EHNAHRE – Divoratori Di Mondi

Pubblicato il 10/03/2011 da


Dopo i Lesbian, Metalitalia.com si siede a fare due chiacchiere con un’altra band americana che sta rivoltando il death metal come un calzino, spingendo il metal estremo in direzioni del tutto nuove e in territori ancora completamente inesplorati. Gli Ehnahre sono tre ragazzi di Boston che dopo aver militato negli avant-rockers Kayo Dot hanno deciso di invertire la rotta e creare musica in cui la luce non è ammessa. Per conoscere questa band e potersi addentrare nella loro musica è necessario fare un respiro profondo ed aprire la mente ad un nuovo mondo sonico, strutturato su multipli livelli di disumana astrazione sonica. Per fortuna i tre avant-deathsters della East Coast sono tutt’altro che persone complicate, e con genuinità, semplicità, e con un sorriso ben stampato in viso si sono seduti con noi per tentare di spiegarci il loro assurdo mondo metallico.

 

CIAO RAGAZZI, COMINCIAMO CON L’INTRODURRE GLI EHNAHRE AI LETTORI DI METALITALIA.COM. DA DOVE PROVIENE LA BAND?
Ryan McGuire: "Ciao a tutti. Gli Ehnahre sono nati a Boston nel 2007 dopo il repentino deterioramento dei rapporti nei Kayo Dot. Quattro dei membri originali degli Ehnahre erano nei Kayo Dot: io, John Carchia, DJ Murray, e Tom Malone. Dopo il casino che è successo in quella band mi sono messo a scrivere un album di death metal sperimentale da solo, e il risultato finale è poi diventato ‘The Man Closing Up’ (il primo album degli Ehnahre, ndR). Chiesi agli altri ex-membri dei Kayo Dot se volevano darmi una mano a registrare il progetto e hanno accettato. Poi, suonando insieme, abbiamo capito che la cosa ci piaceva parecchio, e a quel punto abbiamo deiciso di fare del mio iniziale progetto solista una band vera e propria. E così sono nati gli Ehnahre. All’inizio, per ‘The Man Closing Up’ eravamo in cinque, poi siamo scesi a quattro per ‘Alpha/Omega’ quando ci ha lasciati il chitarrista Andrew Hock. Poi ci ha lasciato anche il batterista Tom Malone ed è così che abbiamo reclutato Ricardo. Capimmo che con due chitarre anziché tre il suono era più coeso e meno confuso, e abbiamo optato per non tornare a tre chitarre. Poi nel 2009 anche il secondo chitarrista JD decise di lasciare lasciandoci in tre. Invece di disperarci abbiamo capito che in realtà l’achimia come trio era perfetta e il nostro sound aveva finalmente acquistato una propria dimensione. Abbiamo anche deciso di rimanere un trio perché sapevamo che non saremmo mai riusciti comunque a trovare un altro chitarrista capace di suonare questa roba o in grado di stare dietro al nostro consumo quotidiano di alcol".

COSA SIGNIFICA ESATTAMENTE IL NOME "EHNAHRE"?
Ryan McGuire: "Il nome della band è una storia un po’ complicata. Quando io, DJ e John eravamo al liceo eravamo in una band hardcore chiamata Negative Reasoning, dalla canzone degli Eyehategod ‘Non Conductive Negative Reasoning’. Dopo un po’ di tempo che eravamo in giro le persone cominciarono a chiamarci semplicemente col nome NR. Poi decidemmo che il nome non ci piaceva più, ma ormai troppa gente ci conosceva con l’acronimo NR, e allora decidemmo semplicemente di scrivere NR foneticamente come nuovo nome per la band, ed è nato così il nome ‘Ehn-ahre’. Quella band poi sparì attorno al 2000 o al 2001. Nel 2007 quando abbiamo dato vita a questa nuova band, dovevamo darle un nome, e ci siamo semplicemente detti: ‘fanculo, usiamo il nome Ehnahre di nuovo!’. E così abbiamo fatto. Adesso è una band completamente diversa da quella di allora, ma alcuni dei membri originali sono ancora presenti".

