DOMMIN – Il suono dei cuori infranti

Pubblicato il 08/02/2010 da

 

Finalmente la Roadrunner Records ha ricominciato a mettere sotto contratto realtà interessanti, nomi giovani e promettenti come Mutiny Within, Taking Dawn e Dommin. Proprio questi ultimi hanno sfoderato un debutto di una maturità impressionante, destinato a segnare una carriera di lungo periodo (si auspica) incentrata sul leader Kristofer Dommin, che scopriamo padre/padrone dell’intero progetto. Nonostante la giovane età il cantante/chitarrista ha le idee ben chiare sul futuro della band, e le esprime in maniera composta sul lussuoso divano dell’hotel dove lo abbiamo incontrato, per scoprire con lui cosa c’è dietro il sorprendente “Love Is Gone”. La voce delicata e i modi estremamente educati non lasciano trasparire a prima vista quella che è la totale fermezza e controllo (da vero e proprio leader) di Kristofer sulla sua creatura. Ecco cosa è rimasto sui nostri nastri…

 

 

I DOMMIN SONO AL DEBUTTO DISCOGRAFICO, VUOI RACCONTARCI BREVEMENTE LA VOSTRA STORIA FINO AD OGGI?
“Non è una storia breve ma ci proverò: ho battezzato i Dommin come mio progetto solista, nel periodo in cui suonavo in diversi gruppi volevo qualcosa per esprimere tutto me stesso e i miei sentimenti. Arrivato al punto di desiderare di suonare i miei pezzi dal vivo è arrivata la necessità di trovare dei membri stabili e formare una band. Curo i Dommin dal 1999. Il nostro bassista suona con me dal 2002, il tastierista dal 2006, mentre il batterista è arrivato solo nel 2008. In tutti questi anni i Dommin si sono trasformati in una band, e anche se resto il compositore principale il contributo di tutti diventa sempre più importante. Nel 2005 la Dirty Icon, team di produzione formato da Logan Mader e Lucas Banker, ci ha scoperto e proposto alla Roadrunner. All’inizio l’etichetta non rispose, ma andammo avanti a produrre un intero album e ci finanziammo un video, il nostro MySpace cominciò a ingranare, mentre loro stavano a guardare. Solo qualche tempo dopo Roadrunner manifestò il proprio interesse, ci mise sotto contratto”.

PENSI CHE MYSPACE VI ABBIA DATO UNA SPINTA PROVVIDENZIALE?
“Sicuramente. Abbiamo creato la nostra pagina nel 2004. MySpace è come andare in tour senza lasciare mai casa, ci ha permesso di raggiungere persone a cui potevamo pensare piacessero i Dommin, e da lì è iniziato tutto, il passaparola, i primi sostenitori”.

COME AVETE POTUTO PAGARE I SERVIZI DELLA DIRTY ICON SENZA CONTRATTO E SENZA FARE CONCERTI?
“Ricevettero la demo senza che nemmeno io lo sapessi, mi chiamarono e mi proposero di lavorare assieme. Per me fu totalmente inaspettato, in pratica hanno fatto tutto senza volere un soldo, totalmente confidenti che quei pezzi avrebbero fatto accadere qualcosa, come effettivamente è stato”.

CI SONO QUINDI PEZZI DI “MEND YOUR MISERY” NEL VOSTRO “LOVE IS GONE”?
“Del nostro demo ‘Mend Your Misery’ abbiamo stampato solo 2-300 copie. Non volevo assolutamente che quelle canzoni andassero perdute, quindi ci siamo limitati a scegliere le canzoni più amate e registrarle nuovamente per ‘Love Is Gone’. E’ accaduto che sono le più intense ed emozionali, ma voglio comunque riproporre le canzoni rimanenti in futuro, in una nostra prossima pubblicazione”.

POSSIAMO SENTIRE PARECCHIE INFLUENZE NEI DOMMIN, E ACCOSTARVI A HIM, TYPE O NEGATIVE, THE DOORS, DEPECHE MODE, DANZIG… HO DIMENTICATO QUALCUNO?
“Penso tu ne abbia citate anche troppe! Sono un grande fan di Type O Negative, Danzig e Depeche. Adoro anche Rammstein e musica più vecchia come Elvis, Frank Sinatra”.

QUAL’E’ L’INGRADIENTE SEGRETO, SE CE LO PUOI SVELARE, CHE VI PERMETTE DI SFOGGIARE TUTTE QUESTE INFLUENZE RIMANENDO IN OGNI CASO CON UN SUONO PERSONALE?
“Per me è necessario che tutto riesca a dare un emozione, che la melodia possa seguire le parole, e soprattutto che tutto sia il più toccante e appassionato possibile, questa è la mia unica preoccupazione finale”.

LA BIO DICE CHE “I DOMMIN SONO IL SUONO DEI CUORI SPEZZATI”. IL CUORE SPEZZATO E’ IL TUO?
“No, sono un ragazzo ottimista e felice, quelle canzoni riflettono momenti, istantanee delle mie esperienze di vita. Non è uno stato continuo. La definizione è arrivata dall’esterno, molti fan ci hanno lusingato dicendoci che la musica dei Dommin parlava per loro, che li ha aiutati in situazioni difficili”.

