DOPE STARS INC. – A 10.000 Gigawatt!

Pubblicato il 05/02/2007 da
 
“Gigahearts” è il secondo album dei Dope Stars Inc., una formazione che Metalitalia.com ha seguito con passione e dedizione fin dal demo “10000 Watts Of Artificial Pleasures”, il quale delineava fin da subito le enormi potenzialità del combo romano. Potenzialità che nel nuovo lavoro vengono sfruttate al massimo, attraverso una nomea sempre più crescente, un seguito di pubblico sempre più vasto e, soprattutto, un lotto di canzoni incredibilmente catchy e coinvolgenti. Come per la promozione del grandioso debutto “Neuromance”, anche questa volta il nostro interlocutore di riferimento è il sempre disponibile e gentile Victor Love, voce, chitarra, synth e produttore dei cyber-dandy freak nostrani. Ecco le ultimissime nuove dal pianeta DSI…

 
CIAO VICTOR, RIECCOCI QUA! CONSIDERATO CHE E’ TRASCORSO POCO PIU’ DI UN ANNO DALLA SUA PUBBLICAZIONE, LA PRIMA DOMANDA VERTE SUL PRECEDENTE “NEUROMANCE”: E’ STATO REALMENTE UN SUCCESSO, COME LE PREMESSE FACEVANO SPERARE? SIETE RIUSCITI A FARE IL COSIDDETTO “BOTTO”?
“’Neuromance’ è andato benissimo e ci ha permesso di raggiungere molti obiettivi che fino a poco tempo prima pensavamo irraggiungibili: mi riferisco in particolare ai festival in cui abbiamo avuto modo di suonare (Wgt, Amphi, Mera Luna), così come del tour in Germania con ASP. Siamo davvero soddisfatti di come si è evoluta tutta la situazione e con questo nuovo album siamo pronti per fare un ulteriore passo avanti”.

LA VOSTRA PROPOSTA E’ PARECCHIO APPREZZATA IN GERMANIA… QUANTO SIETE POPOLARI DA QUELLE PARTI? E NEL RESTO D’EUROPA COM’E’ LA SITUAZIONE?
“Devo dire che inizialmente il nostro fan-base si concentrava soprattutto nel Regno Unito. Dopo la firma con Trisol, per ovvi motivi (l’etichetta è tedesca, ndR), il fan-base in Germania è notevolmente aumentato, e adesso si trova quasi a pari merito con l’Inghilterra. Stranamente, in terza posizione, troviamo l’Italia che a quanto pare, per quanto difficile, siamo riusciti in qualche modo a catturare. Per il momento, però, posso dire con sicurezza, dopo il tour in Germania e i festival, che da quelle parti ci apprezzano parecchio. In Italia e negli altri Paesi abbiamo fatto ancora pochissimi concerti, ma stiamo già organizzando una serie di date, sia in Italia che nel resto dell’Europa. Dopo di queste, ti saprò dire meglio, ma per il momento siamo davvero soddisfatti della risposta del pubblico in generale”.

E VENIAMO DUNQUE AL NUOVO NATO, “GIGAHEARTS”: E’ SUBITO EVIDENTE, A PARTIRE DAL MINUTAGGIO CONTENUTO, COME ABBIATE VOLUTO FARE UN DISCO MENO OSTICO E ANCORA PIU’ ACCATTIVANTE DEL PRECEDENTE. COME VI SIETE APPROCCIATI ALLA SUA REALIZZAZIONE? QUANDO SONO STATI CONCEPITI I PEZZI?
“Alcune cose sono state riprese da idee buttate giù in passato, ma per la maggior parte il disco è nato durante l’estate tra un festival e l’altro. Inoltre, ogni brano ha subito diverse modifiche anche durante le stesse registrazioni in studio e addirittura alcune parti di alcune canzoni sono nate direttamente in studio. Questo perché, occupandomi anche della produzione, ho avuto sempre la possibilità di effettuare modifiche fino all’ultimo momento, lavorando con i progetti del disco sempre aperti. Inoltre, c’è stato in generale molto più tempo disponibile per la cura dei dettagli e per l’arrangiamento, quindi il risultato è sicuramente un lavoro molto più studiato a livello di produzione del precedente. Ancora, a differenza di ‘Neuromance’, ‘Gigahearts’ è un disco dove ogni brano ha una sua vera identità ed è veramente difficile trovare delle ripetizioni stilistiche evidenti. Questo perché, mentre per il primo album era importante per noi essere il più diretti possibile e dare un’idea ben definita del nostro stile, con ‘Gigahearts’ l’intento è stato più quello di sperimentare e caratterizzare ogni brano dandogli una impronta personale ben definita e un ruolo diverso all’interno del bilancio del disco”.

