DUSTSUCKER – Heavy Punk Hard Rock

Pubblicato il 24/08/2008 da
Ci sono band che passano completamente inosservate, band che fanno il botto e altre ancora che, sebbene viaggino costantemente sul filo dell’underground, proseguono dritte per la propria strada, spinte dalla passione per la musica e, pubblicando nuovo lavori, mantengono viva la propria base di fan. I tedeschi Dustsucker appartengono a quest’ultima categoria e nel 2008 arrivano al loro sesto album in studio all’insegna di un hard rock con radici sia nel metal che nel punk. Il nuovo “Diabolo Domination” non è certo l’album che lancerà la band nell’Olimpo del metal ma è comunque un altro tassello di una carriera senza capolavori o evidenti cadute di stile. Il batterista della band, Marco Piermattei, ci ha presentato la band, la sua storia e la sua ultima fatica.

CIAO MARCO, E’ LA PRIMA VOLTA CHE RILASCIATE UN’INTERVISTA PER METALITALIA.COM, DIREI QUINDI DI INIZIARE CON UNA BREVE PRESENTAZIONE DELLA BAND.
“Ciao Alessandro. Io e Max Farmer siamo i due membri fondatori della band e suoniamo una specie di hard rock vecchio stile con qualche influenza punk rock. Posso dirti che pensiamo soprttutto a scrivere della buona musica, piuttosto che cercare di essere la band più veloce o hard possibile o dar sfoggio di tecnica. Il nostro obiettivo è scrivere pezzi che facciano presa e abbiano un testo significativo. Per quanto riguarda le nostre principali influenze, a noi piacciono le grandi band del passato, sia punk rock o glam rock che heavy metal/hard rock. Ce ne sono troppe per poterle nominare tutte…dai un occhio alla nostra pagina MySpace per avere un’idea di quello che intendo”.

OK, PARLIAMO QUINDI DEL NUOVO ALBUM, “DIABOLO DOMINATION”. VUOI DESCRIVERCELO BREVEMENTE?
“Certo, il nuovo album contiene dodici nuovi pezzi spaccacollo ed è uscito ancora una volta per LMP. Uwe Lulis (ex-chitarrista dei Grave Digger) si è occupato della produzione negli studi di Francoforte. Siamo molto soddisfatti del risultato finale e, secondo me, questo è il disco più maturo da noi pubblicato. Questa volta il songwriting è durato meno che per i precedenti dischi… è una cosa positiva, sono uscite fuori delle buone idee e tutto è andato veramente bene. Come sicuramente saprai, c’è qualcosa che sarebbe potuto venire meglio ma questa è una cosa normale nella pubblicazione di un album. Un’altra cosa veramente cool del nuovo album è che su una traccia c’è un assolo di Jeff Waters (Annihilator)”.

QUINDI QUALI SONO LE PRINCIPALI DIFFERENZE TRA “DIABOLO DOMINATION” E IL PRECEDENTE “JACK KNIFE RENDEZVOUS”?
“Innanzitutto abbiamo un nuovo produttore e sembra che questo per noi sia una specie di ‘Karma’, visto che per ogni album abbiamo avuto un produttore differente. Se confronti il nuovo disco con ‘Jack Knife Rendezvous’ puoi sentire più influenze metal e diversi pezzi tirati come la stessa titletrack (la canzone più veloce mai scritta da noi). ‘Diabolo Domination’ riassume praticamente tutte le nostre influenze musicali quindi non credo proprio che abbiamo di fronte un ‘Jack Knife Rendezvous’ parte seconda, semplicemente con titoli e testi sostituiti. Come già ho detto prima, le registrazioni con Uwe sono andate molto bene mentre per gli album precedenti abbiamo sentito una pressione maggiore e il timore di non trovare un’intesa ottimale con il produttore”.

VUOI DIRCI QUALCOSA IN PIU’ SUL RUOLO DI UWE LULIS IN QUALITA’ DI PRODUTTORE DI “DIABOLO DOMINATION”?
“Uwe ha avuto un’influenza sul sound in generale e non molto invece sulla direzione stilistica delle canzoni. Ci siamo presentati già con una pre-produzione e tutti i pezzi erano già pronti come noi li avevamo composti ed arrangiati. Abbiamo solo dovuto trovare i giusti suoni di chitarre e batteria e apportare qualche rifinitura. Uwe non ha quindi apportato cambiamenti evidenti alle nostre canzoni. Non è stato come alcune altre band che si presentano solamente con degli spezzoni di brani e poi devono assemblare tutto in studio. Questa volta eravamo ben preparati”.

PARLIAMO UN PO’ DEI TESTI DI “DIABOLO DOMINATION”. A COSA SI ISPIRANO E CHE ARGOMENTI TRATTANO?
“Trattiamo diversi argomenti nel nuovo album. Ad esempio pezzi come ‘Land Of The King’ o ‘Live In Sin’ criticano il fondamentalismo religioso e la sua pericolosità, cose che ben conosciamo dall’11 settembre. In altri casi ci basiamo su storie personali di Max come in ‘Lost And Forgotten’ o ‘Learn To Crawl’, brani che parlano di amici persi o di dispiaceri che lo hanno riguardato. Cerchiamo di evitare i soliti cliché, come scrivere un album tutto su ragazze e alcol. Non fraintendermi, non abbiamo nulla contro queste cose ma semplicemente ci sono altri argomenti che preferiamo mettere nei nostri testi. Max ha addirittura avuto l’ispirazione per alcuni testi mentre era sul suo camion e li ha scritti durante la guida”.

