DRACONIAN – Serenate gotiche

Pubblicato il 17/03/2008 da
 
Ci è voluto del tempo, ma pare ora che gli svedesi Draconian abbiano finalmente imboccato la strada giusta con il loro songwriting. Spesso, e a ragione, considerati un gruppo gothic-doom come tanti, gli svedesi hanno incattivito e reso più personale il loro sound con il nuovo “Turning Season Within”, prendendo almeno un po’ le distanze dall’etichetta di band-clone dei primi Theatre Of Tragedy. Il chitarrista e principale compositore Johan Ericson ci racconta la recente evoluzione della band in questa breve intervista effettuata via email…
 

 
NONOSTANTE LA CRITICA SIA SEMPRE STATA UN PO’ SEVERA CON VOI, I VOSTRI ALBUM SONO STATI TUTTI BEN ACCOLTI DAL PUBBLICO. AVETE SENTITO IL PESO DELLE ASPETTATIVE DEI FAN MENTRE COMPONEVATE IL NUOVO ALBUM?
“No, mi capita di rado di badare a cose come quelle. Forse giusto all’inizio di un processo di songwriting sono solito essere un po’ nervoso, ma, una volta completati i primi due pezzi, l’atmosfera si fa molto più rilassata. Per me è molto importante riuscire a realizzare due brani di alta caratura all’inizio per delineare subito lo standard qualitativo dell’intero album e per avere mentalmente la giusta attitudine”.
 
E’ FACILE ACCORGERSI COME “TURNING SEASON WITHIN” SIA PIU’ HEAVY E UN PO’ PIU’ VELOCE DEI SUOI PREDECESSORI. SEMBRA CHE, OLTRE AI SOLITI MY DYING BRIDE E THEATRE OF TRAGEDY, QUESTA VOLTA SIATE STATI INFLUENZATI DA OPETH O PRIMI KATATONIA…
“Sì, hai ragione… è successo senza che noi ce ne accorgessimo. Volevamo senz’altro comporre un album un po’ più veloce e diretto, ma le influenze di cui parli sono venute fuori in maniera quasi inaspettata. Pare che il sound dei nostri connazionali si sia fatto strada dentro di noi più di quello di altri”.
 
PER QUALE MOTIVO AVETE DECISO DI MUOVERVI IN QUESTA DIREZIONE?
“Volevamo realizzare qualcosa di più personale ed eravamo un po’ stanchi di usare dodici melodie diverse in una singola traccia. Abbiamo voluto dare più spazio ai riff e all’impatto, senza però perdere del tutto le nostre atmosfere”.
 
L’ALBUM E’ STATO REGISTRATO NEGLI ORMAI CELEBRI FASCINATION STREET STUDIOS (OPETH, KATATONIA, SOILWORK…). CREDO SI SIA TRATTATO DI UNA GRANDE ESPERIENZA…
“Certo, è stato bello registrare là. A dire il vero, avevamo già registrato un demo in quegli studi nel 1999, ma all’epoca erano chiamati Studio Kuling ed erano gestiti da altre persone. Jens Bogren ha comprato tutto alcuni anni fa e ha fatto diventare gli studi i migliori in tutta la Svezia, secondo me. Le registrazioni di ‘Turning Season Within’ sono andate benissimo… l’atmosfera era davvero rilassata. Per le registrazioni abbiamo lavorato soprattutto con due ragazzi chiamati David Castillo e Johan Örnborg. Jens Bogren si è invece occupato del mixaggio e del mastering”.
 
I VOSTRI TESTI SONO SEMPRE STATI MOLTO POETICI E DRAMMATICI… E’ COSI’ ANCHE QUESTA VOLTA?
“No, questa volta c’è una grossa differenza: i testi non sono legati ad alcn concept e trattano argomenti più ordinari e basati su reali situazioni di vita. Si parla di depressione, relazioni e cose simili. Anders, il nostro cantante, ha davvero scavato dentro di sè questa volta. E’ un album molto personale per lui”.
 
