DRAGONLAND – Un viaggio spaziale tra battaglie galattiche e power metal sinfonico!

Pubblicato il 19/12/2022 da

Hanno atteso undici lunghi anni prima di rimettersi in gioco e presentarsi con un ritorno convincente come “The Power Of The Nightstar”, disco che assieme ad altre riapparizioni degne nota all’interno della scena power metal (vedi Stratovarius, Blind Guardian e non solo) ha riacceso lo spirito degli appassionati. Orchestrazioni bombastiche e cinematiche – ancor più che in passato – unite a melodie facili da ricordare e sonorità moderne in una miscela capace di esplodere con disinvoltura dalle casse, confermano i Dragonland tra i gruppi con più personalità all’interno di questo genere. Un tuffo profondo, circondati dalle atmosfere fantascientifiche create da Elias Holmlid e dai suoi colleghi. Ed è proprio il compositore e tastierista nordico a raggiungerci per rispondere con estrema cortesia e disponibilità a tutte le nostre domande riguardanti questo solido ritorno discografico e non solo.

UNDICI ANNI DI ASSENZA PER I DRAGONLAND SONO DAVVERO TANTI. COME MEMBRI DELLA BAND, COME AVETE TRASCORSO TUTTO QUESTO TEMPO?
– Come darti torto, undici anni sono un tempo lunghissimo. Ma siamo stati molto impegnati, anche se a dire il vero non direttamente con i Dragonland. In effetti, durante questi anni abbiamo fatto qualche rara data live e poco altro, ma l’idea ed il desiderio di pubblicare un nuovo disco è stata sempre viva. Quindi non siamo mai stati davvero in una pausa esplicita in quanto tale. Una delle ragioni principali della nostra assenza apparente dalle scene è stata la vita in generale: cose come i figli, la casa, i nostri lavori quotidiani… Io ho lavorato per un po’ di tempo come compositore per videogiochi e così la mia vena creativa è stata risucchiata in questo progetto. Anche altri della band sono stati impegnati in altre occupazioni legati alla musica.

“THE POWER OF THE NIGHTSTAR” A MIO PARERE SUONA MOLTO PIU’ BOMBASTICO E ‘CINEMATOGRAFICOICO’ RISPETTO AI VOSTRI PRECEDENTI LAVORI. QUANDO AVETE INIZIATO A LAVORARE SU QUESTI NUOVI BRANI E QUALI OBIETTIVI SONORI VI ERAVATE PREFISSATI?
– La prima canzone che abbiamo completato è stata “A Light In The Dark” che risale al 2016. Dopo di questa abbiamo realizzato che ci saremo concentrati su un concept sci-fi. Abbiamo così composto un altro brano e ci siamo seduti attorno ad un tavolo ed in maniera abbastanza generica abbiamo delineato la trama della storia solo per sapere che tipo di brani stavamo per scrivere. Il processo principale di scrittura delle canzoni è davvero decollato nel 2018.
Il mio obiettivo fin dall’inizio di questo progetto era quello di rendere l’album più cinematografico e lussureggiante rispetto a qualsiasi nostra proposta precedente. Anche se abbiamo già avuto grandi arrangiamenti in passato, questa volta l’idea era di cercare di massimizzare la produzione.

I NUOVI BRANI SONO PIUTTOSTO COMPLESSI E METTONO IN MOSTRA MOLTI ELEMENTI. COME AVETE LAVORATO PER TROVARE IL PERFETTO BILANCIAMENTO TRA ESSI E DI QUALE COMPOSIZIONE SIETE, A LAVORI FATTI, MAGGIORMENTE ORGOGLIOSI?
– Penso che il giusto equilibrio si trovi facendo in modo che la voce sia sempre l’elemento principale ogni volta che è presente. Abbiamo faticato un po’ verso la fine quando ci siamo resi conto che, considerando la lunghezza dell’album, l’ascoltatore avrebbe avuto bisogno di un po’ più di respiro. A questo punto ho aggiunto l’intro di “The Power Of The Nightstar”, così come l’outro di “Resurrecting An Ancient Technology” e abbiamo anche tolto le chitarre da alcune parti. Spero che questo renda l’album un po’ meno opprimente.
È difficile scegliere una traccia preferita, ma se devo sceglierne una potrebbe essere “Celestial Squadron”. Penso che questo pezzo nel suo complesso funzioni alla perfezione. Si tratta per certi versi di una traccia semplice ma contiene molte piccole variazioni e idee interessanti, come ad esempio l’arpa sincronizzata e la chitarra solista che riempiono il sound nel mezzo del ritornello finale. È anche una traccia particolare per me, dato che ne ho composta gran parte nella mia testa mentre andavo al lavoro ogni giorno, ripetendola di continuo e cercando di fissare le melodie, gli accordi e gli arrangiamenti senza prendere in mano la chitarra o sedermi con il tastiera del computer. È stato un buon esercizio, visto che di solito scrivo stando seduto con uno strumento.

