ECCLESIA – Quando l’acquasanta puzza di zolfo

Pubblicato il 03/01/2021 da

Impenitenti cazzoni, fanatici esaltati o squinternati nostalgici? Potremmo definire gli Ecclesia come un’incarnazione di questa improbabile trinità d’intenti, sicuramente più vivace di talune formazioni troppo impegnate a prendersi sul serio. Autori di una delle prove più sfolgoranti del 2020 appena conclusosi, in cui doom vecchia scuola, heavy metal e un groove invidiabile si mischiano con invettive in latino e rumori di tortura, li abbiamo raggiunti per una breve chiacchierata a base di zolfo, Medioevo e sacramenti; la formazione francese – dai nomi volutamente altisonanti e gli abiti di scena che sembrano trafugati dal set di “Eyes Wide Shut” e dal guardaroba dei prelati apostolici – dimostra, nel corso dell’intervista, di avere una micidiale vena ironica sempre pronta a venire in superficie, che si parli di pestilenze, musica o eresie, regalandoci risposte spesso volutamente esagerate o caustiche. Non vi rimane che leggere, Deus vult!

BENVENUTI SU METALITALIA.COM! DALLA PRIMA VOLTA CHE VI HO SENTITI NOMINARE SONO STATA CURIOSA DI CONOSCERE LA STORIA DELLA BAND. POTETE DIRCI DI PIÙ SULL’ORIGINE DEL NOME E DEL CONCEPT RAPPRESENTATO?
The Witchfinder General: – Ho fondato il gruppo nel 2016 come un side-project e non avevo davveo idea di dove andare a parare – capiamoci, non sapevo se avremmo davvero o meno scritto un album un giorno, o meno. Quello che era chiaro era che sarebbe dovuto essere qualcosa in cui c’entrava la Chiesa in generale, ma anche le vecchie chiese che circondavano il posto in cui vivevo all’epoca. Ho cominciato ad interessarmi alla storia della Sacra Inquisizione ed è stato scontato pensare di poterla farla rivivere in musica! Per quanto riguarda il nome, invece, avevo tante idee diverse ma volevo qualcosa di breve, chiaro e facile da ricordare. ‘Ecclesia’ vuol dire ‘chiesa’ in greco, ed era perfetto. Quando guardo agli albori del gruppo, devo dire che non avrei pensato a nulla di tutto questo – le cose mi sono capitate in maniera del tutto naturale.

PARLANDO DEL CONCEPT, IL VOSTRO DEBUT ALBUM È UNA MAGNIFICA E GLORIOSA ‘ENCICLICA’ A PROPOSITO DELLA ‘CHIESA DEL DOOM’, UN SACCO DI PUZZA DI ZOLFO E UNA CACCIA SENZA FINE AGLI ‘ERETICI’. CI SPIEGATE QUALI IDEE CI SONO DIETRO LA ‘DOTTRINA’ DEGLI ECCLESIA E CHE STORIA (SE CE N’È UNA) AVETE SVILUPPATO COL VOSTRO ALBUM?
Frater Arnhwald: – Sono stato coinvolto nel progetto perchè lo trovavo divertente, per due motivi: il primo è che l’immaginario collegato all’Inquisizione, dovuto alla fama pessima di cui essa ha goduto nel corso degli anni, era l’ingrediente perfetto per nutrire il progetto con materiale dark ed un po’  goticheggiante. Secondo poi era anche un modo per giocare con i codici convenzionali del metal, un genere musicale in cui i fan e gli ascoltatori si fregiano del fatto di essere eretici e distaccati rispetto alla cultura di massa, mentre al tempo stesso seguono le logiche di mercato imposte dalla sottomissione ai fast food. È sempre divertente leggere le recensioni, per esempio, in cui il redattore a volte si scusa di dover scrivere di un album pressochè cattolico – quando l’acquasanta puzza di zolfo, probabilmente hai trovato qualcosa davvero interessante di cui ridere.

The Witchfinder General: – Ci è piaciuto molto il fatto di aver ricevuto alcune mail da etichette che si ritenevano decisamente offese dal nostro concept ed erano decisamente contrarie a sottoscrivere un progetto come il nostro, con una ‘così terribile ideologia’ che nel Medioevo ha causato milioni di morti. In quel momento abbiamo capito di aver fatto centro nello scuotere i pregiudizi altrui.

“DE ECCLESIA UNIVERSALIS” È STATA UNA BELLA RIVELAZIONE; HO APPREZZATO MOLTO IL MODO IN CUI AVETE FUSO HEAVY METAL, DOOM OLD-SCHOOL E IDEE FRESCHISSIME E NUOVE SIA IN MUSICA CHE NEI TESTI. OGNI CANZONE È POTENTE E RIFINITA: COME AVETE LAVORATO DURANTE IL PROCESSO DI COMPOSIZIONE E REGISTRAZIONE?
Frater Arnhwald: – Dal mio punto di vista non c’è alcuna ricetta: The Witchfinder General ha creato le partiture strumentali ed io ci ho aggiunto sopra le linee vocali e gli arrangiamenti d’organo. Credo che il risultato suoni bene perchè non ci siamo sforzati di assomigliare ai gruppi che ci piacciono: abbiamo messo in musica il nostro concept in maniera da renderlo al meglio e ci siamo divertiti a farlo con canzoni heavy, dark e allo stesso tempo catchy.
The Witchfinder General: – È così, ho scritto le strutture delle canzoni e le abbiamo riarrangiate durante le fasi di produzione del disco. Arnhwald ha aggiunto le melodie vocali e le parti più ‘liturgiche’ suonate dall’organo, mentre Julius Accusator si è occupato di scrivere la maggior parte delle linee di chitarra e degli assoli. È filato tutto liscio, ci siamo presi il nostro tempo, non ci siamo forzati la mano e questo è il risultato. Ne siamo davvero orgogliosi.