RYAN, JOHN, POTRESTE DIRCI COSA E’ SUCCESSO CON I KAYO DOT E COME MAI QUELLA ESPERIENZA FINI’ PER VOI?
Ryan McGuire: "Gli ultimi giorni che abbiamo passato nei Kayo Dot sono stati un vero casino. Senza scendere nei dettagli ti dico che eravamo alla fine di un tour di tre mesi e la tensione e lo stress erano alla stelle, specialmente tra Toby (Driver, ndR) e Mia da una parte, e il resto dell band dall’altra. Alla fine ci fu un aspro diverbio perché tutti noi sentivamo che loro si stavano approfittando di noi e che non eravamo più rispettati nella band. Al culmine di tutto questo, una sera ce ne siamo andati tutti e quattro – io, John, Tom, e Forbes Graham – nello stesso momento. Un altro membro originale degli Ehnahre, DJ, aveva lasciato i Kayo Dot un anno prima di noi. A differenza di quello che si dice in giro, nessuno di noi aveva mai militato nei Maudlin Of The well" (la prima band di Toby Driver che ha poi cambiato nome in Kayo Dot, ndR).
John Garchia: "Ryan ha più o meno detto tutto, ma ci tengo a precisare che, nonostante la fine infelice, tramite quell’esperienza con i Kayo Dot io ho avuto la possibilità di suonare  con i migliori musicisti della scena di Boston. Ho imparato tantissimo dal suonare con quei ragazzi e non cambierei quell’esperienza per nulla al mondo. I cinque di noi che mollarono I Kayo Dot suonarono tutti sul primo album degli Ehnahre, e siamo ancora tutti e cinque molto amici".

PENSATE CHE UN GIORNO POTRESTE TORNARE A LAVORARE CON DRIVER NEI KAYO DOT?
Ryan McGuire: "Non lo so, la vedo dura, ma non si sa mai".

RICARDO, TU INVECE DA CHE BACKGROUND PROVIENI?
Ricardo Donoso: "Io ho studiato composizione, sintesi e batteria jazz, un mondo molto lontano dal metal. A dire il vero neanche ascolto o mi interesso di metal. Conobbi Ryan al conservatorio e abbiamo jammato spesso insieme negli ultimi cinque anni, ma erano solo sporadiche jam noise-free jazz improvvisate con band di nessun rilievo. Quando mi chiese di unirmi agli Ehnahre fui preso in contropiede perché stavo lasciando la batteria per concentrarmi sulla musica elettronica. Ho comunque accettato immediatamente perché la band mi stava presentando la possibilità di suonare la batteria in un modo del tutto nuovo ed innovativo, cosa che non non avevo mai fatto prima".

CHE PROGRAMMI AVETE PER IL 2011? VERRETE IN TOUR IN EUROPA O IN ITALIA?
Ryan McGuire: "Per ora siamo impegnati nella stesura del nuovo album che siintitolerà ‘Old Earth’, e che consisterà di una sola lunga traccia. Loregistreremo a maggio e poi si vedrà. Comunque sì! Ci piacerebbemoltissimo venire in Europa – e ancora di più in Italia – il primapossible, e cercheremo di farcela in autunno. Devo dire che abbiamoproblemi a trovare del booking decente da quelle parti, per questo sequalcuno dei vostri lettori può darci una mano tramite un’agenzia dibooking interessata alla musica che proponiamo, per piacere fatevisentire!".