IN QUESTO PRECISO PERIODO STORICO LA PRODUZIONE E’ UN ASPETTO DECISIVO PER LA BUONA RIUSCITA DI UN DISCO. “THE POWER OF THE NIGHTSTAR” PUO’ VANTARE UN SUONO PERFETTO E POTENTE, GRAZIE AL GRAN LAVORO DI JACOB HANSEN AI SUOI STUDIO. COSA POTETE DIRCI A PROPOSITO DI QUESTO ASPETTO?
– Abbiamo registrato la batteria nello studio di Jacob, ma tutto il resto è stato registrato nei nostri rispettivi studi casalinghi. I ragazzi mi inviavano continuamente le loro registrazioni e io controllavo facendo in modo che tutto quadrasse, dando di ritorno alcuni feedback. È un processo lungo e piuttosto faticoso, ma il risultato finale è quasi perfetto. Sedersi insieme in uno studio potrebbe sicuramente essere più efficiente e divertente, ma lavorare come abbiamo fatto in questo caso produce sicuramente un risultato migliore poiché tutti possono prendersi tutto il tempo che vogliono per sperimentare e perfezionare le proprie registrazioni.
Quando tutto è stato registrato, abbiamo inviato il malloppo a Jacob per il missaggio e il mastering. Non eravamo presenti durante le sessioni di missaggio, ma ci inviava regolarmente dei mix e potevamo dare un feedback su di essi. Cose tipo: “spingi questa tastiera in alto di 1db qui”, “magari prova con un po’ meno distorsione sui bassi” ecc. Piccoli cambiamenti ma che hanno funzionato. E dobbiamo fare i nostri sinceri complimenti a Jacob per il suo lavoro fantastico!

PER QUANTO RIGUARDA I TESTI, QUESTO NUOVO LAVORO SEGUE ANCORA TEMATICHE SCI-FI ED E’ UN VERO E PROPRIO CONCEPT ALBUM. COSA POTETE RIVELARCI PER QUANTO RIGUARDA LA STORIA
– La storia affronta le difficoltà per sopravvivere e trovare una nuova casa in un universo ostile. Seguiamo una specie aliena tecnologicamente avanzata: i nostri protagonisti, attraverso una saga che attraversa più galassie, sono inseguiti da una razza minacciosa che vuole mettere le mani sulla loro tecnologia per utilizzarla per i propri scopi malvagi. È, come dici tu, interamente un concept album di fantascienza. Ad eccezione di “Oblivion”, cover di chiusura originariamente composta dai M83, tutte le canzoni sono collegate e insieme danno vita a questa storia. Siamo tutti appassionati di fantascienza nella band; Jonas (cantante della band, ndr) che è lo scrittore della storia, è un grande fan di “Star Wars” e penso talvolta che abbia letto più fantasy che letteratura fantascientifica.

A MIO PARERE E’ CON “ASTRONOMY” – DISCO PUBBLICATO NEL 2006 – CHE AVETE INIZIATO UNA NUOVA STRADA TROVANDO UN MIX PERFETTO TRA ORCHESTRAZIONI MODERNE E BOMBASTICHE, INFLUENZE SCI-FI ED IL CLASSICO POWER METAL SCANDINAVO. PENSI SIA IL VOSTRO DISCO PIU’ IMPORTANTE ED ISPIRATO ALL’INTERNO DELLA VOSTRA CARRIERA?
– Il processo di scrittura di “Astronomy” è stato abbastanza semplice rispetto al precedente “Starfall”. Anche se le canzoni non sono necessariamente più ‘semplici’ di quelle di “Starfall”, penso che la facilità di scriverle possa riflettersi nel modo in cui l’album viene messo insieme e probabilmente suona più rilassato e naturale di conseguenza. Non sono sicuro che sia la nostra uscita più importante in quanto tale, ma la gente sembra apprezzarla. Ha un suono fantastico, per gentile concessione dello Studio Fredman, che penso si adatti molto bene alle canzoni donando all’album una lucentezza originale ed atmosferica.

