EDRAN – Alla ricerca della melodia perfetta

Pubblicato il 22/02/2021 da
Abbiamo avuto il piacere di ascoltare l’opera prima dei nostrani Edran, “Clockwork: Overture”. E di opera si tratta, una pièce teatrale che trae spunto dal libro “Clockwork” del tastierista Lorenzo Masiero, nonché compositore di testi e musiche. Il susseguirsi delle canzoni ci permette di entrare nel conflitto interiore del protagonista e le sfumature delle varie voci ammaliano l’ascoltatore. Un debutto importante, che non lascia indifferenti, e un altro bel ingresso nel mondo power per le band nostrane. Lasciamo però ora la parola a Lorenzo, perché nessuno meglio di lui potrà spiegarci la nascita di questa storia sinfonica.

ALLORA, GIUSTO PER INIZIARE, CI RACCONTATE IL CAMBIAMENTO DEL MONICKER DA CLOCKWORK A EDRAN?
– Il cambio del monicker è stato un passo fondamentale per noi. Sentivamo la necessità di trovare all’intero progetto una propria identità che si distinguesse in modo univoco, e il nome, rappresentando la storia, la musica e tutto il mondo fantasy che abbiamo sviluppato, era la prima cosa da sistemare.
Edran è il protagonista della storia, che si svolge all’interno di un universo che si chiama appunto “Clockwork”. Quindi abbiamo scelto di rinominare la band in onore di questo eroe.

COME VI SIETE CONOSCIUTI? VEDO CHE NELLE VOSTRE FILA CI SONO ALCUNI MEMBRI DEI DARK HORIZON, QUINDI SARA’ QUESTA LA FORMAZIONE TIPO ANCHE PER PORTARE LIVE IL VOSTRO DEBUTTO?
– La formazione definitiva è quella attuale. Essendo un progetto all’esordio e molto ambizioso, la formazione ha subito delle modifiche fisiologiche, specie per quanto riguarda l’aspetto ‘ospiti’.
Dovevamo prendere le misure con noi stessi e soprattutto dovevamo essere sicuri che chiunque facesse parte di questo team avesse l’entusiasmo necessario per affrontare il mondo della musica per com’è al giorno d’oggi.

PASSIAMO ALLA STORIA E AL CONCEPT ALLA BASE DI “CLOCKWORK: OVERTURE”: PUOI RACCONTARE BREVEMENTE LE VICENDE?
– Tutto inizia quando Edran, un musicista ossessionato dalla Melodia Perfetta (una melodia in grado di racchiudere ogni emozione), stringe un patto col demone Phedus. Viene raggirato e ingannato, e si ritrova con l’anima divisa in vari frammenti, ognuno con una propria volontà e una propria voce.
Ogni voce racchiude in sé un sentimento del protagonista che cercherà con tutte le forze di raggiungere il suo obiettivo: arrivare alla Melodia Perfetta.

LORENZO, CHE EFFETTO FA TRASPORTARE IN MUSICA IL PROPRIO RACCONTO? AVEVI GIA’ IN MENTE DI DARE UNO SVILUPPO INTERPRETATIVO AL TUO LIBRO?
– Il progetto è nato proprio così. La mia idea, fin dall’inizio, era dare forma a questa storia attraverso più espressioni artistiche possibile.
Il libro e la musica sono solo i primi due passi. Proprio come Edran cerca la Melodia Perfetta, anch’io cerco di trovare un modo per esprimere al 100% quello che provo e tutti i miei pensieri. Sicuramente abbiamo tanta strada da fare, ma sapere che altre sette persone lavorano con me e col mio stesso obiettivo è qualcosa di rassicurante e incoraggiante.

SUL DISCO ABBIAMO AVUTO IL PIACERE DI SENTIRE BEN QUATTRO CANTANTI, OGNUNO CON IL PROPRIO RUOLO E IL PROPRIO SPAZIO NELLA STORIA. CHE TIPO DI LAVORO E’ STATO FATTO PER APPROCCIARSI A “CLOCKWORK…” IN TERMINI DI INTERPRETAZIONE E DIVISIONE DELLE LINEE VOCALI?
– Probabilmente è stato il punto cruciale di tutto il progetto. Gran parte dei testi era già stata scritta e abbiamo dovuto lavorare molto per far sì che ogni personaggio avesse il proprio spazio. Spesso avevamo paura di far dire troppo, o troppo poco.
Le linee vocali sono state scritte insieme al concept di ogni canzone, quindi insieme agli altri cantanti abbiamo ‘personalizzato’ ogni parte per rendere più evidente l’intenzione dietro ogni frase. Abbiamo tentato un approccio tendente al musical, senza però voler esasperare questo aspetto.

