DOGS FOR BREAKFAST – Cani rabbiosi

Pubblicato il 24/12/2019 da

I cuneesi Dogs For Breakfast sono tornati sulle scene da pochi mesi, con il secondo full-length album “Suiru”, lavoro di oscuro e violento sludge-core, probabilmente il sottogenere più indicato a descrivere una proposta piuttosto trasversale che, partendo dall’hardcore elaborato del passato, sta via via sempre più inglobando sonorità e attitudini cupe e metalliche, come dimostrano le chiare influenze Converge, Motorhead, Unsane ed Entombed. “Suiru” non ha trovato posto fra i nostri Hot Album, ma votazione e parole spese in sede di recensione certamente ci autorizzano a fare una breve ma intensa chiacchierata con il terzetto piemontese, che ha risposto alla nostra decina di domande in qualità di band, senza darci un interlocutore preciso. Andiamo a scoprire meglio questa ormai non più giovanissima formazione nostrana…

 

CIAO RAGAZZI! E’ LA PRIMA VOLTA CHE PRESENZIATE SU METALITALIA.COM, CI PARE DUNQUE D’OBBLIGO CONCEDERVI UN ESORDIO DEDICATO AL RIASSUMERE LA NASCITA DELLA BAND E I SUOI PRIMI ANNI…
Dogs For Breakfast – Ciao, la band nasce sulla fine del 2008 dalle ceneri degli Slavier, defunta formazione in cui suonavamo tutti e tre noi Dogs. Quando Enrico (voce e chitarra) decise di lasciare il gruppo, per noi fu tutto molto chiaro fin dall’inizio: avremmo continuato per quella strada. E’ stata una nascita molto semplice e scontata, in noi la voglia di suonare era tanta e i meccanismi ben oliati, per cui, dopo pochi mesi, andammo in studio con Giulio Favero e registrammo l’EP “Rose Lane Was Tucker’s Girlfriend”, che dopo poco uscì su Subsound Records.

‘CANI PER COLAZIONE’ E’ UN MONICKER PIUTTOSTO TRASVERSALE, CHE SOLO IN PARTE RICHIAMA ALLA SCENA HARDCORE-SLUDGE DA CUI NASCETE E PROVENITE. COME MAI AVETE SCELTO QUESTO NOME?
DFB – Be’, sta diventando un tema di attualità (ridono, ndR): in molti si interessano a questa questione e mi fa sorridere…perfino alcuni animalisti ci hanno contattato preoccupati. E’ nato così, per scherzo, ironico, paradossale, non c’è nessun significato particolare, o motivazioni recondite, che ci ha portato a questo nome.

PARLIAMO DI “SUIRU”: A TUTTI GLI EFFETTI SI TRATTA DEL VOSTRO SECONDO FULL, NEL QUALE ESPLORATE DECISAMENTE IL VOSTRO LATO PIU’ OSCURO E VIOLENTO. COME DESCRIVERESTE IL DISCO ED IL SUO STILE A CHI NON VI CONOSCE?
DFB – “Suiru” è un disco violento e aggressivo, il suo suono deriva da tutto ciò che ci ha sempre ispirato e condizionato. Questa volta, forse, a differenza dei passati lavori, è più marcata la vena metal, sempre mescolata come nostra consuetudine con altre sonorità e stili; è inevitabile per noi esprimerci con musica molto contaminata e variegata derivante dai diversi background che ognuno di noi si porta dietro.

L’ALBUM DA’ L’IDEA, AD UN ASCOLTO RAPIDO E SUPERFICIALE, DI ESSERE MOLTO COMPATTO ED OMOGENEO, MA IN REALTA’ PRESENTA DIVERSE FACCE. AD ESEMPIO, TROVIAMO “CORDE”, UN OTTIMO INTERMEZZO STRUMENTALE UTILE AD ALLENTARE LA TENSIONE DI UN ASCOLTO TERREMOTANTE. COSA VI HA SPINTO A PORRE UNA ‘PAUSA’ COSI’ PACIFICA A CENTRO DISCO?
DFB – Il giro di “Corde” è nato quasi per caso in studio, e un attimo dopo era già stato registrato. L’abbiamo immediatamente visto come ponte perfetto tra i ritmi cadenzati e ossessivi di “Running In Vain” e l’irruenza di “Last Sunny Days”, un momento di calma apparente con un’atmosfera coerente con il resto del disco.

POI CI SONO DUE TRACCE CHE, TRA ATMOSFERE PIU’ PSICHEDELICHE E PARTITURE DILATATE, MOSTRANO IL LATO PIU’ ‘RAGIONEVOLE’ DELLA VOSTRA MUSICA, QUELLO MENO PAROSSISTICO. SI TRATTA DI “RUNNING IN VAIN”, GIA’ CITATA DA VOI, E “AT THE GALLOWS”. CE NE POTETE PARLARE PIU’ IN DETTAGLIO?
DFB – Questi due pezzi sono la naturale continuazione del concetto musicale proposto nello split con Bologna Violenta. “Muhos” e “Gadea” hanno quel tipo di andatura e atmosfera trascinata e ossessiva, che permette di esplorare scenari più intimi e generare momenti e dinamiche differenti.