PERSONALMENTE CREDO CHE “ASTRONOMY” SIA STATO UNO DI QUEI DISCHI IN GRADO DI ISPIRARE IL NUOVO FILONE DEL POWER METAL, CON UN SOUND PIU’ MODERNO COME AD ESEMPIO GLI STESSI AMARANTHE DI OLOF (chitarrista e fondatore delle due band, ndr)?
– Non sono sicuro che si possa dire tutto ciò su “Astronomy” e che abbia avuto un’influenza generale così forte su band dallo stile più moderno in quanto tali. Ma chi lo sa? Forse ha acceso la fiamma per qualcuno. Penso che sia stato, come dici tu, in quel periodo che Olof ha davvero iniziato a prendere in considerazione l’idea di iniziare qualcosa di nuovo al di fuori dei Dragonland. Elize ci ha aiutato in alcune canzoni di “Astronomy” ed è da lì che potrebbe aver avuto l’idea di mettere insieme qualcosa con lei. Un anno dopo aver registrato “Astronomy”, Olof, Elize ed io stavamo effettivamente lavorando su un po’ di musica insieme, qualcosa di abbastanza lontano sia da Dragonland che da Amaranthe. Non abbiamo mai pubblicato nulla, però, e il progetto non è durato a lungo. Penso che sia stato qualche tempo dopo che Olof ha davvero iniziato a lavorare su quello che alla fine sarebbe diventato il debutto dal gran successo degli Amaranthe.

IL VOSTRO VIAGGIO E’ INIZIATO ORMAI VENTITRE ANNI FA E NEL FRATTEMPO TANTE COSE SONO CAMBIATE NEL MUSIC BUSINESS. QUALI SONO LE MAGGIORI DIFFERENZE CHE AVETE RISCONTRATO PUBBLICANDO QUESTO NUOVO DISCO?
– In passato, i budget degli studi erano sicuramente migliori. Tuttavia, non è qualcosa che ha un effetto negativo sul nostro lavoro: al giorno d’oggi otteniamo risultati di gran lunga migliori registrando nei nostri home studio e poi mixando in uno studio professionale. Nei dieci anni trascorsi da “Under The Grey Banner” il cambiamento più importante che mi viene in mente è il modo in cui gli album devono essere pubblicati al giorno d’oggi, ovvero attraverso un flusso infinito di uscite di singoli iniziali. Non posso dire che mi piaccia questo sviluppo, sembra particolarmente inappropriato in particolare quando crei concept album come facciamo noi e quando l’idea è raccontare una storia dall’inizio alla fine. Ma la situazione è questa e probabilmente non si potrà tornare indietro.

ANCHE LA SCENA POWER METAL E’ CAMBIATA. INSIEME ALLE VECCHIE GLORIE COME HELLOWEEN, STRATOVARIUS E BLIND GUARDIAN, ANCORA PERFETTAMENTE IN FORMA, SONO ARRIVATI POWERWOLF, SABATON, BATTLE BEAST E BEAST IN BLACK A RICHIAMARE UN FORTE AUDIENCE. QUAL E’ LA SALUTE DI QUESTO GENERE MUSICALE SECONDO TE?
– Il power metal sembra andare forte, questo è sicuro! Non so molto della scena attuale e non ascolto molto power metal negli ultimi tempi, ma posso solamente dire che è fantastico che ci sia ancora interesse per il nostro tipo di musica!

QUALI PIANI AVETE PER PROMUOVERE IL DISCO? STATE LAVORANDO PER POTER PORTARE LA VOSTRA MUSICA LIVE NEI PROSSIMI MESI?
– Stiamo esaminando cose diverse, ma non è stato ancora finalizzato molto. Sarebbe fantastico avere la possibilità di uscire e promuovere l’album. Se non dovesse succedere allora immagino che dovremmo iniziare a scrivere il prossimo disco, così forse potrebbero non volerci altri undici anni (risate, ndr)!

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