DRAUGR – Guerrieri Italici

Pubblicato il 09/01/2012 da

Il sottosuolo italico è in fermento. Nuove realtà musicali di un certo livello artistico iniziano finalmente ad emergere. Una di queste è senza dubbio costituita dai Draugr, potente band che può essere inglobata nel calderono ‘pagan metal’. Forti di un’ottima produzione e di idee chiarissime, il loro nuovo album “De Ferro Italico” rappresenta quanto di meglio ci sia in circolazione dalle nostre parti in questo campo. Musica epica dai risvolti folk immersa in una cornice storica affascinante: sono questi gli elementi principali della proposta dei Draugr, una band che dimostra di avere carattere non solo in studio di registrazione, ma anche fuori e che ha preferito la via dell’autoproduzione a contratti discografici poco allettanti.

COMPLIMENTI PER IL VOSTRO NUOVO ALBUM, E’ EVIDENTE CHE AVETE LAVORATO SODO E NON AVETE LASCIATO NULLA AL CASO. VOLETE PRESENTARE CON PAROLE VOSTRE IL NUOVO ALBUM?
“Grazie a  voi! ‘De Ferro Italico’ è un concept album composto da 10 ‘capitoli’,:le vicende narrate sono di carattere para-storico e sono collocabili nel novembre del 392 d.C., quando l’imperatore Teodosio, tramite editto, diede il via alla persecuzione dei culti pagani nei territori dell’impero. Ad esso seguirono scontri tra pagani e cristiani che culminarono nella sconfitta dei primi nel 394. Abbiamo scelto di ambientare il nostro racconto in questo contesto storico andando a porre particolare attenzione nella descrizione degli antichi culti delle nostre genti e delle tradizioni militari dell’epoca”.

LE DIFFERENZE CON IL VOSTRO PRIMO ALBUM AUTOPRODOTTO “NOCTURNAL PAGAN SUPREMACY” SONO ABISSALI, SIETE MIGLIORATI MOLTO IN QUESTI ANNI. A COSA E’ DOVUTA QUESTA EVOLUZIONE?
“L’evoluzione è frutto di un miglioramento musicale e culturale che ha coinvolto tutti noi ed era inevitabile che questo si riflettesse su ‘De Ferro Italico’”.

ATTUALMENTE IL VOSTRO SOUND PRESENTA DIVERSE INFLUENZE, NON SIETE IL CLASSICO GRUPPO ‘PAGAN METAL’, MA C’E’ ANCORA UNA FORTE COMPONENTE EXTREME METAL NEL VOSTRO STILE…
“Mi fa piacere che tu l’abbia notato. La componente estrema giocherà sempre un ruolo importante nella nostra musica, del resto è da qui che siamo partiti e non intendiamo abbandonare le sonorità a cui siamo più legati”.

IN ITALIA NON CI SONO MOLTI GRUPPI INTERESSATI ALLA STORIA ANTICA DEL NOSTRO PAESE. VOI, SE NON ERRO, SU QUESTO NUOVO CD AVETE DEDICATO DIVERSE CANZONI ALLA SITUAZIONE ITALIANA PRE-ROMANA. DA DOVE NASCE QUESTO INTERESSE?
“Nasce dall’esigenza di creare qualcosa di personale e di mettere l’ascoltatore italiano di fronte a qualcosa in cui si rispecchi, che riguardi la ‘sua’ e la nostra storia senza scadere nel solito nazionalismo o campanilismo da bar. Per quanto riguarda noi, ci sentiremmo ridicoli a dedicare canzoni a tradizioni estere… non è roba nostra e sicuramente il risultato sarebbe grottesco”.

IN ALCUNI FRANGENTI AVETE INSERITO ELEMENTI FOLK, MA SEMBRANO PRESI A PRESTITO DA ALTRE CULTURE, MI RIFERISCO IN PARTICOLARE AD ELEMENTI FOLK UTILIZZATI IN PASSATO DA BAND FINNICHE. NON SAREBBE STATO PIU’ INTERESSANTE CERCARE DI RICREARE UNA BASE FOLK TIPICA DELLA NOSTRA ANTICA CULTURA, ANCHE SE ONESTAMENTE NON NE E’ RIMASTO MOLTO? 
“Devo correggerti, giri di organetto in pezzi come “Ver Sacrum” o “L’Augure E Il Lupo” sono totalmente ispirati da sonorità folcloristiche abruzzesi; poi, come hai detto, le sonorità folcloristiche arcaiche e italiche sono molto difficili da riprodurre, solo alcuni gruppi di rievocazione si dedicano ad esse con ottimi risultati come i Synaulia di Walter Maioli. Quindi, per incrementare l’elemento folk nella nostra musica, abbiamo scelto di partire da sonorità nostrane più moderne che, ad un udito abituato ad ascoltare flauti, archi, ottoni e fisarmoniche su album di gruppi finlandesi, potrebbero far pensare ad un ‘plagio’ a quelle culture e sonorità, ma non lo ritengo del tutto esatto”.