SE NON TI CHIEDO TROPPO, TI VA DI FARE UN BREVE TRACK-BY-TRACK DEL LAVORO, COMMENTANDO A PIACERE I BRANI?
“Il disco parte con ‘Multiplatform Paradise’, un pezzo rock’n’roll-oriented con chitarre e drums in primo piano rispetto alla parte elettronica, e che risultava, rispetto agli altri, il brano di apertura più adatto. Subito dopo segue ‘Beatcrusher’, che rimette subito in chiaro che l’anima electro dei DSI non è sparita, né tende ad assopirsi, ma piuttosto si è evoluta verso sonorità più harsh che danno più spazio a suoni distorti e basslines rispetto ai lead synth più trance di ‘Neuromance’. Dopodiché, abbiamo ‘Braindamage’, dove sonorità più propriamente industrial rock e atmosfere cyber-punk si fanno avanti assieme a componenti vocali più melodiche e ad un ritmo più cadenzato; ‘Braindamage’ fa infatti da ponte per ‘Lost’, la quale va ad esplorare territori più melodici pur rimanendo in un ambito rock/industrial, e con l’intervento di quei lead synth che caratterizzavano, già in ‘Neuromance’, le nostre ballad. Con ‘Can You Imagine’, invece, parte una delle sperimentazioni più importanti del disco, avvicinandosi ad influenze synth-pop con pochissime chitarre e un ruolo decisamente di spicco per voce e parti elettroniche. Siamo quindi pronti per passare alla seconda metà del disco con ‘Play ‘n’ Kill’, che richiama a sé la componente più pesante dei Dope Stars Inc., con una drum martellante, lead synth e basslines aggressivi e una voce distorta e anch’essa aggressiva. Segue il ritmo pesante e cadenzato di ‘Bang Your Head’, dove la voce gioca un ruolo ritmico molto importante. Con ‘Technologic Age’, invece, si riprendono le sonorità più rock’n’roll dell’opener, ma con una componente melodica più presente. Abbiamo quindi ‘Citizen XT 99’, che è il pezzo più atipico del disco, mischiante influenze che vanno dal rock anni ’70 all’hard rock anni ’80, per giungere infine all’industrial anni ’90, in un cocktail che non saprei ben definire. Chiude il disco ‘Critical World’, che riprende il lato più rock’n’roll del sound DSI, figlia della sperimentazione avvenuta già in alcuni brani dell’EP ‘Make A Star’ (e direi grazie, a questo punto, visto che i track-by-track sono l’agonia dell’intervistato di turno, solitamente, ndR)”.

DEVO AMMETTERE CHE LA TRACCIA CHE PIU’ MI HA STUPITO E’ CERTAMENTE “BEATCRUSHER”, PROBABILMENTE LA CANZONE PIU’ ELETTRONICA CHE AVETE MAI COMPOSTO… COM’E’ VENUTA ALLA LUCE?
“Sì, hai ragione. Decisamente. E’ un brano molto electro-oriented, dove le chitarre intervengono solamente nei ritornelli. Ma la particolarità di ‘Beatcrusher’, secondo me, è proprio nel fatto di mantenere un feeling rock’n’roll pur essendo un brano propriamente techno. Difatti, gli arrangiamenti presenti all’interno e soprattutto le voci comunicano un’atmosfera più rock che electro a mio avviso. La cassa dritta e il beat martellante e statico di tutto il brano può ovviamente trarre in inganno, ma è l’attitudine celata al suo interno che la rende diversa. ‘Beatcrusher’ è nata perché volevamo avere un album più vario possibile, che mettesse in evidenza le varie componenti e influenze che caratterizzano i Dope Stars Inc.. Ed è stata proprio questa la vera sfida, ovvero quella di fare un album molto vario e sperimentale, ma che allo stesso tempo mantenesse un’omogeneità di stile globale. Inoltre, personalmente penso che l’obiettivo di un secondo album sia ben diverso da quello dell’album di debutto: nell’album di debutto è importante dare una idea forte e decisa di stile, mentre con il secondo album è importante sperimentare, scomporre e trovare nuove soluzioni. Il terzo album invece penso sarà a metà strada tra queste due direzioni”.

