rinascere e ricominciare nuovamente ad essere padrone del proprio destino, riflettendo sul proprio passato e risorgendo dalle proprie ceneri. I testi sono anche in parte autobiografici, perché anche per noi si tratta di un ‘secondo avvento’. Come in tutti i nostri lavori, anche in ‘Second Coming’ non c’è spazio per ideologie politiche o propagande religiose di ogni genere, non abbiamo mai trovato interessanti questi argomenti”.

AVETE FIRMATO PER UN’ETICHETTA CHE SEMBRA IN GRADO DI SUPPORTARVI DEGNAMENTE, ALMENO QUI IN ITALIA. SIETE SODDISFATTI DI COME SI SONO COMPORTATI SINO AD ORA?
“Molto soddisfatti! Francesco e la MyKingdom Music stanno facendo un ottimo lavoro dal punto di vista promozionale e di distribuzione. Il nostro CD è disponibile in tutta Europa e negli USA e riceviamo puntualmente feedback più che positivi dalla stampa specializzata. Non possiamo che ringraziare Francesco per il lavoro che sta svolgendo per noi”.

IN SEDE DI RECENSIONE HO SOTTOLINEATO CHE A “SECOND COMING” BISOGNA DARE UNA SECONDA OPPORTUNITA’ PERCHE’ NON SI TRATTA DI UN ALBUM IMMEDIATO. AVETE ANCHE VOI QUESTA IMPRESSIONE?
“Assolutamente sì. Probabilmente il tutto è frutto di arrangiamenti molto ricchi o comunque non sempre immediati, ottenuti anche grazie ad una gestazione molto lunga. I brani contenuti sono molto live oriented e diretti, ma apprezzare appieno il lavoro svolto dai vari strumenti, come ad esempio gli intrecci in alcuni passaggi tra sezione ritmica e pianoforte, è sicuramente necessario dedicarci più di un ascolto”. Il nostro lavoro non è certamente un CD di TNBM senza fronzoli e suonato a palla, ma qualcosa di maggiormente complesso e ‘imbastardito’”.

L’USO DELLE TASTIERE E’ SEMPRE PRESENTE, MA OGGI E’ RIDUTTIVO ETICHETTARVI COME UNA SYMPHONIC BLACK METAL BAND, SIETE D’ACCORDO?
“Anche in questo caso sono d’accordo con te. Parlerei di metal estremo in senso lato più che di un determinato genere. Ripeto, siamo sempre una band che affonda le proprie radici nel Black Metal, ma non abbiamo mai suonato questo genere in maniera pura ed incontaminata. Anche le tastiere sono cambiate parecchio: rimangono sempre sinfoniche anche se adesso hanno un gusto diverso, meno teatrale e maggiormente asettico”.

VERSO QUALI SONORITA’ POTREBBE SPINGERSI IN FUTURO LA VOSTRA EVOLUZIONE STILISTICA? IL VOSTRO LATO SINFONICO POTREBBE PRENDERE UNA PIEGA PIU’ AVANTGARDE O QUALI POTREBBERO ESSERE LE NUOVE SOLUZIONI?
“Non saprei assolutamente risponderti a questa domanda. In realtà, non ci siamo mai posti degli obiettivi specifici durante le composizioni dei nostri lavori. Abbiamo sempre inserito tutto quello che ci soddisfaceva al 100% non pensando molto a restare entro i confini di un determinato genere musicale. Il nostro prossimo lavoro potrebbe sicuramente contenere maggiori influenze avantgarde, come potrebbe vedere ridotta ulteriormente la componente sinfonica o enfatizzare le partiture industriali presenti nella title track. Lo vedremo tra altri 5 anni?”.

QUALE ASPETTO DELLA VOSTRA MUSICA CREDETE CHE PUBBLICO E CRITICA NON ABBIANO ANCORA CAPITO PIENAMENTE O ANALIZZATO NEL GIUSTO MODO?
“Probabilmente l’utilizzo dell’elettronica nella title track. Secondo me ha avuto un peso troppo elevato sull’economia generale del lavoro. In linea generale abbiamo ricevuto critiche molto positive sia in Italia che all’estero, ma chi non ha apprezzato il CD ha sempre citato l’utilizzo fuori luogo dell’elettronica nel nostro lavoro. In realtà, esso è limitato ad un riff che si ripete due volte in un’unica canzone, la title track, che tra l’altro è la maggiormente sperimentale perché riprende il testo di una poesia, ‘Second Coming’ appunto, scritta dal poeta irlandese Yeats più di un secolo fa. Abbiamo cercato di unire parole tanto vecchie a sonorità moderne, ma il nostro messaggio in alcuni casi non è passato”.

IN PASSATO SIETE STATI UNA BAND PIUTTOSTO ATTIVA IN SEDE LIVE. AVETE IN PROGRAMMA DI SUPPORTARE A DOVERE ANCHE “SECOND COMING”? IN TAL SENSO LA VOSTRA LABEL VI DARA’ SUPPORTO?
“Sì, abbiamo avuto il piacere di dividere il palco in diversi tour italiani ed esteri con band del calibro di Keep Of Kalessin, Rotting Christ, Entombed e Sinister, tra gli altri, e di suonare in diversi festival in giro per Italia ed Europa. Purtroppo stiamo rifiutando diverse proposte di date singole o tour perché non compatibili con la nostra situazione lavorativa. Nonostante questo, abbiamo già suonato un paio di date dall’uscita del lavoro e saremo nuovamente live il 30 marzo a Massa, il 13 aprile a Chieti, il 20 aprile a Roma di supporto ai Taake, il 28 Aprile a Bari di supporto ai Napalm Death e il 12 maggio a Lecce. Stiamo anche lavorando per prendere parte a qualche festival estivo”.

GRAZIE PER DISPONIBILITA’. A VOI LA CONCLUSIONE DI QUESTA INTERVISTA…
“Ringrazio te e Metalitalia.com per il vostro costante ed apprezzato supporto. It’s coming…”.

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