EASTERN FRONT – Back To War

Pubblicato il 06/11/2010 da


Pur senza far gridare al miracolo gli inglesi Eastern Front hanno dato alle stampe un debutto di tutto rispetto che miscela in maniera personale Black Metal ad atmosfere e suoni che evocano le gesta di chi ha vissuto in prima linea l’angoscia della seconda guerra mondiale. Non saranno certo il primo e l’ultimo gruppo metal a tirare in ballo certe tematiche ma la preparazione sull’argomento e la determinazione espressa dal duo Holocaust e Krieg (i due chitarristi della band, Ndr) si sono dimostrate convincenti: black metal, guerra, luoghi comuni ed Ipswich gli argomenti focali della nostra chiacchierata, resa interessante dalla loquacità dei nostri interlocutori. Vi lasciamo al nostro scambio di battute sperando che la professionalità esposta dalla formazione vi sproni a dare una possibilità alla formazione albionica: non sarà tempo perso, ve lo assicuriamo.

CIAO RAGAZZI, BENVENUTI SU METALITALIA.COM. PARTIAMO CON UNA DOMANDA SEMPLICE: CHI SONO GLI EASTERN FRONT?
“Un saluto a tutti i lettori di Metalitalia.com! Gli Eastern Front sono una band black metal originaria dell’Inghilterra influenzata dalla Seconda Guerra Mondiale, in modo particolare dal fronte orientale (campagna di Russia). Abbiamo messo insieme la band per la nostra passione condivisa per il black metal, per il doom e volevamo creare una band capace di scrivere canzoni che potessero trasmettere il nostro profondo interesse per certi temi. Crediamo che la crudezza della campagna del fronte orientale possa essere un perfetto additivo alla brutalità e atmosfera del black metal”.

COME DESCRIVERESTI LA VOSTRA MUSICA A CHI NON VI HA MAI ASCOLTATO? PENSI CHE IL BLACK METAL SIA UN ELEMENTO ASSOLUTAMENTE NECESSARIO PER APPREZZARE LA VOSTRA MUSICA?
“La nostra musica non è altro che black metal brutale ed atmosferico miscelato ad elementi di death metal vecchia scuola, doom e folk. Abbiamo fan che ascoltano anche altri generi, non solamente black metal, quindi penso che non si debba essere per forza un fan sfegatato del genere per apprezzare la nostra musica”.

“BLOOD ON SNOW” MISCELA IN MANIERA INTERESSANTE BLACK METAL CON ELEMENTI MELODICI ED EPICI: QUANTO PENSI SIA IMPORTANTE MANTENERE LA GIUSTA ATMOSFERA MANTENENDO COSTANTE LA BRUTALITÀ DEL MATERIALE?
“Ci piace in ugual modo scrivere musica veloce e brutale che evoca sensazioni connesse alla guerra, mentre in altri momenti ci concentriamo maggiormente su parti più emozionali e lente che riflettono le emozioni provate da famiglie, soldati e da compagni di camerata durante il periodo della guerra. Cerchiamo di mantenere sempre un certo equilibrio tra parti aggressive ed atmosfera nelle nostre composizioni utilizzando all’occorrenza chitarre acustiche, violini ed archi per cercare di ricreare la particolarità di certe atmosfere. Continueremo in futuro a sperimentare con altri strumenti che riflettano l’epoca a cui si rifanno le nostre composizioni”.

QUANTO TEMPO AVETE SPESO PER COMPORRE IL MATERIALE DI “BLOOD ON SNOW”? SI TRATTA DI UN LAVORO DI SQUADRA?
“Abbiamo speso circa un anno a comporre ed arrangiare tutto il materiale di ‘Blood On Snow’. Volevamo avere pronto da subito almeno un set da trenta minuti così da poter essere in tour con altre band e nel frattempo riuscire a comporre nuova musica. Contrariamente alle nostre attese ci sono state offerte molte più date del previsto tra cui un tour di due settimane in Europa con i Lord Belial e i Graveworm dopo aver fatto solamente nove date dal vivo in Gran Bretagna. Abbiamo preso del tempo per migliorare le nostre performance dal vivo rilegando in secondo piano la realizzazione dell’album dato che volevamo dare un’impressione di coesione durante il nostro primo tour europeo. Io e Krieg siamo i principali compositori dato che abbiamo formato la band e solitamente ci occupiamo della stesura delle composizioni: dato che ora abbiamo una line-up completa speriamo che gli altri membri possano contribuire attivamente nei prossimi album”.