SUPPONGO CI SARANNO DEI SINGOLI… RIESCI AD ANTICIPARCI QUALCOSA? GIRERETE QUALCHE VIDEO?
“Avevamo in cantiere un video, ma abbiamo avuto dei problemi tecnici e di tempo, e quindi abbiamo dovuto abbandonare l’idea. E’ invece in programma un nuovo EP per maggio, il quale conterrà diversi remix e altro materiale nuovo. Stiamo ancora decidendo quale sarà il suo contenuto e speriamo anche di trovare il tempo di girare un video in tempo per essere incluso nella pubblicazione”.

QUESTA VOLTA AVETE DECISO DI PRODURRE TUTTO DA SOLI, ANZI, L’ONERE E’ STATO TUTTO TUO. COME MAI QUESTA SCELTA? COME TI SEI REGOLATO IN STUDIO?
“Sì, questo è successo perché la Trisol era rimasta molto soddisfatta della produzione dei nuovi brani dell’EP ‘Make A Star’ e quindi mi ha chiesto se volevo dedicarmi anche alla produzione del nuovo album. Tra l’altro, rispetto ai tempi di ‘Neuromance’, ho fatto molte esperienze nuove ed è diverso tempo che lavoro al Subsound Studio come fonico e produttore. Quindi ho pensato che sarebbe stata la scelta migliore per poter dedicare maggior tempo alla cura dei dettagli. Inoltre, gran parte della produzione è avvenuta nel momento stesso in cui ho scritto i brani: ho infatti portato in studio i progetti già in parte pronti, dopodiché abbiamo ri-registrato professionalmente tutte le parti audio (chitarre, basso e voci) e siamo passati quindi al missaggio. Nel contempo, abbiamo potuto dedicare molto tempo alla cura dei dettagli e alla scelta dei suoni, avendo risparmiato molto lavoro entrando in studio con i progetti già programmati a dovere. Per ‘Gigahearts’ ho adottato un concept di produzione che è risultato molto efficace e che si connette direttamente alla volontà di avere un disco con brani molto diversi ma con un filo conduttore stilistico unico. Senza entrare in noiosi e complessi dettagli tecnici, in parole povere ogni brano è composto da tre ‘fondamenta’ di suono che sono miscelate, a seconda del pezzo, in maniera diversa. Queste ‘fondamenta’ sono una puramente rock, una puramente electro/synth pop e una puramente industrial/harsh/techno. In questo modo, ho potuto dosare per ogni brano queste basi, dando allo stesso tempo il carattere giusto ad ogni pezzo, pur mantenendo una compattezza e omogeneità di sound rispetto agli altri. Gli estremi di queste fondamenta li troviamo rispettivamente in ‘Mutliplatform Paradise’, ‘Beatcrusher’ e ‘Can You Imagine’”.

TI VA DI PRESENTARE AI LETTORI “GIGAHEARTS” NELLA SUA VESTE GRAFICA? SO CHE E’ STATA CURATA DAL TUO PARTNER-IN-CRIME GRACE KHOLD. COS’AVETE STUDIATO DI SPECIALE? CI SONO LIMITED EDITIONS?
“No, questa volta niente limited editions. E non dico purtroppo, perché comunque ci siamo resi conto che le limited editions sono così dannatamente difficili da trovare che hanno fatto impazzire molti dei nostri fan per quella di ‘Neuromance’ (francamente, una delle limited editions più belle mai concepite, ndR). Infatti, per ‘Gigahearts’ abbiamo volutamente optato per una soluzione jewel case standard, che ha contribuito anche ad un prezzo decisamente più basso. La veste grafica è stata curata da Grace, il quale ha realizzato, come anche per ‘Neuromance’, un bellissimo artwork dedicato e ispirato da ogni brano del disco”.

DAL PUNTO DI VISTA LIRICO, CI TROVIAMO DI FRONTE AD UN CONCEPT-ALBUM COME “NEUROMANCE”, OPPURE STAVOLTA NON ESISTONO FILI CONDUTTORI?
“Il concept dei testi ruota sempre intorno all’immaginario cyber-punk, anche se ‘Gigahearts’ presenta dei testi volutamente più generici e in alcuni casi connessi ad esperienze ed emozioni personali. A differenza di ‘Neuromance’, è presente una critica più diretta e pesante verso la società moderna e una dose maggiore di rabbia. Non posso negare che quando ho scritto alcuni pezzi ero decisamente incazzato”.