POSSIAMO DEFINIRVI NEO ROMANTICI?
“Penso di si, potrebbe calzare, la nostra musica è sicuramente romantica, e spero possa essere giudicata anche fresca, non puramente derivativa”.

TI CONSIDERI UN NARRATORE, UN CANTA STORIE?
“Direi di si. Da sempre ho scritto musica per me stesso, anche quando non ero sotto contratto, la vedo come una necessità fisica. Anche se a nessuno importava o se nessuno la ascoltava ho da sempre scritto la musica che volevo sentire e che non riuscivo a trovare altrove. Le esperienze di vita vissuta sono la mia influenza principale, e ora che posso sedermi ed ascoltare le mie canzoni è lampante che sto raccontando delle storie”.

C’E’ QUALCOSA DI AUTOBIOGRAFICO O C’E’ ANCHE FINZIONE?
“Non c’è nulla di finto nella nostra musica. A me scrivere aiuta a mettere le cosa in una prospettiva, e voglio che l’ascoltatore che ascolta le mie canzoni non si senta solo”.

LE TASTIERE SONO UNA PARTE FONDAMENTALE DEL VOSTRO SUONO: PUOI IMMAGINARE I DOMMIN SENZA DI ESSE, MAGARI AGGIUNGENDO UNA SECONDA CHITARRA?
“Sono fondamentali. Si potrebbe anche far senza volendo, ma trovo che la chitarra sia uno strumento limitato rispetto alla tastiera. Puoi quasi avere un’orchestra sulla punta delle tue dita. Le tastiere non possono fare un suono di chitarra perfetto forse, ma possono fare quasi tutto il resto. Ho scritto quasi tutte le mie canzoni alla tastiera…”.

…ADORO LE CAMPANE DI “MY HEART YOUR HANDS”, SONO STATE UNA TUA IDEA?
“Ti ringrazio, sono state una mia idea. Volevo qualcosa di enorme ed epico, come il suono di quelle campane giganti”.

IL PREGIO PRINCIPALE DELL’ALBUM PENSO SIA LA SUA VARIETA’. LAVORI MOLTO SULLA SINGOLA CANZONE?
“Come scrittore devo essere sempre completamente soddisfatto della canzone. Mi prendo tutto il tempo necessario, e a volte è davvero parecchio. La stessa canzone nel tempo può mutare in maniera considerevole, posso avere tre versioni diverse della stessa, e tento di sperimentare il più possibile e scegliere il risultato che più si abbina al sentimento e al testo della composizione. La domanda che mi pongo è: ‘quale suono può far trasparire l’emozione che voglio trasmettere?’. Posso cercare questo suono per ore, giorni”.

“DARK HOLIDAY” E’ UN PEZZO CHE SALTA SUBITO ALL’ATTENZIONE, PARE DIVERSA DALLE ALTRE…
“In un senso è diversa e in un senso ha tutti gli elementi che contraddistinguono i Dommin, in una sola canzone. E’ un po’ cabaret, il motivo di piano è uscito per caso in sala prove, e lavorandoci assieme è diventata una delle canzoni che più amo. Contiene la parte swing, la parte heavy, la parte atmosferica, è un’ottima vetrina per la mia voce sia per il cantato vero e proprio sia per le parti più urlate…”.

…POTREBBE ESSERE IL SECONDO SINGOLO?
”Forse, per me sarebbe potuto essere il primo singolo, perché è un rischio, e amo prendermi rischi. Magari sarà il terzo, chi lo sa”.

SO CHE PROPONETE “PEOPLE ARE PEOPLE” DEI DEPECHE MODE DAL VIVO. AVETE REGISTRATO UNA COVER?
“No, ma ce l’hanno già chiesto di in molti di registrarla. Siamo una band nuova, volevamo solo una canzone che la maggior parte della nostra audience possa conoscere per stabilire un contatto più facilmente. Non ci aspettavamo una reazione del genere, forse un giorno la registreremo”.

QUANTO E’ IMPORTANTE L’ESTETICA PER I DOMMIN?
“Molto importante. Per me i Dommin sono più della sola musica, è un’esperienza totale, dal modo in cui vestiamo all’immagine di copertina al nostro sito internet. Controllo tutto personalmente, e ho un’idea ben precisa del livello qualitativo che deve avere tutto ciò che è associato a noi”.

QUINDI ARRIVI ANCHE A DIRE AGLI ALTRI MEMBRI DELLA BAND COME VESTIRSI?

“Si, lo ammetto”.

VI VEDREMO PRESTO DAL VIVO?
“Si, abbiamo conosciuto i Lacuna Coil negli States, e hanno deciso di invitarci nel loro tour europeo, che toccherà anche l’Italia. Siamo estremamente grati nei loro confronti”.

CONCLUDI PURE CON PAROLE TUE:
“Vorrei invitare la gente a vederci in concerto, perché vorrei stabilire un contatto. Io racconto le mie storie, ma adoro sentire anche le vostre. Grazie”.

 

 

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