SU QUESTO ALBUM UTILIZZATE L’INGLESE, IL LATINO E L’ITALIANO: PER QUALE MOTIVO?
“Abbiamo scelto l’italiano,perché è la nostra lingua e ci viene naturale esprimerci così, il latino e l’osco (una forma volgare parlata in Abruzzo in tempi antichi) come tributo ai nostri antenati. Infine abbiamo scelto di lasciare in inglese l’opener del disco ‘The Vitulean Empire’, ma non vi è una vera e propria ragione dietro questa scelta, semplicemente ci andava di farlo e lo abbiamo fatto”.

COMPLIMENTI PER LA CURA NELL’ARTWORK, VOLETE RACCONTARCI DA QUALE IDEA E’ NATO?
“L’artwork è opera di Augur Svafnir ed esprime il carattere fondamentale del concept di ‘De Ferro Italico’ e cioè l’opposizione dei nostri antenati alla conversione ed il tentativo di respingerla con il ‘ferro italico’ (il gladio in copertina)”.

LA PRODUZIONE E’ DAVVERO OTTIMA, ANCHE IN QUESTO CAMPO AVETE FATTO OTTIMI PROGRESSI. A COSA SI DEVE QUESTO MIGLIORAMENTO? SIETE STATI AIUTATI DA QUALCUNO?
“Il nostro obbiettivo era quello di mantenere per tutto l’album un sound aggressivo e potente che non stonasse con le diverse situazioni del concept ed i continui cambi di atmosfera. Davide Rosati degli Acme Studios si è dimostrato decisamente all’altezza del compito affidatogli rivelandosi di grande aiuto per noi”.

ANCHE SE E’ QUASI IMPOSSIBILE PIANIFICARE A TAVOLINO UN NUOVO ALBUM, CREDETE CHE IN FUTURO IL VOSTRO SOUND SARA’ PIU’ OMOGENEO RISPETTO AD OGGI? VERSO QUALE DIREZIONE POTREBBE EVOLVERSI?
“E’ ancora presto per parlare del prossimo album, ma una cosa è sicura, non passeranno altri cinque anni!”.

FORSE IN ALCUNE PARTI L’ALBUM RISULTA ECCESSIVAMENTE EPICO, A COSA E’ DOVUTA LA SCELTA DI INCLUDERE LE PARTI NARRATE ALL’INTERNO DEL CD? “DE FERRO ITALICO” VIENE VISTO COME UN ‘LIBRO’ DA SFOGLIARE?
“Le parti narrate accrescono il pathos dell’album e sono fondamentali per la nostra musica, e non solo nel concept di ‘De Ferro Italico’. Per il resto, non credo che l’album sia eccessivamente epico o almeno non più di quanto sia estremo, folcloristico ecc.. Non penso sia un tratto troppo marcato, ma concordo con te sull’idea del libro da sfogliare”.

IN QUALE FILM LA VOSTRA MUSICA AVREBBE POTUTO FARE DA COLONNA SONORA?
“Una versione orchestrale dei pezzi sarebbe la colonna sonora ideale per il film ‘De Ferro Italico’! Sono serio per metà, molte trame cinematografiche degli ultimi anni sono simili al nostro concept, si pensi a ‘Centurion’ o al più recente ‘The Eagle’”.

C’E’ QUALCHE GRUPPO ITALIANO CON CUI SIETE IN CONTATTO E CON IL QUALE CONDIVIDETE LA PASSIONE PER LE TEMATICHE CHE AVETE ESPOSTO SU “DE FERRO ITALICO”?
“Siamo in contatto con molte realtà italiane, di ogni genere; di gruppi che trattano tematiche così arcaiche come le nostre non ne conosciamo, ma ci sono due gruppi abruzzesi con cui condividiamo la passione per la nostra terra: i Grimorium e i Malanoctem”.

COME TI SPIEGHI CHE LE ETICHETTE DISCOGRAFICHE NON SI SIANO INTERESSATE AL VOSTRO PRODOTTO? PURTROPPO I GRUPPI ITALIANI IN CAMPO INTERNAZIONALE SONO ANCORA PENALIZZATI DAL MUSIC BUSINESS A CAUSA DEI SOLITI E DANNOSI PRECONCETTI…
Ciò non è del tutto esatto. Si sono interessate una decina di label, italiane ed europee di medio livello, ma non siamo rimasti soddisfatti dalle proposte di contratto che ci sono state offerte ed infine abbiamo optato per l’autoproduzione delle prime 500 copie. E’ stato un piccolo successo dato che in quattro mesi abbiamo venduto 400 copie!”.

AVETE IN PROGRAMMA DI SUPPORTARE L’LABUM CON QUALCHE CONCERTO IN ITALIA?
“Si! Stiamo confermando date in tutta Italia più due special show dalle nostre parti. E’ possibile tenersi aggiornati sulla nostra attività dal vivo consultando la sezione live del nostro sito e cercando in rete i nostri spazi virtuali”.

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