POTRESTE DIRCI COM’E’ NATO "TAMING THE CANNIBALS" E DA DOVE AVETE TRATTO L’ISPIRAZIONE PER L’ALBUM? C’E’ QUALCHE TEMA RICORRENTE CHECARATTERIZZA IL LAVORO?
Ryan McGuire: "Quando ho cominciato a mettere insime idee per l’albumstavo leggendo un sacco di poesia, cercando di trovare ispirazione inquante più cose possibile attorno a me per lavorare ad un solo concetto. Un tema unificatore per l’intero lavoro, appunto. La frase ‘Taming TheCannibals’ mi é venuta per caso. Non sapevo se usarla per il titolo diuna canzone o che altro, ma non lasciava la mia mente. Era divenuta unasorta di ossessione. Alla fine ho però capito che la frase sarebbedovuta divenire il titolo del prossimo album, e il tema principale perl’intero lavoro. Ancora non so bene cosa mi abbia fatto fissare su quelconcetto, ma per qualche motivo era un tema ricorrente in tanta poesiache avevo letto in quel periodo, e la successione delle canzoni sembrava combaciarvi alla perfezione. Alla fine ho capito che il ‘cannibale’ inrealtà si riferisce a noi stessi, o a un elemento di noi stessi.’Ammaestrarlo’ significa reprimere i propri impulsi alla distruzione, eallo stesso tempo descrivere lo stato in cui viviamo oggi che èassolutamente innaturale. I cannibali sono ciò che noi uomini eravamouna volta e che stiamo cercando oggi di nascondere in tutti i modi.Allora mi sono chiesto se questo tentativo di reprimere i nostri istinti naturali non stia per caso amplificando le nostre tendenzeautodistruttive. Non lo so, ma questo tema, anche se molto eterogeneo esfaccettato, è ben rappresentato nella musica apparentementeconfusionaria e caotica degli Ehnahre".

QUALI SONO LE PRINCIPALI DIFFERENZE CHE TROVI TRA QUESTO NUOVO ALBUM E "THE MAN CLOSING UP?
Ryan McGuire: "Sono due album molto diversi, principalmente perché tra i due album siamo passati  da tre chitarre a una sola. Credo che ‘The Man Closing Up’ era anche più metal nel senso più stretto del termine,mentre ‘Cannibals’ è molto più astratto. Con questo nuovo album abbiamopotuto sfruttare il drumming di Ricardo che ha reso il lavoro molto piùlibero e praticamente senza una metrica riconoscibile. Anche lecomposizioni sono molto diverse tra i due lavori. In ‘Cannibals’ sonomolto più ragionate e a fuoco, e uniscono meglio le varie canzoni checompongono l’album".

AVETE SENZ’ALTRO UN SOUND UNICO E INCONFONDIBILE. NONOSTANTE TUTTO CISONO DELLE BAND DEL PASSATO O DEL PRESENTE CHE VI HANNO INFLUENZATI?
Ryan McGuire: "Certamente, le nostre influenze sono tantissime. Io amotantissime band death metal degli anni ’90 come Morbid Angel,Immolation, Incantation, Death, Suffocation e Disincarnate. Anche ildoom e lo sludge hanno giocato un ruolo fondamentale nella mia vita,soprattutto i Burning Witch, i Corrupted, i Grief, e gli Eyehategod.Devo dire però che sono anche profondamente influenzato da musica chenon c’entra nulla col metal, soprattutto dalla musica classicacontemporanea di Schoenberg, Luciano Berio, Pierre Boulez, John Cage eIgor Stravinsky. E poi ovviamente c’è tutta la compoentefree-improvvisata che gioca un ruolo fondamentale nella mia visionemusicale".
John Garchia: "Io invece credo di venire da un background fatto solo dimusica pesante: Eyehategod, Grief, Dystopia, Morbid Angel, Immolation,Gorguts, Burning Witch ed Earth sono i miei punti di riferimentoprincipali. Anche musicisti più moderni e innovatori come Marc Ribot eDerek Bailey mi hanno influenzato parecchio, sprattutto per quantoriguarda il mio modo di suonare la chitarra negli utlimi anni".

GLI EHNAHRE NON NASCONDONO CERTO CAPACITA’ COMPOSITIVE E TECNICHEASSOLUTAMENTE FUORI DAL COMUNE. AVETE STUDIATO MUSICA IN MANIERAACCADEMICA?
Ryan McGuire: "Sì, io e Ricardo abbiamo studiato al Berklee College ofMusic di Boston, e lì ci siamo consciuti. Io ho studiato contrabbasso ecomposizione, mentre Ricardo ha studiato percussioni e composizione.John ha preso lezioni privatamente ma non ha alcuna preparazionemusicale accademica, solo un sacco di tempo speso ad esercitarsi!".