L’ALBUM HA UNA PRODUZIONE ECCELLENTE CON UN SUONO MOLTO DEFINITO E POTENTE. DOVE AVETE REGISTRATO L’ALBUM E QUANTO TEMPO AVETE SPESO IN STUDIO?
“Abbiamo registrato ‘Blood On Snow’ nei Sonic Train Studio di Andy La Roque in Svezia insieme a Anders Backelin (Lord Belial): è stato proprio Anders a consigliarci i Sonic Train mentre eravamo in tour con lui. Abbiamo speso circa una settimana a registrare l’album e dell’altro tempo per aggiungere le registrazioni di violini e degli altri strumenti che avevamo registrato ai Springvale Studio ad Ipswich. Dopodiché siamo tornati in Svezia per un altro paio di giorni con Anders per mixare l’album e la produzione finale è ripresa quando siamo tornati in Gran Bretagna. Siamo molto soddisfatti del risultato finale ed Andy La Roque è rimasto positivamente impressionato dalla quantità di energia catturata nell’album. Ci siamo sentiti molto orgogliosi di aver registrato l’album in un ottimo studio ed aver incontrato di persona Andy che si è dimostrato molto disponibile durante tutto il processo di registrazione”.

LA PRODUZIONE DELL’ALBUM SEPPUR ESENTE DA CRITICA E’ MOLTO LONTANA DAGLI STANDARD BLACK METAL: NON PENSI CHE UNA VERSIONE PIU’ “GREZZA” POSSA FAR GUADAGNARE ATMOSFERA SENZA FAR STORCERE IL NASO AI FAN PIÙ OLTRANZISTI?
“Abbiamo cercato di ottenere una produzione forte per estendere il range dinamico delle nostre canzoni ed aiutare il flusso naturale dei differenti elementi della nostra musica. Non abbiamo scelto nulla a tavolino, tutto è successo naturalmente sin da quando abbiamo co-prodotto l’album con Anders sino a che non abbiamo raggiunto un risultato che si sposasse alla perfezione con la nostra musica. Come band siamo fan di molte band estreme ed oscure del genere e penso che la tua definizione si sposi a perfezione per molte di loro ma per il nostro suono e per la nostra idea iniziale pensiamo di aver raggiunto un buon compromesso. Dopo tutto il suono della guerra, delle pistole, dei carri armati e della devastazione totale è molto potente!”.