IL RESTANTE MATERIALE, INFINE, E’ QUELLO CHE SECONDO NOI FUNZIONA MEGLIO, OVVERO QUELLO PIU’ DIRETTO, PESANTE E IN-YOUR-FACE. “RAVENING WOLF”, “THE BLADE OF THE LORD”, “LAST SUNNY DAYS” E LA STESSA TITLE-TRACK HANNO UN TIRO VERAMENTE MICIDIALE. COME AVETE LAVORATO, VI CHIEDO, IN FASE DI PRODUZIONE? QUALE TIPO DI SOUND VOLEVATE OTTENERE?
DFB – Esattamente quello che si ascolta nel disco. Abbiamo molto chiaro nella nostra mente quale sia il nostro suono, che poi è quello che proponiamo live. Siamo una specie di integralisti fanatici del suono, ricerchiamo costantemente in sala prove la perfetta fusione dei suoni con lo scopo finale di ottenere il muro che si sente in “Suiru”. Dano (Battocchio, produttore, ndR) è stato molto bravo e paziente a capirlo e a trasportarlo sul disco.

TOCCANDO GLI ARGOMENTI TESTI, TITOLO E ARTWORK, VOLETE SPIEGARCI COSA SIGNIFICA “SUIRU”, QUALI SONO LE TEMATICHE A VOI PIU’ CARE E, INFINE, DIRCI COME DOBBIAMO INTERPRETARE IL BELLISSIMO DIPINTO DI COPERTINA?
DFB – Un tempo, nelle nostre campagne, quelle della provincia di Cuneo, ‘suiru’ era un termine che veniva utilizzato per chiamare il cane di casa. Erano tempi in cui la povertà dilagava e il contesto socio-culturale disagiato generava usi e costumi beceri, in cui gli animali domestici non meritavano neanche un nome. Oggi è un termine utilizzato per offendere e deridere le persone. I testi affrontano la preoccupante situazione odierna del genere umano. C’è molto pessimismo e rassegnazione di fronte alla natura egemonica e prevaricatrice della razza umana, disagio e apatia che conducono ad un desiderio disperato di lotta e redenzione invocato anche verso figure diaboliche. Siamo orgogliosi della copertina! L’opera è di Jessica Rassi di The Giant’s Lab. Ce ne siamo innamorati dalla prima bozza e siamo convinti che completi perfettamente il disco, trasmettendo tutto il disagio che vi è contenuto in un’istantanea.

QUANTO SONO CAMBIATE LE VOSTRE INFLUENZE NEL CORSO DELLA VOSTRA CARRIERA? QUALI ERANO GLI ASCOLTI PRINCIPALI QUANDO NACQUERO I DOGS FOR BREAKFAST E COME SONO MATURATI?
DFB – Non sono cambiate di molto le nostre preferenze musicali in questi dieci anni: eravamo e continuiamo ad essere degli assimilatori di musica a 360 gradi. Senza divagare e restando confinati nel ‘genere’, eravamo e siamo tutt’ora influenzati dai classici del metal (Black Sabbath, Motorhead, Venom, Sepultura, Slayer), ma anche da sonorità relativamente più recenti, ad esempio High On Fire, Converge, Unsane, Mastodon, Neurosis.

ILLUSTRATECI I CINQUE DISCHI CHE SECONDO VOI SONO ALLA BASE DEL SUONO DEI DOGS FOR BREAKFAST.
DFB – Che bella questa domanda…Grazie!
Motorhead – “Bastards”
Entombed – “Wolverine Blues”
High On Fire – “Electric Messiah”
Unsane – “Visqueen”
Neurosis – “Times Of Grace”
Ognuno di questi cinque dischi, per motivi diversi, ha certamente ispirato e condizionato quello che i Dogs For Breakfast sono oggi. In “Bastards” c’è tutto il ‘tiro’ tipico del r’n r dei Motorhead; “Wolverine Blues” è sempre stato un riferimento per noi per il modo con cui gli Entombed sono riusciti a fondere il death metal con sonorità più ‘moderne’; “Electric Messiah” ci ha sconvolti per la sua incredibile cattiveria, sia compositiva sia sonora; “Visqueen” è un chiaro esempio di come si possa radere al suolo qualunque cosa con stile; “Times Of Grace” è il manifesto del nichilismo con dei testi sconcertanti.

NEL RINGRAZIARVI PER LA DISPONIBILITA’, VI CHIEDO INFINE QUALI SARANNO I VOSTRI PROSSIMI PASSI. COME AVETE INTENZIONE DI PROMUOVERE, IN UNA SITUAZIONE DIFFICILE COME QUELLA DELL’UNDERGROUND ITALIANO, IL VOSTRO DISCO?
DFB – Da gennaio ripartiremo con i concerti. Abbiamo appena ufficializzato quale sarà il release party di “Suiru”: un super festival a Torino allo Spazio 211, il 25 gennaio! Sarà una seratona, con noi sul palco ci saranno Tons, Burning Gloom, Carmona Retusa, Noise Trail Immersion e Danse Macabre, qui l’evento: https://www.facebook.com/events/725088164663125/
Presto comunicheremo altre date. Ciao.

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