ECNEPHIAS – I sacerdoti del Mediterraneo

Pubblicato il 02/09/2013 da

Grazie al nuovo e oscuro “Necrogod”, i nostrani Ecnephias sembrano essere finalmente giunti sul punto di raccogliere quanto di buono hanno seminato in tutti questi anni. Le tinte dark e occulte del loro nuovo album, unite ai riferimenti sulla cultualità mediterranea antica, inseriscono gli Ecnephias non solo all’interno della tradizione musicale esoterica nostrana, ma la elevano a quella internazionale, avvicinandoli ai mostri sacri del calibro di Moonspell e Rotting Christ. Abbiamo contattato il loro leader Mancan per cercare di cogliere in profondità tutte le sfumature di “Necrogod”…

 

ECNEPHIAS-PHOTOBAND-2013

 

 

BENTORNATI ECNEPHIAS E CONGRATULAZIONI PER IL VOSTRO NUOVO, OTTIMO ALBUM! STAVOLTA IL VOSTRO LATO OCCULTO HA VOLUTO COINVOLGERE ANCHE ALCUNE RELIGIONI DELL’ERA ANTICA. COME MAI QUESTA SCELTA CONCETTUALE?
“Grazie davvero, siamo molto soddisfatti del responso quasi unanime che sta ricevendo ‘Necrogod’. La scelta concettuale deriva dalla nostra anima mediterranea, sempre presente sin dal demo ‘November’, ma questa volta abbiamo calcato la mano portando all’ascoltatore un universo di culti dimenticati, sinistri e affascinanti come quelli di Kukulkan, Baal, Kali, Seth, Anubis, con un excursus che tocca il Voodoo ed i suoi legami con l’antico Egitto. Tutto questo è riportato nel booklet del digipack. Il Sud del mondo è ricco di tradizioni e folklore in misura davvero ampia ed è giusto dunque ricordare da dove è partita tutta la nostra cultura filosofica e religiosa: Oriente, Grecia, Africa”.

“NECROGOD” SEGUE L’EVOLUZIONE STILISTICA DI ‘INFERNO’, NEL SENSO CHE IL VOSTRO SOUND E’ UN PO’ MENO ESTREMO CHE IN PASSATO. STAVOLTA C’E’ QUALCHE ATMOSFERA GOTICA, MA SOPRATTUTTO C’E’ UN PATHOS ARCANO CHE AVVOLGE LA RELEASE…
“Gli Ecnephias sino al 2010 sono catalogabili come ‘blackened death metal’, con influenze doom e gothic, mentre da ‘Inferno’ a ‘Necrogod’ è uscita fuori la nostra anima più matura: molto heavy metal di base corredato da un death/doom dalle tinte sinistre e teatrali. E’ la nostra forma migliore, anche perché finalmente abbiamo una lineup stabile da circa tre anni. Il pathos arcano non manca e non mancherà mai. E’ nel nostro DNA la propensione all’occulto”.

QUANTO I CULTI MISTERICI HANNO INFLUENZATO LA STESURA DEI BRANI E DELLE ATMOSFERE PRESENTI SU “NECROGOD”? COS’ALTRO HA INFLUENZATO STAVOLTA IL VOSTRO PROCESSO COMPOSITIVO?
“Io personalmente ho viaggiato tra libri e documentari in TV alla ricerca del mistero insito nei culti di cui sopra. Il sacrificio rituale, l’ombra pesante della morte, il fatalismo, la soggezione all’invisibile, la paura e la punizione divina: sono questi i tratti caratteristici dei culti afro-mediterranei e sudamericani. Sono molto vicini al mondo dell’Italia meridionale e alla Grecia e Spagna: mi riferisco alle tradizioni nascoste tramandate a livello popolare. Il voodoo è per certi versi simile ad alcune devozioni e superstizioni della nostra penisola, dalla Lucania a scendere, in particolare rituali di vendetta e oggetti maleficati, ma anche guarigioni”.

ANCHE STAVOLTA AVETE CAMBIATO ETICHETTA E SIETE TORNATI CON LA CODE666. I CONTRATTI CHE FIRMATE SONO VALIDI SEMPRE E SOLO PER UN ALBUM OPPURE I CAMBIAMENTI SONO DOVUTI AD UNA VOSTRA SCELTA?
“Questa volta è stata una scelta nostra, nel senso che Emiliano della Code666 garantisce un investimento, una passione ed un interesse verso le proprie band che sono superiori alla media delle altre label con cui abbiamo collaborato. In più ha gradito molto la nostra evoluzione stilistica e tornare assieme è stato naturale e davvero piacevole. Sono in ottimi rapporti di stima e amicizia con i titolari della Scarlet, ad ogni modo, e con gli amici della Behemoth Prod. che curano alcune uscite della nostra band con vero spirito underground! A volte è questione di particolari, ma contano eccome!”.