ADDENTRIAMOCI NEI TESTI DI “BLOOD ON SNOW”: QUALI E IN QUALE PERIODO STORICO SONO AMBIENTATI I FATTI DESCRITTI NELL’ALBUM?
– “‘Stalinorgel’: la prima canzone dell’album si riferisce al lancia missili Katyusha usato dai russi, soprannominato anche l”Organo di Stalin’ dato che i sedici tubi lancia razzi sembravano molto simili ad un organo da chiesa”.
– “‘Battle of Smolensk’ parla dell’attacco dei carri armati tedeschi nel 1941 sulla città di Smolensk. Ci sono stati due principali attacchi a Smolensk durante la Seconda Guerra Mondiale: il secondo si è svolto nel 1943 ad opera dell’Armata Rossa durante la campagna estivo-autunnale. Penso che potremmo utilizzare il tema in qualche canzone futura”.
– “‘Blood On Snow’: la titletrack e titolo dell’album è stata ispirata dal libro ‘Blood Red Snow’ di Gunter Koschorrek. Parla delle memorie dei soldati tedeschi che combattevano sul fronte est”.
– “‘Unleash the Panzer Division’ tratta di un Panzer che è stato espugnato dai propri nemici”.
– “‘Motherland’ è stata scritta dalla prospettiva dell’esercito russo impegnato a difendere la propria patria dall’invasione. Si tratta di un racconto di un primo ufficiale costretto a lottare per difendere la propria terra”.
– “‘Dvenadtzat Kilometrov ot Moskvy’ è una traccia scritta da Les Smith (Anathema) e Brian Moss (DFA) appositamente per gli Eastern Front. E’ un pezzo malinconico di pianoforte ricco di orchestrazioni a fare da sottofondo al famoso discorso tenuto da Joseph Stalin. Il titolo delle canzone fa riferimento al dodicesimo chilometro che mancava ai tedeschi per raggiungere Mosca. Les e Brian si sono dimostrati molto affascinati dal concept che si cela dietro agli Eastern Front e hanno voluto contribuire con questo brano: speriamo che questa collaborazione possa continuare anche in futuro”.
– “‘At the Gates of Moscow’ continua essenzialmente la narrazione di ‘Dvenadtzat Kilometrov ot Moskvy’ narrando della difesa russa impegnata a proteggere Mosca”.
– “‘Where Warriors Once Fell’ si riferisce in misura più ampia ai soldati caduti durante la guerra”.

PENSI CHE I FATTI STORICI O PIÙ NELLO SPECIFICO LA GUERRA OCCUPERANNO SEMPRE UN RUOLO PRIMARIO NEGLI EASTERN FRONT?
“Il punto focale degli Eastern Front sarà sempre la Seconda Guerra Mondiale ed il fronte orientale. Ci sono così tanti paesi, persone, culture, armi, religioni ed emozioni coinvolte nella guerra tali da garantirci quantità di materiale a sufficienza per tutti i nostri futuri album. Anche l’Italia è un paese che ha avuto soldati impegnati sul fronte orientale: siamo certi che prima o poi includeremo qualcosa di loro nelle nostre composizioni”.

NEL VIDEO UFFICIALE DI “BLOOD ON SNOW” ABBIAMO POTUTO APPREZZARE L’ASTA DEL MICROFONO DECORATA CON DEL FILO SPINATO: COSA AVETE IN SERBO PER I VOSTRI SPETTACOLI DAL VIVO? COSA CI DOBBIAMO ASPETTARE?
“Alcuni spezzoni del video riprendono delle nostre performance dal vivo: vogliamo poter evocare la crudezza e sofferenza della guerra nei nostri album e quando suoniamo dal vivo, non solamente attraverso il nostro suono ma anche attraverso l’uso di luci bianche, strobo, fumo ed effetti usati on stage. Utilizziamo soprattutto i colori bianco e nero dal vivo per riflettere le immagini delle fotografie in bianco/nero tipiche della guerra. L’uso di qualche sample di guerra e di alcuni strumenti acustici ci aiuta a creare la giusta atmosfera nella nostra musica anche quando siamo sul palco”.

SULLA VOSTRA PAGINA MYSPACE AVETE UN DISCLAIMER PIUTTOSTO FORTE SULLA VOSTRA NON APPARTENENZA A NESSUN MOVIMENTI O GRUPPO POLITICO. AVETE MAI AVUTO PROBLEMI CON I FAN O CON ALTRE ORGANIZZAZIONI?
“Quando ci siamo formati alcune persone appartenenti a gruppi anti-nazisti hanno iniziato a chiederci da che parte stavamo e dopo aver chiarito la nostra totale estraneità a certi gruppi ci hanno automaticamente additati come comunisti. A voler ben vedere è stata proprio la stessa gente che ci additava come nazisti a dichiararci poi comunisti rendendo chiara una volta per tutte la loro scarsa intelligenza nel voler comprendere quello che realmente facciamo. Non prendiamo le posizioni di nessuna delle parti che ha combattuto nel fronte orientale e anche quando scriviamo cerchiamo sempre di rimanere imparziali esattamente come se i fatti venissero narrati da un libro storico o da un regista. Abbiamo pensato che l’inclusione di un’apposita sezione sul nostro sito fosse essenziale per evitare fraintendimenti sul nostro nome e sui contenuti dei nostri testi”.

