EKTOMORF – Hungarian Tribe

Pubblicato il 24/10/2006 da


Forti dell’appoggio della Nuclear Blast ma soprattutto di un reggimento di fedelissimi fan teutonici, capaci di creare per gli Ektomorf un vero e proprio fan club, tornano gli zingari ungheresi capitanati dal leader Zoltan, con un disco che si sforza al massimo di essere personale ed evolvere il suono della band, citata spesso come Cavalera-derivata. Nonostante i tranelli un poco cattivi di Metalitalia.com, Zoltan si dimostra sicurissimo di sé e della propria proposta, oltre che loquace e realmente spontaneo e simpatico. A voi lettori il resoconto della nostra chiacchierata…



INIZIA A RACCONTARCI CHE C’E’ DI NUOVO IN “OUTCAST”.
“E’ una evoluzione netta, ci sono molte differenze che lo separano da ‘Istinct’ e dai precedenti lavori. Le canzoni hanno un’impronta molto più personale e le influenze asiatiche, indiane, bulgare e della cultura zingara riescono a donare un’atmosfera mai assaporata in passato. Oltre a questo sapore folk c’è anche un pezzo acustico, intitolato ‘Who Can I Trust’, che rappresenta una esperienza prima mai sperimentata. Poi è tutto più veloce, heavy e headbangin’ come i pezzi migliori del nostro passato, non abbiamo perso le nostre caratteristiche fondamentali”.

ORAMAI AVETE DIVERSI ALBUM ALLE SPALLE: IL PROCESSO COMPOSITIVO E’ DIVENTATO PIU’ FACILE RISPETTO AGLI ESORDI?
“Siamo tornati in studio con Tue Madsen, che ci ha prodotto ottimamente anche in passato. Quando la casa discografica ci ha chiesto chi volevamo dietro alla consolle, la mia risposta è stata: se volete che scelga un produttore direi Ross Robinson (Korn, Slipknot, Sepultura)! Ma come sai siamo europei, non siamo un gruppo affermato e Ross è fottutamente troppo caro per le nostre tasche (ride, ndR)… Solo un altro produttore era in grado di fare un gran bel lavoro, quindi ci siamo rivolti immediatamente a Tue Madsen, e abbiamo passato con lui quattro settimane davvero gradevoli essendo oramai buoni amici. Sono extra contento del suo lavoro, e il perché lo puoi capire con le tue stesse orecchie: il suono è corposo, micidiale!”.

SEI TU IL PRINCIPALE COMPOSITORE?
“Sì. Scrivo le canzoni e i testi… Avviene tutto molto naturalmente, senza particolari sforzi. Compongo prima la musica e ci aggiungo successivamente i testi. Uso il pc principalmente, e riesco a registrare tutte le idee che mi passano per la testa a casa mia, con calma. Successivamente le propongo al gruppo e le completiamo assieme. Non mi serve tantissimo tempo, le crisi creative fortunatamente sono molto brevi, appena qualche fatto mi colpisce o appena ho un’ispirazione particolare la tecnologia mi viene in grandissimo aiuto e posso salvare tutte le mie idee quasi istantaneamente”.

RITIENI CHE “OUTCAST” POSSA ESSERE CONSIDERATO UN DISCO FONDAMENTALE NELLA VOSTRA DISCOGRAFIA?
“Sono convinto al massimo della bontà di tutte le dodici canzoni che compongono l’album, e la mia impressione è stata confermata da tutti coloro che hanno ascoltato il disco, ‘Outcast’ non può lasciare indifferente nessuno che ami questo tipo di musica. E’ il disco che ci porterà in alto”.

TRA LE CANZONI E’ PRESENTE ANCHE UNA COVER DI “FUEL MY FIRE” DEI PRODIGY: QUALI SONO I TUOI ASCOLTI AL DI FUORI DEL METAL?
“Ascolto tutto, molta, molta, molta musica. Il metal è il genere più radicato nella mia persona ma nel mio iPod c’è veramente di tutto. Se parliamo di musica elettronica ti posso nominare Asian Dub Fondation e soprattutto Prodigy. Questi ultimi soprattutto perché non si basano fortemente sulla melodia, piuttosto danno rilevanza al groove, sono dei veri e propri groove-monsters. Ascoltando ‘Fuel My Fire’ ho notato che questa poteva essere tranquillamente una canzone degli Ektomorf, quindi ho trascritto il testo a mano e l’abbiamo resa nostra. Quando poi, proponendola dal vivo, il pubblico è saltato letteralmente in aria, abbiamo deciso che era assolutamente da registrare. Mi piacerebbe sapere il loro parere a proposito della nostra versione”.

A TUO PARERE LA CONTAMINAZIONE E’ NECESSARIA PER L’EVOLUZIONE DEL METAL?
“E’ sempre buona cosa quando qualcuno porta delle novità nella musica. I tempi cambiano e vedo di buon occhio ogni tipo di rinnovamento. Se poi la novità viene dalla contaminazione, ben venga”.

QUAL E’ STATA LA TUA MIGLIORE ESPERIENZA DAL VIVO DELLA TUA CARRIERA?