L’ARTWORK DEL DISCO E’ STUPENDO… CHI LO HA REALIZZATO?
“L’artwork porta la firma di Dennis Sibeijn, un ragazzo che ha lavorato con Job For A Cowboy e Chimaira in passato. I disegni che ha fatto per noi sono più astratti rispetto a quelli che eravamo soliti utilizzare in passato, ma crediamo che si sposino alla perfezione con la nostra nuova musica. Soprattutto la copertina lascia a bocca aperta”.
 
CHE NE DICI DI SPENDERE QUALCHE PAROLA SU OGNUNO DEI CAPITOLI DELLA VOSTRA DISCOGRAFIA?
 
Where Lovers Mourn: “Il nostro primo album. Contiene pezzi scritti in un lungo periodo di tempo ed è un po’ troppo vario, secondo me. Tanti fan invece lo considerano ancora il nostro lavoro migliore. Ci potete trovare decine di riff ispirati ai primi My Dying Bride, Anathema e Paradise Lost”.
 
Arcane Rain Fell: “Questo è il mio album preferito dopo ‘Turning Season Within’. L’atmosfera è molto particolare e la produzione è su alti livelli. Si tratta di un concept album sulla ribellione di Lucifero contro Dio, vista dagli occhi di Lucifero. Il mio pezzo preferito è ‘The Apostasy Canticle’. Contiene inoltre uno dei brani più amati dai nostri fan: ‘Death Come Near Me'”.
 
The Burning Halo: “Una sorta di bonus album che abbiamo pubblicato in seguito alle richieste dei fan di ascoltare il nostro materiale demo. E’ un CD che contiene tre tracce inedite, tre demo e due cover. E’ come se fosse un EP molto lungo”.
 
Turning Season Within: “E’ il nostro disco migliore, a mio parere. E’ un lavoro assai malinconico, ma che al tempo stesso presenta un mix ben bilanciato di atmosfera e brutalità”.
 
INCIDETE PER LA NAPALM RECORDS, IL CUI ROSTER E’ COLMO DI GOTHIC METAL BAND. NON PENSATE CHE SIA DIFFICILE SPICCARE FRA LA MASSA? QUALI SONO I PRO E I CONTRO DI LAVORARE CON UNA LABEL COME QUESTA?
“Penso che i Draconian siano decisamente diversi da tutti gli altri gruppi gothic della scuderia della Napalm Records. La nostra musica però può piacere ai fan di quelle band, quindi trovo perfetta la nostra attuale sistemazione. Non riesco a pensare ad alcun aspetto negativo”.
 
OGNI VOLTA CHE UN ALBUM ARRIVA NEI NEGOZI, IL PASSO SUCCESIVO E’ EMPRE UN TOUR. POSSIAMO ASPETTARCI QUALCOSA DI SIMILE DA VOI?
“Non abbiamo alcun tour in programma al momento. Stiamo però negoziando con delle booking agency proprio perchè ci piacerebbe suonare dal vivo più spesso. Contiamo di poter annunciare qualcosa in merito nel giro di qualche mese”.
 
CHE RAPPORTO HANNO FRA DI LORO I MEMBRI DEI DRACONIAN? VI VEDETE SPESSO, ANCHE PER ATTIVITA’ EXTRA MUSICALI?
“No, oggi viviamo tutti in zone diverse della Svezia. Facciamo fatica anche a provare con regolarità. Ci ritroviamo soltanto prima di qualche show o prima delle registrazioni, giusto per suonare un po’ insieme in sala prove”.
 
QUALI SONO LE VOSTRE ALTRE OCCUPAZIONI? SIETE COINVOLTI IN ALTRE BAND O SIDE-PROJECT?
“Sì, io ho un progetto doom chiamato DOOM:VS, che registra per la Firebox Records. Il primo album è uscito nel 2006 e un altro è in dirittura d’arrivo. Il nostro secondo chitarrista, Daniel, suona nei black metallers Scorched e Jerry è invece coinvolto in un gruppo folk rock chiamato Paganus. Infine, io ho dato vita a un altro progetto chiamato Shadowgarden con l’ex chitarrista dei Draconian Andreas. Siamo persone che pensano alla musica in ogni momento”.
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