DIVINE HERESY – Dino’s Back!

Pubblicato il 31/08/2007 da
 
 
Attesissimo dai molti fan dei Fear Factory e del personaggio Dino Cazares, uno dei nomi più importanti degli ultimi quindici anni nella scena metal americana, il primo disco dei Divine Heresy è pronto a essere strappato dagli scaffali dei negozi di dischi di tutto il mondo. Il suono si è fatto più death metal e meno cibernetico, ma la furia e l’aggressività dei tempi che furono non sembrano essere diminuite. Ne abbiamo parlato con Dino Cazares.
 
PENSI CHE “BLEED THE FIFTH” SIA UNA SPECIE DI COMEBACK PER TE?
“Per qualche tempo ho avuto dei progetti che sono stati molto popolari in alcuni paesi, specialmente in Sud America. Con i Divine Heresy ho voluto realizzare un disco heavy per tutto il mondo”.
 
COME HAI INCONTRATO I RAGAZZI DELLA BAND?
“Ho incontrato Tim nel 2003, lui era in tour con i Nile. Ci siamo tenuti in contatto da allora. Nel 2005 abbiamo cominciato a scrivere insieme. Tommy mi era stato segnalato da diverse persone e quando è venuto in studio per provare i pezzi ho capito che era l’uomo giusto per noi. Ora abbiamo anche Joe, un bassista; ho conosciuto anche lui mentre era in tour con i Nile”.
 
PENSI CHE QUESTA FORMAZIONE SIA L’IDEALE PER I DIVINE HERESY?
“Questi ragazzi sono grandi musicisti. Pensa che Tim ha suonato anche con Hank Williams III (una leggenda del country nda); è un batterista molto completo. Volevo un batterista che potesse suonare veloce o lento, e anche country! Per il cantante è lo stesso, volevo qualcuno che potesse cantare in diversi modi. Credo di aver trovato i migliori musicisti possibili”.
 
TIM TI HA ANCHE AIUTATO IN FASE COMPOSITIVA…
“Tim mi ha aiutato molto, credo abbia dato un tocco death metal al disco…”.
 
SOLO UN TOCCO?
“No, in effetti direi che c’è una forte influenza death metal! Non volevo che la nuova band suonasse come i Fear Factory. Non mi interessava formare un gruppo industrial metal né suonare pezzi con molti sample. Volevo suonare heavy metal! Per quanto riguarda chitarre e voci, forse può esserci qualche somiglianza, ma non credo che ci sia molto altro”.
 
QUESTO RITROVATO APPROCCIO DEATH METAL RAPPRESENTA UN RITORNO ALLE TUE RADICI?
“Voglio sempre espandere le mie esperienze. Per me gli Asesino erano un ritorno alle radici, anche dal punto di vista della lingua. Per quanto riguarda i Divine Heresy, non credo che si possa parlare di ritorno alle radici; volevo solo realizzare un disco molto diretto e catchy”.
 
COME HAI TROVATO UN’ETICHETTA PER I DIVINE HERESY?
“In Europa siamo con la Roadrunner , mentre in America siamo con la Century Media. Dalla Century Media ho avuto molta libertà, non volevano che scrivessi canzoni commerciali, al contrario della Roadrunner America, che mi ha chiesto espressamente del materiale più soft”.
 
E TU HAI DETTO DI NO…
“Non voglio rifarlo!”.
 
L’HAI FATTO IN PASSATO?
“’Digimortal’!”.
 
TI SEI PENTITO DI QUEL DISCO?

“No, non me ne pento, come non mi pento di nulla di quello che ho fatto. Era un momento diverso nella mia vita”.
 
DEGLI ASESINO COSA MI PUOI DIRE?
“In questo momento mi sto concentrando sui Divine Heresy, gli Asesino al momento sono fermi”.
 
E DEL NUOVO ALBUM DEI FEAR FACTORY?
“Credo che non sia male”.
 
CHE DIPLOMAZIA!
“Tu cosa ne pensi?”.
 
PENSO CHE I FEAR FACTORY PER ME SONO UN’ALTRA COSA…
“Pensi che il fatto che abbia lasciato la band abbia fatto la differenza?”.
 
SICURAMENTE OGGI HANNO UN SUONO MENO PERSONALE. TU COSA NE PENSI?
“Non avevo bisogno di sparlare di loro. Credo che loro lo dovessero fare, perché tutti gli chiedevano che fine avevo fatto e loro hanno dovuto trovare delle scuse tipo: ‘Ci eravamo stancati di Dino, faceva schifo!’. Non sono arrabbiato con i ragazzi dei Fear Factory, perché credo che la musica dei Divine Heresy parlerà più di mille parole. Se alla gente piacciono i Fear Factory, non c’è problema. Se alla gente piacciono anche i Divine Heresy, meglio ancora!”.
 
COSA PENSI CI SIA NEL LORO FUTURO?
“Credo che se vorranno mantenere il nome Fear Factory, faranno meglio a realizzare un bel disco!”.
 
PENSO CHE I FEAR FACTORY SIANO STATI UNO DEI GRUPPI MAGGIORMENTE INFLUENTI DEGLI ULTIMI ANNI…
“Moltissimi gruppi sono influenzati dai Fear Factory e molti non lo ammettono! Se suoni roba brutale con ritornelli melodici, sei influenzato dai Fear Factory o da qualcuno che a sua volta è stato influenzato dai Fear Factory. Credo che chi suona dovrebbe conoscere la storia del genere che ama: sia che si tratti dei Judas Priest, degli Iron Maiden o dei Napalm Death, è bene sapere chi sono i padri delle cose che suoni”.
 
COSA ASCOLTI OGGI?
“Amo molto i Necrophagist e una band californiana chiamata Suicide Silence, cercateli su Myspace!”.
 
A PROPOSITO, COSA PENSI DI MYSPACE?
“Si tratta di una nuova strada di promozione. Non hai più bisogno di pagine web, né di etichette! Ci sono molti gruppi che riescono ad andare in tour e suonare di fronte a molte persone ogni sera solo grazie a Myspace”.
 
UN PO’ COME SI FACEVA CON IL TAPETRADING…
“Sì, certo. Era figo scambiarsi le cassette. Mi ricordo quando trovai il demo dei Possessed o i primi demo dei Metallica…”.
 
LI HAI RIVENDUTI SU EBAY?

“No, direi proprio di no!”.
 
COME PROCEDE LA TUA CARRIERA DI PORNOSTAR?
“Ho fatto un paio di film, ma ho deciso di smettere. Credo di essere meglio come chitarrista che come pornoattore”.
 
PROGETTI PER UN TOUR?
“Sì, suoneremo con Static X e Shadows Fall e saremo in Europa a Novembre. Credo che suoneremo anche in qualche club in Italia”.
 
 
 
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