CHE STRUMENTAZIONE USATE?
Ryan McGuire: "Io uso un vecchio e scassato baso fretless che mi sonopraticamente costruito da solo usando pezzi di un vecchio Peavey MarkIV. Come amplificazione uso due ampli Trace Elliot e per la distorsionesempliemente un vecchio pedale Boss DS-1. Tutto qua".
Ricardo Donoso: "Io usouna batteria Gretsch con gran cassa da 18 pollici, un tom da 13, untamburo da 16 e dei piatti Zildjian. Uso anche componenti elettroniche:un Max MSP, nastro analogico, synth etc. Per i live campiono il tutto epoi lo faccio passare tramite Abelton Live".
John Garchia: "Io suono con mezzi scarsi! Suono una scadente Ibanez RGtramite un pedale Ernie Ball, una testata Peavey VTM e una cassaEmperor. Mi piace creare un sacco di suoni strani senza usare troppieffetti".

LA CRUCIAL BLAST E’ UNA VERA FORZA QUANDO SI TRATTA DI PUBBLICAREMATERIALE DI NICCHIA ASSOLUTAMENTE  UNICO ED ESTREMO. COME VI SIETEIMBATUTTI NELL’ETICHETTA E COME VI CI TROVATE?
Ryan McGuire: "In realtà eravamo in contatto con Adam e la Crucial Blast già dai tempi di ‘The Man Closing Up’, ma all’epoca non ha avuto iltempo di metterci mano. Allora ci abbiamo riparlato con la stesura di’Cannibals’ e questa volta ci ha messi nel suo roster. E’ una grandeetichetta che ci tratta sempre splenditamente, soprattutto con lapromozione che ci fa".

COME GIUDICATE LA SCENA METAL DI BOSTON? CI SONO ALTRE BAND DALLA CITTA’ CHE APPREZZATE?
Ryan McGuire: "Non è una scena metal che apprezzo particolarmente,quella di Boston. Ci sono molte band, ma poche di rilievo. La maggiorparte sono ‘poser’ che copiano i riff delle loro band preferite.Tuttavia c’è un’ottima e oscura sludge band che mi piace tantissimochiamata Phantom Glue. Ci sono anche tantissimi musicisti validi aBoston dediti alla sperimentazione e all’improvvisazione, con i quail io e John suoniamo spesso, sopratutto Greg Kelley, Dave Gross, ForbesGraham e Bhob Rainey".
John Garchia: "Raw Radar War è la band di Boston che mi piace d più, manon seguo molto ciò che succede in città, e quindi non sono molto alcorrente di quali siano le ultime novità".

IL JAZZ E IL METAL, ANCHE SE MONDI OPPOSTI, SEMBRANO AVER SPORADICAMENTE PRODOTTO FUSION-BAND DI TUTTO RISPETTO NEGLI ANNI. COSA PENSATE UNISCAQUESTI DUE MONDI E A QUALE VI SENTITE PIU’ VICINI?
Ryan: RyanMcGuire: "Non so cosa di preciso tenga uniti i due mondi. Credo chedipenda dal fatto che tanti musicisti progressive e avant-metal allafine studiano musica in maniera accademica ed inevitabilmente vengono aconoscere ed apprezzare i tecnicismi e la complessità del jazz. Iopersonalmente non ho tante affinità col jazz. Apprezzo molto di più lamusica classica, soprattutto quella contemporanea. In realtà gli Ehnahre non hanno alcun legame tecnico col jazz. Credo che finiamo in quellacategoria perché molta gente vede in noi la stessa tendenzaall’improvvisazione e alla metrica libera che si trova nel jazz, ma inrealtà è la musica classica l’altra metà dell’anima musicale degliEhnahre. E’ vero però che la strumentazione che usiamo è effettivamentepiù associabile al jazz che ad altro".

ANCHE IN ITALIA C’E’ UNA MANCIATA DI BAND CHE HANNO AVUTO SUCCESSOFONDENDO IL JAZZ E CERTI ASPETTI DELLA MUSICA CLASSICA COL METAL.CONOSCETE BAND COME EPHEL DUATH, ZU E PSYCHOFAGIST?
Ryan McGuire: "Conosco certamente gli Ephel Duath e gli ZU. Ci è anchestato suggerito di suonare con gli ZU quando torniamo in Italia. GliPsychofagist non li conosco, ma ora che li hai menzionati provvederòsenz’altro all’ascolto".

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