SE NON ERRO L’ALBUM USCIRA’ IN UN’EDIZIONE SPECIALE…
“Vero, ci sarà un digipack lussuoso, con una grafica strabiliante di Pierre Alain, un altro grande trademark Ecnephias da anni. La grafica è fondamentale per una band metal e deve essere personale e originale come la musica, nei limiti del possibile”.

SU QUESTO NUOVO ALBUM SEMBRA CHE ABBIATE ASSIMILATO INFLUENZE NEL VOSTRO SOUND DAVVERO INSOSPETTABILI. AD ESEMPIO MI VENGONO IN MENTE GRUPPI COME I TYPE O NEGATIVE, OPPURE GENERI COME LA MUSICA DARK, MA MAGARI MI SBAGLIO…
“Non ti sbagli, ascoltiamo di tutto e la dark music è un punto fisso per noi: Type O Negative, Moonspell, Tiamat, Rotting Christ, Paradise Lost, Christian Death, Litfiba degli esordi. Non amiamo l’estremismo a tutti i costi, ma il fascino di un certo metal estremo unito alla melodia dell’heavy classico e del gothic anni ’90”.

CREDI CHE CON QUESTA RELEASE ABBIATE RAGGIUNTO LA DEFINIZIONE DEL VOSTRO SOUND, OPPURE IN FUTURO CONTINUERETE A CAMBIARE LO STILE IN UN PROCESSO SENZA FINE?
“Siamo imprevedibili, ma al 70% la linea sarà quella di ‘Inferno’ e ‘Necrogod’. Molti mi chiedono di usare solo la voce pulita e probabilmente prima o poi avverrà, almeno su un disco mi piacerebbe farlo”.

CREDO CHE “KALI MA (THE MOTHER OF THE BLACK FACE)” SIA UNO DEI BRANI PIU’ MATURI CHE ABBIATE MAI SCRITTO, PERCHE’ CONTIENE MILLE RIFLESSI DEL VOSTRO VARIEGATO SOUND…
“Non sbagli, il brano è melodico, potente, incalzante, ha un fascino orientale ed erotico, specialmente nel refrain. E’ uno dei capitoli migliori dell’album”.

QUALI ASPETTATIVE RIPONETE IN QUESTO ALBUM?
“Attualmente mi pare fermamente confermata la stima degli addetti ai lavori nei magazine, nelle webzine e soprattutto da parte dei fan. Lo dico senza mezzi termini, noi aspiriamo a diventare una bandiera assoluta per l’Italia e so pure che difficilmente avverrà perché siamo in questo strano paese, ma credimi: là fuori centinaia di ragazzi stravedono per la nostra musica e non abbiamo paura di tentarci. Per ora siamo già ampiamente soddisfatti, ma l’Italia deve mostrare orgoglio per noi in misura maggiore. Basta esterofilia, basta Scandinavia!”.

IN DIVERSI BRANI MI E’ SEMBRATO DI COGLIERE UNA VENA MALINCONICA CHE IN ALTRI ALBUM NON AVEVO RISCONTRATO. E’ CORRETTA LA MIA IMPRESSIONE? DA DOVE DERIVA QUESTO SENTIMENTO?
“Sì, in ‘Ishtar’ ad esempio. L’ho composta in estate, sul finire della bella stagione quando la nostalgia del sole e del viaggio ti prende dentro. La musica o emoziona o non è musica. Deve parlare al cuore”.

RICORDO ANCORA OGGI IL GIORNO IN CUI RICEVETTI A CASA IL VOSTRO DEMO “NOVEMBER”, ERA IL 2005. SI TRATTAVA DI UN PRODOTTO PARTICOLARE E SOTTO CERTI ASPETTI SPERIMENTALE. COSA E’ RIMASTO DI QUEL DEBUTTO NEL SOUND DEGLI ECNEPHIAS?
“Dal vivo riproponiamo sempre ‘Lost Love Ballad (Lost God)’ e sinceramente credo che prima o poi registreremo nuovamente questo brano tratto dal demo, magari con altre bonus track. E’ un piccolo gioiellino quel demo, siamo legati a tutti i nostri ‘figli’, siamo sempre noi”.

E’ PREVISTA LA REALIZZAZIONE DI UN VIDEO CLIP ANCHE PER UN BRANO DI “NECROGOD”, COSI’ COME ERA ACCADUTO PER “A SATANA”?
“Sicuramente, attualmente stiamo decidendo il brano tutti assieme. Alcuni pezzi sono svantaggiati dall’eccessiva durata per cui la scelta ricadrà su quelli entro i cinque minuti, più o meno”.

