DRAGONLORD – The legion of the dead

Pubblicato il 07/11/2005 da
 
Largo al symphonic black metal made in USA! Proprio così, con il nuovo “Black Wings Of Destiny” il progetto Dragonlord ha tagliato il traguardo del secondo disco e Metalitalia.com ha voluto mettersi in contatto con il suo fondatore, l’ascia dei Testament Eric Peterson, per farsi raccontare tutto a riguardo e per sapere qualcosa in più sui piani della band madre del famoso chitarrista, da tempo assente dalla scena con un lotto di brani inediti. Ce la faranno i Dragonlord ad emergere nell’affollato panorama black mondiale? E, soprattutto, ce la faranno i Testament a dare un seguito all’ottimo “The Gathering”? La parola ad Eric…
 
 

ERIC, SICCOME QUESTA E’ LA TUA PRIMA INTERVISTA PER METALITALIA.COM, TI ANDREBBE DI RACCONTARCI COME SONO NATI I DRAGONLORD?
“Tutto è nato dalla mia volontà di dedicarmi a qualcosa di diverso dal thrash metal dei Testament. Suono questo genere di musica da quando ero ancora un ragazzino ma in verità ho sempre nutrito un grosso interesse per sonorità più oscure e violente… senza dimenticare quelle più teatrali e atmosferiche. Inizialmente i miei ascolti erano Bathory, Venom e Mercyful Fate, poi però ho scoperto gli Emperor e la loro musica mi ha fatto letteralmente impazzire! Verso la fine degli anni Novanta ho dunque trovato il tempo per dar vita ad un progetto di stampo black metal e da allora sono riuscito a realizzare due album – il debut ‘Rapture’ e il nuovo ‘Black Wings Of Destiny’ – e a suonare un discreto numero di concerti tra Europa e Stati Uniti.”

PERCHE’ SCEGLIESTI PROPRIO IL NOME DRAGONLORD PER QUESTO PROGETTO?
“Onestamente non è una cosa su cui ho riflettuto troppo… mi piaceva come termine e inoltre ben si adattava alla musica che avevo intenzione di suonare. Più volte mi hanno fatto notare che non si tratta di un moniker troppo originale, ma poco importa… mi piace la figura del drago, è una creatura misteriosa e molto potente. Inoltre mi hanno sempre affascinato le storie e i film su di essi.”

LA MUSICA DEI DRAGONLORD PUO’ FACILMENTE ESSERE DEFINITA SYMPHONIC BLACK METAL E SIN DALL’INIZIO SIETE SPESSO STATI ACCOSTATI A DIMMU BORGIR E CRADLE OF FILTH… COSA NE PENSI DI QUESTI PARAGONI?
“Sì, è vero, suoniamo symphonic black metal, ma sinceramente non penso che il nostro sound sia poi così simile a quello di queste due grandi band. Il nostro riffing, ad esempio, è per lo più maggiormente ispirato al thrash metal e le nostre melodie trovo che siano un po’ più ariose delle loro. Amo molto Cradle Of Filth e Dimmu Borgir e rientrano certamente tra le mie influenze ma non mi piace che i Dragonlord vengano considerati dei loro cloni. Qua e là ci sono senz’altro delle similitudini ma credo di essere riuscito a trovare una via piuttosto personale per esprimermi. Quando composi ‘Demonic’ per i Testament tutti dissero che eravamo diventati una death metal band, ma ai miei occhi ciò non era affatto vero. Eravamo sempre i Testament, solamente più pesanti e con qualche influenza death metal. Lo stesso oggi accade per questa band: siamo i Dragonlord, suoniamo come i Dragonlord… poi nella nostra proposta c’è di certo qualcosa ispirato ad altre formazioni, ma da qui a dire che siamo un gruppo uguale ai Dimmu Borgir ce ne passa!”.

NEI DRAGONLORD SEI ANCHE COLUI CHE SI OCCUPA DELLE VOCI! COME TI TROVI IN QUESTO RUOLO?
“Prima di tutto devo dire che non mi considero un vero e proprio frontman… io mi vedo più come un chitarrista che si occupa anche delle vocals, nulla di più! Chuck Billy sì che è un frontman, lui sa davvero come tenere il palco, interagire con il pubblico e cantare senza commettere errori. Io devo ancora migliorare molto sotto questi aspetti però sono soddisfatto delle mie performance in entrambi gli album. Essendo questo progetto una mia creatura, ci tenevo a farmi carico anche delle parti vocali e trovo di aver portato a termine il compito in maniera egregia. Mi sono esercitato molto, anche curando le backing vocals nei Testament, e quando si è trattato di registrare con i Dragonlord mi sono fatto trovare pronto. Quando canto mi ispiro a King Diamond, Shagrath, Ozzy e ovviamente a Chuck!”.

NELLA LINEUP CHE HA REGISTRATO IL PRIMO DISCO C’ERA ANCHE STEVE DIGIORGIO, COME MAI OGGI NON FA PIU’ PARTE DELLA BAND?
“Steve era davvero troppo impegnato con altri progetti per dedicarsi ai Dragonlord. La nostra musica gli piace e avrebbe volentieri partecipato alle registrazioni, ma noi non volevamo più aspettare… ‘Rapture’ è uscito diversi anni fa, il suo successore doveva arrivare nei negozi in tempi brevi. Al suo posto ho reclutato Derek Ramirez, un buon bassista che in passato ha fatto parte anche dei Testament. Lui non è un musicista esageratamente impegnato, quindi può dedicarsi a noi con una certa costanza e soprattutto può suonare dal vivo. Ora che ‘Black Wings Of Destiny’ è stato pubblicato ci teniamo ad essere abbastanza presenti in sede live”.