SIETE SOLITI FAR REMIXARE E STRAVOLGERE PIU’ VOLTE LE VOSTRE CANZONI DA ALTRI ARTISTI: QUALI SONO I REMIX CHE PIU’ VI HANNO SODDISFATTO FINORA? E DA DOVE NASCE QUESTA PASSIONE PER LA CONTAMINAZIONE?
“Abbiamo in programma un nuovo EP che conterrà vari remix molto interessanti. Tra questi, un remix di ‘Lost’ da parte di KMFDM e un remix di ‘Can You Imagine’ preparato da Gothminister. Ci sono altri gruppi che stanno finendo di lavorare su vari remix, in particolare sono in trepidante attesa di sentire i remix definitivi di Spiritual Front, Xp8 ed Emilie Autumn…e forse anche Suicide Commando. Sono sicuro che saranno decisamente interessanti. Fino ad ora tutti i remix che abbiamo ricevuto sono sempre stati di grande interesse per noi. In particolare, il remix di ‘Vyperpunk’ di Spiritual Front e Deathstars, così come il remix di Siderartica di ‘Make A Star’ e ‘Generation Plastic’ by Carmilla. Volevamo fare un doppio album contenente remix, ma purtroppo, per via delle deadlines non è stato possibile. Abbiamo quindi pensato di prendere più tempo per far uscire un disco contenente un buon numero di remix di qualità, dando più tempo ai diversi artisti che ci stanno supportando di lavorarci sopra”.

E INVECE DA DOVE NASCE LA PASSIONE PER IL TRAVESTIMENTO ED IL MAKE-UP? FIN DAI VOSTRI INIZI, L’IMMAGINE E’ UNO DEI VOSTRI PUNTI DI FORZA…
“Travestimento? Be’, detto così suona dannatamente male (sì, è vero, anche se lungi da me era il paragonarvi a Platinette…, ndR). Più che una passione, è uno stile di vita, e già prima dei Dope Stars Inc. abbiamo tutti avuto una cura particolare per la nostra immagine personale; e i Dope Stars Inc. non sono altro che la fusione di quello che eravamo già in passato”.

AVETE DA POCO TERMINATO UN TOUR DI SUPPORTO AGLI ASP: COM’E’ ANDATO? AVETE GIA’ PROGRAMMATO QUALCHE GIRO PROMOZIONALE?
“E’ stata un’esperienza davvero indimenticabile. Tutti i concerti sono andati alla grande e la maggior parte erano sold out! Il pubblico è stato sempre davvero caldo e con una dose di coinvolgimento che non ci aspettavamo. Non abbiamo mai – e dico mai! – avuto nessun problema tecnico o di performance. Insomma, è filato tutto incredibilmente bene ed è stato un successo completo. Dobbiamo veramente molto agli ASP che ci hanno dato questa opportunità di seguirli in tour in Germania. Inoltre, ci tengo a dire che sono delle persone veramente stupende e che pur riscuotendo un enorme successo in Germania, non sanno neanche cosa vuol dire montarsi la testa. Veri professionisti e soprattutto delle persone veramente umili. Cosa che purtroppo non è dote di tutti i musicisti in giro nella scena. Abbiamo in programma diversi live in Italia e un tour in Europa. La nostra agenzia di booking, la Contra Promotion, sta ricevendo moltissime offerte e allo stato attuale ci sono talmente tante cose in ballo che ho difficoltà a seguirle tutte. Sicuramente ci sarà un tour europeo e molte altre date in Italia. Insomma, concerti chiamano altri concerti e non vediamo l’ora di poter suonare sempre più spesso”.

BENE, ABBIAMO FINITO! TI RINGRAZIO, VICTOR, DELLA CONSUETA DISPONIBILITA’ E, DATO CHE SIAMO ANCORA AD INIZIO ANNO, TI CHIEDO COME VORRESTI FOSSE PER TE E PER I DOPE STARS INC. IL 2007…
“Vorrei poter avere più tempo da dedicare ai vari progetti che ho in mente, mentre per quanto riguarda i DSI spero che sarà un secondo anno di crescita e successi come è stato già il 2006!”.

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