USATE IL FACE PAINTING E MOLTI DEGLI ORNAMENTI CLASSICI DEL GENERE (SPIKES, BORCHIE, PELLE NERA): QUANTO E’ IMPORTANTE L’APPARIRE PER VOI? PENSI CHE CERTI STEREOTIPI SIANO ASSOLUTAMENTE NECESSARI PER SUONARE UN GENERE PARTICOLARE?
“Penso che gli Eastern Front incorporino il classico spirito BM, il suo suono e la sua immagine miscelandola insieme alla personalità della band. Ad un primo sguardo sembra ovvio associarci alla classica immagine BM, ma se guardate con attenzione il nostro vestiario noterete che è allineato con i contenuti della nostra musica: indossiamo pantaloni da combattimento, camicie militari con cinture di proiettili cercando di accoppiare la nostra figura con l’immaginario in bianco/nero dei nostri show. Anche il face painting è molto più vicino al trucco utilizzato in guerra. Molte band black metal oggigiorno non sembrano badare poi molto ai loro live show, cosa che noi invece riteniamo molto importante dato che speriamo di poter suonare dal vivo il più spesso possibile. Il black metal è un genere unico e ultimamente sembra essere ridicolizzato dalla presenza di numerose giovani band: cercheremo di tenere viva la fiamma mettendo tutto il nostro impegno in ogni singolo aspetto degli Eastern Front. Molti fan sono venuti a congratularsi con noi per l’accuratezza del nostro vestiario e del nostro trucco ed ovviamente ci ha fatto molto piacere perché significa che l’obiettivo che avevamo in mente quando abbiamo formato la band è stato raggiunto”.

PENSI CHE IL BLACK METAL (E LA MUSICA IN GENERALE) SAREBBE MIGLIORE SENZA CONTENUTI POLITICI E RELIGIOSI?
“Penso di no, dato che molte forme d’arte riflettono la società nel suo insieme e agli artisti serve un obiettivo su cui osservare, riflettere e sul quale porre domande. Tutte le culture hanno una storia che è stata costruita su un background religioso ed è inevitabile che anche la musica sia influenzata da certe tematiche. Anche la politica ha avuto una grossa influenza sulla società e sulla storia per molti anni ed è ovvio che la gente voglia esprimere la propria opinione. Persino certe antiche canzoni folk (o più recentemente con l’esplosione del punk) sono state guidate da delle vere e proprie agende politiche. Ci sono spesso politici che cercano di fermare musicisti, artisti e liberi pensatori ma siamo abbastanza fortunati da poter vivere in una società che permette la libertà di espressione”.

ABITATE AD IPSWICH, COSA CI POTETE DIRE SULLA VOSTRA CITTÀ?
“Ipswich è una città relativamente piccola a cento chilometri a nord-est di Londra ed è la città da dove arrivano i Cradle Of Filth, Extreme Noise Terror ed ovviamente gli Eastern Front. E’ anche la città del famigerato Methew Hopkins (Witchfinder General) che ha bruciato ed impiccato streghe e della scuola privata che è stata menzionata in uno dei libri di Shakespeare, Henry VIII. Siamo a solo un’ora di treno dal centro di Londra: come potete immaginare non è un grosso problema presenziare ai concerti metal o andare in centro a bere qualcosa, ma è anche giusto menzionare che siamo a pochi minuti di distanza da foreste molto belle, boschi e la campagna. La foresta più conosciuta qui da noi è quella di Rendlesham, famosa per alcuni avvistamenti di UFO nel dicembre del 1980. Alcuni ufologi credono che sia uno degli eventi UFO più importanti mai accaduti in Gran Bretagna, oltre che uno dei più famosi di tutto il mondo, tanto da essere chiamato il caso Roswell d’Inghilterra. Di recente la città è tornata alla ribalta come la casa dello strangolatore di Suffolk, un serial killer che ha ucciso cinque prostitute tra il 30 ottobre e il 10 dicembre del 2006. Questo caso ha avuto una grossa esposizione mediatica tanto che ci si riferiva al caso come a ‘gli omicidi seriali di Ipswich’ ed è stato molto bizzarro dover vivere tutta questa situazione mentre succedeva. Ci sono stati molti documentari in TV su questo avvenimento anche fuori dagli UK. Giusto per citare qualche fatto più inerente alla band, ci sono molti più campi d’aviazione nella Anglia orientale che in ogni altra zona della seconda guerra mondiale: questo è dovuto principalmente alla nostra vicinanza all’Europa e alla relativa piattezza delle nostre lande”.