PERCHE’ HAI INTITOLATO IL DISCO “BLACK WINGS OF DESTINY”? HAI PER CASO VOLUTO OMAGGIARE I JUDAS PRIEST?
“A dire il vero, no! Adoro i Judas Priest e continuano ad essere una grandissima influenza per me, però il disco si intitola ‘Black Wings Of Destiny’ solamente perchè mi piaceva molto questa frase… ‘Sad Wings Of Destiny’ non c’entra proprio nulla!”.

DI COSA PARLANO I TESTI DELL’ALBUM?
“I testi di ‘Black Wings Of Destiny’ sono simili a quelli di ‘Rapture’ e sono soprattutto incentrati su storie fantasy dalle atmosfere molto oscure e macabre. Li ho scritti io e sono stato ispirato da una montagna di libri che ho avuto modo di leggere negli ultimi tempi, nonchè dai film di Hitchcock e da quelli ispirati dai romanzi di Stephen King”.

“BLACK WINGS OF DESTINY” ESCE PER ESCAPI, UNA PICCOLA ETICHETTA SCANDINAVA… PER QUALE MOTIVO AVETE FIRMATO PER LORO?
“Tutte le etichette cercano di metterti pressione e di farti suonare quello che vogliono loro. La Escapi non fa eccezione, ma tra le label con cui eravamo in contatto era quella ad aver meno pretese. Ci ha garantito un buon supporto promozionale e le persone che ci lavorano sono tutte molto gentili e appassionate della nostra musica. Stanno avendo qualche problema a far arrivare il disco negli USA, però stannoo lavorando sodo e ciò è una cosa degna di lode. Inoltre siamo la loro priorità assoluta in questo periodo… nessun’altra casa discografica ci avrebbe trattato allo stesso modo”.

COME PENSI CHE SI EVOLVERANNO I DRAGONLORD IN FUTURO?
“Trovo che il nuovo album suoni molto più complesso e maturo del debut. Ora non voglio dire che il prossimo sarà ancora più articolato, ma di certo non torneremo allo stile di ‘Rapture’. Ci tengo al fatto che ogni capitolo discografico dei Dragonlord sia alfiere di qualche novità… sicuramente non diventeremo un gruppo thrash o death – ciò non avrebbe senso – ma cercheremo di proporre qualcosa di nuovo rimanendo nei confini del symphonic black. Sarà un’impresa ardua ma sono piuttosto fiducioso!”.

RECENTEMENTE AVETE SUONATO ALL’EARTHSHAKER FESTIVAL: E’ VERO CHE AVETE FILMATO IL CONCERTO PER REALIZZARE UN DVD?
“Sì, il concerto è stato filmato da sei telecamere ma il risultato non ci ha particolarmente soddisfatto quindi dubito che ne faremo un DVD. Inoltre non c’era una bella atmosfera sul palco: eravamo tutti molto tesi, non avevamo provato tantissimo prima dello show e questo non ci ha messo nelle condizioni di offrire uno spettacolo di alto livello. Comunque non credo che butteremo via quel filmato… magari lo includeremo come bonus nel nostro prossimo album”.

COME E’ STATO SUONARE DI SPALLA AI MANOWAR?
“E’ stato ok… non sono una delle mie band preferite però il loro concerto non è stato brutto. Per quanto mi riguarda hanno parlato troppo prima dello show e tra un brano e l’altro, ma mi dicono che loro sono fatti così…”.

PRIMA D’ORA I DRAGONLORD NON SI SONO MAI IMBARCATI IN VERI E PROPRI TOUR… QUESTA SARA’ LA VOLTA BUONA?
“Credo di sì… la label vuole che suoniamo dal vivo e noi non ci tireremo indietro. Nulla è stato ancor organizzato ma probabilmente saremo in Europa poco prima della prossima primavera”.

SUL FRONTE TESTAMENT INVECE CI SONO DELLE NOVITA’? NON PUBBLICATE UN NUOVO ALBUM DAL 1999!
“So che i fan stanno aspettando un nuovo disco in studio dei Testament da molti anni ma che stiano tranquilli, ci stiamo lavorando! Ora la lineup originale si è riunita e sarà proprio questa a registrare il nuovo disco! Non so quando entreremo in studio ma io spero di riuscire a terminare la stesura dei brani per gennaio 2006. Non vedo l’ora di avere in mano il nuovo CD, i ritardi degli ultimi anni hanno stufato anche me”.

CHE PIEGA STA PRENDENDO IL NUOVO MATERIALE?
“E’ ancora un po’ presto per dirlo, ma probabilmente il nuovo album dei Testament sarà il naturale successore di ‘The Gathering’. Forse sarà lievemente più melodico e progressivo, ma lo stile sarà a grandi linee quello…”.

COME E’ STATO TORNARE A SUONARE CON ALEX SKOLNICK?
“E’ stato fantastico, Alex è un grande chitarrista e con i Testament ha sempre fatto delle ottime cose. E’ stato lontano dalla scena metal per lungo tempo ma oggi ha nuovamente una gran voglia di suonare thrash. E’ sempre molto impegnato con i suoi altri progetti ma posso assicurarti che il suo contributo al prossimo album sarà notevole”.

OK, TI RINGRAZIO MOLTO, ERIC…
“Grazie a te per il supporto! Un saluto ai fan italiani, ci vedremo presto prima con i Dragonlord e poi con i Testament!”.

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