ANCHE CONSIDERANDO CHE E’ UN’OPERA PRIMA, I SUONI E GLI ARRANGIAMENTI SONO VERAMENTE CURATI. SIETE SODDISFATTI DEL CD, DAL MIXAGGIO AL PACKAGING?
– Sicuramente siamo tutti pienamente soddisfatti del risultato ottenuto. Ma non siamo così sprovveduti da accomodarci e pensare che questo sia un traguardo.
Oggi le band devono fare parecchi conti con budget ristretti, tempi ristretti… Il mercato stesso della musica subisce cambi in ogni momento. Il nostro obiettivo era massimizzare le nostre risorse per ottenere un risultato il più alto possibile qualitativamente. E su questo siamo assolutamente soddisfatti.

SENTENDO CHE TUTTI E OTTO I MUSICISTI SONO PROTAGONISTI DEL RISULTATO CHE TRASPARE DALLE TRACCE, CHE ESPERIENZE PORTATE DALLA FASE DI REGISTRAZIONE? SIETE RIUSCITI IN QUESTO PERIODO DIFFICILE PER GLI INCONTRI A VEDERVI QUALCHE VOLTA OPPURE LE TRACCE SONO STATE DA OGNUNO REGISTRATE DA SOLO?
– Abbiamo avuto la fortuna di lavorare agli Elfo Studios anche quando ancora non era scoppiato il finimondo, quindi gran parte delle registrazioni le abbiamo fatte insieme. Poi ci sono sempre dei piccoli cambi, degli arrangiamenti che ti vengono in mente all’ultimo o qualcosa che inevitabilmente devi sistemare. Abbiamo dovuto rinunciare agli incontri in otto, per ovvi motivi, ma nulla ci ha fermati dal lavorare sull’album. Con la tecnologia puoi superare ‘quasi’ tutti gli ostacoli, ormai.

ABBIAMO POTUTO VEDERE I VIDEO DI “CLOSER” E “REDEMPTION”, GIRATI PRIMA DEL LOCKDOWN. VI SIETE DIVERTITI NEL PORTARE IN SCENA QUALCHE PASSAGGIO DEL VOSTRO ALBUM?
– Assolutamente sì, è stato un po’ come tornare bambini. Sono esperienze che ti aiutano a crescere e vedere coi tuoi occhi il risultato di tanto lavoro è entusiasmante. Speriamo di produrre molti altri contenuti di questo tipo perché è stato divertente, appagante e artisticamente necessario.

PASSIAMO ALLA PARTE DAL VIVO, PER QUANDO SARA’ POSSIBILE: AVETE IN MENTE QUALCOSA DI PARTICOLARE, VISTA ANCHE LA TEATRALITA’ DEL TEMA TRATTATO?
– Abbiamo in programma degli spettacoli unici. Se dobbiamo fare qualcosa, vogliamo farlo in grande stile.
La gente dovrà pensare a Clockwork e a Edran come ad uno spettacolo che non potrà “vivere” se non con noi. Oltre ad unire un concerto metal con il musical, stiamo lavorando per rendere gli spettacoli entusiasmanti anche a livello visivo, con proiezioni, effetti speciali e scenografie caratteristiche.
Sicuramente sarà impegnativo, ma siamo carichi e abbiamo un obiettivo che vogliamo raggiungere.

SEMPRE PER I LIVE, SARA’ FONDAMENTALE TUTTA LA PARTE DI ARRANGIAMENTI SINFONICI MA HO TROVATO CHE LA MAGGIOR PARTE DELLE TRACCE HA LA CAPACITA’ DELLA SINTESI, PEZZI DI QUATTRO MINUTI POMPATI A TUTTA. VI IMMAGINATE GIA’ QUALI SARANNO I BRANI CHE FARANNO BRECCIA NEI VOSTRI ASCOLTATORI?
– Nell’album abbiamo voluto trovare uno scopo ad ogni canzone. Ci sono pezzi che sono dall’ascolto facile, mentre altri che durano più di otto minuti. Credo sinceramente che dipenda un po’ dal contesto dell’ascolto, ma pezzi come “Chase the Fire” o “Closer” siano quelli più papabili. Siamo curiosi anche noi di saperlo però.

RINGRAZIANDOVI PER IL TEMPO PASSATO ASSIEME, VOLETE ANCORA DIRE QUALCOSA? ANCHE SE IN PERIODI INCERTI, QUALI SARANNO I VOSTRI PROGETTI FUTURI?
– Puntiamo a raggiungere i nostri fan con ogni mezzo possibile. Che sia un video, una canzone, o un futuro cortometraggio… Magari ci metteremo a produrre anche un videogame, chi può dirlo?!
Sicuramente siamo grati del supporto che ci è stato dimostrato, perché è grazie a tutti i commenti positivi che gli ascoltatori ci hanno lasciato che troviamo lo stimolo per dare sempre di più.

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