A PROPOSITO DELLA BELLISSIMA “A SATANA”, SULL’ALBUM PRECEDENTE AVETE RISPOLVERATO UNA POESIA DI CARDUCCI CHE NON TUTTI CONOSCONO. QUALI SORPRESE INVECE CI RISERVA IL NUOVO ALBUM?
“Il primo brano ‘The Temple Of Baal Seth’ presenta un inedito ritornello in portoghese che ho realizzato con una nostra fedelissima seguace di Lisbona, un’amica dei Moonspell. Inoltre su ‘Voodoo’ sentite frasi in spagnolo e anche in francese. L’Italiano è stato messo da parte per evitare la ripetizione di una formula all’infinito, ma ritornerà già sul prossimo album”.

NON TUTTI HANNO SAKIS DEI ROTTING CHRIST COME SPECIAL GUEST SUL PROPRIO ALBUM. TI DIRO’ DI PIU’, “VOODOO (DAUGHTER OF IDOLS)” E’ UN BRANO CHE SEMBRA SCRITTO CONGIUNTAMENTE DALLE VOSTRE BAND. QUALI CREDI SIANO I PUNTI DI CONTATTO TRA DI VOI E PERCHE’ AVETE SCELTO PROPRIO SAKIS?
“E’ vero, è stata una botta di fortuna stringere amicizia con Sakis, sono anni che ci teniamo in contatto. Nel 2010 gli inviai la nostra discografia per un parere e lui amò subito la nostra proposta che giudicò personale. ‘Inferno’ è stato apprezzato moltissimo da lui che ama molto l’heavy metal e la melodia unite alla voce in growl/scream. Da allora, dopo l’Agglutination Festival, l’amicizia si è consolidata e non ha avuto problemi nel concordare con me la strofa di ‘Voodoo’, fatta con il suo patrocinio. E’ un vero mito, un guerriero del metal e c’è feeling artistico tra noi. Avere un tutore in questo ambiente conta molto. E per noi è una rivalsa morale verso tanti detrattori che ci hanno sempre messo i bastoni tra le ruote, ma siamo molto più forti delle malelingue: rispondiamo con i fatti”.

QUALE BRANO TI E’ PIU’ CARO TRA QUELLI DI “NECROGOD”? PERCHE’?
“Sono tutti alla pari, ma ‘Kukulkan’, ‘Ishtar’, ‘Kali Ma’ e ‘Voodoo’ li adoro. Non ti so dire quale in particolare, ma questi quattro, perlomeno in fase live e di prove, mi danno sensazioni diverse. Permettimi di far notare anche il livello tecnico di ogni strumento su questo album, i soli di tastiera e chitarre sono davvero unici”.

QUALI SONO LE LETTURE CHE PREDILIGI IN QUESTO ULTIMO PERIODO? C’E’ UN TESTO IN PARTICOLARE CHE HA INFLUENZATO IL TUO MODO DI SCRIVERE I TESTI PER GLI ECNEPHIAS?
“Da un anno leggo molto Pessoa, Pavese, Buzzati e alcuni saggi esoterici. I libri e i film sono i migliori amici di un uomo assieme agli animali e c’è tanto da imparare da ogni cosa. No, non c’è un testo in particolare, ma tante suggestioni che ricevo da alcuni scrittori, forse perché sono intimamente simile al loro animo”.

E’ SEMPRE STATO DIFFICILE SUONARE DAL VIVO A CERTI LIVELLI E FORSE OGGI LA SITUAZIONE E’ PEGGIORATA. C’E’ LA POSSIBILITA’ DI VEDERVI FARE UN TOUR NAZIONALE PER PROMUOVERE “NECROGOD”?
“Penso di sì. Da settembre abbiamo finalmente un’agenzia seria. Vedremo. Come ho detto ultimamente, in caso contrario, credo che invierò una dichiarazione a tutta la stampa in cui affermeremo che gli Ecnephias, cult band, suonano soltanto nelle oscure campagne della Lucania e nei piccoli porti di mare di Puglia e Campania, per i fedelissimi seguaci cui si chiede abnegazione e sacrificio (ride, ndA). E’ ironia la mia, ma è allucinante quello che ci tocca subire dai ‘signori della musica live’. Noi non paghiamo e non lecchiamo il culo a nessuno. Forse qualcuno ha interesse a tenerci a bada. Ma forse mi sbaglio…”.

GRAZIE ANCORA PER LA TUA CONSUETA DISPONIBILITA’ E CORDIALITA’…
“Grazie a te e a Metalitalia.com, avrete sempre il nostro supporto! Comprate “Necrogod” presso i canali della Aural Music, merita il vostro sostegno ragazzi!”.

 

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