“Il nostro show a Wacken 2006. E’ stato incredibile, non mi aspettavo assolutamente una risposta del genere da parte del pubblico. Saliti sul palco alle tre del pomeriggio non avevamo mai visto un’audience così… Non sparo delle cifre perché direi solo cazzate, ma l’impatto visivo ci ha dato veramente la percezione di un pubblico immenso, e soprattutto visto l’impegno che ha dato alle security sotto lo stage ci ha fatto capire che i presenti si sono davvero divertiti”.

IL PUBBLICO TEDESCO VI ADORA, ANCHE AL SUMMER BREEZE DELLO SCORSO ANNO AVETE AVUTO UN RESPONSO ECCELLENTE, E SE NON SBAGLIO AVETE ANCHE UN FAN CLUB UFFICIALE IN GERMANIA…
“Verissimo, non posso che corrispondere tutto l’amore che il pubblico ci ha dimostrato anche nelle date del With Full Force e degli altri festival. Siamo Ungheresi ma posso dire concretamente che il nostro quartier generale è in Germania, è una nazione fantastica e puoi suonare veramente ovunque. Allo stesso tempo voglio dirti però che con ‘Outcast’ voglio che questa situazione cambi, vogliamo suonare dappertutto, Italia compresa. Spero di potervi raggiungere nel nostro tour europeo di febbraio/marzo. La nostra data coi Children Of Bodom di gennaio non è stata davvero uno dei nostri show migliori, il pubblico aspettava fortemente i Children e non ha esitato a dimostrarcelo, ma dai messaggi che riceviamo sono a conoscenza del fatto che anche da voi c’è gente che ci apprezza e spero di tornare, magari in un club più piccolo, e dimostrare di che pasta siamo fatti”.

QUAL E’ IL MESSAGGIO CHE LANCI ATTRAVERSO I TUOI TESTI?
“Credo sia facilmente intelligibile, chiaro per tutti. Lo faccio in maniera diretta e aggressiva, se devo sintetizzarlo in poche parole il mio messaggio è ‘siate voi stessi e credete in voi stessi’. Questo è quello che voglio arrivi a tutti attraverso la mia musica”.

LASCERESTI MAI GLI EKTOMORF PER AMORE O PER LA TUA FAMIGLIA?
“Non li lascerei mai. Non c’è ragione per me di lasciare gli Ektomorf, la mia famiglia allo stesso tempo non mi porterebbe mai lontano dal gruppo perché sa che vivo per questo, vivo per la mia musica, sono la mia musica. Se smettessi di suonare morirei, dentro e fuori. Sono single da poco, ma non è colpa della musica o della mia carriera come musicista. Se c’è davvero un legame forte e un’intesa immediata può funzionare in ogni caso. Purtroppo non è andata così nella mia ultima relazione, ma che dire, ora sono nel mio periodo da single e me lo sto godendo pienamente!”.

NELLA TUA BIOGRAFIA DICI DI ODIARE IPOCRITI, POSER E LE PERSONE FALSE IN GENERE. QUAL E’ LA TUA RISPOSTA A TUTTI COLORO CHE TI CONSIDERANO SOLO UN CLONE DI MAX CAVALERA?
“Andatevene affanculo (ride, ndR)!!! Solo questo, nient’altro”.

PARLANDO DEI SEPULTURA, PENSI SIA LA VOLTA BUONA PER UNA REUNION?
“Lo spero davvero cazzo, non li ho mai visti dal vivo, solo in DVD. Sarei il primo a correre ad acquistare il biglietto per uno show di reunion”.

ACCANTONIAMO UN ATTIMO LA MUSICA: A COSA TI DEDICHI OLTRE ALLA TUA CARRIERA MUSICALE E QUALI SONO LE PASSIONI DEGLI ALTRI ELEMENTI DEL GRUPPO?
“Faccio dello sport, ma nulla di cui non possa fare a meno nella vita. Corro tre volte la settimana e faccio un po’ di pesi perché mi fa star meglio. Non voglio diventare un Arnold Schwarzenegger, lo faccio per mantenere in forma il mio fisico così da avere anche una mente attiva e vivere meglio. Mio fratello adora la pesca. Sta a pescare tutto il giorno cazzo! Si tira in piedi alle sette del mattino, esce con la sua canna e sparisce… Quando eravamo in studio in Danimarca è stato il primo a completare le sue parti di basso, ci avrà messo un giorno e mezzo. ‘Ok, ho finito!’, e per quattro settimane è andato sempre a pescare al lago vicino, con un po’ d’erba, un sigaro e la musica del suo laptop (ride, ndR). Il nostro batterista legge moltissimo mentre il chitarrista, quello coi dread, ama la bicicletta”.

I PIANI PER IL VOSTRO FUTURO IMMEDIATO?
“Tour, tour, tour… Vogliamo suonare quanto più possibile ovunque. E’ la nostra vita. L’album che stringo tra le mani suona fottutamente bene, ma dal vivo le canzoni sono ancora meglio. Tra poco avremo la possibilità di suonare nel nostro primissimo tour da headliner, poi arriveranno i festival estivi, e successivamente spero davvero tanto di poter andare a suonare negli States”.

CONCLUDI TU L’INTERVISTA…
“A tutti quelli che leggeranno le mie parole: vi aspetto al nostro prossimo concerto, un saluto!”.

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