COSA SIGNIFICA QUINDI IL TITOLO “DIABOLO DOMINATION”?
“Il titolo riassume tutto ciò che di male affligge le nostre vite e pesa sui nostri nervi. E’ un titolo metaforico, puoi considerarlo sia in forma personale che più generalizzata. Come dire, il male vuole controllare la tua vita, sia che si tratti di religione/politica che in forma più privata. E’ come la vecchia questione del Bene contro il Male”.

INDICACI UN PAIO DI PEZZI CHE CONSIDERI RAPPRESENTATIVI DEL NUOVO LAVORO…
“Oooh! le mie preferite sono ‘Lost And Forgotten’ e ‘Dig Your Own Grave'”.

COME E’ STATO ACCOLTO DA CRITICA E PUBBLICO “DIABOLO DOMINATION”?
“Abbiamo ricevuto un sacco di commenti positivi in tutta Europa. Per esempio abbiamo preso un bell’8 nella rubrica Soundcheck del magazine tedesco ‘Heavy’. Abbiamo avuto anche un buon responso su varie stazioni radiofoniche underground. Un altro buon segno è che abbiamo rilasciato un sacco di interviste e ne abbiamo altre in programma. Sembra quindi che le cose vadano piuttosto bene per i ‘Suckers'”.

AVETE GIA’ FISSATO DELLE DATE LIVE, MAGARI ANCHE QUI IN ITALIA?
“Andremo in tour tra ottobre e novembre 2008 e ci sono già diverse date confermate. Purtroppo ci siamo mossi un po’ troppo in ritardo per i grandi festival e ne siamo rimasti fuori. A noi piacerebbe suonare anche in Italia ma non abbiamo contatti con nessuna agenzia dalle vostre parti. Se qualcuno volesse darci una mano al riguardo, contatti pure la nostra etichetta (LMP) e magari potremmo organizzare qualcosa”.

INDICACI QUALI SONO LE BAND CHE HANNO SEGNATO LA TUA VITA.
“Ooohh, è una domanda difficile perché ascolto musica da un sacco di tempo. Innanzitutto direi Ted Nugent, Thin Lizzy, Rose Tattoo, Adolescents, The Sweet, Motörhead, B.T.O… e la lista potrebbe andare avanti per molto”.

I DUSTSUCKER SONO NATI NEL 1993, VUOI TRACCIARE UN QUADRO DI QUESTI QUINDICI ANNI DI ATTIVITA’?
“Certo! E’ passato parecchio tempo da che incominciammo ma finché avremo la passione di far musica e finché ci saranno dei fan che ci sosterranno, noi andremo avanti. Questa è la differenza tra una band fasulla e una band di veri appassionati. Noi non lo facciamo per questioni economiche… solo per la passione del metal e del rock”.

QUINDI QUALE CREDI CHE SIA LA DIFFERENZA TRA VOI E LE ALTRE BAND DELLO STESSO GENERE MUSICALE?
“La differenza sta proprio nel fatto che noi non siamo strettamente inquadrabili in un certo genere…non siamo una vera metal band con voce altissima o canzoni di sette minuti, ma non siamo nemmeno una tipica band punk ‘n’ roll. Il nostro sound è radicato nei primi anni ottanta. Il nostro range di gusti musicali è parecchio ampio, abbiamo varie influenze e quindi non seguiamo un solo stile musicale. Quindi diciamo che chiunque potrebbe ascoltare i Dustsucker! (ride, ndR)”.

TI VA DI DESCRIVERE CON POCHE PAROLE I VOSTRI PRECEDENTI LAVORI?
“Il primo CD è talmente vecchio che manco me lo ricordo (ride, ndR). No, il primo giro non è andato benissimo, eravamo giovani e facemmo un sacco di errori in studio… il risultato fu una specie di mix storpio tra punk e hard rock. Il passo successivo risale al 1996 con ‘Another One Sucks The Dust’ e questo fu decisamente migliore, con un sacco di ritornelli da cantare e alcune tracce ben riuscite in uno stile più melodic-punk. Dopo il secondo album rimanemmo fermi per cinque anni e in quel periodo migliorammo come musicisti e pubblicammo una sorta di album-ponte, ‘Hookers Planet’ del 2001. Tutti questi primi album li pubblicammo sotto la nostra etichetta, la Zylinder Records. Il primo album professionale fu ‘Rock ‘n’ Roll Sniper’ del 2004, che è un album estremamente diretto ed è stato una svolta nella nostra carriera. ‘Jack Knife Rendezvous’ è infine stato un buon riassunto di quel periodo, con un po’ di pezzi decisamente heavy”.

OK, GRAZIE MILLE MARCO. TI VA DI LASCIARE UN ULTIMO MESSAGGIO?
“Vorremmo ringraziare tutti i fan italiani che ci supportano in ogni modo. Ci fa molto piacere. Speriamo di poter suonare anche da voi in futuro. Stay wild!”.

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