AVETE PROGRAMMATO DELLE DATE IN INGHILTERRA E NELL’EUROPA DELL’EST: AVETE IN PROGRAMMA UN TOUR PIÙ ESTESO? AVETE QUALCHE PREFERENZA SUI POSTI CHE VORRESTE VISITARE?
“Ci piacerebbe poter suonare in quanti più paesi possibile e stiamo cercando sin da ora un buon agente che ci aiuti a raggiungere il nostro obiettivo. Sino ad ora i migliori show che abbiamo fatto sono stati in Bulgaria, Slovacchia e Romania e sono anche i posti che abbiamo riconfermato per le nostre prossime date. Cercheremo anche di suonare in Germania, Belgio e Francia il prossimo anno dato che potremmo andarci in macchina direttamente dalla Gran Bretagna: ci piacerebbe comunque suonare in tutta l’Europa e anche negli Stati Uniti. Se qualche agenzia o agente specializzato sta leggendo ora queste righe ed è interessato a lavorare con noi, non esiti a contattarci”.

COME SIETE ENTRATI IN CONTATTO CON LA CANDLELIGHT?
“E’ sempre stato uno dei nostri sogni firmare per la Candlelight, dato che sono inglesi come noi e in tutti questi anni hanno sempre avuto un catalogo pieno di artisti importanti. Siamo stati abbastanza fortunati ad aver attirato la loro attenzione dopo una nostra performance dal vivo qualche anno fa: a quel punto sapevamo esattamente a chi spedire il nostro album ed essenzialmente è stata l’unica etichetta a cui abbiamo mandato il materiale. Penso che questo dimostri essenzialmente il fatto che se credi veramente in quello che fai e ti dedichi con tutto te stesso nulla è impossibile. ‘In the Nightside Eclipse’ e ‘Anthems To The Welkin At Dusk’ sono due dei punti più alti del black metal e ci sentiamo molto orgogliosi di poter far parte della stessa etichetta che li ha pubblicati ormai tanti anni addietro”.

IMMAGINO CHE OLTRE A COMPORRE MUSICA SIATE ANCHE DEI FAN DEL METAL: LEGGETE LE SOLITe RIVISTE O VISITATE SPESSO SITI E WEBZINES? QUALI SONO I VOSTRI PREFERITI?
“Leggiamo tutti riviste inglesi come Terrorizer, Zero Tolerance e Metal Hammer ma ci piace anche comprare riviste di altri stati quando siamo altrove. Ci piace scoprire com’è la scena metal fuori dal nostro paese e i generi che vanno per la maggiore in stati diversi dal nostro. Per quanto riguarda il web anche in questo caso ne visitiamo parecchi, quello che ci ha dato più supporto al momento in Inghilterra è MTUK METAL ZINE“.

L’INTERVISTA E’ CONCLUSA, PUOI CONCLUDERE COME MEGLIO CREDI.
“Grazie mille per l’intervista e speriamo di poter venire presto in Italia! Tenete d’occhio le nostre date dal vivo e visitate i nostri profili Myspace e Facebook! Saluti!”.

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