QUALI SONO TRE BAND CHE VI HANNO INFLUENZATO MAGGIORMENTE, E PERCHÈ?
The Witchfinder General: – Parlo solo per me, ed è ovvio che ti rispondo Cathedral, Candlemass e Rammstein. Le prime due sono per me la vera quintessenza del doom metal, mentre i Rammstein sono la band che credo mi abbia influenzato di più; ho imparato a suonare la chitarra studiando sulle loro canzoni. Mi piace tantissimo anche l’aspetto più industrial e meccanico dei loro riff.

L’ARTWORK DI “DE ECCLESIA…” SEMBRA RIFLETTERE UN QUALCHE TIPO DI FASCINAZIONE PER IL MEDIOEVO ED ANCHE PER L’ARTE DI BOSCH. CHE CI POTETE DIRE IN PROPOSITO?
Maxime (graphic designer): – Da che mi ricordo, sono sempre stato affascinato dal Medioevo ed in generale dall’arte di quel periodo. In nessun altro periodo penso si possano riscontrare luci ed ombre tanto accese, e chiaramente il lavoro di Jerome Bosch è una delle più interessanti incarnazioni di questa dualità. Ma il dipinto di Jan Provoost, con l’angelo che strappa un’anima dalle mani di un demone ai primi squilli di tromba del Giorno del Giudizio, è la perfetta espressione di ciò che la sacra missione degli Ecclesia è: salvare le anime dal potere del Diavolo! Ecco perchè la luce è l’elemento predominante in copertina, mentre le incisioni all’interno del booklet sono lì a monito del fatto che non c’è salvezza senza pentimento e nessuna pietà per chi si ribella…

CONOSCETE NICHOLAS EYMERICH? È STATO INQUISITORE GENERALE PER LA CORONA DI ARAGONA ALLA FINE DEL XIV SECOLO, MA È ANCHE IL PRINCIPALE PROTAGONISTA DI UNA SAGA DI FANTASCIENZA A SFONDO STORICO (CREATA DA VALERIO EVANGELISTI), IN CUI L’INQUISITORE AFFRONTA LE INSIDIE DEL DIAVOLO IN DIFFERENTI PIANI TEMPORALI (IN REALTÀ È UN PO’ PIÙ COMPLICATO DI COSÌ, MA L’IDEA DI BASE È QUESTA). LA PRIMA COSA CHE MI È VENUTA IN MENTE ASCOLTANDO IL VOSTRO ALBUM È CHE PUÒ ESSERE LA COLONNA PERFETTA PER QUELL’OPERA, SIA PER TEMI CHE PER SUONI (EVANGELISTI È STATO ANCHE LUI ASCOLTATORE DI METAL OLD-SCHOOL COME VENOM ED AFFINI), COSÌ MI CHIEDEVO SE AVEVATE LETTO QUALCOSA IN PROPOSITO.
The Witchfinder General: – Certo che conosco Nicholas Eymerich, ha scritto il “Directorium Inquisitorium“, su come interrogare gli eretici! Però non conosco nè il personaggio della storia nè l’autore, anche se Valerio Evangelisti è un bel nome (ride, ndr), ma me lo appunto, grazie per la segnalazione!

COS’È PER VOI UN ERETICO?
The Witchfinder General: – Le persone che stanno leggendo. Pentitevi!

2020 È STATO UN ANNO DAVVERO OSCURO (POTREMMO DIRE QUASI MEDIEVALE?) A LIVELLO GLOBALE, PIENO DI PESTILENZE, EPIDEMIE, GUERRE SANTE, DECADIMENTO GENERALE… COME GLI ECCLESIA SI RAPPORTANO A TUTTO QUESTO?
Frater Arnhwald: Probabilmente lo Spirito Santo ha fatto tutto ciò che ha potuto per promuovere l’uscita del nostro album. Deo gratias!
The Witchfinder General: – È ora che ritorni la Santa Inquisizione!

QUEST’ANNO È STATO DURO ANCHE PER LA SCENA MUSICALE: PER LE MISURE DI SICUREZZA CONCERTI E LIVE SONO SOSPESI, RIMANDATI O CANCELLATI. PER UNA BAND ESORDIENTE, CON UN ALBUM CHE SEMBRA FATTO APPOSTA PER ESSERE SUONATO LIVE, DEVE ESSERE UN MOMENTO DIFFICILE DA AFFRONTARE. QUALI SONO I VOSTRI PIANI PER IL FUTURO, COME GRUPPO E COME SINGOLI?
Frater Arnhwald: – Credo che questa situazione durerà più a lungo di quello che la gente si aspetta. Sembra quasi che i governanti delle nostre nazioni vogliano che sia il modo di vivere nel futuro. Credo che sia la naturale conseguenza dello sviluppo di una visione distorta del concetto di igiene ed asetticità, collegato ad una sorta di idolatria del voler sopravvivere a tutti i costi, del tipo “ehi, facciamo in modo di non morire mai!”.

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